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Revocation - Great Is Our Sin
29/07/2016
( 1613 letture )
Torna per la sesta pubblicazione in studio, la belva costruita dal talentuoso frontman David Davidson, messa in piedi quando la sua carta d’identità dichiarava appena vent’anni e già vantava più di un lustro di esperienza nei Cryptic Warning. La formazione di questo Great Is Our Sin, uscito sotto l’egida della Metal Blade Records, è composta dal chitarrista ritmico degli ultimi lavori Dan Gargiulo, il bassista Brett Bamberger (presente sin dall’ep Teratogenesis) ed il nuovo ingresso dietro le pelli Ash Pearson (ex-3 Inches of Blood). Ora, parliamoci chiaro: quando si entra nel discorso Revocation, capita di trattare una band costruita sul talento incredibile del frontman David Davidson, ma mai capace di superare quel livello ottimale che li renderebbe una band imprescindibile per il genere. In una discografia onesta che comincia con Empire of the Obscene e si mantiene stabilmente su un livello più che buono, siamo giunti poco fa alla loro punta di diamante Deathless, targata 2014. Per quanto la band sia sempre stata onorevole e capace di buttare sul mercato dischi con un’incredibile costanza, senza mai fallire un’uscita, la sensazione di fondo è che tutto il talento presente che si cela dietro il monicker non sia mai stato messo a frutto nella sua interezza. Non ci resta che vedere se con questo Great Is Our Sin, David e soci saranno riusciti ad alzare ulteriormente l’asticella piazzata due anni or sono.

Arbiters of the Apocalypse mette subito le cose in chiaro: i Revocation sono carichi come non mai e sono pronti a costruire un muro sonoro intenzionato a spazzare via l’ascoltatore. Il drumming possente ed incalzante di Ash Pearson costruisce un tappeto ritmico su cui le chitarre di Davidson e Gargiulo intessono riffing potenti e velocissimi. La voce del frontman, nel refrain, riprende un po’ l’inflessione clean che già si è potuta udire negli ultimi anni in casa Annihilator, quando dietro il microfono si trovava Dave Padden. Nel resto della strofa, le harsh vocals sono sempre le solite e ci conducono ad un assolo tecnicamente ineccepibile, come Davidson ormai ci ha abituati. Il difetto principale, se proprio si vuole andare a cercare il pelo nell’uovo, è sempre lo stesso, ovvero una certa uniformità nel songwriting della band: i pezzi sono tutti tiratissimi, pregni di riff ma peccano leggermente di appeal, rimanendo raramente in testa all’ascoltatore se non si ascolta il disco in modo reiterato e con una particolare attenzione. Theatre of Horror e Monolithic Ignorance sono esempi lampanti di quanto appena detto: brani suonati alla grandissima, con sezioni soliste di livello assoluto, ma stracolmi di riff che possiedono poca presa nelle prime riproduzioni. Se questo è un pregio per l’ascoltatore attento e l’appassionato della band, può essere uno dei motivi per cui l’ascoltatore occasionale decida di bollare il disco come noioso. Proprio quando si pensa di trovarsi di nuovo allo stesso punto di partenza di ogni disco dei Revocation, ecco che arriva Crumbling Imperium, aperta da una maestosa sezione in tapping e da un giro di basso meraviglioso che conferma la qualità melodica di Brett Bamberger, a cui la voce grezza di David Davidson si associa in un’accoppiata insolita ma riuscita; l’assolo da applausi è solo la ciliegina sulla torta di un pezzo memorabile. Communion, a differenza dei precedenti dove si poteva udire solo un lieve rimando, si avvicina di molto alle sonorità messe in campo dai Vektor; gli stop n’ go ed i riff in palm muting potrebbero tranquillamente appartenere ad un pezzo della band di DiSanto, non fosse per l’accordatura più bassa e per le vocals diametralmente opposte. Non si parla nemmeno di plagio o di copia spudorata, visto che il brano si evolve comunque nel classico stampo di casa Revocation, culminando nell’ennesimo, magistrale assolo. La seconda parte del disco mantiene più o meno lo stesso livello qualitativo della prima, con The Exaltation, Copernican Heresy e, soprattutto, la conclusiva Cleaving Giants of Ice tra i pezzi più riusciti del lotto.

