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Quicksilver Messenger Service - Happy Trails
08/06/2016
( 2047 letture )
Il lustro 1965-1970, per il rock, è stato foriero di band ed innovazioni fondamentali, che avrebbero influenzato il genere negli anni a venire; senza pretendere di ricostruire qui la storia di quei cinque anni essenziali e della miriade di band ed artisti che raggiunsero il successo in tale periodo, limitando il discorso alla sola città di San Francisco, rinveniamo in tale assolata città uno spropositato numero di nomi imprescindibili per un amante del rock che si rispetti: Grateful Dead, Jefferson Airplane, Santana, senza nominare i vicini The Doors di Los Angeles, i The Byrds e molti altri ancora. La celebre Summer of Love del 1967, in particolare, al di là dei suoi contenuti extra-musicali, portò alla ribalta un particolare tipo di rock, definito presto come “psichedelico”, del quale San Francisco fu indiscutibilmente una delle capitali mondiali, se non la capitale.

Oltre ai già citati Grateful Dead, considerati un po' i padri del genere, non si possono poi non menzionare i Quicksilver Messenger Service: originari a loro volta della città di San Francisco, si erano formati nel 1965, mettendo assieme un gruppo di musicisti dalla notevole abilità, sui quali indubbiamente spiccavano i due chitarristi e cantanti John Cipollina e Gary Duncan. Dopo la partecipazione, nel 1966, al Monterey Pop Festival, in compagnia dei Jefferson Airplane, avevano pubblicato nel 1968 il primo, eponimo album, riscuotendo già buoni consensi per via del loro rock psichedelico con un delicato e piacevole retrogusto pop, senza però sconvolgere più di tanto le acque. E' invece nel 1969 che arriva il loro autentico capolavoro, ritenuto ancora oggi uno degli album più importanti del periodo e, da alcuni, uno dei più belli della storia del rock: Happy Trails è infatti la summa della formazione originale della band, dal momento che di lì a poco essa perderà Gary Duncan in favore del pur bravo Nicky Hopkins; registrato quasi interamente dal vivo, dove le due menti del gruppo sfoderano ogni oncia della loro notevolissima perizia alle sei corde, l'album è diviso in due lati, il primo dei quali è occupato da una lunga suite, originariamente intesa per costituire una cover di Who Do You Love? del celebre bluesman Bo Diddley. della versione originale, tuttavia, rimane in pratica solo il titolo: come detto, i Quicksilver Messenger Service trasformano il breve e coinvolgente brano di Diddley in una suite divisa in sei movimenti, ciascuno dei quali ha un ritmo e caratteristiche proprie: il primo mostra fin da subito i due chitarristi in gran forma e costituisce una versione più rock e meno strettamente blues del brano originale, con ampie divagazioni alla chitarra dei due assi. Il secondo movimento, When You Love, è in pratica uno splendido assolo a metà fra jazz e rock da parte di Duncan, in perfetto stile Mike Bloomfield, con il bravissimo polistrumentista David Freiberg, in sottofondo, ad occuparsi del basso. Rock e blues psichedelico si fondono invece in una notevole jam sul terzo movimento, Where You love, nella quale si percepisce (finalmente, verrebbe da dire!) anche la partecipazione dell'audience, stimolata a dovere dai musicisti, sui quali stavolta spicca il batterista e percussionista Greg Elmore. How You Love, rispettando la “democrazia” interna del gruppo, vede invece un assolo di John Cipollina, che si esibisce in una performance meno jazz rispetto al collega, puntando invece maggiormente sull'impatto rock della sua chitarra. Sul quinto movimento, Which You Love, il talento di Freiberg viene lasciato libero di esprimersi e, per una volta, sono i chitarristi a supportare il suo assolo e non il contrario: viene dunque dato il via un brano solista di basso, non particolarmente elaborato, ma egualmente squisito nel suo incedere. Infine, la suite completa il suo cerchio riprendendo, seppur non pedissequamente, il primo movimento e riallacciandosi dunque al brano originale di Bo Diddley, che probabilmente avrà a stento potuto richiedere al gruppo le royalties, visto il numero impressionante di modifiche effettuate alla sua canzone!
Il lato B di Happy Trails è invece inaugurato da Mona, altra cover del buon Bo e lievemente più simile all'originale rispetto a Who Do You Love?. Benché, generalmente, la prima metà dell'album sia la più celebre e celebrata, va detto che anche questo lato B offre grandi soddisfazioni agli amanti del rock e del sound della chitarra: i due maestri della band, infatti, duellano che è una bellezza su Mona, mostrando un'intesa dal vivo stupefacente. Di seguito, a formare una sorta di ulteriore suite divisa in tre parti, la band si aggancia a Mona tramite Maiden of a Cancer Moon e Calvary, due composizioni originali di Duncan sulle quali tutti i musicisti, fra cui ovviamente anche l'ottimo Freiberg, regalano emozioni a non finire. Maiden of a Cancer Moon, in particolare, con la sua atmosfera vagamente oscura e malinconica ed i deliri chitarristici di un Cipollina più rovente che mai, si configura come una vera e propria perla, ma anche Calvary, descritta dalla band come una sorta di “acid-flamenco”, vi sorprenderà senza ombra di dubbio. A chiudere questo splendido lavoro, infine, provvede la breve title-track, registrata in studio a differenza dei brani precedenti: si tratta di una allegra e scanzonata versione della sigla dello show di Roy Roger, molto in voga all'epoca negli States e, benché divertente, ci sentiamo sinceramente di definirla il pezzo peggiore del lotto.

