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Lita Ford - Time Capsule
12/06/2016
( 1180 letture )
E così miss Lita Ford ci porta nella sua personalissima “macchina del tempo”. Effettivamente, lei può farlo a buon diritto. Per chi non conoscesse la signora in questione, vale la pena fare un breve riassunto della sua carriera e delle sue esperienze artistiche, per rendersi conto di come essa abbia attraversato le ultime quattro decadi della nostra musica in un ruolo, se non da protagonista assoluta, quantomeno da interprete e da testimone privilegiata. Il suo primo apparire sulle scene è infatti della metà degli anni 70 (sì, sono passati quaranta anni, facciamocene una ragione…) come chitarrista delle Runaways, prima band tutta femminile del panorama hard rock, nota per aver portato alla notorietà, oltre alla Ford, anche la cantante Joan Jett (I Love Rock N’ Roll vi dice qualcosa? Ecco, è lei.). Lasciato poi il sodalizio agli inizi degli 80, iniziò una discreta carriera solista, la quale, ad onor del vero, fu sicuramente aiutata, oltre che dalle doti strumentali di Lita, dalle sue numerose ed importanti frequentazioni, sentimentali e non, nel mondo del music business: fra le prime, da citare le relazioni avute con Nikki Sixx (Motley Crue), Tony Iommi (Black Sabbath), Joe Lynn Turner (Rainbow, Deep Purple), oltre che con Lemmy (devo specificare?). Se quindi vogliamo cercare una figura in grado di raccontarci, in parole e musica, cosa sia stato l’hard rock dagli anni 70 ad oggi, l’abbiamo trovata: pochi meglio di lei sono riusciti ad attraversare il mare tempestoso delle varie correnti che si sono via via succedute, senza mai venire travolti in maniera definitiva. Non a caso, miss Ford è tuttora attiva con la sua band solista, e ha avuto l’accortezza, rara a trovarsi, di non inflazionare le proprie uscite discografiche (cosa che spesso avviene a scapito della qualità delle stesse) riuscendo in tal modo a mantenere un quid di interesse in più ogni qual volta che si riaffaccia sul mercato discografico. Dal 1981 ad oggi, solamente otto album di inediti sono stati prodotti a suo nome, con una lunga pausa discografica dalla metà degli anni ’90 al 2008.

Oggi, a tre anni di distanza dall’ultimo lavoro, ecco Time Capsule: non si tratta di un “normale” album di inediti, bensì di una raccolta di vecchi brani, mai pubblicati, sia inediti sia cover, che la nostra ha deciso di riregistrare con musicisti del momento. Miss Lita si circonda di un “parterre de roi” di grandissimi musicisti del genere, e fornisce la sua nuova interpretazione di dieci brani risalenti rigorosamente al periodo “pre-grunge”, ovvero a prima degli anni 90. Anche in questo, la scelta non è casuale: per quanto la sua carriera sia molto lunga, non vi è dubbio che il meglio, dal punto di vista sia artistico sia del successo di pubblico, Lita Ford l’abbia ottenuto negli anni ’70 e ’80; ed è la musica di quegli anni che qui sin intende celebrare, sia nella scelta dei brani sia in quella degli interpreti e del sound. Dal punto di vista degli interpreti, c’è l’imbarazzo della scelta: troviamo una serie di collaborazioni da far impallidire il più ricco dei side-project. Alla batteria, forse il meno noto fra i noti, il session-man Rodger Carter, mentre al basso si alternano vari musicisti fra i quali spiccano “mr. Prezzemolo” Billy Sheehan, il quale non so dove trovi il tempo per tutte le sue collaborazioni varie e Gene Simmons dei Kiss; infine, dato che miss Lita si occupa in prima persona di chitarra e voce, d’obbligo segnalare la presenza ai cori di Jeff Scott Soto, un altro di quei musicisti metal dotati di un curriculum lungo svariate pagine, Robin Zander e Rick Nielsen (Cheap Trick) come pure di Dave Navarro (Jane’s Addiction, Red Hot Chili Peppers) al mandolino.
Con una tale line-up, superfluo dire che i brani siano suonati ottimamente; meglio segnalare come Lita Ford riesca a darne una interpretazione personale e avvincente sia dal punto di vista vocale, sia da quello strumentale; spicca in tal senso una versione dello storico (e inflazionatissimo) brano Little Wing, qui resa in forma esclusivamente strumentale, e con un arrangiamento molto originale e particolare. Anche la produzione è di stampo tipicamente 80, ed è una fortuna: i suoni “grassi” e pastosi di cui è esempio questo disco si addicono perfettamente ai brani scelti, che invece una produzione più moderna e compressa avrebbe potuto snaturare in maniera eccessiva. Per il resto, cosa dire di un disco come Time Capsule? Preso in sé, si rivela un lavoro piacevole da ascoltare e ben riuscito; resta però il dubbio di fondo su quale significato abbia, oggi, un lavoro come questo. Si tratta infatti di un disco di “brani d’epoca”, cosa che già di per sé smorza molto gli interessi, e di un’artista che, seppure ancora attiva, ha di sicuro fatto il suo tempo, ed è difficile pronosticare una sua risalita ai “piani alti” dell’universo hard rock: i suoi stessi fan sono ormai attempati signori di mezza età, ai quali farà di sicuro piacere ritrovare una “vecchia amica”, ma difficilmente correranno in massa ad acquistare questo album.

