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Rainbow - Straight Between the Eyes
06/08/2016
( 1302 letture )
Inutile disquisire sulla vita artistica tormentata dei Rainbow e sulle idee del loro fondatore/stratega/egemone Ritchie Blackmore. Lui sempre pronto a mutare formazione e a cacciare chi pensava non facesse al caso del suo "arcobaleno", compresi nomi eccellentissimi che tutti voi conoscete. Straight Between the Eyes rappresenta il sesto capitolo in studio della band e, tanto per fornire novità, anche questo registra un cambio in seno alla line-up. Solo uno, quindi c’è da essere felici: David Rosenthal rimpiazza Don Airey alle tastiere. In pratica un vero miracolo, un disco, un solo mutamento, con Blackmore che ripresenta, quasi in toto, i Rainbow che avevano dato alle stampe il controverso Difficult to Cure un paio d’anni prima; release quest’ultima più famosa per la copertina e il retro che per le canzoni accluse. Il titolo di questa nuova uscita proviene da una frase che pronunciò Jeff Beck parlando a Blackmore dello stile dell’immenso Jimi Hendrix, mentre la copertina, invero molto poco attraente e ingenua, fu disegnata dall’artista inglese Jeff Cummins, con la inner sleeve che presentava i testi dei vari pezzi. Prodotto da una leggenda come Roger Glover, anche bassista in formazione, il disco venne registrato nel dicembre 1981, e furono girati due video per i singoli Stone Cold e Death Alley Driver, nel quale predomina il videogioco Turbo prodotto dalla Sega. Clip che non ebbero una grande diffusione, a dire il vero.

Straight Between the Eyes è il secondo disco del periodo di Joe Lynn Turner dietro al microfono dei Rainbow, lui che aveva sostituito nientepopodimeno che Ronnie James Dio e Graham Bonnet. Rispetto ai precedenti, questo platter non incarna rivoluzioni stilistiche, il sound cercato e modellato da Blackmore e Glover, strizza l'occhio alle emittenti radio americane, una sorta di AOR, energizzato dal chitarrismo variopinto di Blackmore, fortificato nella voce modulata e godibile del singer e di un combo che sa il fatto suo, con Bobby Rondinelli che picchia duro. Se Death Alley Driver risulta molto Deep Purple, una sorta di Highway Star in salsa Glover-Blackmore, e apre alla grande la tracklist proponendo ritmi e fiondate hard di considerevole potenza, il secondo singolo Stone Cold, corredato di un video davvero bruttino, va nella direzione delle FM a stelle e strisce, un pezzo perfetto per guidare sulle infinite highway tra Arizona e South Dakota, con armonie e melodie corali che da quelle parti spopolano ancora oggi. Bello il solismo di Ritchie che sfoggia il suo solito gusto e il marchio tipico da super leggenda regale. Uno spaccato come Power avrebbe avuto tutte le carte in regola per diventare una super hit da classifica, ma così non accadde nonostante, ritmo martellante calibrature, melodie e arie taglienti, e anche Stone Cold e Tearin' Out My Heart godevano di potenzialità per divenire ballad assai apprezzate nella storia del gruppo, tra l’altro nella seconda song Turner si esibisce in un terrificante acuto che certifica la sua grande voce. MISS Mistreated strizza di nuovo le iridi verso il "Profondo Porpora" soprattutto per le partiture di chitarra e key, anche se il refrain non appare memorabile; ottima l’ascia in fase di solo, ma chi poteva avere dubbi in merito. Rock Fever saccagna per bene con ritmi inossidabili e piglio anthemico sciorinando la classe del ensemble e poi Turner si dimostra un frontman dotato che mi ha sempre dato ottime sensazioni. Eyes of Fire conclude il lavoro con impronte e DNA orchestrali, manco a dirlo, molto alla Deep Purple con un bilanciamento di sound e un’attitudine rocciosa permeate di linee melodiche, che fanno trasparire lignaggio. E allora cosa manca a questo disco per essere un classico? Probabilmente un tormentone, un pezzo epico che potesse definire al meglio queste nove canzoni di buon livello, indubbiamente, ma che non hanno al loro interno un successo immarcescibile tale da trascinarsi il lotto verso l’apice delle chart.

I risultati di vendite non furono da grande botto, l’ellepì arrivò sì al quinto posto in UK, al settimo in Svezia, 12° in Norvegia, 19° in Olanda e 21° in Germania, ma si arrampicò solamente al 30° negli States, il mercato dove si smerciavano grandi copie, divenendo solamente disco d’argento nella terra d’Albione e d’oro in Finlandia. Un risultato commerciale scarso, va detto, certamente al di sotto delle attese dell’etichetta e del gruppo. Una versione rimasterizzata sarà pubblicata nel maggio del ‘99 con una veste grafica riaggiornata. Straight Between the Eyes rimane un buon album inciso dai Rainbow, ma Blackmore e stipendiati non riuscirono a perforare la cortina che avrebbe consentito a questa realtà di assurgere a big band. Vale sempre la pena ascoltare Glover, Turner e soci, ma non attendetevi un capolavoro, solo buone song con piglio, mestiere, sprazzi di classe non continuativi su tutto il disco. Una sorta di occasione dilapidata.



