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Steel Raiser - Unstoppable
12/06/2016
( 752 letture )
Tornano i Judas Priest in salsa catanese: gli Steel Raiser. La band, con questo Unstoppable, è giunta al terzo full-length, dopo i discreti Race of Steel e Regeneration. Il disco prosegue, con assoluta coerenza, il discorso stilistico intrapreso dai Raiser sin dagli inizi della carriera: Painkiller dei Priest assoluto nume tutelare, Accept classici subito a seguire, spolverate di power/speed vecchia maniera per completare il lotto. L’adorazione dei Raiser per Halford e soci è lampante e continuamente rimarcata (e non priva di una componente autoironica): il singer Alfonso Giordano è un clone alla buona proprio del Metal God, il lavoro chitarristico a doppia ascia riecheggia il riffing serrato dei Priest più duri; il logo stesso di Unstoppable pare essere una reinterpretazione/parodia di quelli dei capolavori priestiani degli anni 80.

La consapevolezza musicale in faretra al quintetto siciliano è sufficiente a impedire un banale effetto-calco; i Raiser ci mettono del proprio: in particolare nella riuscita fusione di “tiro ritmico” priestiano e cori e suggestioni epiche di chiara derivazione tedesca. Ottimo è il lavoro del già citato Giordano, che reinterpreta con un timbro più sporco e piacevolmente grossolano le intuizioni halfordiane delle varie Painkiller, Hell Patrol, Leather Rebel e Night Crawler. Gli axemen Rossi e Seminara azzeccano più di un riff scassabudella e diversi assoli pregevoli (il trittico “hard metal” che apre il disco ne racchiude, con ogni probabilità, i momenti migliori dal punto di vista chitarristico). Batteria e basso sono relegati a un ruolo di puro sostegno: Pizzimento e Portale non stupiscono, né in negativo, né in positivo. La produzione, migliorata rispetto alle precedenti release, è invece di discreto livello. Entrando più nel merito: già detto delle tre canzoni iniziali, che racchiudono tutto il meglio dei Raiser più aggressivi, al lotto va aggiunta anche la titletrack Unstoppable, potente, affilata e dritta al punto. Scent of Madness e Dreaming of You sono più melodia-centriche, ma non per questo meno efficaci. The Last Tears, invece, è forse la traccia più “sperimentale” del lotto, con inserti tastieristici e la partecipazione di una singer donna (Nadia Orlando dei Refuge of Dream); esperimento abbastanza riuscito.

Unstoppable rappresenta un progresso nel percorso degli Steel Raiser: disco dopo disco la band catanese sta trovando una quadratura stilistica sempre più puntuale. Un lavoro non inarrestabile -come da titolo- ma senza dubbio divertente e piacevole da ascoltare. Se siete fan dei Priest anche solo la metà di quanto lo sono i Raiser, dategli una chance.



VOTO RECENSORE
69
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
Doom
Venerdì 16 Dicembre 2016, 23.21.37
1
Bell'album quest'ultimo degli Steel Raiser...molto Judas effettivamente. Bravi. Per me 7,5
INFORMAZIONI
2015
Iron Shield Records
Heavy
Tracklist
1. Inexorable

2. Decapitator

3. Fast as the Light

4. Scent of Madness

5. Dreaming of You

6. Thousand Blades

7. Unstoppable

8. Mole Breaker

9. The Last Tears

10. Scent of Madness
Line Up
Alfonso Giordano (Voce)
Gian Luca Rossi (Chitarra)
Giuseppe Seminara (Chitarra)
Salvo Pizzimento (Basso)
Antonio Portale (Batteria)

Musicisti Ospiti:
Nadia Orlando (Voce nella traccia 9)
Dino Fiorenza (Basso nella traccia 10)
 
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