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Neverworld - Dreamsnatcher
24/06/2016
( 966 letture )
Dreamsnatcher degli inglesi Neverworld è un disco pesante. Pesante come un macigno. Ma non in senso buono. Prima di addentrarci in un’analisi più approfondita, però, spendiamo qualche parola per capire meglio il contesto di cui andremo a trattare. I Neverworld si formano nel 2009 nella contea inglese di Bedforshire, situata nel sud-est dell’isola britannica. Formazione heavy/power metal a cinque elementi, che conta sulla presenza di un tastierista e che affida la seconda chitarra al cantante Ben Colton, i Neverworld fanno il loro esordio discografico nel 2010, pubblicando un EP di tre canzoni che fa da preludio al primo full length realizzato quattro anni più tardi e intitolato Visions of Another World. Tra i due dischi avvengono un paio di avvicendamenti all’interno della formazione, con l’arrivo di un nuovo tastierista, Daniel Potter, e di un nuovo bassista, Gary Payne. I Nostri, sotto contratto con la Dream Demon Recordings, giungono infine alla pubblicazione del secondo full length, Dreamsnatcher, nei primi mesi del 2016. Pubblicizzati per raggiungere i fans di Judas Priest, Savatage e Vicious Rumors, i Neverworld prendono molto in prestito da queste band, ma nella realizzazione di Dreamsnatcher commettono l’errore di metterci tanto del loro con un risultato a metà tra la débâcle assoluta per gli ascoltatori più intransigenti e la sufficienza risicata per chi solitamente si trova ad essere di manica più larga.

L’incipit non è male, bisogna ammetterlo. Carico d’intensità ed atmosfere “grandeurs”, grazie ad una sezione strumentale fin da subito in grande spolvero. I problemi cominciano con l’ingresso della voce, che sgretola piano piano tutto ciò che di positivo era stato fatto fino a quel momento. Non che Ben Colton sia un cantante del tutto inaffidabile, ma i suoi limiti a livello tecnico sono davvero troppo evidenti per passare in secondo piano rispetto a quanto di buono riesce a tirar fuori di tanto in tanto. Into the Mouth of Madness la dice lunga sulle sue effettive limitate capacità (parti vocali talvolta fuori tono rispetto alla musica e palesi stonature o forzature non mancano), ma anche la stessa Dreamsnatcher è esemplare sotto questo aspetto. Voce a parte, i due brani sono molto diversi tra loro, con la titletrack che anche dopo svariati ascolti risulterà uno dei momenti peggiori del disco, mentre il brano d’apertura uno dei migliori. L’intero album scorre tra alti (pochi) e bassi (molti), e le singole canzoni risentono quasi tutte degli stessi difetti sopra elencati. Poche le eccezioni, tra cui vale la pena segnalare l’energica Under the Asylum e la drammaticissima nonché molto gradevole Fall Forever. La tracklist prosegue imperterrita a sfornare canzoni rocciose e tutte molto simili tra loro, fortemente “abbattute” da un cantato ai limiti dell’accettabile, con acuti che rischiano di farci sanguinare le orecchie -non in senso positivo, sia chiaro- e che fanno perdere parecchi punti alla reputazione del frontman Ben Colton. Delle tracce finali si salva solo Face the Fear che, nonostante i suoi lunghissimi nove minuti di durata, riesce a conquistare i nostri favori.

Dreamsnatcher, a fronte di tutti i suoi difetti, si candida quindi per essere una delle uscite più evitabili nel settore heavy/power in questi primi mesi del 2016. Qualcosa di positivo comunque c’è: l’operato delle due chitarre, anche se ripetitivo fino allo sfinimento, è costantemente su buoni livelli; Foster e Colton dimostrano di avere gusto e tecnica per trascinare da soli il gruppo, con quest’ultimo che farebbe però meglio a concentrarsi esclusivamente sulle sei corde e lasciare l’arduo ruolo di cantante a qualcun altro. Anche il tastierista Daniel Potter rientra a pieno titolo tra gli elementi positivi del disco e speriamo che potrà essere un punto di forza anche in futuro. Una produzione pulita e nella media delle uscite odierne completa il quadro. Il responso finale è chiaro: disco destinato ad essere relegato nel dimenticatoio, ma che lascia comunque aperte le porte ad un futuro ancora non pienamente compromesso per la band inglese.



VOTO RECENSORE
52
VOTO LETTORI
60 su 1 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2016
Dream Demon Recordings
Heavy
Tracklist
1. Into the Mouth of Madness
2. Dreamsnatcher
3. Armies of the Night
4. Passion Killers
5. Under the Asylum
6. Fall Forever
7. All I Am
8. Awakening
9. The Grand Illusion
10. Face the Fear
Line Up
Ben Colton (Voce, Chitarra)
Jack Foster (Chitarra)
Daniel Potter (Tastiere)
Gary Payne (Basso)
Mike Vaughan (Batteria)
 
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