Forse, e qui si spiega anche il non voto, l’unico vero significato che un disco del genere può avere sta proprio nel voler dichiarare a tutto il mondo, o quantomeno a tutti i propri fans, di “essere ancora vivi” e attivi sulla scena, e di incamerare un nuovo e fresco pretesto per ripartire con una nuova tournée, con dieci nuovi brani da poter offrire alle platee; chiarito questo, i fans accaniti di Lita Ford avranno in mano un buon disco che di sicuro li renderà felici. Tutti gli altri, è meglio che tengano a mano i soldi per l’eventuale concerto da vedere: siamo certi che sia il modo migliore per tributare il giusto omaggio ad un’artista che, seppure da posizione defilata, ha fatto parte della storia della nostra musica.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
55 su 2 voti [ VOTA]
Galilee
Martedì 21 Giugno 2016, 16.43.24
9
Dioffà... I Rats.....che il diavolo li porti...
marietto
Lunedì 20 Giugno 2016, 21.50.45
8
o i Ratt ai Rats.. scherzo dai
Galilee
Lunedì 20 Giugno 2016, 21.46.24
7
Hanno fatto pure un film sulle runaway, fai te. Sai i film li fanno su tutti. Certo che sono fan, della musica. Quindi ad ogni artista il suo. Paragonare le Vixen a Lita Ford è come mettere vicino i Ratt ai Madam X ......
marietto
Lunedì 20 Giugno 2016, 21.37.54
6
chi sei tu Galilee per dire questo? mah, se Lita ford è un'icona...i suoi dischi solisti mi hanno sempre fatto pena..a partire dal più famoso, l'omonimo, poi Stiletto, Dangerous Curves..immagino quindi che tu sia un grande fan pure delle Vixen..ahahha
Galilee
Giovedì 16 Giugno 2016, 11.48.09
5
X Marietto, l'unica cosa che non ha senso sono le tue affermazioni. Lita ford è un icona. Negli anni 70 spaccava il culo con le Runaway e negli anni 80 con la sua carriera solista ha sfornato 3 grandi dischi, soprattutto stilletto, un capolavoro di hard rock. L'ultimo living like a runaway era molto carino, sicuramente questo non mi deluderà.
dave hill
Giovedì 16 Giugno 2016, 11.26.32
4
ah, sono cresciuto ascoltando il suo duetto con Ozzy nel video di if i close my eyes forever.
rik bay area thrash
Mercoledì 15 Giugno 2016, 17.56.48
3
Può anche non piacere il genere musicale proposto dalla ford, ma anche lei nel suo piccolo ha contribuito a rendere grande l' heavy metal. La produzione è volutamente old school (lo sono le song) ma questo non è un difetto, anzi .... certo chi vuole i suoni moderni, ultra pompati, plasticosi, beh stia distante da questo album.
Warrior63
Mercoledì 15 Giugno 2016, 11.03.03
2
Qui c'è la storia di quello che ascolti altro che robaccia. ..rispetto
marietto
Martedì 14 Giugno 2016, 0.54.33
1
sempre la solita robaccia..ma chi compra ancora ste robe non lo so...robe che nemmeno negli anni 80 avevano senso..figuriamoci oggi
INFORMAZIONI
2016
SPV/Steamhammer
Hard Rock
Tracklist
1. Where Will I Find My Heart Tonight
2. Killing Kind
3. War Of The Angels
4. Black Leather Heart
5. Rotten To The Core
6. Little Wing
7. On The Fast Track
8. King Of The Wild Wind
9. Mr. Corruption
10. Anything For The Thrill
Line Up
Lita Ford (Voce, Chitarra)

Musicisti Ospiti
Jeff Scott Soto (Voce nella traccia 1)
Robin Zander (Cori nella traccia 2)
Rick Nielsen (Cori nella traccia 2)
Bruce Kulick (Chitarra nella traccia 5)
Dave Navarro (Mandolino nella traccia 2)
Greg Buahio (Basso nella traccia 1)
Billy Sheehan (Basso nelle tracce 2, 3, 4)
Gene Simmons (Basso nella traccia 5)
Jimmy Tavis (Basso nelle tracce 6, 7, 8, 9, 10)
Rodger Carter (Batteria)
 
RECENSIONI
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