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Creedence Clearwater Revival - Green River
03/07/2016
( 1668 letture )
Il 1969 è stato l’anno della definitiva affermazione per i Creedence Clearwater Revival. Formatisi ufficialmente nel 1967 (senza contare gli anni trascorsi col nome di The Blue Velvets e The Golliwogs), pubblicano il primo album omonimo nel 1968 e ben tre nell’anno di grazia 1969, tra gennaio e novembre: Bayou Country, Green River e Willy and the Poor Boys. È con queste pubblicazioni che i Creedence scolpiscono definitivamente il loro nome tra i paladini del blues rock, riconosciuti tali ancora oggi come allora. Col loro stile fortemente influenzato dal rock delle origini, lontano il più possibile da quanto il movimento psichedelico di fine anni Sessanta proponeva (il che significava mettere la musica davanti a tutto, restando lontani tanto dall’alcol quanto dalle droghe), il quartetto capitanato dal frontman John Fogerty, accompagnato come sempre dal fratello Tom e dalla sezione ritmica composta da Stu Cook e Doug Clifford, saliva le classifiche e metteva d’accordo la critica che li riteneva ormai una certezza dando loro ampi riconoscimenti che album dopo album andavano ad incrementarsi. Green River è tra i punti più alti della loro discografia, anche se molti vedono nel successivo Willy and the Poor Boys il lavoro più completo della band californiana. Per registrare questo disco i Creedence Clearwater Revival si affidarono ai nuovi Wally Heider Studios di San Francisco, che quello stesso anno videro passare di lì artisti del calibro di Jefferson Airplane, Quicksilver Messenger Service e Neil Young e che l’anno dopo sarebbero stati ripresi in considerazione dai Creedence per le registrazioni di Cosmo’s Factory e Pendulum.

Nove brani, tra cui una cover di un pezzo rhytm and blues tra i più classici, per mezz’ora appena di durata complessiva: questi sono i Creedence Clearwater Revival e questo è Green River. Canzoni brevi, spesso e volentieri suonate a ritmi blandi, ma rese immortali da pochi fondamentali elementi imprescindibili, quali la voce trascinante da vero bluesman di John Fogerty, e le due chitarre caratteristiche dello stesso John e del fratello Tom. Completiamo il tutto con linee di basso sempre gradevoli e una batteria capace di dettare i tempi alla perfezione accompagnando le canzoni in maniera intelligente e mai invadente e avremo un quadro dell’album in questione. L’apertura è affidata alla titletrack, Green River, canzone vivace che mette in risalto nella miglior maniera possibile la quintessenza della band californiana; allo stesso modo ci riesce Bad Moon Rising, nonostante i due pezzi differiscano parecchio nelle tematiche affrontate. Mentre Green River, che racconta di un luogo in cui John Fogerty andava sempre da piccolo, fa affiorare felici ricordi d’infanzia, Bad Moon Rising, ispirata ad una scena del film The Devil and Daniel Webster (1941), ci mette di fronte ad un’apocalisse imminente. Due opposti accomunati dallo stesso tipo di sonorità, leggere e spensierate. Le chitarre dei fratelli Fogerty s’infiammano in Commotion, le cui intenzioni anticipate nel titolo vengono trasposte in pieno tanto dalla musica quanto dalle liriche. Grandioso il lavoro del basso, elemento onnipresente e di fondamentale importanza per la riuscita del pezzo. Ritmi più leggeri per l’ottima Tombstone Shadow, che mette in risalto più di tutti il leader John Fogerty, sia dal punto di vista dell’interpretazione vocale che da quello dell’esecuzione alle sei corde. Tutt’altra atmosfera per la seguente Wrote a Song for Everyone, ballad dai toni tristi e malinconici, che tra le altre cose risulta anche essere il brano più lungo del lotto coi suoi cinque minuti di durata. Tra le canzoni di punta dell’album spicca Lodi, altro pezzo sulla falsariga di Tombstone Shadow, dall’andamento leggero ma trascinante, un country/blues alla vecchia maniera in grado di convincere con poco. Leggermente più movimentata è invece Cross-Tie Walker, grazie soprattutto all’incessante lavoro del trio ritmico formato da Doug Clifford, Stu Cook e Tom Fogerty, mai da sottovalutare. Non va dimenticato, infine, un pezzo “normale” come Sinister Purpose, che tra tutto il resto forse non spicca abbastanza, ma dona il suo importante contributo alla riuscita dell’album. In conclusione troviamo la cover di The Night Time Is the Right Time, originariamente composta da Nappy Brown nel 1957 e successivamente ripresa da artisti quali Ray Charles (1958) e James Brown (1983). Esemplare la versione dei Creedence, con un John Fogerty in gran spolvero dietro al microfono.

