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Hatespirit - Blood & Poetry
30/05/2016
( 903 letture )
Prendete il debutto dei Bathory, un pizzico di Hellhammer, i Darkthrone del periodo 92-94 ed avrete, in linea di massima, la matrice a partire dalla quale gli Hatespirit hanno forgiato il proprio sound. Ciò che il combo finlandese ci propone con il proprio disco d’esordio è un peana che, passando per la più pervicace misantropia, celebra il ritorno all’essenza ferale della natura. Tale intento viene perseguito mediante una spiccata intransigenza musicale che si palesa sin dalla produzione, putrida ed estremamente low-fi, in virtù della quale Blood & Poetry sembra essere un vecchio demo affiorato dal fondo della collezione di un appassionato di black. Primordiale e caustico assieme, il platter affonda le proprie radici in un amalgama sonoro facente riferimento al passaggio tra la first e la second wave of black metal, rigettando qualsiasi suggestione contemporanea e contaminazione in forza del ritorno alla purezza originaria, al cuore ardente della fiamma nera. Tutto ciò viene offerto al consumo dell’ascoltatore attraverso dodici brani dal minutaggio compatto ed essenziale che danno corpo ad un songwriting diretto e tagliente.

Dopo una laconica introduzione, ci troviamo immediatamente avvinti tra le spire infernali di un fitto blast beat, rincorso senza posa da una spessa cortina chitarristica nella quale si confonde ed inabissa lo screaming sferzante di Kalmo, soluzione, questa, che permea le sezioni più frenetiche e compulsive. Pur essendo caratterizzate da un andamento serrato e tendenzialmente senza requie, le tracce presentano semplici e lineari cambi di tempo che conferiscono ad esse una piccola dose di variabilità. Gli Hatespirit mostrano inoltre non disdegnare un riffing dall’attitudine quasi punk (In Dusky Depths, Calm Before The Storm), nonché in grado di dar vita a brani che non sfigurerebbero in Transilvanian Hunger (Silvery Howls, Talvitunnelmia). La pervasiva ed importante influenza della creatura di Fenriz si riflette, in particolar modo, nell’ipertrofico ricorso ad essenziali linee melodiche in tremolo giocate su cambi semitonali (Thought And Memory, Breath Of Night), le quali si avviluppano sporadicamente in maniera disarmonica ed alienante (The Ghost Lights). L’ululare del vento ed il gracchiare dei corvi ci introducono infine nella traccia più lunga e, per dir così, "anomala" del disco. Song Of The Woods è difatti null’altro che un semplice movimento arpeggiato che ci congeda per sempre -perlomeno fino al momento in cui riavvolgeremo il nastro, volendo utilizzare una metafora- dalla furia appena sperimentata. La poesia dopo la tempesta di sangue appena consumatasi, potremmo dire prendendo a prestito la suggestione suggeritaci dal titolo del full-length.

Potremmo a questo punto legittimamente chiederci cosa resta di una release con tali tratti distintivi una volta terminato l’ascolto: ben poco, a dire il vero. Blood & Poetry è , in buona sostanza, un lavoro che non intende aggiungere assolutamente nulla al panorama attuale e ciò, lungi da essere una semplice ingenuità, rappresenta il tratto programmatico essenziale del combo, che si dimostra senz’altro coerente con il proprio intento ideologico, volto a rifiutare qualsiasi forma di modernità ed evoluzione musicale. Fanno senz’altro prosaicamente segno a quanto detto anche l’artwork ed il packaging, dalla evidente fascinazione old school, contribuendo a rendere la release null’altro che un’opera di captatio benevolentiae nei confronti di chiunque apprezzi un certo sound o avverta nostalgia nei confronti di quella che fu effettivamente un’epoca gloriosa per la musica estrema.
L’acquisto di un simile prodotto può dunque, fuori di ogni dubbio, essere consigliato a coloro che non disdegnano la fruizione di un’opera in tutto e per tutto rispondente ai canoni del black dei primi anni novanta, arricchito da un concept tutto sommato abbastanza intrigante -sebbene piuttosto stereotipato- e soluzioni che, pur non essendo affatto innovative, sono sfruttate in maniera sufficientemente convincente. Chiunque si accosti da profano a Blood & Poetry, può invece serenamente passare oltre e dedicarsi piuttosto alla produzione originale del periodo cui il gli Hatespirit si ispirano.



VOTO RECENSORE
50
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2016
Altare Productions
Black
Tracklist
1. Intro - Blood & Poetry
2. Saalistajan Kuutamo
3. Viha Ja Vitutus
4. The Wolfish Hunger
5. In Dusky Depths
6. Silvery Howls
7. Thought And Memory
8. Talvitunnelmia
9. Breath Of Night
10. The Ghost Lights
11. Calm Before The Storm
12. Song Of The Woods
Line Up
Kalmo (Voce)
Sevoragis (Chitarra, Basso)
Woewrb (Batteria)
 
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