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Overtures - Artifacts
18/08/2016
( 1774 letture )
Capita, a volte, che una band sia molto più attiva all’estero che in patria. Se poi si parla di metal in qualsiasi sua declinazione e di Italia, la situazione diventa quasi scontata nel caso in cui quella in questione riesca a riscuotere un minimo di successo. I goriziani Overtures avviano l’attività nel 2003 e, dopo aver messo insieme tre album -questo compreso- varie altre uscite ed aver suonato molto spesso all’estero (a curriculum anche diciannove date di supporto ai Threshold), arrivano adesso alla prova della maturità intitolata Artifacts. Giunti ad una sorta di heavy/power progressivo con evidenti influenze provenienti da ambiti anche extra-metal, con Bowie ed i Queen che vengono fuori a tratti in modo palese ed a fianco di altri artisti più prettamente metallici, gli Overtures mettono insieme un lavoro decisamente interessante.

L’album qui considerato si presenta in modo molto professionale, con una bella copertina a firma Franziskus Plefghart ed un booklet curato dal cantante Michele Guaitoli (Kaledon e vari altri), il quale si è occupato anche della registrazione e del mixaggio. Da notare in particolare, però, la masterizzazione effettuata da Olaf Reitmeier presso il famoso Gate Studio di Amburgo, facente riferimento a Sasha e Miro Paeth. Considerando la carriera pregressa del gruppo e le credenziali del lavoro in analisi, era lecito aspettarsi una realizzazione quantomeno di buon livello e così è stato. Supportato da un ottimo suono, Artifacts propone un heavy/power cantato in maniera a tratti solenne, quasi stentorea, ricercato nelle soluzioni e sofisticato negli arrangiamenti, con ripetuti sconfinamenti nel settore progressive (illuminante in proposito l’uso delle tastiere), ed integrato da soluzioni provenienti da altri ambiti. Questi, arricchiscono il bouquet dell’opera di varie sfumature, quasi sempre interessanti. In particolare, un atteggiamento mentale di stampo sinfonico che viene sfoggiato sin dall’apertura affidata a Repentance, infonde ulteriore valore aggiunto al prodotto. A segnalarsi di più in mezzo ad un lotto di canzoni sempre godibili e curate -ad esempio As Candles We Burn e New Dawn, New Dusk- sono però quelle contenenti citazioni che riportano al lavoro di David Bowie. In particolare Artifacts riconduce proprio all’immortale artista di Londra sia nelle linee vocali che, se mentalmente “demetallizzato", nell’arrangiamento del brano. Ma arrangiamenti solenni nobilitano anche canzoni quali Unshared Worlds e pezzi più convenzionali come GO(L)D e Profiled le quali, comunque, mantengono una qualità di livello più che accettabile. Non fosse altro che per il lavoro di Marco Falanga alla chitarra e senza contare la buona prova di Klanjscek e Cum, mentre di Guaitoli accenneremo separatamente. Menzione a parte per alcuni brani: My Refuge vede la presenza alle tastiere di Paolo Campitelli (Kaledon), mentre Teardrop ospita Marco Pastorino (Secret Sphere) e Caterina Piccolo alle voci ed ancora Paolo Campitelli alle tastiere. Tuttavia, è proprio l’ambiziosa Teardrop ad attirare maggiormente l’attenzione. Ciò non solo per la sua durata che supera i dieci minuti e nemmeno per la sola presenza degli ospiti prima segnalati, quanto perché il brano è il riassunto di tutte le sfumature della musica degli Overtures. Passaggi oscuri e maestosi, arrangiamenti con linee vocali che portano sia nel power di stampo tradizionale, che fuori dai territori consueti del genere, toccando i Queen più orchestrali ed accostandoli agli stilemi del power più raffinato. In chiusura, dopo la cavalcata di Angry Animals (ancora ottimo l’arrangiamento) con Guaitoli sugli scudi, una nuova versione della già edita Savior.

