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Volbeat - Seal the Deal & Let`s Boogie
28/06/2016
( 3476 letture )
Seal the Deal & Let's Boogie è il sesto album dei simpatici danesi Volbeat. La band ha avuto un buon successo in patria (ma non solo) grazie alla fusione tra heavy metal e rock'n'roll, sottolineata al meglio dal modo di cantare old school del frontman Michael Poulsen, che dopo gli inizi death metal con i Dominus si è immedesimato, con ottimi risultati, nei panni del singer rockabilly anni 50. Rispetto al precedente disco, Outlaw Gentlemen & Shady Ladies, non figura più nelle fila dei Volbeat lo storico bassista Anders Kjølholm, uscito dalla formazione nel novembre 2015 e sostituito solamente lo scorso maggio da Kaspar Boye Larsen, il quale quindi non ha partecipato alla registrazione del nuovo LP. Dunque il disco, oltre ovviamente al leader cantante/chitarrista del gruppo, vede impegnati l'altro superstite della prima line up, cioè il batterista Jon Larsen e il chitarrista Rob Caggiano, reclutato nel 2013.

È meglio mettere in chiaro fin da subito alcune caratteristiche di questo prodotto. Innanzitutto chi si aspettava un album heavy, nel senso stretto e classico del termine rimarrà deluso, poiché quasi tutti i brani sono piuttosto blandi; infatti, durante l'ascolto la componente rock prende il sopravvento su quella metal, nonostante siano presenti refrain aggressivi e passaggi veloci realizzati dalle due chitarre, sempre operative e funzionali al raggiungimento di un sound estremamente commerciale. Un suono e una formula create ad hoc per imporsi nel mercato discografico, anche quello d'oltreoceano, andando a privilegiare la componente melodica e orecchiabile dei pezzi, in particolare grazie all'ottima capacità del gruppo di rendere accattivanti i ritornelli, talmente riusciti e talmente radiofonici da risultare quasi fastidiosi. Quando tale connotazione viene portata all'estremo nascono brani ai quali è impossibile resistere, come Let it Burn e Goodbye Forever, i quali risultano tanto ruffiani quanto contagiosi; addirittura nella seconda canzone citata si assiste ad un coro femminile in stile chiesa protestante, che ai metallari farà storcere il sopracciglio ai livelli di mister Carlo Ancelotti. D'altro canto in un album composto da tredici tracce, con una durata totale di cinquantatre minuti, il fatto di realizzare armonie di facile presa sul pubblico può pesare alla lunga e portare ad una nemmeno tanto velata monotonia di fondo. È inevitabile quindi assistere ad alcune fasi di stanca durante l'LP, seppur abilmente "nascoste" in fase di mastering dall'esperto tecnico del suono americano Bob Ludwig. Nello specifico gli episodi a vuoto sono rappresentati dalla punk rock Mary Jane Kelly, che riprende lo stile delle colonne sonore dei college movies americani; dalla malinconica e pop/rock You Will Know e da Rebound e Battleship Chains, covers rispettivamente delle bands Teenage Bottlerocket e The Georgia Satellites; brani di cui si poteva fare tranquillamente a meno. Si dimostrano invece tutt'altro che banali i due featuring inseriti nel disco: For Evigt vede la collaborazione del cantante danese Johan Olsen, capace di apportare un tocco personale ad un brano velatamente punk rock, nobilitato da un apprezzabile ed inaspettato intermezzo di musica celtica; l'altro duetto è assieme a Danko Jones e sarà una coincidenza, ma di fatto Black Rose è l'unico brano dove si sente un po' di rock'n'roll! L'atmosfera è simpatica e leggera, spezzata soltanto da un solo incisivo. Suvvia cari Volbeat, c'era bisogno di far scomodare il rocker canadese per apprezzarvi sotto questa luce? Fortunatamente i danesi si rifanno con due brani potenti sul finale, ovverosia Seal the Deal e The Loa's Crossroads. In entrambi i casi Rob Caggiano può sbizzarrirsi facendo valere il suo passato thrash agli Anthrax, realizzando riff corposi e assolo istrionici, mentre la sezione ritmica può muoversi liberamente raggiungendo territori finora inesplorati. Seal the Deal si serve inoltre di un'ottima prova di Michael Poulsen: la sua voce è come al solito molto impostata, ma mai come in questa situazione riesce ad essere calibrata alla perfezione per donare un maggior impatto a determinate note. L'altra track, che chiude il disco, raggiunge una fantastica commistione tra folk rock irlandese e heavy metal, tramite trovate ottime come l'arpeggio acustico e i tamburelli sul ritornello.