Terzo album che conferma quanto di buono mostrato in precedenza, con quel pizzico di maturità in più e consapevolezza nei propri mezzi che fanno di una band “normale” una “grande” band. Green River è -come già detto- uno dei punti maggiori della discografia della band californiana, risente dell’influenza dei grandi musicisti blues del passato molto più che degli artisti contemporanei al periodo dei Creedence, ma non per questo risulta carente in quanto a personalità e originalità delle composizioni. I Creedence Clearwater Revival sono un gruppo imprescindibile per quegli anni, e ancora oggi meritano di essere considerati tra i nomi di punta di un’intera generazione musicale, seppur in controtendenza con le “mode” di quel periodo. E Green River è qui a ricordarcelo.



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
92.76 su 13 voti [ VOTA]
Voivod
Giovedì 4 Agosto 2016, 8.40.09
9
Ottimo album, leggendaria band!
rocklife
Venerdì 22 Luglio 2016, 13.47.08
8
siamo nel 1969...adesso nel 2016...quali sono i dischi che si avvicinano a questo......storia del rock super immortali e si ascoltano alla grande
InvictuSteele
Giovedì 14 Luglio 2016, 15.21.38
7
Immortali.
VomitSelf
Martedì 5 Luglio 2016, 22.55.07
6
Disco da paura. Ho il vinilozzo come una reliquia. I primi tre dei Creedence li adoro.
Lizard
Martedì 5 Luglio 2016, 8.15.02
5
Gruppo fantastico, musica senza tempo. Semplice, ma con quel qualcosa in più che la rende immortale. Fogerty impressionante, una delle più bellevoci di sempre. E comunque sto canticchiando Bad Moon Rising da tre giorni
Galilee
Lunedì 4 Luglio 2016, 17.14.19
4
Gran bel disco come un po tutta la loro discografia. Però devo dire che mi lasciano un pò indifferenti. Buoni in macchina e come sottofondo per un sacco di attività visto che la loro musica non è mai invadente, però ad un ascolto attento mi annoiano leggermente. Problema mio of course.
Agnostico
Lunedì 4 Luglio 2016, 11.11.50
3
Mitici Creedence,la loro è musica senza tempo e non mi stancherà mai.Quest'album è uno dei migliori ma consiglio a tutti di ascoltare l'intera discografia.L'anno scorso ho fatto un viaggio on the road tra California,Arizona,Utah e Nevada,naturalmente mi son portato via molta musica da ascoltare e i Creedence calzavano a pennello per quell'occasione
Metal Shock
Lunedì 4 Luglio 2016, 10.47.04
2
Assolutamente d'accordo con Rob Fleming: band straordinaria, durata pochi anni ma capace di scrivere monumenti del rock americano e mondiale, con un John Fogerty cantante unico e capace di scrivere canzoni che sono entrate nella storia della musica. Tra l'altro qualche anno fa fece un concerto in Svizzera dove volevo andare con moglie al seguito, ma purtroppo non ne ebbi l'opportunità ed è un mio grande rimpianto. Per questo disco poco da dire, un capolavoro come quasi tutti a nome Creedence: canzoni come Lodi, Green River, Bad Moon Rising, Commotion, Wrote a song... sono assolutamente stupende. Ogni amante della musica che si ritiene tale dovrebbe conoscerle e possedere questo album.
Rob Fleming
Lunedì 4 Luglio 2016, 9.12.59
1
Per me in assoluto la più grande rock and roll band americana di sempre e John Fogerty uno dei più grandi compositori (ma anche magnifico cantante e stupefacente polistrumentista) del secolo. Album straordinario con perle assolute quali Lodi, Bad Moon Rising; Green River e la cover di The Night Time Is the Right Time
INFORMAZIONI
1969
Fantasy Records
Rock/blues
Tracklist
1. Green River
2. Commotion
3. Tombstone Shadow
4. Wrote a Song for Everyone
5. Bad Moon Rising
6. Lodi
7. Cross-Tie Walker
8. Sinister Purpose
9. The Night Time Is the Right Time
Line Up
John Fogerty (Voce, Chitarra solista, Tastiere, Armonica)
Tom Fogerty (Chitarra ritmica, Voce)
Stu Cook (Basso)
Doug Clifford (Batteria)
 
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