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Maieutica - R.E.S.
18/05/2016
( 1101 letture )
"Rock Pensante".
È così che i Maieutica amano definire la propria produzione discografica volta a creare una musica che vuole essere veicolo di idee per tutte quelle menti che risultano essere anestetizzate dal mainstream.
Già da queste battute abbiamo tutti gli indizi che ci permettono di capire quali siano gli ingredienti principali della ricetta musicale proposta dai musicisti padovani: un immaginario distopico o, quantomeno, volto alla cruda analisi delle sfaccettature dell'era moderna. L'ambiente va ad unirsi a una modalità compositiva che desidera dare notevole importanza anche agli aspetti paramusicali quale la cura dei testi.
Sono queste le fondamenta dell'originale progetto discografico dei Maieutica che, dopo la pubblicazione del loro primo album studio, Logos, nel 2012 e l'esordio a teatro con l'opera inedita Trascendenza, in questo 2016 consegnano al loro pubblico un altro loro lavoro: R.E.S..

Corredato dall'efficace artwork curato da Dusty Eye, R.E.S. -che porta nel titolo l'acronimo di "Risonanze. Echi. Suggestioni"- è un concept album ambizioso, che fa della corrispondenza tra musica e parole il suo punto di forza.
La narrazione in cui i nostri ci introducono è quella del viaggio più tortuoso e insidioso che un essere cosciente possa intraprendere: quello all'interno dell'animo umano.
È vero: sull'argomento sono state scritte pagine indimenticabili della letteratura tout court e perfino in altre opere musicali sono stati messi sotto indagine perfino i più nascosti anfratti della psiche umana; ma risulta ugualmente originale la soluzione presentata in questo platter, costruita sulla metafora di un peregrinare in terre esotiche che porti alla ricerca del meraviglioso leopardiano, quello che attraverso l'immaginazione aiuta la mente a percepire "il bello e il piacevole delle cose". Qui salta all'orecchio la quasi corrispondenza grafica e fonetica tra il titolo dell'album e il termine latino "res" (traducibile appunto con il nostro "cosa").

Abbandonando ora l'excursus letterario, arriva impellente la necessità di descrivere anche il modo in cui questo album viene percepito dall'ascoltatore. È bene specificarlo subito: i Maieutica non sono ascrivibili in alcuna etichetta di genere se non attraverso forzature.
Il gusto su cui si basa la composizione musicale dei nostri si trova senza dubbio a cavallo tra la ricerca di intrecci mai ovvii propria del progressive e la necessità di potenza e incisività che solo l'heavy metal può dare; a questo va poi aggiunto anche una certa tensione alla teatralità, chiaramente percepibile in alcune situazioni vicine a quelle del recital.
R.E.S. è dunque un album che non concede appigli né punti di riferimento musicali specifici e che ha il sicuro pregio di spaziare tra composizioni imbastite su sezioni ritmiche più aggressive e tracce in cui dominano atmosfere più soft.
In quest'ottica, possiamo definire come certamente esplosivi i primi quattro brani: si inizia con Sahara Pt. III, opening track di sicuro effetto dove le chitarre prog-metal di Brigo e Zago accompagnano la performance vocale di Sturaro, vocalist di valore che però mostra la sua migliore faccia nei momenti meno forsennati e in quelli dove è il lato teatrale a prevalere; segue Sidawa, traccia energica ma, allo stesso tempo, più debole dell'intero platter. Il terzo e il quarto brano di R.E.S. rappresentano l'apice compositivo del monicker: piacevole la linea vocale più soffusa e meno tirata rispetto alle precedenti di Sesamo e ottimo l'intermezzo strumentale molto guitar-friendly rappresentato da Sahara Pt. II.
Con Spezie ci troviamo dinanzi alla prima pausa prettamente teatrale che i musicisti padovani si concedono. È senza dubbio una soluzione interessante, in cui il quasi parlato di Sturaro si intreccia a un tappeto musicale orientaleggiante e dà vita ad un'atmosfera che abbraccia l'ascoltatore e lo trasporta in luoghi lontani. Questo brano è però anche l'ultimo che riusciamo ad ascoltare senza avere la minima percezione di noia.
La seconda metà dell'album è infatti molto meno incisiva e presenta anzi alcuni punti deboli, tra cui spicca in negativo Anche Per Quando Non ci Cercheremo Più, traccia che non riesce a lasciare il segno e che quasi non riesce a fare pendant con il resto. Insomma, si ha persino la percezione che qui i Maieutica strizzino l'occhio alla canzone leggera italiana: purtroppo il gap con gli altri brani è eccessivo e lascia interdetti.
I nostri però sembrano rinsavire due tracce più tardi con Primo Contatto, vero e proprio ultimo acuto dell'album e dimostrazione di come i rocker veneti si trovino maggiormente a proprio agio nelle composizioni più riflessive.

Traendo le somme, non ci si può dire totalmente delusi da questo R.E.S..
Si tratta di un album che presenta certamente alti e bassi ma che non smentisce certamente la totale padronanza tecnica di musicisti e interpreti e che sottolinea la tensione degli stessi a creare un progetto musicale nuovo.
Vi è inoltre da sottolineare la bontà del confezionamento del platter in questione che, per essere frutto di un lavoro di autoproduzione, non presenta punti deboli di alcun tipo.
I Maieutica devono probabilmente ancora maturare completamente a livello musicale però, al netto del loro progetto di Rock Pensante che già convince, in futuro potrebbero davvero stupire.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
73.54 su 11 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2016
Autoprodotto
Prog Metal
Tracklist
1. Sahara Pt. 3
2. Sidawa
3. Sesamo
4. Sahara Pt. 2
5. Spezie
6. Anche Per Quando Non ci Cercheremo Più
7. Estasi ed Orrore
8. Primo Contatto
9. Sahara Pt.1
10. Maelstrom
Line Up
Thomas Sturaro (Voce)
Matteo Brigo (Chitarra)
Riccardo Zago (Chitarra)
Luca Serasin (Basso)
Mirco Zilio (Batteria)

Musicisti Ospiti:
Marco Zago (Tastiere)
 
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