Seal the Deal & Let's Boogie è un album che sta vendendo e che continuerà a vendere una quantità impressionante di copie per i motivi succitati. Sintetizzando, i tormentoni dove viene privilegiato il rock di facile impatto hanno la capacità di imporsi su qualsiasi mercato. In realtà questo risultato finale era abbastanza prevedibile e potrebbe rappresentare l'ultimo step nella scala evolutiva dei Volbeat, quello che li porterà a scalare le hit parade di tutto il mondo, ma la verità è che i momenti migliori i danesi ce li regalano in quei pochi frangenti in cui aumentano il voltaggio facendo stridere le chitarre. Insomma, se avete bisogno di staccare la spina, di regalarvi un'oretta di svago questo disco non vi deluderà, altrimenti vi conviene orientarvi su qualcos'altro.



VOTO RECENSORE
67
VOTO LETTORI
50.54 su 22 voti [ VOTA]
df800
Giovedì 25 Ottobre 2018, 8.29.18
41
Gruppo da potenziale enorme e uno dei migliori usciti negli ultimi 10/15 anni. Questo disco tuttavia rimane di una piattezza disarmante dove si possono menzionare esclusivamente 6 pezzi per stare larghi. di sicuro un lavoro da piu che sufficiente ma si ferma li.
Andry Stark
Giovedì 25 Ottobre 2018, 2.43.26
40
A me piace molto quest'album, non è un capolavoro, un sound molto.orecchiabile e semplice ma ci sta, album divertente da ascoltare e perfetto come sottofondo. Voto 70.
Macca
Martedì 16 Maggio 2017, 13.49.07
39
Li ho apprezzati tantissimo fino al precedente (che già considero inferiore ai primi 4) e fino al precedente li possiedo tutti, ma con questo ho fatto fatica ad arrivare in fondo e mi sono tenuto i soldi in tasca. Hanno sempre avuto un grosso potenziale commerciale, e fin qui nulla di male, ma questo è chiaramente un disco fatto per abbracciare una fascia di pubblico più ampia e dare il classico calcio in culo a buona parte dei cosiddetti "primi fans": canzoni copiatissime dal passato e scontate, si salvano 3 - 4 episodi il resto fuffa. Spero di sbagliarmi, ma temo che ormai li abbiamo persi: un vero peccato per quanto mi riguarda.
Morlock
Martedì 16 Maggio 2017, 12.49.08
38
Premesso che a me già i Life of Agony non mi sono MAI piaciuti in particolare per la voce del tranvione....pensa te se mi potesse mai piacere uno che lo scimmiotta in tutto e per tutto....e se musicalmente quantomeno i Life of agony erano vicini ad un post grunge,questi nel corso del tempo sono passati da Riff simil metallica dei tempi orribili a robette punk degne di American Idiot....ma per cortesìa....
Havismat
Martedì 16 Maggio 2017, 12.27.26
37
Anche io li adoro e questo disco mi è piaciuto un casino, così come il precedente.
bob
Lunedì 2 Gennaio 2017, 18.19.40
36
Io non riesco proprio a capire cosa c'è di buono in questi volbeat. Mosci e ripetitivi sia in studio che dal vivo.
ARMETAL23
Venerdì 25 Novembre 2016, 2.16.36
35
Io personalmente li adoro..anche se a questo preferisco gli album precedenti. Non capisco perché molta gente si metta a rompere i coglioni insultando questa band. Se i volbeat sono sopravvalutati, lo sono anche tanti altri gruppi. Almeno i volbeat hanno unito il country ed il rockabilly al metal con diverse sfumature punk e rock ..cosa che nessuno aveva mai fatto prima. Poi non capisco l'ignoranza nel mettere in mezzo gli iron maiden che presentano la solita minestra riscaldata da quatant'anni per vendere dischi..almeno non criticate se un gruppo non vi piace!
