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Aborym - Fire Walk with Us
02/07/2016
( 1639 letture )
Fire Walk with Us: è con questo titolo di memoria lynchiana che nel 2001 i nostrani Aborym diedero seguito al composito ed acclamato disco d’esordio, Kali Yuga Bizarre. Se quest’ultimo può essere considerato come un peana intonato sulle rovine di una civiltà in decadenza, Fire Walk with Us rappresenta il fuoco purificatore che si abbatte su quegli stessi ruderi, preannunciando un nuovo avvenire. Multiforme e complesso, come da sempre sono le creazioni della band, il platter ingloba e fagocita suggestioni neofolk, industrial noise e persino EBM. Tali elementi non sono tuttavia posti come semplici orpelli o esibiti come una vana celebrazione della poliedricità del combo bensì costituiscono, a un tempo, il recto e verso di una stessa pagina, vergata nei caratteri di quello che potremmo definire industrial black metal, avente come prodromo ed eguale soltanto l’opera prima dei Mysticum . Interrotto il sodalizio con il precedente cantante Yorga S.M. , il tanto chiacchierato mastermind Malfeitor Fabban sceglie di accogliere tra le proprie fila una delle voci più emblematiche del black metal di tutti i tempi: Attila Csihar.

L’igneo inferno prende così forma a partire da Our Sentence, caratterizzata da una drum machine che, rispetto ai lavori degli esordi, si presenta qui nella sua essenza più caotica ed ossessiva. Impostata su metriche frenetiche e stranianti, palesa tutta la propria astrazione macchinica, fugando qualsiasi possibilità di apparire come opera di una mano umana. Il riffing -quasi facente segno ai migliori Immortal-, assieme ad un algido sottofondo tastieristico, lieve ed evanescente, dà forma ad un incubo distopico indecifrabile.
Grida, esplosioni ed il ritmico suono dei passi di un plotone marciante sollevano il sipario di Love the Death as the Life, il cui tessuto è lacerato da incursioni in lead maligne e graffianti e beat technoidi. Con la successiva White Space, prende corpo l’afflato più propriamente sinfonico degli Aborym: le vocals sono sostituite da uno sfondo corale lirico, che accompagna il sempre eccellente lavoro in synth, mentre il comparto ritmico si fa più arioso e meno compresso. Nella eccellente titletrack Fire Walk with Us, martellante e asfissiante, assistiamo invece ad una prestazione intensa ed ispirata di Attila, stagliantesi su nugoli di vocals filtrate e perturbanti. Here Is No God S.T.A -brano che non potrà non far storcere il naso ai puristi- rielabora, tramite il suo ritmo danzereccio e, al contempo, diabolico, la lezione dei primi Hocico, esasperata da un suono putrescente e cavernoso, in cui le vocals, pesantemente distorte, sembrano emergere dalle viscere della terra. Total Black ci presenta invece l’anima, per dir così, meno eversiva del combo, suonando quasi tipicamente second wave, se non fosse per la disturbante e soverchiante insistenza della drum machine, qui lanciata in blast beats alieni e catatonici che adombrano il lavorio in tremolo picking delle chitarre e il timido emergere di soffuse linee di tastiera. Sol Sigillum ci sorprende con il suo maestoso incedere sinfonico marziale, accostabile per ispirazione, tra gli altri, ai Der Blutharsch di Der Sieg Des Lichtes Ist Des Lebens Heil. Il brano fa da prodromo alla cover, questa volta cantata da Fabban, del classico per eccellenza della discografia di Burzum ovvero Det Som En Gang Var. Decurtata del suo suggestivo incipit, la traccia conserva tuttavia la sua oscura aura, sebbene sia trafitta da synth impazziti ed interpretata in maniera da smorzarne le tinte depressive nella chirurgica ed esangue nettezza caratterizzante il sound degli Aborym.
La conclusiva Theta Paranoia prende spunto da una curiosa indagine sulle onde theta. Queste ultime sarebbero, secondo evidenze scientifiche, onde a bassa frequenza (da 4 Hz a 7.9 Hz circa) caratterizzanti la fase REM del sonno umano. Emanazione simbolica dell’inconscio, esse sono alla base di tecniche di meditazione atte a riprodurre la potenza immaginifica del sonno anche durante la veglia. E per quanto inusuale ed estemporaneo possa apparire tutto ciò, il brano fa riferimento agli esperimenti condotti in merito, tentando di indurre nell’ascoltatore, mediante ciclici e regolari suoni -vicini all’elettronica più minimale- e cupe tastiere quasi orrorifiche, stati di coscienza alterati.

