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Vulvodynia - Psychosadistic Design
10/08/2016
( 1900 letture )
Lo slam è la branca più florida del death metal dalle aspirazioni più brutali da 10 anni a questa parte. Questo movimento, che vede come precursori soprattutto gruppi come Devourment e Kraanium, passando poi per band più recedente quali Waking the Cadaver, Abnormality Pudrity e Acrania per esempio, conta fra gli esponenti più apprezzati di questa nuova frontiera estrema proprio i sudafricani Vulvodynia che con questo Psychosadistic Design giungono alla seconda pubblicazione ufficiale, preceduta da un ottimo concept EP pubblicato lo scorso anno.

Con questo nuovo lavoro i Vulvodynia hanno deciso di circondarsi di personaggi che sono e sono stati molto influenti per questo filone musicale che mischia sonorità deathcore/hardocore con quelle del brutal death metal. Troviamo presenti ad esempio Martin Funderud degli Kraanium,Don Campan dei Waking the Cadaver e Luke Griffin degli Acrania, ma anche altri cantanti facente parte di gruppi meno famosi come Chrissy Jones dei Clawhammer e tanti altri appartenenti al mondo deathcore.
Insomma, la band ha pensato bene di dare alla luce un lavoro dove a spiccare sono soprattutto grandi nomi di questa scena musicale; una sorta di Jam session dell’orrore che si compone di lancinanti Pig squeels, Break down distruttivi e macabre rappresentazioni gore.
Psychosadistic Design è un album, nel genere preso in considerazioni, davvero ben suonato; la band articola abilmente trame che si tingono di atmosfere soffocanti e spaventose con le chitarre che macinano riff in grado di abbracciare le freddi matrici death metal nelle articolazioni più complesse e quelle più immediate dell’hardcore. I breakdown sono invece un esposizione orgogliosa delle raccapriccianti immagini disegnate dai testi e dal contesto generale; in questi frangenti si immagazzina un con concentrato di distruzione che viene amplificato dalle voci diaboliche di chi si alterna al frontman dei Vulvodynia.
Gli adepti del genere apprezzeranno sicuramente le trame di questo nuovo album perché si presenta come un lavoro massacrante e omogeneo, la cui macabra bellezza si amplifica ulteriormente soprattutto grazie ai numerosi vocalist che si affiancano alla band e che così conferiscono eterogeneità al prodotto.
L’unica pecca, come sempre in questo genere, sono le poche variazioni a livello strettamente musicale; a parte qualche abbozzata e sporadica melodia (come in Lord of Plagues) oppure atmosfere più claustrofobiche (come nella grandiosa Bestial Insemination), i Vulvodynia non curano proprio in modo maniacale l’aspetto creativo, accostandosi a soluzioni per lo più di diretto impatto ma che rendono il lavoro conclusivo forse fin troppo costante e pedissequo a orecchie poco esperte.
Fra i prezzi più interessanti, sebbene si faccia fatica a fare un distinguo fra canzoni eccezionali e clamorosi buchi nell’acqua ci sono sicuramente Depraved Paraphilia, dove il contributo di Adam Warren (Oceano) si sente forte e imperioso su un pezzo più vicino alle istanze deathcore, King Emesis dove invece troviamo un ritornello che si stampa in testa (e che mi sono ritrovato a scimmiottare per casa con un pig squeel di davvero bassa qualità) e infine Unparalleled Insurbodination dove si può apprezzare la bravura e l’esperienza di Don Campan (Waking the Cadaver) su uno dei pezzi più tecnici, dove i contraccolpi del basso sono in grado di ravvivare maggiormente un suono altrimenti troppo crudo e freddo.

In conclusione, i Vulvodynia sono riusciti a produrre un album estremamente completo, ma che probabilmente sarà destinato a rimanere chiuso nella nicchia degli ascoltatori dello slam e che non sarà in grado di andare oltre le schiere dei propri appassionati per il suo essere tremendamente estremo.
Nel suo particolarissimo genere, Psychosadistic Design è sicuramente uno dei lavori migliori usciti finora e che consiglio a chi vuole esplorare questa nuova e florida frontiera del metal più brutale.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
83.75 su 4 voti [ VOTA]
Earthformer
Martedì 25 Dicembre 2018, 16.33.19
4
Tra i miglori nel brutal moderno, ottima combinazione di brutal, slam e deathcore, 83 il mio voto .
Doom
Lunedì 3 Aprile 2017, 21.28.51
3
Minchia, che legnata....Album davvero gradevole ( si fà per dire ) Slam Slam Slam..Voto giusto
v.p.
Giovedì 2 Febbraio 2017, 21.52.51
2
Brutale e senza compromessi, ottimo lavoro che si stampa in testa. Forse 75 è un po poco, 85 per me.
gianmarco
Sabato 13 Agosto 2016, 17.56.25
1
interessante .
INFORMAZIONI
2016
Lacereted Enemy Records
Brutal
Tracklist
1.Psychosadistic Design
2.Drowned in Vomit
3.King Emesis
4.Catration Mutilation
5.Flesh Tailor
6.Unparalleled Insubordination
7.Grotesque Schizophrenia
8.Lord of Plagues
9.Depraved Paraphilia
10.Forced Fecal Ingestion
11.Umthakathi
12.Bestial Insemination
13.Wall of Corpses
14.Triple O.G. Slamdown
Line Up
Duncan Bentley (Voce)
Luke Haarhoof (Chitarra)
Byron Dunwoody (Chitarra, Basso, Batteria)

Musicisti ospiti
Alex Terribile (Voce)
Som Pluijmers (Voce)
Don Campan (Voce)
Martin Funderud (Voce)
Adam Warren (Voce)
Chrissy Jones (Voce)
Chris Butterworth (Voce)
Luke Griffin (Voce)
Jason Evans (Voce)
 
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