terzo menati
Giovedì 7 Luglio 2016, 11.49.28
34
E' vero anche il contrario spesso spazzatura seguita da quattro gatti viene elevata ad arte...come non tutti i giornalisti sono venduti al sistema o sono degli ignoranti. Fare tutta l'erba un fascio e' un'ingenuità comune
VERGINELLA SUPERPORCELLA
Giovedì 7 Luglio 2016, 9.51.41
33
C'e' pure gente che stravede per le babymetal ...mica significa che se vende e' per forza di valore. e dei giornalisti ho stima e fiducia quanto ne ho di renzie.
terzo menati
Martedì 5 Luglio 2016, 18.59.32
32
A me non piacciono ma rispetto le persone che li seguono. Ognuno ha i suoi gusti impariamo a rispettarli e a criticare in maniera oggettiva, anche dura ma rispettosa
Metal Shock
Martedì 5 Luglio 2016, 18.52.29
31
Certo che le migliaia di persone che comprano i loro dischi e vanno ai loro concerti e le decine di giornalisti che fino ad ora ne hanno esaltato i dischi di musica non capiscono proprio niente........????
VERGINELLA SUPERPORCELLA
Martedì 5 Luglio 2016, 18.38.06
30
uno dei gruppi piu' inutili e sopravvalutati della scena metal. negli anni 90 questi avrebbero pulito i bagni dei club
Andrew94
Lunedì 4 Luglio 2016, 21.17.10
29
Da accanito fan della band, l'ho atteso a lungo. Non mi aspettavo un album della caratura dei primi due, il loro sound è andato alleggerendosi col tempo ed è vero, ma comunque...un 45 dei lettori rasenta il ridicolo! L'unica pecca è che manca un pezzone di quelli che ti fanno letteralmente andare a fuoco il collo, tipo una B.O.A o una Still Counting, per il resto, canzoni abbastanza catchy che si stampano in testa da subito. Se giudicato coi paraocchi facendo i soliti, obsoleti paragoni col passato, ovvio che non va giù. Andrebbe giudicato in maniera più ampia e matura, a 360 gradi....beh oltre 67 ci andiamo!
Macca
Venerdì 1 Luglio 2016, 9.43.33
28
@gianmetal: secondo me perchè sono un mix tra sound catchy e potenza tipica del rock/metal, nonostante non inventino nulla mischiando diverse influenze propongono un sound abbastanza orginale, dal vivo ci sanno fare alla grande e il cantante ha una grande voce: quindi hanno tutte le caratteristiche per vendere tanti dischi e guadagnarsi molti fan sia tra i metallari che tra i "profani". Poi che il disco in questione sia una specie di fotocopia del precedente, perdipiù sbiadita, è un altro paio di maniche.
gianmetal
Venerdì 1 Luglio 2016, 9.14.08
27
boh,perche questi hanno successo?
METALABBA
Giovedì 30 Giugno 2016, 21.31.06
26
Una delle band più sopravvalutate degli ultimi anni...........
Togno89
Giovedì 30 Giugno 2016, 9.24.55
25
Ciao a tutti! Ho letto attentamente i vostri commenti e ne ho preso atto. Evidentemente c'è stato da parte mia un problema di comunicazione, dato che la recensione non è piaciuta nei contenuti. Ci tengo solamente a sottolineare che non c'è alcun pregiudizio nei confronti degli artisti che vado a recensire, ci mancherebbe altro! Sarebbe irrispettoso e ingiusto sia per le bands, sia per voi lettori. Per quanto riguarda i Volbeat, ho sempre apprezzato la loro proposta originale; originalità che in questo lavoro (a mio modestissimo parere) è poco presente. Lo considero comunque un disco ampiamente sufficiente, come avrete capito da ciò che ho scritto nel testo e dal voto! Buona navigazione a tutti!