Lavoro ambizioso, a tratti leggermente pomposo (ma non in maniera greve), Artifacts si colloca sul mercato forte di molte frecce al proprio arco. Ad esempio, una grande professionalità espressa in tutti i settori produttivi ed esecutivi, e una buona capacità di non farsi travolgere dalla smania di inserire troppi elementi all’interno della scaletta. Il tutto è mediato al pubblico principalmente dalla voce di Michele Guaitoli. Egli, dimostrando ottima padronanza dei propri mezzi tecnici, fornisce una prova misurata nella sua maestosità a supporto della musica, dimostrando ottimo tiro ove necessario e capacità di non farsi superare dal proprio personaggio. Qualità non da tutti. A prescindere da queste considerazioni più tecniche, Artifacts è un CD potenzialmente capace di segnalare ulteriormente gli Overtures in campo internazionale, confermando ed ampliando le qualità fin qui espresse dai friulani. E non sono molte le band italiane a potersi mettere in evidenza fuori dai nostri confini.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
46.17 su 23 voti [ VOTA]
Raven
Domenica 30 Luglio 2017, 22.36.17
13
Per la cronaca quest'anno ho dato due soli 80 fino ad ora.
Nome
Domenica 30 Luglio 2017, 19.42.22
12
L'invidia la può avere però al limite chi suona a sua volta e non ottiene più o meno "successo" (virgolette d'obbligo sempre, visto di che fama e numeri e carriere parliamo di solito a questi livelli), o amici stretti di quelle band, non certo tutti gli appassionati "normali", liberi, che non suonano in band (o per nulla proprio, a volte), e che supportano eccome senza alcuna invidia chiunque ritengano valido. Ma pensano sempre con la loro testa, gusti, criteri, esperienza, e se ne fottono di quello che pensano recensori o presunti tali su siti vari noti o meno. Purtroppo che lo faccia o abbia fatto anche gente su questo sito conta poco, molti magari ricordano che altrove in un casino di posti sul web e anche sul cartaceo a volte, una marea di questi pseudo-recensori indipendenti "lecca" e basta gli italiani, spesso con interesse diretto per qualche motivo, tutte le uscite sembrano capolavori o cmq dischi da almeno 8/10, e quindi certi commenti derivano giustamente da lì, dalla conoscenza della situazione. Che poi molti lecchino tutto, anche gli esteri, è un altro discorso ancora.
Enrico 86
Giovedì 23 Marzo 2017, 16.15.02
11
Prog power suonato molto bene e con grande personalità. Voto 80
Psychosys
Mercoledì 14 Dicembre 2016, 11.13.42
10
Ieri hanno aperto al concerto dei Saxon hanno aperto al posto delle Girlschools e hanno riproposto alcune canzoni da questo album. Ho apprezzato molto, gli darò un'occhiata. Marco Falanga mi ha impressionato, ha suonato veramente degli ottimi assoli, ma anche sezione ritmica e voce era molto buoni.
jonny
Sabato 20 Agosto 2016, 16.58.35
9
Pero' ! Davvero niente male , ho ascoltato la tiletrack e nshared Worlds sul tubo, e mi son piaciute, il cantante ha un buon timbro e una bella estensione vocale, e gli altri componenti mi sembrano ottimi musicisti, sto ora ascoltando altri pezzi degli altri album sul tubo, e l' impressione e' buona, certo, hanno influenze e prestiti stilistici sonori da altri gruppi e generi, ma hanno il epotenziale per aquisire sempre piu' personalita', sto cercando di caoire che tipo di musica suonino , mon mi sembra inquadrabile solo in un Heavy/power, ci si sente di tutto un po, melodic metal, rick, hard rock, synphonic, heavy, power e progressive, un mix che puo risultare esplosivo, se scquista conssapevolezza sulle proprie capacita_potenzialita', e se sapranno evolversi in personalita', li approfondiro' e li terro' d' occhio, spero un giorno di poterli sentire, per testare le loro capacita' in sede live, per quel poco che ho adcoltato alle mie orecchie risultano niente male, vedremo.