VOTO RECENSORE
71
VOTO LETTORI
83.37 su 8 voti [ VOTA]
jaw
Martedì 14 Novembre 2017, 18.21.32
14
Sul voto nessuno ha in mano una formula alchemica. E una cosa soggettiva e questo rimane. Posto il fatto che personalmente ad album come questo metterei classico. Il problema sovviene magari tra quello che il mercato propone oggi, quanto una novita di e piaciuta rispetto ad un ripescaggio di un determinato album.
Rob Fleming
Martedì 14 Novembre 2017, 17.49.45
13
Ma io non me la sono presa per nulla, te l'assicuro. Inizialmente, avendo letto il post velocemente, pensavo ti rivolgessi addirittura al recensore e che il solito T9 avesse modificato il nome. In ogni caso, fatta mente locale, mi avevi posto due domande e a quelle ho risposto. Per quanto riguarda i commenti sui voti delle recensioni mi trovi d'accordo: se si vuole contesta si deve argomentare. Peraltro qui mi ritrovo d'accordo con la disamina tanto è vero che i rispettivi voti più o meno coincidono. In generale trovo questo album il meno bello dei Rainbow, pur con delle punte eccelse.
jaw
Martedì 14 Novembre 2017, 17.32.59
12
Sulla penicillina e una battuta, poi non e" che ti abbia preso di mira ma senplicemente e' un discorso piu ampio che non ni piace il fatto che venga contestato il voto del recensore. Una volta sui magazunes era cosi ed era meglio . Poi comunque si vede che ti attacchi su poco perche Flaming e un errore di battitura dovuta ad una tecnologia sempre piu scadente, i tasti costano di piu del touch & go
Rob Fleming
Martedì 14 Novembre 2017, 16.12.35
11
@jaw: se per "Flaming" intendi me posso rispondere "no" ad entrambe le domande, ma attendo un chiarimento sulla penicillina che mi sfugge. Per quanto riguarda, infine, i motivi del voto penso di averlo spiegato, pur sinteticamente, nel commento.
jaw
Lunedì 13 Novembre 2017, 23.09.19
10
Flaming bonta' tua motivi il tuo 75 perentorio? Per me e' almeno sopra la penicillina...o ti piace quella math music di merda? Seghe sul basso?
jaw
Lunedì 13 Novembre 2017, 22.07.27
9
Certo non e rising ma e' comunque un grande platter, stone cold era il singolo apparso anche nei juke box italiani...si insomma un fatto di coin up
Jo-lunch
Giovedì 8 Giugno 2017, 15.22.01
8
Grandissimi. A distanza di decenni ogni loro disco mi da' emozioni. Musica e musicisti straordinari. Ce ne fossero oggi di artisti così....
duke
Giovedì 8 Giugno 2017, 14.44.18
7
disco di gran classe con musicisti di qualita' eccelsa....
Hard & heavy
Venerdì 12 Agosto 2016, 18.06.04
6
1981 – Difficult to Cure 1982 – Straight Between the Eyes 1983 – Bent Out of Shape con Joe Lynn Turner alla Voce formano un trittico di album magnifici, evviva la musica AOR se fatta con classe come i Rainbow insegnano.
jek
Lunedì 8 Agosto 2016, 20.46.32
5
Buon disco, è l'unico vinile che ho ancora dopo l'era Dio.
Mulo
Lunedì 8 Agosto 2016, 13.14.57
4
Pure x me gran disco... Tutti belli i loro, poi Ritchie + Tutner = Bomba!
5150 EVH
Domenica 7 Agosto 2016, 22.32.57
3
Per me gran disco.
Eagle's Nest
Domenica 7 Agosto 2016, 12.45.14
2
Concordo con Rob Fleming. Disco piacevole con tre punte che però rimandano più alla gloria dei Purple che a quella dei Rainbow.
Rob Fleming
Sabato 6 Agosto 2016, 20.15.00
1
In questo album (il più debole della discografia dell'arcobaleno?) inchiniamoci di fronte a Death Alley driver, Eyes of fire e Stone cold. Per il resto, non siamo a livelli eccelsi, ma c'è Ritchie che suona e quindi...75
INFORMAZIONI
1982
Polydor Records
Hard Rock
Tracklist
1. Death Alley Driver
2. Stone Cold
3. Bring on the Night (Dream Chaser)
4. Tite Squeeze
5. Tearin' Out My Heart
6. Power
7. MISS Mistreated
8. Rock Fever
9. Eyes of Fire
Line Up
Joe Lynn Turner (Voce)
Ritchie Blackmore (Chitarra)
David Rosenthal (Tastiera)
Roger Glover (Basso)
Bobby Rondinelli (Batteria)
 
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