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Honky - Corduroy
08/09/2016
( 1193 letture )
Un trio di ceffi texani con barbe rilevanti dedito ad un rock’n’roll, sporco, polveroso, intriso di blues con una vena boogie, chi sono? Ovvio lo zio Bill e i suoi ZZ Top. E invece no, perché questa volta parliamo degli Honky, band formatasi nell’ormai lontano 1996 e che nel 2016 ci presenta questo Corduroy a quattro anni di distanza dal precedente 421. Il gruppo nasce attorno a JD Pinkus già nella sezione ritmica dei mitici Melvins a cui si affiancano Bobby Ed Landgraf ovvero colui che ha onore e onere di sostituire sua maestà Kirk Windstein nei Down e il drummer Trinidad Leal. Il disco esce sotto l’ala protettrice della Housecore Records, etichetta di proprietà di tale Phil Anselmo.

Il sound degli Honky è classico fino al midollo: ancorato fermamente al succitato Mr. Gibbons, ma decisamente appesantito da un tono della chitarra molto più saturo e orientato al groove a cui si accompagna una voce abrasiva al punto giusto, il tutto supportato da una batteria poco estrosa, ma solida come una roccia e da un basso che invece si concede qualche virtuosismo frizzante. Corduroy trasuda Texas da ogni nota, dalla “elegante” copertina, alle lyrics votate al non prendersi troppo sul serio, al clima torrido e alcolico che permea ogni nota. La title track apre con un riff grasso e polveroso che porta ad un ritornello semplicissimo, ma comunque efficace, mentre colpisce l’assolo strampalato che sembra ispirarsi a Tom Morello; la successiva Baby Don’t Slow Down è un vero e proprio tributo al sound degli ZZ, mentre su Outta Season compare una sezione di fiati funkeggianti a movimentare decisamente la situazione. Bad Stones rallenta leggermente per dare maggiormente spazio all’atmosfera e ad un coro di voci femminili a supporto del ritornello, Ain’t Got The Time, Double Fine e Snortin’ Whiskey proseguono seguendo il sound generale del disco senza spunti particolarmente degni di nota, interessante invece I Don’t Care dove l’anima southern prende il sopravvento con un banjo e la chitarra slide che accompagnano Pinkus. Chiude il disco una sguaiata versione “a cappella “ di Moby Dick.

Con Corduroy gli Honky producono un platter onesto e a tratti piacevole, ma globalmente non molto ispirato. A cui si aggiunge l’altro problema principale di questa uscita: la durata, togliendo lo scherzo finale, non si arriva nemmeno alla mezz’ora di musica il che è francamente troppo poco. Nulla di eclatante da segnalare sotto il caldo sole del Texas quindi, aspettando il prossimo capitolo meglio rimettere sul piatto Tres Hombres.



VOTO RECENSORE
56
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2016
Housecore Records
Hard Rock
Tracklist
1. Corduroy
2. Baby Don’t Slow Down
3. Outta Season
4. Bad Stones
5. Ain’t Got The Time
6. Double Fine
7. Snortin’ Whiskey
8. I Don’t Care
9. Mopey Dick
Line Up
JD Pinkus (Voce, Basso)
Bobby Ed Landgraf (Chitarra)
Trinidad Leal (Batteria)
 
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