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Discharge - End of Days
02/06/2016
( 1824 letture )
Se c'è un elenco di gruppi che meritano di essere citati quali fondamentali esempi di influenza verso il metal estremo, per quanto breve possa essere questa lista, il nome dei Discharge non può certo mancare. Partiti circa quarant'anni fa all'insegna di testi violentemente urlati contro il sistema e di una musica così estrema da aver determinato in parte la nascita del thrash metal più crudo (vedi anche le cover di loro canzoni incise da alcuni dei gruppi più in vista del settore), gli ormai da tempo ex ragazzi di Stoke-on-Trent sono recentemente approdati alla Nuclear Blast. La firma con la major più major che ci sia, potrebbe far storcere il muso a qualcuno, dato che l'accostamento tra una casa discografica come quella tedesca ed il gruppo di Hear Nothing See Nothing Say Nothing, sarebbe stato impronosticabile ai tempi di Realities of War ed oltre. La questione, però, è molto più complessa della semplice apposizione di qualche firma su un contratto. Dopo che il disco della reunion era stato totalmente ignorato dal mercato a causa di una distribuzione inesistente e che Disensitise del 2008 era stato fatto uscire sostanzialmente in regime di autoproduzione, la band era ad un bivio. Dopo aver ricevuto sensazioni positive da alcuni brani registrati come demo, i Discharge hanno deciso di muoversi diversamente al fine di non bruciare il nuovo album. Autoprodotto un video e messolo online, sono state allora alcune etichette a farsi spontaneamente avanti, ed alla fine l'ha spuntata la Nuclear. Niente scelte di campo, quindi, ma la semplice necessità di esistere.

Andando al disco vero e proprio, ciò che balza subito agli occhi è che la formazione 2016 prevede Tony Roberts alla chitarra, il ritorno dell'ex batterista Terry Roberts alla seconda chitarra, Roy Wainright al basso, Dave Bridgewood alla batteria e infine Jeff Janiak, ex Broken Bones, alla voce. Una formazione che non si può definire storica in senso stretto, ma ci tira vicino. Preso atto di una produzione credibilmente made in Discharge nonostante la firma col "Grande Satana" delle etichette discografiche -gli anni 80 sono comunque lontani, sia chiaro- End of Days non mancherà di soddisfare chi si aspetta dai Discharge ciò che i Discharge hanno sempre potuto e voluto dare: note che si fanno mazzate e parole arcigne e furenti. Aperto da un ottimo pezzo come New World Order (singolo apripista), con la prosecuzione affidata a Raped and Pilled ed End of Days l'album conferma in pieno le aspettative. HC Punk/Thrash fiero e senza compromessi, basato sui classici riff immediati e privi di fronzoli, con i musicisti tutti efficaci nella misura in cui è loro possibile esserlo, ossia con tecnica non di primo piano pur al netto di qualche passaggio più interessante, ma con attitudine da piani alti. Per quanto attiene al nuovo cantante, col suo tono aspro e le sua urla rabbiose, Janiak sembra essersi pienamente calato nel suo ruolo di front-man di una band dal pedigree così illustre. In teoria ci si potrebbe anche fermare qui con la descrizione della scaletta, dato che da The Broken Law ad Accessories By Molotov (Part 2) -riferimento ad un pezzo del 2002- tutto scorre all'insegna delle stesse coordinate, ossia tanta rabbia ed altrettanta voglia di gridarla, spesso ben oltre il limite di velocità consentito. Non poco, per della gente non esattamente di primo pelo. E' comunque possibile citare Meet Your Maker, Hatebomb, Infected (quest'ultima non velocissima, ma efficace come un rullo compressore), e The Terror Alert tra le altre. Ad ogni modo, come è ovvio considerando sia il genere, che la band, la varietà non è il punto forte di End od Days, ma chi si rivolge ai Discharge sa benissimo cosa attendersi. Riguardo ai testi, è importante notare come più che inni alla ribellione, quelli dei Discharge siano maggiormente didascalici rispetto alla media del genere, risultando più una sdegnata fotografia del marciume esistente, che un prontuario di ricette per eliminarlo.

