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Candlemass - Death Thy Lover
02/06/2016
( 2901 letture )
Nei suoi ultimi anni di attività, Leif Edling ha dimostrato una prolificità singolare, se si considera il valore medio delle uscite discografiche da lui prodotte: dagli Avatarium, ai Krux, fino al suo gruppo storico Candlemass, il bassista compositore svedese è sempre riuscito a piazzare, ovviamente coadiuvato dai suoi compagni di viaggio, dei lavori di assoluto rilievo. I trent'anni che ormai ci separano dall’uscita di Epicus Doomicus Metallicus risultano essere un'ennesima occasione per giustificare l'elaborazione di una nuova release; ed ecco infatti venire alla luce, a smentire chi avesse considerato Psalms of the Dead quale ultimo e magnifico canto del cigno, questo Death Thy Lover, un EP il cui scopo è quello di celebrare i suoi Candlemass, la cui carriera è costellata sicuramente di gemme di assoluto livello, capaci di marchiare indelebilmente la storia del doom, ma anche di cali qualitativi non indifferenti, nonché di intervalli di tempo di completa inattività. Considerando i soli picchi discografici della band svedese, si può affermare che questi siano attribuibili non solo all'estro di Edling, ma anche a tre particolari figure, rappresentate dai cantanti Johan Längqvist, Messiah Marcolin e Robert Lowe che hanno contribuito, grazie alla loro forte personalità in termini di idee e di carattere vocale, a impregnare il tappeto strumentale di quel quid capace di elevare l'intero complesso sonoro alle stelle. Detto questo, risulta chiaro che un cantante, riferendosi al genere in questione, fa la differenza oltre e, per così dire, al di sopra delle idee proposte.

Per quanto riguarda la line-up, questa non ha subito variazioni sul versante della componente strumentale, mentre una sostanziale differenza si annida nella voce, che vede la fuoriuscita dalla band di quel formidabile Robert Lowe le cui prove vocali (soprattutto in materia Solitude Aeturnus) non hanno bisogno di presentazioni, con l'entrata in pianta stabile Mats Levén, ovvero il cantante che già prestò la sua voce nello split Candlemass vs. Entombed.

I quattro brani che compongono Death Thy Lover vengono presentati in maniera impeccabile dal punto di vista della cura dei suoni, indirizzati verso un saggio bilanciamento tra moderno e retrospettivo, ma non altrettanto inappuntabili invece dal punto di vista del songwriting. Se da una parte, infatti, è chiaro che dietro vi siano delle persone altamente capaci di strutturare ogni brano miscelando sapientemente le sue singole parti funzionali, dall'altra rimane l'amaro in bocca soprattutto per due fattori: il primo, sicuramente più evidente e decisivo ai fini della valutazione finale dell’intero platter, è la prestazione di Mats Levén, che non è all'altezza dei suoi più noti e dotati predecessori; il secondo è costituito dalla scelta di impiegare un riffing che guarda più all'heavy che non al doom. Sia chiaro, i pezzi scorrono tranquillamente e invitano alla reiterazione degli ascolti senza problemi; dalla titletrack, che tributa onori senza troppi fronzoli all'heavy metal ottantiano sia nel riffing che nel ritornello, ruffiano al punto da risultare addirittura ingenuo in un suo tratto (il passaggio “Death Thy Lover, an adventure to discover” farà scorrere brividi non esattamente di piacere sulle doom schiene), alla più robusta e riuscita Sleeping Giant, sicuramente più ancorata alle radici doom e in cui, non a caso, i nostri riescono a viaggiare tranquillamente su livelli di assoluta maestria, per poi arrivare a Sinister N Sweet, caratterizzata da un massiccio riff di apertura (che poi diventerà refrain) in puro stile sabbathiano che viene smorzato dalla strofa più pacata accompagnata da un delicato arpeggio. La chiusura è affidata a The Goose, una strumentale costruita su tempi particolarmente dilatati in cui si mettono in evidenza gli intrecci armonici della chitarra solista di Lars Johansson (la cui prestazione solistica in tutto l'EP risulta tra l'altro essere uno dei punti di valore del lavoro).

In definitiva, ci troviamo di fronte ad un gruppo capace di proporre del buon heavy metal sfruttando la solida esperienza maturata negli anni, ma questo non può essere abbastanza se si considera l'ingombrante passato che si porta dietro una band del genere e, soprattutto, se si considerano gli storici monoliti piazzati. Se nelle intenzioni di Edling e compagni questo Death Thy Lover doveva essere la colonna sonora celebrativa di un anniversario, forse sarebbe stata meglio una semplice torta con 30 candeline.



VOTO RECENSORE
60
VOTO LETTORI
79.66 su 3 voti [ VOTA]
Pete Strange
Mercoledì 18 Gennaio 2017, 8.55.10
5
La cosa interesante dei Candlemass è che con l'ingresso di Lowe hanno cambiato certi stilemi del proprio sound, stilemi che si sentono anche in questo EP che sicuramente con il buon Bob avrebbe reso molto di più, nessuno discute la voce di Leven ma il Doom è intepretazione non solo una bella voce.
terror 1967
Venerdì 10 Giugno 2016, 14.40.40
4
Ho sentito tanta di quella merda di doom in questo periodo, che questo ep e' una manna dal cielo. Voto 90
Anders
Mercoledì 8 Giugno 2016, 22.00.46
3
Mats Leven è un cantante straordinario. Non è assolutamente vero che risulta meno dotato dei predecessori, semplicemente è diverso. Sicuramente Leif Edling ha scritto di meglio, è solo questo il problema dell'EP non Mats Leven
ShowStopper
Giovedì 2 Giugno 2016, 22.07.34
2
Mats Leven per me è un cantante superlativo.
terzo menati
Giovedì 2 Giugno 2016, 14.42.13
1
Leven e' un grande cantante e il matrimonio con edling negli abstrakt algebra e' qualcosa di grandioso. Spero ci siano echi di quel disco in questo nuovo lavoro, in caso contrario l'eccellenza la troviamo negli avatarium
INFORMAZIONI
2016
Napalm Records
Doom
Tracklist
1. Death Thy Lover
2. Sleeping Giant
3. Sinister N Sweet
4. The Goose
Line Up
Mats Lvén (Voce)
Lars Johansson (Chitarra Solista)
Mats Björkman (Chitarra)
Leif Edling (Basso)
Jan Lindh (Batteria)
 
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