Aske
Mercoledì 29 Giugno 2016, 22.35.40
24
Ma perché si chiamano come il Pokémon?
klostridiumtetani
Mercoledì 29 Giugno 2016, 21.09.09
23
Si, sono una buonissima band, specialmente dal vivo sempre molto godibili, che riscuote molta più attenzione all'estero rispetto allo stivale. Personalmente però i primi due album sono un vero uragano sonoro , e i successivi, con il passare del tempo, avventurandosi nell'entroterra, hanno preso a scemare... ma di brutto anche! Dal vivo sono comunque una garanzia se uno si vuole divertire ad un concerto. IMHO
Macca
Mercoledì 29 Giugno 2016, 20.51.09
22
Sono d'accordo con Metal Shock@, a questo album mancano le canzoni: ci sono troppi copia e incolla da album passati, troppa faciloneria. I Volbeat sono sempre stati un gruppo per divertirsi, molto forti dal vivo e con un potenziale commerciale sempre crescente nel tempo: nulla di male l'averlo sfruttato,cma se questo significa inficiare la qualità del sound allora non va bene. Io ho adorato i primi 4 album e mi è piaciuto abbastanza anche il penultimo, ma questo per me è proprio un passo falso perché non ha nulla da dire. Concordo anche che su Metallized non abbiano una pletora di ammiratori, ci può stare ma da qui a considerarli un gruppo di merda tout court acqua sotto i ponti ce ne passa parecchia...
galilee
Mercoledì 29 Giugno 2016, 14.09.27
21
Band che non conosco bene però quoto metal shock. Questa band non è molto apprezzata su questo sito. Su altri che ho letto è molto osannata sia dai recensori che degli utenti. Questo perchè ognuno ha i propri gusti. Non di certo per partito preso.
Metal Shock
Mercoledì 29 Giugno 2016, 14.00.23
20
@Urgrund: a parte il fatto che qui i Volbeat non sono tanto amati, io ti ripeto,.ed e` la mia opinione, quel che manca a questo disco e` la qualita` delle canzoni, non il fatto che la produzione sia piu` rock. Anche i pezzi da me citati, pure con un tiro migliore, sono discreti e soprattutto, come il resto delle canzoni, soffrono di una piattezza compositiva e una certa ripetizione che mi ha spiazzato. Guarda, se prendi il disco precedente, la canzone che meno mi e` piaciuta e` quella con King, certamente la meno pop, mentre una canzone come Lola... pur molto rock mi e` piaciuta parecchio. Per me il fatto che abbiano virato verso il rock non mi cambia niente, e se vedi sul sito quel che commento e i miei gusti lo capisci. Quel che manca a questo disco sono proprio le canzoni e nient`altro, ed anche tirare fuori gli Iron non ha nessun senso.
RockTheLife71
Mercoledì 29 Giugno 2016, 13.41.32
19
punto di vista personalea 30 anni questo fantastico mondo mi accompagna,metaforicamente parlando sono nato con l'heavy classico e il thrash...ma dopo e tuttora ho inglobato di tutto death black ecc ecc. qualsiasi sfumatura di questa musica se mi trasmette emozione non mi fa fare distinzione....cantautori italiani compresi(quelli vecchi però)dotati di ispirazione....ecco forse ispirazione è la parola giusta,la pesantezza infatti non centra nulla come dimostra la meravigliosa garden's tale degli stessi volbeat! dai un passo mezzo falso ci puo stare...
urgrund
Mercoledì 29 Giugno 2016, 11.54.34
18
@Metal Shock Però guarda caso le canzoni migliori sono quelle più pesanti, da quel che si evince dalla recensione e da alcuni commenti. Questo ragionamento mi sembra lo stesso di quelli che dicono "io non sono razzista ma..."
freedom
Mercoledì 29 Giugno 2016, 10.39.14
17
Dipende da cosa si intende per "pesantezza". Per me i Maiden sono più pesanti, mentre i Volbeat sfociano spesso e volentieri nel pop più becero.
Metal Shock
Mercoledì 29 Giugno 2016, 10.33.21
16
@Terzo menati: più che giusto, in questo caso non c'entra il fatto che il suono sia più rock, ma il fatto che i brani siano proprio brutti, tutti abbastanza uguali senza quel quid che li faccia uscire dall'anonimato. Basta sentire la cover di Battleship senza tiro, fiacca a dir poco. Per questo l'album delude e di tanto
terzo menati
Mercoledì 29 Giugno 2016, 10.16.58
15
Secondo me la pesantezza non c'entra nulla altrimenti staremmo ad osannare un sacco di band metal core, cosa che per fortuna non succede.
urgrund
Mercoledì 29 Giugno 2016, 9.53.06
14
@freedom Io parlo di pesantezza del sound, visto che il metallaro medio di solito è in base a questo che da giudizi su una band.