Happy Trails è una gemma di inarrivabile bellezza e, assieme a Shady Grove, costituisce l'apice della carriera dei Quicksilver Messenger Service. Nessuno, del resto, può rimanere indifferente rispetto ai memorabili duelli fra chitarre che Cipollina e Duncan inscenano soprattutto sul lato A, mostrando a tutti che, probabilmente, meriterebbero una considerazione sensibilmente maggiore fra i grandi musicisti dell'epoca. Se volete recuperare un album dal vivo di rara bellezza incendiaria e che, benché affoghi le sue radici nel rock psichedelico, abbia la potenza espressiva di un qualunque album hard rock che si rispetti, Happy Trails vi aspetta a braccia aperte.



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
94.71 su 7 voti [ VOTA]
Renna
Mercoledì 12 Settembre 2018, 23.05.44
15
Il vero lato e sul lato b della cover, guardate bene i caratteri e così sai da dove viene Rolling Stone, il magazine, nato come fanzine, molti pensano che la scena hippie sia nata ad height ashbury, no nacque a North Beach in un locale chiamato saloon. La Bibbia degli heavies ha sempre e solo avuto un nome: hit parader
Voivod
Giovedì 16 Giugno 2016, 15.37.15
14
Ho sempre preferito la psichedelia più soft (Love, Spirit), o quella più fuori di testa (U.S.A.,) a quella acida e sporca dei vari Quicksilver, Blue Cheer, ecc..., ma questo è un album epocale!
simo
Martedì 14 Giugno 2016, 9.44.23
13
Spettacoloso!!
mario
Sabato 11 Giugno 2016, 17.23.18
12
Cipollina è un grande, nella sua geniale mente musicale confluiscono in un mix di influssi ottimammente connessi, quello dell'amore per la musica , anche classica, trasmessogli dalla madre, al gusto per l'assemblare gli accordi in modo particalre un certo classicismo che gli derivava dallo studio del pianoforte conferendogli un particolare modo di muoversi sulla tastiera della chitarra, allo sconfinato amore per il jazz, il blues e il rock, nonchè anche un certo modo di sperimentare l'effettistica del sound, fu uno dei primi chitarristi se non erro che ideò e costru' da solo un impianto apposito per far uscire una modulazione di suono che si adattasse al suo tipico stile e che desse più pathos ed espressività adattandolo di volta in volta alla musica che ideava, con Cipollina, di certo le emozioni non mancano mai , un grande, anche se forso poco conosciuto rispetto ad altri grandi nomi.
Galilee
Sabato 11 Giugno 2016, 16.52.12
11
Nel mio commento ho scritto beat Generation,ma ho avuto un lapsus, volevo scrivere flower power, o rock psichedelico. Ops..
Galilee
Sabato 11 Giugno 2016, 16.52.11
10
Nel mio commento ho scritto beat Generation,ma ho avuto un lapsus, volevo scrivere flower power, o rock psichedelico. Ops..
Rob Fleming
Sabato 11 Giugno 2016, 16.39.22
9
Magnifico! Who do you love? non annoia nemmeno un secondo pur durando un'infinità. Tra i migliori album di quel periodo e di un certo modo di concepire la musica.
Hellion
Venerdì 10 Giugno 2016, 17.40.11
8
Quanto tempo a guardare la copertina durante l'ascolto.
nat 63
Giovedì 9 Giugno 2016, 20.47.23
7