Non importa che siano passati otto lustri dalla loro nascita, non importa che il D-Beat non sia più una novità da anni ed anni, non importa cosa e quanto sia cambiato attorno a loro; i Discharge continuano a percorrere la loro strada senza ripensamenti. Tetragoni ai cambiamenti modaioli, i suoni proposti dal gruppo sono minimalisti, abrasivi e sgraziati come sempre. Insomma: i Discharge sono tornati. Senza produrre un capolavoro, senza uscire dal seminato, ma sono tornati; e quando si tratta di gente che merita profondo rispetto, è sempre piacevole prenderne atto.
Nota a margine: Gli appassionati della serie TV Doctor Who, noteranno nella copertina del disco un chiaro riferimento agli Angeli Piangenti apparsi quali avversari della decima incarnazione del Dottore.



VOTO RECENSORE
73
VOTO LETTORI
90 su 1 voti [ VOTA]
Area
Giovedì 5 Marzo 2020, 17.01.15
13
Non un brutto disco ma non mi aveva lasciato poi tanto devo essere sincero. Non mi metto manco a fare degli improbabili paragoni con i primi album perché ci passa un abisso anche e soprattutto in termini di epoca. Ho letto alcuni dei commenti precedenti che 4 anni fa speravano in un nuovo disco degli Exploited... speranza vana ormai! E purtroppo dico io.
daniele
Lunedì 5 Dicembre 2016, 21.43.07
12
non sono proprio un fan del genere ma qsto disco e una mazzata nei denti
ok
Sabato 13 Agosto 2016, 2.26.06
11
ragazzi i discharge vengono a macca il 19 settembre alla festa dell'unità a reggio emilia, tutti presenti ne vale la pena ciao
VomitSelf
Mercoledì 8 Giugno 2016, 22.31.10
10
Il loro leggendario 12" "Why" è uno di quei vinili che ho letteralmente usurato dai troppi ascolti. Band essenziale, assieme a D.R.I. ed altri capisaldi dell'hardcore originario, piacciano o meno, per lo sviluppo di certo Thrash Metal.
mario
Martedì 7 Giugno 2016, 18.02.16
9
@Lambru, Ahshah non ci contare troppo, farei delle pessime figure, Ed Colica era bravissimo, io non me be intendo, ho commentato i Discharge perche' i loro primi inizi mi piacevano e piacciono tuttora, l'hardcore punk lo sto avvicinando piano piano, la mia passione principale e' il rock e il metal.
LAMBRUSCORE
Martedì 7 Giugno 2016, 17.36.43
8
Bravo @Mario, quando parlo dei gruppi hardcore, thrash, o altro, nel forum, chiederò a te una mano ,per mettere discografie, recensioni, foto, ecc...occhio che però @d.r.i. è geloso, visto che lui adora stare ore ed ore a cercare notizie sui gruppi, quando io non ho...diciamo tempo, ecco...
mario
Martedì 7 Giugno 2016, 17.12.54
7
Non conosco la loro discografia completa, circa la metà diciamo, il punk e hardcore non li mastico molto, non proprio i miei generi, però ho letto che loro sono molto importanti, che sono i precursori e i pionieri di un certo modo di intendere il punk, che sono i re del D-Beat e tra i precursori del Grindcore e del Crust, che il loro album del 1982 ha fatto scuola, e che hanno influenzato Metallica (hetfield portava la loro maglietta), Napalm Death, Machine Head, Celtic Frost, Soulfly, Anthrax, Bathory, Slayer ecc., e anche sullo svilippo e commistinione in altri generi quindi, come thrash, death, black, grind, hardcore, crust , crossover e in genere punk metal. il disco in questione l'ho ascoltato solo 2 volte, sembra che sia la prima volta che la band si presenti con una formazione a 5 e che Tezz passi dalla batteria alla chitarra ritmica, questo a detta loro per recuperare l'antico spirito genuino della band e/o per dargli maggior vigore, in realtà mi sembra che non si discostino poi molto dai loro canoni, chitarre grezze e distorte, ritmiche veloci, testi tritamente e ritritamente anarchici, voce urlata, gridata, cruda, insomma i soliti ingredienti di cui non sembrano voler spostare una virgola, vengo alle tracce, inizio con la traccia 1, tutto al