freedom
Mercoledì 29 Giugno 2016, 9.50.13
13
@urgrund: Come puoi paragonare gli Iron Maiden a questi tizi?
urgrund
Mercoledì 29 Giugno 2016, 9.10.31
12
A me l'album è piaciuto, anche le canzoni meno pesanti. Ma adesso è diventato di moda criticare i Volbeat perché diventati troppo commerciali. Non capisco chi li critica per aver ammorbidito il sound, come fa velatamente la recensione. Ci si lamenta del mancato ricambio generazionale nel metal ed appena una band ha successo ecco arrivare i "puristi" a spalare merda. Tra l'altro mi pare che gli Iron Maiden siano ancora meno pesanti dei Volbeat, quindi seguendo questo metro nemmeno loro sono metal.
gamba.
Mercoledì 29 Giugno 2016, 0.54.22
11
feffa ahahahahah
simo
Martedì 28 Giugno 2016, 23.20.26
10
Io i venonat
Maurizio
Martedì 28 Giugno 2016, 22.43.16
9
Mi spiace dirlo ma solo album caruccio. Produzione non all'altezza. Voto 60
Aske
Martedì 28 Giugno 2016, 22.37.44
8
Ahahahah grande Feffa, battuta per pochi ahahah
Metal Shock
Martedì 28 Giugno 2016, 19.33.50
7
@Feffa..: what?????
Feffa la cagna
Martedì 28 Giugno 2016, 19.28.21
6
Se devo essere sincero preferisco gli Illumise
RockTheLife71
Martedì 28 Giugno 2016, 13.41.40
5
Ciao mi sono appena iscritto al vostro forum e prendo spunto da questa recensione,,,,,si anch'io adoravo questo gruppo e penso che continuerò a farlo...a patto di non sentire un altro parto del genere,è come una buona pasta a cui manca del tutto il sale,2 canzoni valide...guarda caso dove si apre un po la manetta del gas! per questa volta rimandati...voto giusto
gianluca7
Martedì 28 Giugno 2016, 10.19.41
4
Non il migliore album dei Beat, ma cmq The bliss (versione inglese di For Evigt ), Black rose sono piacevolissime. Se parliamo di impatto la migliore e' Seal the Deal
freedom
Martedì 28 Giugno 2016, 10.05.39
3
Che schifo...
Metal Shock
Martedì 28 Giugno 2016, 9.27.58
2
Concordo con Macca, delusione incredibile per quest'album. Già il precedente non mi era piaciuto tanto ma qualche buona canzone c'era, ma qui si rasenta il ridicolo. Dalla prima buona canzone passo direttamente alla decima per trovarne una decente, mentre le altre sono veramente brutte, sembrano tutte uguali, copie di brani già fatti. Spero che riescano a fare album migliori in futuro, ma mi sa che oramai tutto quello che di buono potevano dire lo hanno già fatto. E la cover dei Georgia Satellites, recuperateli, è brutta a dir poco.
Macca
Martedì 28 Giugno 2016, 9.01.45
1
Per me arriva pelo pelo al 55, band che ador(av)o e che dopo 4 album bellissimi ha conosciuto il grandissimo successo di pubblico e ha finito per proporre un sound stucchevole. Non si tratta di commercialità, tanti gruppi metal hanno conosciuto la fama ed ho continuato ad apprezzarli, è proprio una questione di pochezza della musica proposta: l'ultimo l'avevo comunque apprezzato nonostante una maggiore apertura verso le masse, questo a parte un paio di brani proprio non ce l'ho fatta. Delusione.
INFORMAZIONI
2016
Universal
Heavy Rock
Tracklist
1. The Devil's Bleeding Crown
2. Marie Laveau
3. For Evigt (feat. Johan Olsen)
4. The Gates of Babylon
5. Let It Burn
6. Black Rose (feat. Danko Jones)
7. Rebound
8. Mary Jane Kelly
9. Goodbye Forever
10. Seal the Deal
11. Battleship Chains
12. You Will Know
13. The Loa's Crossroad
Line Up
Michael Poulsen (Voce, Chitarra)
Rob Caggiano (Chitarra, Basso)
Jon Larsen (Batteria, Percussioni)
 
RECENSIONI
67
70
80
77
75
 
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