Teller
Sabato 20 Agosto 2016, 0.25.03
8
Band che seguo ormai da anni, in crescita costante. Anche questo lavoro di cui aspettavo da tempo la recensione qui su Metallized, è garanzia di qualità. Credo che il sound ormai molto personale, anche a livello di registrazione, sia ancora perfettibile e forse fa perdere un po' di impatto...ma dall'altro lato della medaglia va detto che anche il sound di band come Maiden o Edguy per quanti non sia il top del mercato, caratterizzano la band. In ogni caso parlo di cose che il mio voto personale lo porterebbero da 80 a 90, non si puo' certo dire che la produzione sia sotto la media. Considerato poi come suonano questi dal vivo (li ho visti in tour coi Threshold, cosí come al Gods of Metal e al Langhe 2015), davvero mi chiedo cosa aspetti un'etichetta degna a lanciarli come si deve. È assurdo che nel 2016 band che davvero hanno qualità di questo livello, debbano fare 8 dischi prima di avere il giusto riscontro, per poi essere riscoperti....
jek
Venerdì 19 Agosto 2016, 20.28.13
7
Il pezzo sentito sul tubo è decisamente valido conferma la descrizione della recensione non rientra proprio nei mie gusti attuali ma le qualità artistiche ci sono e si sentono, capisco l'80. Effettivamente @Raven se avessi cambiato nome della band e americanizzato i nomi probabilmente si sarebbe gridato al capolavoro, il solito anti italianismo di cui anch'io molto spesso faccio parte.
jonny
Venerdì 19 Agosto 2016, 18.30.17
6
Non li conosco, la recensione sembra buona e interessante, vedo di sentire subito qualcosa su di loro.
LAMBRUSCORE
Venerdì 19 Agosto 2016, 13.13.00
5
Hai ragione Raven, infatti io credo di essere 1 specialista in OT, su questo sito, ahaha
Raven
Venerdì 19 Agosto 2016, 11.47.22
4
Mi sa che hai ragione, purtroppo. Sono i classici commenti rilasciati senza nemmeno aver ascoltato una canzone. Salvo poi incassare critiche opposte quando si stronca una band italiana. Eppure non ho mai visto nessuno scrivere "prendono 80 perché sono tedeschi", ad esempio. Lasciamo perdere, però, restiamo sul disco, se no cominciamo a discutere dei commenti e dei commentatori e non dell'opera, come sempre quando si tratta di Italia.
LAMBRUSCORE
Venerdì 19 Agosto 2016, 10.54.31
3
Premetto che non conosco il gruppo ma cercherò di ascoltarlo. Voglio aprire una polemica: qualcuno sa spiegarmi perché tutte le volte che vengono recensiti gruppi italiani, saltano fuori commenti tipo sono italiani e li stroncate oppure sono italiani e li esaltate troppo? Mi sa che ci sia un'invidia in giro da far paura, specialmente quando qualche artista nostrano riesce ad affermarsi all'estero...
Raven
Venerdì 19 Agosto 2016, 10.04.58
2
E' il primo 80 che assegno da oltre un anno a questa parte, tu pensa quello che vuoi, io di gruppi italiani ne ho stroncati tanti.
SOM
Venerdì 19 Agosto 2016, 8.08.07
1
Sono Italiani...voto 150 hahahah...ma dai va...
INFORMAZIONI
2016
Sleaszy Rider Records
Heavy/Power
Tracklist
1. Repentance
2. Artifacts
3. GO(L)D
4. As Candles We Burn
5. Profiled
6. Unshared Worlds
7. My Refuge
8. New Dawn, New Dusk
9. Teardrop
10. Angry Animals
11. Savior (Alternative Version)
Line Up
Michele Guaitoli (Voce)
Marco Falanga (Chitarre)
Luka Klanjscek (Basso)
Andrea Cum (Batteria)

Musicisti Ospiti:
Marco Pastorino e Caterina Piccolo (Voci nella traccia 9)
Paolo Campitelli (Tastiere nelle tracce 7 e 9)
Alessia Scolletti, Caterina Piccolo, Axel Lessio, Federico Ahrens, Simone Floreani, Luca De Pauli, Marco Rosa, “Max” Stanta (Cori)
Luca Zanon (Synth e Moog addizionali)
Luca Bregant (Violoncello)
 
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