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Hammerschmitt - Still on Fire
04/09/2016
( 771 letture )
Gli Hammerschmitt hanno una carriera quasi ventennale alle spalle, ma non sono praticamente mai usciti dai confini della Germania. Cosa alquanto strana, visto il fulgido mercato teutonico sempre prodigo di musica dura e durissima, il che dimostra alcuni assiomi, uno legato indissolubilmente alla qualità della proposta. Il loro primo demo è datato addirittura 1997 e conteneva un hard derivativo cantato in madrelingua che li ha resi una sorta di cult band in patria, limitandone, per ovvi motivi, una sana esportazione nel resto del pianeta. Dopo discreti risultati con i primi due lavori, il terzo CD (12 – Jenseits Der Stille, un vero concept album) ottiene pochissimi riconoscimenti, così il quintetto decide di lanciarsi con il singing in inglese: tra il 2013 e il 2015 i ragazzi si autoproducono due Ep di 5 pezzi ciascuno, intitolati Born To Rock vol.1 e vol.2.

Arriviamo ai giorni nostri con questo full length freschissimo di editazione, Still On Fire, viene presentato come il quarto album degli Hammerschmitt ma in realtà comprende i 10 brani già presentati sui due Ep or ora citati, accompagnati da un solo inedito, una cover totalmente snaturata della celeberrima Killed By Death dei Motorhead, qui trasformata in una melanconica ballad con sapori classici vicini a Klaus Meine e soci. Devo dire che dalla copertina, suggestiva e promettente, e soprattutto dalla loro lunga esperienza nel biz, era lecito attendersi qualcosa di più maturo ed incisivo, invece, ahinoi. La miscela hard melodica proposta è tipicamente europea e parecchio crucca con spiragli americani, sfruttando all’eccesso i cliché del genere, non apportando un sol grammo di cambiamento che non sia già stato sondato da validissime realtà conterranee quali Bonfire, Casanova e soprattutto la mitologia degli Scorpions. La cosa fastidiosa che aggredisce subito i padiglioni auricolari è il mixaggio sconsiderato e troppo alto della batteria che sgocciola un suono sintetico e parecchio pedante: il tutto inficia pesantemente quasi l’intera durata del disco, mica cosa da poco. Poi i germanici ci mettono il super carico, esprimendosi sui microsolchi in virtù di un hard rock con poche scintille, rasentando il piattume in diverse circostanze, a dire il vero. Tutto scocca da Rock Steady, track dall'impatto discreto, le chitarre si intrecciano come quelle della coppia Schenker-Jabs dei bei tempi andati, il tutto risulta apprezzabile, energico, anthemico e cristallino, ma, già sentito, e pure parecchie volte. Il riff iniziale di Sanctuary è copiato pari pari dalla Crue-iana Live Wire, poi si sviluppa una buona song con alternanza di voci e ritmo diretto con buone partiture, ma quel drum-sound è osceno, un peccato ragazzi, mentre Still On Fire patisce gli stessi problemi citati circa tom e rullante, e ha un flavour che ci ricorda, in certi frangenti, un mix tra l’epic e un pezzo degli americani BulletBoys che godettero di un triangolino di sole, per pochi minuti, nella L.A. degli ottanta, a tasso altamente glam-street. Metalheadz viaggia spedita e vivace con chitarre molto eighties, Shout raffigura un bel frammento con un ritornello indovinato e corale e guitar che pungono, Zombie è la cover in salsa robusta della celebre hit dei Cranberries, versione da pollice alto, One Helluva Night non è davvero nulla di trascendentale, Mean Streak picchia duro con cori e chitarre che abbiamo già descritto in altri pezzi, Crazy World si sposta su un terreno più morbido con coralità alla Kansas, ma il cantato di Benjamin Kroiß non appare pienamente centrato, tutto all’infuori del trascinante. Si termina con Whoohoo, canzone caotica con il rullante che ha una resa pari ad una scatola per i biscotti in puro cartone, poi giunge la terminale Kill By Death in versione lenta, dotata di arrangiamenti ariosi e chitarre schioccanti, chissà che ne penserebbe Lemmy.

Gli Hammerschmitt non sono una band scarsa, ma meritano la sufficienza stiracchiata e risicata con questo nuovo Still On Fire, per fare un salto di qualità occorre una produzione eccellente, un minimo di originalità in più e una label che li sappia indirizzare al meglio, altrimenti, dopo quasi due decenni di militanza, potrebbero essere sonori e pesanti ”volatili per diabetici”. I tedesconi suoneranno parecchio live in queste settimane con date tra Parigi, madre patria, Svizzera e Austria, chi li volesse osservare dal vivo potrà farsi un bel viaggetto. Migliorare a tutti i costi questo il diktat, altrimenti diventerà durissima competere. Good Luck!



VOTO RECENSORE
60
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2016
Massacre Records
Hard Rock
Tracklist
1. Rock Steady
2. Sanctuary
3. Still On Fire
4. Metalheadz
5. Shout
6. Zombie
7. One Helluva Night
8. Mean Streak
9. Crazy World
10. Whoohoo
11. Killed By Death
Line Up
Benjamin Kroiß (Voce)
Gernot Kroiß (Chitarra)
Andreas Summer (Chitarra)
Armin Zelzer (Basso)
Stefan Kroiß (Batteria)
 
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