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Druknroll - In the Game
10/07/2016
( 1070 letture )
"Progressive Melodic Modern Thrash/Death Metal". E' questa la definizione della musica dei Druknroll che si trova tra le fitte note di accompagnamento fornite dalla loro casa discografica. Il gruppo russo, nato a Saratov nel 2006 come progetto solista, si è poi evoluto in band vera e propria con l'aiuto di musicisti provenienti dagli Kniaz' T'my ed ha esordito nel 2010 con Brownian Motion. Dopo il bis del 2012 costituito da On the Knife Blade -in mezzo la partecipazione ad alcune compilation, anche in collaborazione con i Neurasthenia- e Boiling Point del 2014, i nostri si ripresentano adesso con In The Game, disco concepito per attestarsi con maggior peso sul mercato occidentale.

Al di là dell'ampollosità con la quale la casa discografica definisce la musica composta e suonata dai Druknroll, è effettivamente vero che le influenze che determinano il risultato finale siano molteplici. La base è sicuramente heavy-thrash, ma i passaggi death sono numerosi, così come quelli ascrivibili ad un sostrato progressive e persino industrial, i quali vengono bilanciati da numerosi spunti velati addirittura da una certa nostalgia, con un uso abbastanza sapiente dei samples e delle orchestrazioni. Da non sottacere la buona presenza di un basso molto distorto, nonostante si tratti di un disco concepito per avere un impatto complessivo, più che per mettere in evidenza questo o quell'elemento. Quello che però maggiormente caratterizza una proposta per forza di cosa molto ibrida e quindi potenzialmente insapore, è comunque il suo essere profondamente russa, sia nel senso del feeling che in quello classico-musicale. Ciò si evince non solo dall'uso della lingua madre nei testi (a titolo di cronaca: la seconda lingua più usata in rete) che comunica coraggio, nostalgia, dolore e senso di libertà, ma anche dall'inserimento di cori che rimandano alla tradizione della Grande Madre (Below) e trasmettono le stesse sensazioni in modo "tonale". Con ciò costruendo un legame chiaramente molto profondo con la propria terra, pur all'interno di una realizzazione mirata in via principale al mercato esterno. Nonostante si tratti di un lavoro nel complesso abbastanza deciso e costruito con quei suoni plasticosi che ben si adattano ad un disco così concepito, in realtà In The Game tocca un po' tutte le corde possibili, comprese quelle di più facile assimilazione. L'iniziale The Wolf è un perfetto esempio di "cerchiobottismo" tipico del modern-metal, dato che fonde una base cazzuta di stile heavy-thrash-death, con l'uso dell'elettronica ed un gusto molto orientale per i cori, proseguendo sulla stessa falsariga con Abyss. Poi, dopo la già citata Below, My Role inserisce una nota malinconicamente orientale e molto ruffiana, da singolo, per poi piazzare un pezzo come The Loop of World Creation. Questo, inserendo synth, piano, effetti, campane, voce clean e growl, risulta un perfetto esempio di "modernità" che può essere sia avvincente che repulsiva, in base a quanto siete propensi ad assecondare benevolmente l'evoluzione del metal. La title-track prosegue su questa scia, ma ancora con l'inserimento di quei cori russi che il buon Battiato non sopportava, ma che sono la storia russa (Cit. di Maksim Gor’kij). Di seguito, Monomakh riporta a quanto provato con l'ascolto di My Role, ma aggiungendo un'alternanza di passaggi romantici, death e metal che rendono il pezzo più personale, per quanto non particolarmente esaltante. Ancora la tipica malinconia corale russa a fare da trave portante per In The Depths of No Return, ed elettronica più in evidenza con In Parallel Planes, con il thrash/death che torna a farla da padrone, pur nella forma "terzo millennio". Giochi che si chiudono con Tears, pezzo sospeso con voce femminile a far da controcanto a quella cavernosa del singer Horror, che poco aggiunge all'economia dell'album.

Il maggior pregio di In The Game, ossia quello di contenere e fondere almeno quattro o cinque stili diversi in un'unica proposta, è contemporaneamente anche il suo stesso limite. Fermo restando che si tratta di una scelta precisa, che l'uso del russo non ne sminuisce l'effetto (anzi, conferisce carattere al CD) e che i suoni e gli arrangiamenti ottenuti dal mastermind Druknroll sono perfettamente adatti allo scopo, l'album si posiziona comunque naturalmente a metà del guado. Potenzialmente interessantissimo per chi è più propenso ad ascoltare ciò che è venuto fuori dal 2000 in poi, In The Game ed i Druknroll possono invece risultare indigesti a chi non apprezza le contaminazioni del sacro metallo pesante. Ascoltando il lavoro in maniera asettica, però, se ne evincono alcuni pregi e, anche se dal punto di vista della composizione pura non si rilevano spunti di particolare levatura, questo presenta lo stesso delle qualità. Per la maggior parte racchiuse nel suo essere fieramente made in Russia, è vero, ma fruibili agevolmente da chiunque. Non certo un disco epocale, dunque, frenato anche dal suo non avere una direzione musicale precisa (lo ripeto: per scelta), ma un prodotto comunque godibile edito da un gruppo in grado di dare certamente di più. E' proprio a questo che i Druknroll devono mirare, magari diventando musicalmente ancor più russi di adesso.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
Raven
Giovedì 14 Luglio 2016, 7.55.19
5
In effetti non ho usato il cirillico
jek
Mercoledì 13 Luglio 2016, 20.34.42
4
Hai ragione @Matocc bastava fare copie e incolla per non sbagliare . Non male come band non vale un acquisto ma si può sentire. Non apprezzo molto l'uso delle tastiere. @Raven hai provato in cirillico su twitterowsky
Matocc
Mercoledì 13 Luglio 2016, 19.11.59
3
@ jek : qualche video sul tubo c'è ma attento a scrivere il nome in maniera esatta
Raven
Mercoledì 13 Luglio 2016, 9.15.27
2
Guarda, non li ho trovati né su FB, né su Twitter. Sono rimasti dietro la cortina di ferro
jek
Martedì 12 Luglio 2016, 20.42.10
1
Sarà che non sono un fenomeno col PC ma sul tubo & c non trovo niente di questi russi. La recensione e il voto mi avevano incuriosito ma un 70 non giustifica un acquisto al buio anche perché non mancano le uscite.
INFORMAZIONI
2016
Metal Scrap Records
Death / Thrash
Tracklist
1. The Wolf
2. Abyss
3. Below
4. My Role
5. The Loop of World Creation
6. In the Game
7. Monomakh
8. In the Depths of No Return
9. In Parallel Planes
10. Tears
Line Up
Horror (Voce)
Druknroll (Chitarra, basso, tastiere)
Knip (Chitarra solista, effetti)
Jester (Batteria)
 
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