fumicotone,velocità, d beats e chitarre travolgenti, danno bene il giusto senso di crudezza ed prorompente energia insito nel brano, la traccia 2 è il classico caos sonoramente anarchico ha anche un so che di motorheadiano nell'aria, sound molto ottantiano e un bel assolo di chitarra, incisivo, la title track continua col piede affondato all'acceleratore, barno molto accattivante e di presa, un loro marchio sonoro, un tipico hardcore oscuro, nelle tracce 4, 5, 6 danno sfogo alla loro anima puncheggiante al massimo, ma senza stacchi particolari di sorta, tranne l'interessante basso nella traccia e la bateria nella 4, molto ben fatti i riffs e i soli dai tocchi trashizzanti e ricca di ritmica groove di infected, quelle che mi hanno più fatto impressione sono la abrasiva Population Control, vero e proprio hardcore primordiale allo stato puro, la spietata e animalesca traccia finale, irascibile e rabbiosa nella sua attitudine, racchiude la loro essenza, poi mi è piaciuta Hatebomb, quella che riesce a staccarsi e spiccare maggiormente a mio avviso, una vera e propria deflagrazione sonora punk rock che sa esplicare e rendere al meglio tutta la frustrazione ribelle in poco più di 2 minuti,supportata delle fuoriosa grida di J.J., fa predere la scossa sicuramente in sede live e sicuramente non mancherà nella loro setlist delle loro tappe tour che faranno,belle anche la 8 dall'incedere più metallico ma ricoperto di una certa oscurità, e la 11 che mi sembra un incrocio sonoro tra Motorhead e Biohazard nel suo svilupo compositivo. Produzione che vuol far risaltare appositamente il loro ritorno alle radici, che fa risaltare i loro semolici ed efficaci arrangiamenti, accordi, ritmiche riffs e assoli , con un sound più naturale, secco, crudo e asciutto al punto giusto.Per me che non sono proprio un loro esperto, direi un ottimo ritorno su tutti i punti di vista, il range a mio modesto parere oscilla tra 80 e 82, veramente un bel album, bravi, era quello che ci si aspettava da loro, bravi Discharge.
d.r.i.
Martedì 7 Giugno 2016, 14.18.37
6
Lambru, me l'ero persa. Non sono più attivo come una volta, gli anni passano e i riflessi scarseggiano Confermo, così li aspettavo e così arrivano, sul voto posso oscillare tra i 73 di Raven e 80 del Lambru. Quello che conta è che siano tornati in grande stile!
Galilee
Martedì 7 Giugno 2016, 13.45.06
5
Non ho ancora avuto il tempo di ascoltarlo...
LAMBRUSCORE
Martedì 7 Giugno 2016, 13.15.13
4
..ma dove sono i commenti di d.r.i. , Galilee..e di tutti gli altri che amano il genere? Mi aspettavo molte più risposte dagli utenti di Metallized, qua c'è un pezzo di storia, non l'ultima trovata commerciale lanciata da qualche discografico, dai, ahaha....
Kappa
Lunedì 6 Giugno 2016, 19.07.36
3
Bel disco davvero, molto sopra le mie aspettative e gira nello stereo quasi ogni giorno.
LAMBRUSCORE
Giovedì 2 Giugno 2016, 19.36.52
2
Buon ritorno , me li aspettavo così, per me un 80 ci sta tutto, non un capolavoro ma più che valido, disco che i malati del genere aspettavano da un po'..e adesso speriamo negli Exploited....
Red Roger
Giovedì 2 Giugno 2016, 17.44.10
1
Prossimo acquisto obbligato.
INFORMAZIONI
2016
Nuclear Blast Records
Hardcore/Punk
Tracklist
1. New World Order
2. Raped And Pillaged
3. End Of Days
4. The Broken Law
5. False Flag Entertainment
6. Meet Your Maker
7. Hatebomb
8. It Can’t Happen Here
9. Infected
10. Killing Yourself To Live
11. Looking At Pictures Of Genocide
12. Hung Drawn And Quartered
13. Population Control
14. The Terror Alert
15. Accessories By Molotov (Part 2)
Line Up
Jeff "J.J." Janiak (Voce)
Tony "Bones" Roberts (Chitarra Solista)
Terence "Tezz" Roberts (Chitarra Ritmica)
Roy "Rainy" Wainright (Basso)
David "Proper" Caution (Batteria)
 
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