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Katalepsy - Gravenous Hour
14/09/2016
( 1191 letture )
I Katalepsy sono un gruppo di nazionalità russa, non di primissima mano, con solo all’attivo due album (uno dei quali proprio questo dal nome Gravenous Hour) e una sfilza di partecipazione in una serie di split. Nonostante questo, per la produzione di questo disco la band moscovita è riuscita a strappare un contratto con la Unique Leader Records, casa di produzione sempre con occhio vigile nel lanciare proposte musicali di nicchia.
Il primo disco della band non fu nulla di speciale; un buon brutal death abbastanza classico, ma in questa nuova produzione i Katalepsy ha saputo rinnovarsi nel suono, evolvendo la propria proposta musicale verso orizzonti nuovi.

In Gravenous Hour i Katalepsy espongono il proprio brutale manifesto, ma il disegno creatosi in questa nuova produzione si arricchisce di una tecnica sopraffina che riesce a elevare di qualche asticella il livello dell’ascolto.
Le tracce si susseguono senza sosta; passato un intro in cui chitarra e basso disegnano arpeggi dalle linee delicate, il teatrale drappo rosso cade lasciando dietro di sé un’onda di cieca, ma razionale e elaborata distruzione. Tutti i pezzi sono sicuramente ben suonati; le chitarre si sbizzarriscono nella bulimica ricerca di riff in grado di celebrare un nefasto trade d’union fatto di violenza e intrecci sonori in cui vi confluiscono lesive dissonanze e acide melodie che si confondono nella velocità di esecuzione, la batteria segue senza perdere un colpo e il basso fa sentire la propria voce, spesso però rimane un po’ troppo.
Anche la voce del front man della band è apprezzabile, sebbene sia “scolastica” rimane punto di forza per tutta la produzione, senza perdere colpi.
Gravenous Hour non acquisisce bellezza solo perché i pezzi sono diventati nel complesso più elaborati e cervellotici, ma anche perché in questo frangente la band russa ha inserito anche elementi facenti parte della tradizione deathcore; infatti tutte le canzoni presentano al proprio interno, nella frenesia generali, momenti di stacco tipici di questa “odiatissima” frangia musicale, ma di fatto sono proprio queste peculiarità a rendere il disco godibile e sicuramente più fluido e dinamico. I Breakdown sono posizionati intelligentemente nei momenti di maggior spessore e danno una maggior idea di compattezza sonora, invece le brusche frenate che piano piano anestetizzano l’orecchio dell’ascoltatore (anche queste riconducibili al deathcore) fanno spesso da introduzione a assoli in grado di spezzare definitivamente il ritmo.
Le frangenti soliste delle chitarre sono sensazionali; sebbene dotate di melodie ciniche e fredde, i due chitarristi riescono a sfruttare tutta la tastiera della sei corde esibendosi in incursioni esaltanti e creative grazie anche agli effetti dei pedali
Gravenous Hour è un ottimo disco, ma nell’inossidabile frastuono che si lascia alle spalle, la sensazione è che comunque qualcosa manchi; i Katalepsy infatti non sono riusciti a concepire in tutto questo una serie di pezzi “clamorosi”, quelli in poche parole che si vanno a ricercare in una tracklist quando si riprende in mano un disco dopo tempo.
Il disco in sé non è troppo lungo (i canonici 40 minuti), ma in questa produzione di livello mancano quei 2 o 3 pezzi strabilianti, quelli che si piazzano su un gradino superiore rispetto a tutto il resto.

In definitiva però, i Katalepsy sono riusciti a fare un disco davvero convincente. Dinamico, violento e tecnico al punto giusto. Gravenous Hour è si dimostra già un disco di svolta nella giovane discografia di questa band. Se questo è il punto di partenza di una nuova svolta musicale, i nostri non potranno che migliorare sempre di più.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
85.5 su 2 voti [ VOTA]
lisablack
Sabato 22 Ottobre 2016, 16.38.50
11
Bell'album davvero, mi piace questa band. Devastazione pura! Continuate così, non cambiate..!!
Doomale
Sabato 17 Settembre 2016, 20.40.41
10
A me il precedente non dispiaceva affatto...Ora e' un po' che non ascolto Brutal Death...vedremo...
Third Eye
Sabato 17 Settembre 2016, 15.09.52
9
@ Sicktadone: ok, proverò ad ascoltarlo.
davehill
Venerdì 16 Settembre 2016, 18.04.29
8
"trade d'union" è trait d'union, ovviamente. Scherzo, Nicolò. buona recensione. stay brutal!
Pacino
Venerdì 16 Settembre 2016, 16.07.55
7
molto meglio del debutto, infatti l'ho pure comprato, voto 81!
Sicktadone
Venerdì 16 Settembre 2016, 16.04.19
6
È molto diverso e più variegato dell precedente, dagli una possibilità
Third Eye
Venerdì 16 Settembre 2016, 15.50.17
5
Avendo un bruttissimo ricordo del precedente "Autopsychosis" (un disco monocorde, anonimo e privo di qualsivoglia appeal) eviterò di ascoltare questa nuova uscita...
Sicktadone
Venerdì 16 Settembre 2016, 12.56.32
4
L'album è interamente su Youtube
lisablack
Venerdì 16 Settembre 2016, 12.45.13
3
Band molto, ma molto interessante..anche questo sarà mio, devo solo pazientare...
Sicktadone
Venerdì 16 Settembre 2016, 12.27.18
2
Blinded Sultan è l'unica di spicco anche perchè lì la qualità dei riff è diversa e più incisiva. Poi in questo caso fa molto anche lla traccia introduttiva che si lega bene poi con il pezzo.
MrFreddy
Venerdì 16 Settembre 2016, 11.48.22
1
Preferisco di gran lunga Autopsychosis, che oltre ad avere dei suoni enormi anche migliori rispetto a questo (che comunque ha una buona produzione) aveva molti più brani memorabili. Qui si sono fatti un po' più "complessi", ma dopo numerosi ascolti l'unica traccia che mi è rimasta davvero impressa è Blinded Sultan, mancano i riff che ti rimangono impressi, che prima c'erano (E.N.D., Cold Flesh Citadel, Body Bags for the Gods, quasi tutto l'album aveva una marcia in più). Onesto, ma mi aspettavo molto di più, nel complesso è più che sufficiente ma una delusione.
INFORMAZIONI
2016
Unique Leader Records
Technical Brutal Death
Tracklist
1. In the Dark of Stars
2. Blinded Sultan
3. To the Lords of Nihil
4. Critical Black Mass
5. The Long Bright Darkness
6. Monastery of Nothing
7. After Omega
8. Grave New World
9. Ghoul Inquisitor
10. Tephra
11. In the River of Red
Line Up
Igor Filimonstev (Voce)
Anton Garasiev (Chitarra)
Dmitry (Chitarra)
Anatoly Shishilov (Basso)
Evgeny Novikov (Batteria)
 
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