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Def Leppard - Slang
18/06/2016
( 1152 letture )
Un buco nell’acqua? Forse non totalmente, però questo nuovo capitolo della saga dei Leopardi inglesi, anche a distanza di anni, non brilla e non appare invitante come altri loro dischi, poi divenuti i veri capolavori che tutti conosciamo. Slang è il sesto album in studio e rappresenta una svolta epocale, in seguito abbandonata anche per l’insuccesso commerciale, per meglio dire per il “non botto” nelle classifiche a cui il quintetto era ormai assuefatto. Il CD viene pubblicato il 14 maggio 1996 dalla Mercury Records, consapevole di rilasciare sul mercato un coacervo che segna un mutamento radicale nel sound abituale della band, ampiamente screpolato da diverse sperimentazioni atipiche per il loro stile musicale. Mutt Lange, il vero sesto Def Lep si separa dai ragazzi e la produzione viene rifilata nelle mani dello stesso gruppo, coadiuvato da Pete Woodroffe, il tutto registrato , tra il ‘94 e il ‘95, in una villa a Marbella, in Spagna, e nel ‘96 presso i Bow Lane Studios, di Dublino. Si sono fantasticate e azzardate migliaia di versioni sulla divisione professionale tra il combo e il loro storico produttore Robert John "Mutt" Lange, autentico marchio di fabbrica dietro lo stratosferico successo planetario del marchio Def Leppard, ma le parole del bass player Rick Savage sono impossibili da interpretare e appaiono come una sentenza:

Eravamo arrivati alla frutta, troppo stanchi di registrare alla vecchia maniera e non avevamo più nessuna voglia di farlo. Volevamo che la musica fosse più personalizzata e lasciasse lo spazio di uscire al carattere dei singoli individui.

Slang, già dalla copertina anonima, appare un platter, oltreché orfano di Lange, per la prima volta distante dallo studio dal lontano 1981, compresso tra l'uscita di Retro Active, il best Vault e il successivo Euphoria, per di più in un periodo difficile per i Def Leppard, i quali subirono diversi disagi personali e scazzi (divorzio di Phil Collen, la morte del padre di Rick Savage e gli arresti sia di Rick Allen che di Joe Elliott, rispettivamente per violenze coniugali e aggressione), insomma un lasso di tempo non felicissimo. Vero che anche il periodo di Adrenalize, fuori dalle scene, non sorrise ai britannici, ma su quel lavoro i colpi di coda di Mutt Lange salvarono, come si suol dire, capra cavoli e caciotta. Il qui presente full length abbandona del tutto le iper produzioni levigate e pompose antecedenti, in favore di un suono più crudo, organico, catalizzato dal ritorno del batterista Rick Allen a un kit semi-acustico e alla volontà di suonare come una band, tutti insieme, in presa diretta, anche in studio. E allora via libera a voli pindarici segnati dal uso di nuovi strumenti come sarangi, mandolino e dulcimer e altri elementi novizi mai sperimentati in precedenza. Il risultato? Non dubito che a qualcuno Slang abbia portato arie innovative e frescure assortite, ma la band spesso perde per strada smalto e coordinate, peculiarità che avevano reso superstar i nostri, senza dimenticare che alcuni brani vengono dilatati e allungati, tracimando su un risultato finale non propriamente esaltante. Sin dal primo pezzo Truth? l’impressione che si ha è che manchi qualcosa di basilare nella composizione e nella resa sonora, le atmosfere orientali di Turn to Dust non sono niente male ma non convincono a fondo, la title track è uno spaccato dei veri Leps ma non con le solite risonanze e la resa si smarrisce sul rettilineo, e ancora la semiballad All I Want Is Everything è perlomeno sciapa e senza nerbo. Non avrebbe senso citare ogni singola canzone che ha ormai sulle spalle ben vent’anni, ma lo sbilanciamento dei valori è evidente: pochissimi sono gli spunti sfavillanti, molte le ombre che si allungano fino a strangolare composizioni e sound che, se fosse un’altra entità musicale, avremmo tutti apprezzato. Ma i Def Leppard sono sempre stati altro, ordunque gli scetticismi sono reali e fondatissimi. Work It Out è esempio lapalissiano di ciò che citavo poc’anzi e non con toni entusiastici, cosa che si verifica non solo in questa traccia, mentre in Breathe a Sigh e in parte su Deliver Me, ritroviamo alcune fenditure auree della band, un po’ troppo poco lungo l’intero arco di un disco. Gift of Flesh regala chitarre ritmiche energiche e crude senza effetti vari ma il pezzo non è un granché, mentre la finale Pearl of Euphoria, staffilata di ben sei minuti e venti lascia intravedere lampi di classe ma appare tirata per le lunghe in una sorta di suite non propriamente appartenente al DNA di Elliott e soci, che su questa traccia suona anche parti del basso.

