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Equilibrium - Turis Fratyr
28/05/2016
( 1818 letture )
Anno Domini 2005. Il mondo del folk metal si accingeva ad accogliere l’attesissimo Verisäkeet dei finlandesi Moonsorrow, che con il loro precedente Kivenkantaja furono in grado di riunire al meglio tutte le basi del folk/viking composto fino ad allora, aprendo ancora di più gli orizzonti di un genere già vasto di suo. Nell’anno precedente uscirono Nattfodd dei Finntroll e Iron degli Ensiferum, album che assicurarono ad entrambe le band un posto nell’Olimpo di questo genere. In un Nord Europa con tradizioni e parametri ben consolidati nel mondo del metal, si poteva dunque facilmente pensare come non fosse facile emergere e sorprendere, per una nuova band folk alle prese con il proprio debutto. Cinque ragazzi originari della Baviera, che formarono nel 2001 gli Equilibrium e con alle spalle un solo demo pubblicato nel 2003, riuscirono tuttavia a portare alle stampe un platter capace di trasmettere tutto lo spirito del folk metal, nei suoi aspetti sia goliardici che sia introspettivi e tradizionali, in maniera piuttosto convincente. Il full-length in questione è Turis Fratyr, nel quale i nostri ripresero alcuni dei canoni presenti nel loro precedente demo (cinque dei dodici brani presenti provengono proprio da quella release, anche se dovutamente rivisitati e resi più interessanti), confezionando un disco convincente, dove la tastiera ricopre un ruolo importante, moderno e divertente. Turis Fratyr apparte come un insieme di atmosfere folk, condite con assoli power/thrash ed un cantato con potenti passaggi acid scream da parte del frontman Helge Stang. Il risultato non è altro che un folk metal di stampo epico, che suona accattivante e curioso.

Volendo analizzare il lotto track-by-track, Turis Fratyr esordisce con un’intro forse un po’ troppo breve, ma che si collega alla perfezione con la prima vera traccia dell’album, Wingthors Hammer, la quale, con un ottimo drumming che si muove fra uso di doppia cassa e blast beat e suoni molto pomposi e un finale evocativo, presenta già quello stile accattivante che continua poi lungo la maggior parte di questo debutto. Le due tracce seguenti, oltre a consolidare lo stile già presentato, offrono all’ascoltatore la possibilità di apprezzare alcune venature power e quasi thrash, soprattutto a livello di riffing delle chitarre. La successiva Widars Hallen è primo pezzo da oltre otto minuti e, nonostante il grande lavoro della tastiera, capace di arricchire con affascinanti intarsi la struttura del brano, i cambi di ritmo ed una parte finale molto elegante ed evocativa, non spicca eccessivamente e manca un po’ di carattere. Viene dunque lasciato spazio alla goliardica Met (“Idromele”), la quale con la sua componente allegra e folkloristica non può non farci scappare almeno un sorriso. Dopo questa digressione divertente è il momento dell’onirica Heimdalls Ruf, che presenta un notevole gioco di rullante per tutta la sua breve durata e che ben prepara al seguente Die Prophezeiung che, con i suoi accostamenti tra ritmi leggermente rallentati e altri più veloci, nonché con un assolo che fa almeno in parte l’occhiolino al black, si conferma composizione davvero interessante, tenendo testa a Wingthors Hammer. Nordheim e Im Fackelschein risultano le canzoni più introspettive del full-length, ben collegate tra loro, nonostante la seconda sia una strumentale. Il platter prosegue con Tote Heldensagen, secondo lungo brano dell’album, che sa ricordare gli Ensiferum soprattutto nelle sue parti strumentali. Tote Heldensagen smentisce in fretta ogni affrettato giudizio in merito alle capacità degli Equilibrium di far fronte a pezzi di più lunga durata, apparendo peculiare e stimolante, soprattutto grazie al lavoro dietro le pelli da parte di Julius Koblitzek, che in questo pezzo più che in altri dimostra la sua bravura e la sua versatilità. La produzione si chiude infine con un’altra traccia strumentale, Wald Der Freiheit, che pone fine alla narrazione delle leggende del Nord Europa presenti in questo disco, liriche che sapranno ricoprire un ruolo importante nel corso di tutta la discografia del combo bavarese.

Tirando le somme, ci troviamo di fronte ad un album pienamente folk metal, che non sorprendentemente presenta al suo interno svariate contaminazioni e sperimentazioni. Con questo buon debutto, a cui certo non manca il mordente, gli Equilibrium offrirono una convincente prova delle proprie capacità, tanto da riuscire di lì a poco stipulare un contratto con la rinomata label teutonica Nuclear Blast, sotto la cui egida militano ancora oggi, assicurandosi in tal modo importanti possibilità per il proprio futuro, continuando in seguito a sfornare release sulle basi di questo piccolo grande Turis Fratyr.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
85 su 6 voti [ VOTA]
Todbringer83
Lunedì 3 Luglio 2017, 15.54.01
4
Effettivamente la batteria in molti frangenti ha basi black oriented La voce è accattivante ed è apprezzabile l'alternarsi tra growl e screm vocals. Nella recensione manca la descrizione di due dei pezzi che a mio avviso sono i migliori dell'album soprattutto per il sogwriting a metà tra mistico e festaiolo, Unter Der Eiche e la successiva Der Storm. Riuscitissime anche Met e Nordheim. Mentre trovo meno riusciti i brani di lungo minutaggio che alla lunga annoiano. Ottimo debutto quindi, leggermente inferiore la mia valutazione rispetto a quella del recensore : 76
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Lunedì 3 Aprile 2017, 13.14.53
3
Concordo,certo per me l'apice lo raggiungeranno con il successivo ma anche questo è notevole soprattutto per essere un debutto,poi ha anche molti elementi black metal che lo rendono selvaggio e spontaneo...80 ci sta tutto
Silvia
Lunedì 3 Aprile 2017, 13.01.01
2
Invece a me il demo piaceva di più, mi dispiace molto non averlo acquistato a suo tempo, quando passavano i loro pezzi su MySpace. Ora lo si trova x 80 sterline!!!! su amazon assieme a questo album appunto. Fra l'altro sembrava un vero album più che una demo, grandissima qualità
Alex Cavani
Lunedì 30 Maggio 2016, 11.27.20
1
Io preferisco gli Equilibrium più cazzoni, questo disco non mi è mai piaciuto troppo. Se devo ascoltare del folk metal "impegnato" chiaramente mi butto sui Moonsorrow, sui Faun o sui Wardruna, se voglio qualcosa di più diretto e scanzonato scelgo l'ultimo degli Equilibrium, seppur tanto criticato.
INFORMAZIONI
2005
Blakk Attakk
Folk Metal
Tracklist
1. Turis Fratyr
2. Wingthors Hammer
3. Unter Der Eiche
4. Der Sturm
5. Widars Hallen
6. Met
7. Heimdalls Ruf
8. Die Prophezeiung
9. Nordheim
10. Im Fackelschein
11. Tote Heldensagen
12. Wald Der Freiheit
Line Up
Helge Stang (Voce)
René Berthiaume (Chitarra)
Andreas Volkl (Chitarra)
Sandra Volkl (Basso)
Julius Koblitzek (Batteria)
 
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