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First Signal - One Step Over the Line
13/06/2016
( 682 letture )
Alcuni anni fa -nel 2010 per la precisione- la nostrana Frontiers Records, celebre per la sua propensione a “cucire” band di grande qualità e professionalità attorno ad artisti storici, reclutava il cantante dei rocker canadesi Harem Scarem, Harry Hess, per il progetto First Signal: il supergruppo rilasciò un ottimo esordio discografico (un eccellente...primo segnale), ma parve destinato a non ripetere, al pari di Paganini, per via del ritorno del frontman alla band madre. Dopo sei anni, tuttavia, l'etichetta ha ripreso le redini del progetto, riportando a casa Harry Hess e dando vita al qui presente One Step Over the Line, seguito dell'esordio ormai quasi dimenticato nel frenetico mondo del rock. Rispetto al primo album, il cast di musicisti è sostanzialmente mutato ed in particolare, in luogo del noto Dennis Ward, troviamo a batteria e mixer il polistrumentista e produttore Daniel Flores, già al lavoro su diversi lavori Frontiers negli ultimi anni.

Squadra che vince, del resto, si può anche cambiare se i nomi coinvolti possiedono questo genere di abilità: nonostante il rimpasto, infatti, la band prosegue sulle coordinate stilistiche del precedente lavoro: un AOR/hard rock con importanti inserti melodici e tastieristici e saltuari momenti più “hard and heavy”, sempre comunque nell'ottica di brani catchy ed ariosi. Come da copione, questo One Step Over the Line si muove in tal solco fin dall'inizio: Love Runs Free gioca molto sull'interazione fra chitarra e tastiere, che assieme fanno da spalla alla bella voce di Hess, che indubbiamente costituisce nuovamente il fulcro del progetto. Gli anni 80 trasudano da ogni brandello musicale di questa prima canzone, che come tale piacerà moltissimo agli amanti delle succitate sonorità. In tal senso, si tratta di una traccia d'apertura praticamente perfetta. Le tastiere tornano più sgargianti che mai a farsi sentire su Love Gets Through, ma in questo caso anche chitarra e sezione ritmica si fanno sentire in maniera importante, ancorché la produzione faccia risaltare maggiormente -e forse in modo un pelo eccessivo- proprio le tastiere; per il resto il brano è riuscito, le strofe interpretate da Hess sono piacevoli e coinvolgenti ed il nostro può mostrare tanto il suo lato più melodico quanto saltuari momenti più graffianti. Preferite ancor più melodia? Niente paura, arriva immediatamente la ballad: Still Pretending è infatti, manco a dirlo, incentrata su tastiere atmosferiche e chitarra sdolcinata, con il cantante che può usare la sua convincente abilità per far sciogliere il cuore delle sue ascoltatrici. Prevedibile al pari delle tracce precedenti, ma egualmente efficace. La band sembra divertirsi molto con il format power ballad, tanto che decide di replicare immediatamente con Broken, più convincente rispetto al pezzo precedente e sulla quale il cantante ci regala una delle sue migliori performance di tutto il disco. Con Karma si fa nuovamente vela verso i ruggenti anni 80, con le onnipresenti tastiere indiscusse protagoniste di un brano discreto, ma forse leggermente meno riuscito rispetto ad altri di One Step Over the Line. La parte centrale dell'album, peraltro, è probabilmente la più debole, dato che anche Minute of Your Time, a dispetto di uno splendido ritornello, ci convince fino ad un certo punto. Per fortuna, la flessione ha durata breve, poiché She is Getting Away torna a colpire nel segno. L'idea è che i brani funzionino alla grande quanto gli strumentisti dialogano davvero fra di loro: quando, viceversa, uno di loro prende troppo il sopravvento (cosa che accade, come avrete intuito, con le tastiere), il brano funziona meno. In ogni caso, come detto, sulla stragrande maggioranza dei pezzi il sodalizio risulta coeso e convincente: molto bella è anche December Rain, mentre l'ennesima power ballad, Weigh Me In, risulta solo...bella, senza il molto. Ci avviciniamo alla conclusione ed i First Signal, un po' inaspettatamente, tirano fuori uno dei brani più tipicamente hard rock del disco, Pedestal: si tratta, peraltro, di uno dei più interessanti, con un ottimo lavoro alle sei corde di Michael Palace, qui meno “oscurato” che altrove. Infine, l'album ci saluta con la title-track, un altro brano 100% AOR di buona fattura.

One Step Over the Line è un buon album, anche se avrebbe potuto essere ancora migliore: a parte una lieve flessione nella parte centrale, siamo un po' dispiaciuti nel dover constatare come la produzione risulti eccessivamente “leggera”, prediligendo troppo le tastiere rispetto al resto. Si potrebbe obiettare: è un lavoro AOR, è naturale che le chitarre non siano mixate come su un album thrash. Ciò nonostante, in certi punti è palese come le tastiere oscurino gli altri strumenti, che però sono ben presenti e meriterebbero maggior dignità, questo senza ovviamente nulla togliere alla bravura di Flores. Ci riserviamo dunque di aspettare un terzo lavoro che sappia andare oltre il “buono, ma possono fare di più”.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
83 su 1 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2016
Frontiers Records
AOR
Tracklist
1. Love Run Free
2. Love Gets Through
3. Still Pretending
4. Broken
5. Karma
6. Minute Of Your Time
7. She Is Getting Away
8. December Rain
9. Weigh Me In
10. Pedestal
11. One Step Over The Line
Line Up
Harry Hess (Voce)
Michael Palace (Chitarra, Basso)
Daniel Flores (Tastiere, Batteria)

Musicisti Ospiti
Francesco Marras (Chitarra nelle tracce 2, 7)
Darren Smith (Cori)
Alessandro Del Vecchio (Cori)
Nigel Bailey (Cori)
Rolf Pilotti (Cori)
Angelica Rylin(Cori)
 
RECENSIONI
70
 
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