In definitiva Slang appare un contenitore di pezzi discreti, alcuni meglio riusciti di altri, ma il lignaggio dei Leps stenta fortemente ad emergere; le separazioni con il factotum si pagano anche con dazi assai pesanti, sia in termini di creatività che di vendite. Slang fu il primo album dei Def Leppard a non riuscire a raggiungere la certificazione di disco di platino negli Stati Uniti: altrove, ottenne risultati leggermente migliori collocando quattro singoli nella classifica del Regno Unito, ma il disco di platino giunse solo in Canada. Durante la tournée di supporto, il quintetto ebbe modo di esibirsi per la prima volta nel Sud-est asiatico, in Sudafrica e in Sudamerica, ma nonostante i tour intensivi arrivò solo la posizione numero 14 della Billboard 200 negli Stati Uniti e la numero 5 della UK Chart nel Regno Unito. Francamente un lavoro appena appena sufficiente che non lascerà segni epocali nella musica, i Leps veri hanno tutt’altra guisa e nerbo.



VOTO RECENSORE
61
VOTO LETTORI
61.33 su 9 voti [ VOTA]
Andy
Lunedì 18 Settembre 2017, 20.10.32
11
questo album degli storici re (o regine) degli anni '80 def leppard datato 1996 e' veramente orribile a livello musicale e sonoro...una vera forzatura per seguire i trend dell'era grunge....la sola all i want si puo' definire sufficente...a mio avviso un vero album flop...fortunatamente si ripresero subito dopo con l'ispirato euphoria non pervenuto su queste pagine...purtroppo pero' il dopo non ha piu' alcun significato!!!
Manuel
Sabato 25 Giugno 2016, 1.49.45
10
li adoro e li ho visti dal vivo 3 volte.. ma slang e' veramente brutto.
mimmo
Mercoledì 22 Giugno 2016, 22.13.49
9
...album discreto, sicuramente dopo i picchi di Pyromenia e Hysteria, difficile confermarsi a certi livelli e peraltro in piena era Grunge. ma domanda: come si fa a dare 88 ad Hysteria? forse il recensore non ama troppo i Def Leppard...
marietto
Lunedì 20 Giugno 2016, 20.21.51
8
No no e no! Meglio di Euphoria di sicuro. Disco interessante. Il disco "serio" dei Def quanto l'omonimo dei Motley o Native Tongue dei Poison. Testi più interessanti e meno funny che nel passato.. Beh, prima parlavano di "Ti voglio toccare finché non rimarremo appiccicati come con la colla" (I wanna touch you) oppure dell'orgasmo femminile (Pour some sugar on me...in the name of love...) o di un ragazzo che, stufo di giocare con la sua "scopa", finalmente trova una che ci sta (Let's get rocked). Ij questo disco diverso e interessante il lavoro degli strumenti, soprattutto di Campbell e Collen. Per me un 70 0 75 ci sta seppur è un disco "poco Def leppard" rispetto a come ci avevano abtuati.
Voivod
Lunedì 20 Giugno 2016, 11.39.40
7
Uno dei peggiori album dei Leppard...
Galilee
Sabato 18 Giugno 2016, 23.17.31
6
Non è il massimo, però secondo me Euphoria era ancora un bel disco, e gli ultimi 2 non mi dispiacciono.
Metal Shock
Sabato 18 Giugno 2016, 14.59.04
5
Concordo con InvictuSteele intutto e per tutto. Album che avrò ascoltato un paio di volte e poi lasciato a prendere polvere. Dopo Adrenalize hanno provato a fare album con influenze diverse ma a me sono scaduti tantissimo. Peccato!
robby
Sabato 18 Giugno 2016, 13.00.21
4
disco che preferisco ad Adrenalize che ho trovato album davvero troppo forzato a bissare i successi dell'immenso Hysteria. non un capolavoro certo ma credo si possa meritare un buon 70.
Agnostico
Sabato 18 Giugno 2016, 12.00.52
3
Dopo Hysteria sono diventati veramente troppo pop per i miei gusti.Oltretutto anche la qualità della musica è calata notevolmente.
InvictuSteele
Sabato 18 Giugno 2016, 11.46.08
2
Confemo il voto, album scialbo come tutti quelli che lo seguiranno. I Leppard, dopo Adrenalize, hanno perso la bussola e non si sono più ripresi, nemmeno con l'ultimo (che ha soddisfatto molti ma che per me resta un dischetto appena sufficiente)
Hard & heavy
Sabato 18 Giugno 2016, 11.15.17
1
5 posizione UK, e 14 in Billboard US non male pero.
INFORMAZIONI
1996
Mercury Records
Hard Rock
Tracklist
1. Truth?
2. Turn to Dust
3. Slang
4. All I Want Is Everything
5. Work It Out
6. Breathe a Sigh
7. Deliver Me
8. Gift of Flesh
9. Blood Runs Cold
10. Where Does Love Go When It Dies
11. Pearl of Euphoria
Line Up
Joe Elliott (Voce, Chitarra e basso su traccia 11)
Phil Collen (Chitarra, Mandolino)
Vivian Campbell (Chitarra, Dulcimer)
Rick Savage (Basso, Chitarra acustica)
Rick Allen (Batteria, Percussioni)
 
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