Great Is Our Sin è, sostanzialmente, un disco massiccio, ben composto e suonato che soddisferà pienamente gli amanti dei Revocation. Con ogni probabilità ci troviamo di fronte all’unica produzione di Davidson in grado di competere con Deathless a livello qualitativo finale, il che è un grande punto a favore, soprattutto in chiave futura; tuttavia, non ci troviamo nemmeno di fronte al disco che si eleva imperituro sul resto del mercato discografico, cosa che era lecita attendersi da un gruppo dalle potenzialità dei Revocation, nel suo settore. Su questo piano, il chitarrista di Boston può essere visto un po’ come il Jeff Waters del technical death/thrash, senza la consacrazione dei primi due album degli Annihilator, ovvero un guitar-player di livello eccelso che non riesce tuttavia a tramandare le sue enormi capacità in uno songwriting altrettanto incredibile. Questa non è una critica, bensì la chiara e semplice esemplificazione del detto "da grandi poteri derivano grandi responsabilità". Davidson è un supereroe della sette corde e da una persona tale ci si aspetta sempre qualcosa in più rispetto alla media delle pubblicazioni; in certi brani riesce a spazzare via tutto senza alcun problema, in altri invece pecca ancora di poca omogeneità compositiva. Malgrado l’ultimo appunto, è innegabile che Great Is Our Sin sia un album che la maggior parte delle death/thrash metal band vorrebbe scrivere e che, difficilmente, riuscirà a farlo. In ogni caso, se siete appassionati di riff massicci, lavori solisti da cascata di mascella e produzioni aggressive, allora l’ultima fatica dei ragazzacci di Boston è un disco che vi farà venire l’acquolina in bocca almeno quanto il precedente, se non di più.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
90 su 6 voti [ VOTA]
Doomale
Giovedì 6 Ottobre 2016, 21.06.55
10
@Jek, ah ah ah😁..allora per il momento non mi preoccupo!! Comunque ci riproverò piu e piu volte..Magari e' stato solo il momento, oppure come dice il Lambru qui sotto, pezzi che non sempre ti rimangono in testa. Comunque bravi sono bravi e sanno legnare di brutto, non si discute! Poi ti faccio sapere se fanno breccia!
jek
Giovedì 6 Ottobre 2016, 20.47.42
9
@Doomale per me è il contrario mi ha preso bene subito ma con la stessa velocità è finito nel dimenticatoio. Prova ad ascoltare Communion e senti le analogie, poi i Vektor naturalmente sono altra cosa,
Doomale
Giovedì 6 Ottobre 2016, 20.17.22
8
L'ho ascoltato ieri per la seconda volta...ma la scintilla ancora non scocca...rimandato per ora. Sicuramente un gran disco tecnicamente parlando...Però con l'ultimo dei Vektor ( con cui personalmente non ci sento molto...ma forse è solo perchè sono piu dentro altre sonorità in questo momento) è stata subito sintonia, qui fatico. Riproverò
Carmine
Sabato 6 Agosto 2016, 12.09.15
7
Concordo con il recensore. Qualitativamente parlando ci troviamo di fronte ad un'ottima release e ad un'ottima band, con un rendimento davvero costante, ma alla quale manca sempre quel qualcosa in più per arrivare tra le top band del panorama. Rimango comunque molto soddisfatto di questo album...
jek
Martedì 2 Agosto 2016, 20.49.47
6
Disco molto valido e Davidson è un ottimo chitarrista. Effettivamente come ha fatto notare @Monky i richiami ai Vektor specialmente in Communion sono lampanti, vuol dire che lo stile e la personalità dei Vektor cominciano ad influenzare il movimento Thrash. Per me vale un 75..
Metallycra
Sabato 30 Luglio 2016, 14.03.33
5
@Lambruscore: Capisco benissimo la sensazione che provi. A me fanno lo stesso effetto i Vektor. Ottima band, bei dischi, ma alla fine da un orecchio mi entrano e dall'altro escono.... E' la bellezza dei gusti personali. Invece i Revocation sono per me una droga. Adoro i riff di Davidson e la struttura delle songs. Mentre sto scrivendo lo sto ascoltando e già mi garba a bestia!
ObeYM86
Sabato 30 Luglio 2016, 12.38.57
4
Grandissimo disco,al pari o forse superiore a Deathless.I primi ascolti forse lasciano un pochino indifferente,ma poi cresce che é una bellezza.Onestamente il discorso del recensore non fa una piega,ma se devo dire cosa mi aspetterei da un disco dei Revocation é proprio quello che sento qui;,non vedo come rendere i pezzi piú immediati e canticchiabili possa giovare alla loro proposta,anche se la sensazione che possano fare il botto ma non ci riescono mi è indubbiamente venuta..
LAMBRUSCORE
Sabato 30 Luglio 2016, 5.14.59
3
@Metallycra. Ho detto così perché li ho ascoltati, alcuni anche originali da un mio amico, li ho visti live e mi erano piaciuti un sacco, solo che alla fine la loro proposta mi stanca un po'.. Comunque appena mio cugino Lapo sgancia un po' di bessi, magari li compro tutti...
Metallycra
Sabato 30 Luglio 2016, 0.57.43
2
Posa il fiasco Lambruscore.... Come fai a dire che hanno detto tutto se nemmeno hai comprato un disco? Io li ho tutti e ti assicuro che ogni tanto mi scopro a canticchiare brani delle loro songs. Unici, favolosi. Questo lo devo ancora ascoltare e comprare ma so che non mi deluderanno
LAMBRUSCORE
Venerdì 29 Luglio 2016, 5.56.17
1
Quello che dici su questo gruppo, è esattamente quello che penso anch'io, questo non l'ho ancora ascoltato ma so già cosa aspettarmi, belle legnate, grande tecnica ma pezzi che non sempre ti rimangono in testa. Comunque prima o poi devo decidermi a comprare un album di questi ragazzi, solo che per me hanno già detto tutto quello che avevano da dire, con questa band ,intendo.
INFORMAZIONI
2016
Metal Blade Records
Death / Thrash
Tracklist
1. Arbiters of the Apocalypse
2. Theatre of Horror
3. Monolithic Ignorance
4. Crumbling Imperium
5. Communion
6. The Exaltation
7. Profanum Vulgus
8. Copernican Heresy
9. Only the Spineless Survive
10. Cleaving Giants of Ice
Line Up
David Davidson (Voce, Chitarra)
Dan Gargiulo (Chitarra, Cori)
Brett Bamberger (Basso, Cori)
Ash Pearson (Batteria)
 
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