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Mike Stern - Upside Downside
26/05/2016
( 1771 letture )
Che dire, quando si è di fronte a un tale concentrato di classe sopraffina? Ci si inchina, ascoltando con riverenza geni assoluti della tecnica strumentale come Mike Stern e Jaco Pastorius, e si chiede perdono collettivo per tutto il pattume musicale che continua a invadere il mercato discografico in questo nuovo, decadente, millennio.

Ma andiamo con ordine. 30 anni esatti fa: è il 1986 e Mike Stern è uno dei musicisti più richiesti nel panorama fusion (ha già suonato, tra gli altri, con Miles Davis, Jaco Pastorius e Pat Metheny); il buon Stern, in piena maturità artistica – 33 anni – dà alle stampe il secondo disco solista Upside Downside. L'album si presenta, già dall'artwork, come il tentativo – riuscito – di dare forma artistica compiuta a una personalità multisfaccettata, a metà tra cronica timidezza privata e vulcanico bisogno espressivo chitarristico. C'è il lato "up", quello del virtuosismo strumentale, e il lato "down", quello dell'introversione psicomusicale. Stern è un artista potente: dal piglio fusion marcato, ma che ha sempre presente sé stesso, le proprie debolezze e la propria malinconia irrisolta. Il tragico confronto con la droga – con cui aveva avuto drammatici flirt tra 1983 e 1985 – lo lascia in uno stato di perenne sommovimento artistico, crocevia emozionale da cui si origina l'anima "soul" di Upside Downside. Stern non raggiungerà mai le vette commerciali dei suoi più illustri mentori e collaboratori, ma si ricaverà una nicchia espressiva inattaccabile e riconoscibilissima. Basti sentire la potenza heavy e quasi funkeggiante dell'opener Upside Downside (vero e proprio standard del chitarrismo solistico fusion a tinte "dark") per poi contrapporla al turbinio acido di Mood Swings, nobilitato da un Pastorius al top della forma (il genio "punk" del basso jazz se ne andrà prematuramente l'anno successivo, trentaseienne). Stern e i suoi incredibili scudieri (tutti musicisti top-class della fusion del periodo) partono per un trip sonoro che non ammette soste, un viaggio irresistibile in grado di immergere in uno stato di melanconica psichedelia. Qualcuno dei nomi dei partecipanti al progetto, per farsi un'idea: Steve Jordan (Keith Richards, John Mayer, Blues Brothers Band); Bob Berg (Miles Davis, Dizzie Gillespie, Chick Corea); Mark Egan (Sting, Roger Daltrey); David Sanborn (David Bowie, Bruce Springsteen, Stevie Wonder). La tracklist, a parte i due citati capolavori Upside Downside e Mood Swings, è completata dalle ballads Goodbye Again e After You (in cui Stern spinge al massimo l'impasto emozionale e animistico della sua chitarra), dalla "classy" e accattivante Little Shoes (aneddoto: pare che Stern abbia i piedi piccoli; da lì il titolo) e dalla nuova esplosione atomica e multisfaccettata di Scuffle. Da segnalare anche l'ottima produzione, opera del noto chitarrista jazz Hiram Bullock.

Upside Downside è un disco di qualità superiore, un lavoro fuori dal tempo. Da riscoprire: vi lascerà senz'altro sottosopra.



VOTO RECENSORE
88
VOTO LETTORI
99 su 1 voti [ VOTA]
Enrico
Sabato 4 Giugno 2016, 18.34.45
7
Condivido in tot il commento n.3 di jimithe ghost e del recensore perché è disco superiore.Grande mike!!
Luca
Sabato 28 Maggio 2016, 14.01.37
6
Artista Poco apprezzato, ma di caratura . E Grande jimi!
Jimi The Ghost
Sabato 28 Maggio 2016, 10.59.59
5
Un caro saluto lizard
Lizard
Sabato 28 Maggio 2016, 10.44.00
4
Ciao Jimi, sempre un piacere leggerti
Jimi The Ghost
Sabato 28 Maggio 2016, 10.33.10
3
Il suo stile è immediatamente riconoscibile. unico chitarrista che possiede una padronanza di tempi e le riunisce in un unico stile: up-tempo (fusion) e down-tempo (ballad). Up e Down: come gli sbalzi d'umore di Mike e della sua particolare vita, così come il titolo di questo straordinario disco. In lui questi due stili/modi musicali trovano sempre un improbabile, ma giusto equilibrio d'insieme. In ogni produzione, Mike Stern, assembla continuamente nuove band, li mescola tra loro e mai con gli stessi componenti riesce a registrae una seconda traccia. Anche in questo vinile mai remastered in digitale,La banda è interessante: Dave Weckl (di Chick Corea) alla batteria, Mark Egan (membro del primo Pat Metheny Group) al basso, Mitch Forman alle tastiere, il Dr. Gibbs (un top session man jazz tra il 1970 e l'1980) alle percussioni, e Bob Berg ai sassofoni insieme all'amico David Sanborn. Questa band così composta rende il suono di Upside Downside decisamente "alternative" e non solo per la presenza di una delle ultime registrazioni in studio da parte del grande e compianto Jaco Pastorius che mostruosamente offre un "mood" in stile chitarristico. Personalmente apprezzo lo stile di Mike, nonché la sua pacata scenica artistica, una presenza notevole in un mondo fatto solo di immagine e rumori con inutili distorsioni. Un vinile che non può deludere. Un saluto Jimi TG.
therox68
Venerdì 27 Maggio 2016, 14.11.42
2
Caro Elia, come sempre ottima idea recensire questo disco e altri dischi jazz/fusion come già visto su questo sito. Solo una curiosità: come mai così breve questa volta?
Galilee
Venerdì 27 Maggio 2016, 11.40.32
1
La fusion di questo tipo mi lascia un pò li, anche se qualcosa non mi spiace. Sto studiando un pò la sua Chromazone col basso, ma non è su questo disco.
INFORMAZIONI
1986
Atlantic Records
Fusion
Tracklist
1. Upside Downside
2. Little Shoes
3. Goodbye Again
4. Mood Swings
5. After You
6. Scuffle
Line Up
Mike Stern (Chitarra)
Bob Berg (Sassofono Tenore)
David Sanborn (Sassofono Alto)
Mitch Forman (Pianoforte e Sintetizzatori)
Mark Egan (Basso)
Jeff Andrews (Basso)
Dave Weckl (Batteria)
Dr. Gibbs (Percussioni)

Musicisti Ospiti
Jaco Pastorius (Basso in Mood Swings)
Steve Jordan (Batteria in Mood Swings)
 
RECENSIONI
90
 
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