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Eagles - Long Road Out of Eden
31/05/2016
( 2073 letture )
Quando si parla o si scrive degli Eagles è innegabile che l’emozione suscitata sia direttamente proporzionale alla difficoltà nel recensirli, per non scadere nel banale o nel ripetitivo, soprattutto se si tratta del loro ritorno sulle scene a 28 anni di distanza dal loro ultimo album di inediti, quel The Long Run, datato 1979, che sancì l’apparente conclusione discografica di una band che tramutava in oro ed emozioni intense tutto ciò che toccava. Ognuno dei membri della band tentò negli anni ’80 la carriera solista e negli anni 90 ci fu la reunion, con tour annessi, che portò sempre alta la bandiera della loro musica passata con l’aggiunta di qualche inedito sparso qua e là. Tra dipartite, licenziamenti, polemiche e beghe legali, DVD commemorativi e tour celebrativi lungo la prima parte del III° millennio, si arrivò finalmente al nuovo disco, nientemeno che un doppio album con venti brani intitolato Long Road Out Of Eden, proprio a definire quanto sia stato lungo e tormentato il viaggio intrapreso dall’entità chiamata Eagles per poter uscire dal paradiso idilliaco in cui si era da tempo rifugiata.

Questa lunga camminata inizia con l’emblematica No More Walks In The Wood, un’intro voce e chitarra e cantata da tutti i quattro membri, come a significare quanto il cammino insieme sia ora più forte che mai, libero da impedimenti e dettato solo dall’amore e dal rispetto reciproco. Con How Long, originariamente pubblicata nel 2007 e dedicata a tutti i fan che hanno atteso nuovi brani della la band così a lungo, si prosegue con passo deciso e un rock ‘n roll felice e dalle tonalità blues positive, grazie alla voce di un Glenn Frey dalla forma smagliante e a un Joe Walsh che durante l’assolo la chitarra la fa letteralmente sorridere di gioia. Si prosegue con il country blues di Busy Being Fabulous e il trasognante rock pop della ballad What Do I Do With My Heart, brani del 2008 qui recuperati e riproposti con tutto il loro calore, ma è quando la vena rock blues prende il sopravvento che gli Eagles danno il meglio di loro e Guilty Of The Crime ne è un fulgido esempio, con un Joe Walsh superlativo nella doppia veste di chitarrista e tastierista e Mr. Don Henley davvero carico di groove dietro le pelli. Il pop rock molto soft di I Don’t Want To Hear Any More, così leggero e spensierato, fa da contraltare al sentimento carico di orgoglio e forza interiore della splendida ballad acustica Waiting In The Weeds, dove le magiche voci delle quattro Aquile si fondono all’unisono come se mai si fossero separate. Il soft rock di No More Cloudy Days prosegue con orgoglio il volo degli Eagles, veri credenti di nuove possibilità che la vita ci riserva ogni giorno e che ci pemettono di lasciare il passato alle spalle, proprio là dove deve rimanere, e il rock prima soffuso e poi farcito di sfumature blues di Fast Company, grazie anche e soprattutto al basso di Timothy B. Schmit e alle tastiere di Frey, dà la giusta carica per affrontare ciò che il futuro riserva loro. La prima parte di questo doppio album si conclude con il pop country dal chiaro messaggio propositivo di Do Something e You Are Not Alone, punti di arrivo ma anche di partenza verso un’altra direzione del lungo cammino di rinascita musicale per gli Eagles.
Proprio con la title track si apre la seconda parte di quest’opera: un oboe che simula il caldo vento sabbioso in faccia durante la dura camminata nel deserto, con l’Eden ormai lontano, introduce il rock blues cadenzato e carico di sofferenza e abnegazione che grazie alla voce dal pathos inarrivabile di Frey e al meraviglioso assolo di chitarra di Walsh raggiunge vette di classe inarrivabili per malinconia e spirito americano, in cui si mischiano autostrade infinite e polverose, sigari dal profumo acre e whiskey a profusione come compagni di viaggio, penitenza e redenzione in continua lotta, e una via da seguire, come quella dell’emblematica, seppur breve, strumentale I Dreamed There Was No War, il cui titolo esprime perfettamente il concetto senza nemmeno bisogno di parlare. Ci pensa il rock energico di Somebody a tracciare la linea da seguire su questo nuovo percorso di vita degli Eagles, per non incorrere proprio in quel “qualcuno” che ti segue per tutta la vita per farti espiare i peccati ma anche per fare un passo in più e non affidarsi alla standardizzazione della vita stessa, carica di stereotipi, manie e contraddizioni come quelle evidenziate in Frail Grasp On The Big Picture. Il basso ipnotico di Schmit fa da colonna portante e supporto continuo a una piacevolissima Last Good Time In Town dal sapore funky pop e dal retrogusto rock settantiano, per lasciare poi spazio all’incantevole I Love To Watch A Woman Dance, perchè le donne sono il vero motore dell’emozione di ogni uomo sulla Terra, soprattutto fuori dall’Eden, dove bisogna faticare per vivere, e Business As Usual non fa altro che ricordarlo amaramente, anche se fortunatamente ogni giorno abbiamo qualcuno, anche se invisibile o insospettabile, che ci guida e ci ricorda che non siamo soli (Center Of The Universe), e che ci lascia liberi di camminare e vivere come meglio crediamo per godere delle bellezze del creato (It’s Your World Now).