Album di rock psichedelico davvero fantastico: trasmette visioni, emozioni e sensazioni che solo il grande rock di fine anni 60 poteva. Allora sì che contavano gli ideali, la fratellanza, il vivere in pace ed in sintonia con il prossimo e con la natura; erano gli anni del "flower power",dei giovani che sognavano un mondo diverso, senza regole bigotte ed assolute, un mondo di pace e di amore, erano gli anni del "mettete dei fiori nei vostri cannoni". Adesso è l'epoca in cui il telefonino cellulare regna da sovrano incontrastato, i giovani sono intorpiditi, vivono solo in un mondo virtuale: col telefonino ci si conosce, si stringe amicizia, ci si fidanza, si litiga, si messaggia... l'anno prossimo col cellulare si farà anche il caffè. Ho un bellissimo cellulare,ultimo tipo: che mi importa se nonc'è lavoro, se non ho futuro, se ogni giorno muoiono centinaia di persone a causa di attentati in ogni parte del mondo, se centinaia di migliaia di famiglie stentano ad arrivare a fine mese? Scusatemi per la divagazione, ma allora la musica, di cui "Happy trails" è un grandissimo rappresentante e strepitoso alfiere, aveva una valenza ed un significato anche (ma forse soprattutto) sociale. Comunque, PEACE AND LOVE a tutti.
Metal Shock
Giovedì 9 Giugno 2016, 6.10.29
6
Saranno vent`anni che non ascolto questo album: mi ricordo che trovai l`originale del 1969 in un piccolo negozio vicino a Torino. Erano gli anni in cui recuperavo quanti piu` album di rock psichedelico che potevo, e questo qui e` uno dei piu` belli che possiedo. Grandissimo il lavoro delle chitarre di Cipollina e Duncan. Meraviglioso, da affiancare a Grateful, Jefferson, 3Rd Floor, Love, The seeds, Green river e altri interpreti di quei anni.
VomitSelf
Mercoledì 8 Giugno 2016, 22.34.51
5
Album meraviglioso. La leggenda narra fu registrato in una sola, torrenziale jam mentre erano stra-fusi di acido. Purtroppo i Quicksilver non raggiungeranno mai più le vette di "Happy Trails"...a mio modestissimo parere.
Testamatta ride
Mercoledì 8 Giugno 2016, 21.12.05
4
Non posso che accodarmi a chi ha commentato prima di me. Quando lo ascolto a volte mi ritrovo a sorridere tanta è la goduria dell'ascolto. E poi è talmente polveroso, non so se mi spiego.
Alex Cavani
Mercoledì 8 Giugno 2016, 21.02.41
3
Mo-nu-men-ta-le. Non ci sono altre parole! E i loro live erano pari in intensità forse solo a quelli dei Grateful Dead.
mario
Mercoledì 8 Giugno 2016, 18.56.48
2
Concordo per filo e per segno von la recensione, non riesco ad aggiungere altro.Grandi Quicksilver e i loro bravissimi mudicisti, soprattutto grande e originalissimo interprete della chitarra, il Mago della chitarra Cipollina, semplicemente unico, e' proprio vero gemma inarrivabile, un album veramente sorprendente.
Galilee
Mercoledì 8 Giugno 2016, 18.34.26
1
Superlativo oltre ogni limite. Uno dei tre dischi più belli e importanti della beat generation. Questo poi per me è il top dei top. Cipollina idolo, la suite composta dalle tracce 7,8,9 è da pelle d'oca. 95/100
INFORMAZIONI
1969
Capitol Records
Psychedelic Rock
Tracklist
SIDE A
1. Who Do You Love? (Part 1)
2. When You Love
3. Where You Love
4. How You Love
5. Which Do You Love
6. Who Do You Love (Part 2)

SIDE B
7. Mona
8. Maiden Of The Cancer Moon
9. Calvary
10. Happy Trails
Line Up
John Cipollina (Voce, Chitarra)
Gary Duncan (Voce, Chitarra)
David Freiberg (Piano, Basso, Cori)
Greg Elmore (Batteria, Percussioni, Cori)
 
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