Cosa dire a questo punto, in estrema sintesi, di un full-length così smisuratamente sperimentale e che nulla concede al grande pubblico? Fire Walk with Us rappresenta, in ultima istanza, un lavoro profondamente decostruttivo e, allo stesso tempo, decostruito, insistente, in misura più marcata rispetto al predecessore, nello sforzo di ricondurre a sintesi tutti gli ascolti e le influenze della band. Non bisogna trascurare inoltre la sua essenza fondante: se difatti in Fire Walk with Us tali componenti si presentano parzialmente scorporate e relegate spesso a singoli episodi, saranno poi fluidificate e metabolizzate in maniera più sapiente nei lavori successivi. Ciò non toglie che questa release costituisca una prova senza dubbio superba delle capacità compositive dei nostri. Gli Aborym si dimostrano in grado di tratteggiare i contorni di un sound inconfondibile e ricco che ne fa una delle eccellenze nel panorama musicale estremo italiano. Sebbene Fire Walk with Us sia sensibilmente inferiore a Kali Yuga Bizarre, si configura comunque come un prodotto ispirato ed estremamente affascinante, un must per chiunque sia in grado di lasciarsi sedurre dall’estremismo perverso di un black contaminato dalle suggestioni più disparate.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
80.4 su 45 voti [ VOTA]
nin
Mercoledì 15 Febbraio 2017, 22.40.43
9
ognuno e' libero di dire quel che pensa gli aborym fanno schifo....dai nazisti censurate...dai
nonchalance
Domenica 12 Febbraio 2017, 23.20.28
8
@Lizard: Ma, non potete eliminarli direttamente 'sti tipi di commenti..? Così come, poi, andrebbero filtrati quelli fatti con gli stessi indirizzi..tanto vengono scritti solo per "destabilizzare" la band oppure per creare polemiche inutili! Chiedo, eh?! Magari è più impegnativo del previsto.. Così come: cosa buona & giusta sarebbe quella di limitare il voto utenti tra 39 e 99, ad esempio. Eliminando, di fatto, tutti quelli precedentemente dati..sempre se possibile!
Lizard
Domenica 12 Febbraio 2017, 21.35.04
7
@Duke Luke: hai lasciato una flotta di commenti, con nick diversi, tutti nei riguardi degli Aborym. A nessuno interessa degli eventuali tuoi motivi per questo scempio. Ti dico solo falla finita.
duke luke
Domenica 12 Febbraio 2017, 21.28.34
6
ma capisco quello che dicono....gli aborym sono degli incoerenti imbarazzanti....
Luca
Domenica 3 Luglio 2016, 21.25.21
5
Perdere seth teitan e nysrok ha inciso negativamente .. grandi album fino a generator poi il calo.. questo vale la pena ascoltarlo per il capolavoro our sentence, un inno all'inferno
Zess
Sabato 2 Luglio 2016, 18.27.00
4
Per me, con le opportune differenze di stile, fino a Psychogrotesque compreso sono tutti buoni/ottimi. Dopo lasciamo perdere... vedremo il nuovo, anche se ci spero poco.
Tevildo75
Sabato 2 Luglio 2016, 16.34.49
3
La penso esattamente come Enry! Quando il disco è uscito l'ho ascoltato per un pò, però manca quel qualcosa che ti invoglia a riascoltarlo ed infatti sono anni che stà nello scaffale.
Ulvez
Sabato 2 Luglio 2016, 15.38.03
2
a me invece piace molto, anche se ci ho messo più di un ascolto per apprezzarlo.
enry
Sabato 2 Luglio 2016, 15.04.05
1
Inferiore al debut e neanche di poco, compreso il pezzo harsh electro. Qualche buon brano ma all'epoca per me fu una delusione, forse dovrei riascoltarlo ma non ne ho mai voglia.
INFORMAZIONI
2001
Scarlet Records
Black
Tracklist
1. Our Sentence
2. Love the Death as the Life
3. White Space
4. Fire walk With Us
5. Here is No God S.T.A
6. Total Black
7. Sol Sigillum
8. Det Som En Gang Var
9. Theta Paranoia
Line Up
Attila Csihar (Voce)
Davide Totaro (Chitarra)
Nysrok Infernalien Sathanas (Chitarra, Synth, Voce)
Malfeitor Fabban (Basso, Tastiera, Voce)
 
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