Long Road Out Of Eden è un pezzo di storia indelebile degli Eagles, un ritorno in grande stile e un manifesto di vita e armonia che finalmente trova tutti d’accordo all’interno della band e tra i fans, un‘opera presentata sui palchi di tutto il mondo in un tour lungo tre anni e che attraverso un viaggio in realtà descrive una vita intera, quella che ognuno dovrebbe percorrere con i suoi alti e bassi, ma è anche purtroppo l’amaro e conclusivo epitaffio della storia della band: la sera del 18 gennaio 2016, per una complicanza dell’artrite reumatoide di cui soffriva da qualche mese, all’età di 67 anni muore Glenn Frey, e il vole delle Aquile si interrompe bruscamente e definitivamente, con l’annuncio più che logico da parte di Don Henley dello scioglimento definitivo degli Eagles, tra gli ultimi veri sognatori rivoluzionari che abbiano calcato la stessa Terra che tutti noi ancora abitiamo. É proprio questa la lunga strada fuori dal Paradiso Terrestre che tutti noi dobbiamo percorrere, è proprio così che purtroppo finirà, ma la cosa bella è vedere, sentire, respirare, ascoltare e amare ogni cosa saremo in grado di regalare a noi stessi e al prossimo durante il tempo che intercorre tra i punti cardine di nascita e morte, perché è la vita vissuta l’unica vera ragione della nostra esistenza. Gli Eagles l’avevano finalmente capito.



VOTO RECENSORE
88
VOTO LETTORI
82.33 su 3 voti [ VOTA]
Replica Van Pelt
Lunedì 17 Giugno 2019, 15.56.51
3
Care e vecchie Aquile,questo è un ultimo volo di grande classe, come è giusto che sia,e non sarà la malinconia per qualcosa che non cè più ad offuscarne la bellezza.Resta questa musica,resta il deserto,i tramonti,piccole storie di persone ai margini,resta una colonna sonora a ricordi che altrimenti sbiadirebbero,perchè il tempo non sopporta i ricordi,e non ce ne è dato un altro.Grazie per questa storia bellissima.
InvictuSteele
Giovedì 9 Giugno 2016, 13.08.18
2
Bello bello bello. Che classe!
Rob Fleming
Giovedì 2 Giugno 2016, 10.26.03
1
Molto bello anche per la varietà dei contenuti: la tltle track è, a mio avviso, un autentico capolavoro; Somebody e Frail Grasp On The Big Picture sono grandi rock. Il primo cd è più orientato verso il lato west-coast / pop, ma sempre pienamente centrato.
INFORMAZIONI
2007
Universal Records
Rock
Tracklist
1. No More Walks in the Wood
2. How Long
3. Busy Being Fabulous
4. What Do I Do With My Heart
5. Guilty Of The Crime
6. I Don’t Want To Hear Any More
7. Waiting In The Weeds
8. No More Cloudy Days
9. Fast Company 
10. Do Something
11. You Are Not Alone
12. Long Road Out of Eden
13. I Dreamed There Was No War
14. Somebody
15. Frail Grasp On The Big Picture
16. Last Good Time In Town
17. I Love To Watch A Woman Dance
18. Business As Usual
19. Center Of The Universe
20. It's Your World Now
Line Up
Glenn Frey (Voce, Chitarra, Tastiere, Basso)
Don Henley (Chitarra, Batteria, Voce)
Joe Walsh (Chitarra, Tastiere, Voce)
Timothy B. Schmit (Basso, Voce)
 
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