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HammerFall - Glory to the Brave
16/09/2016
( 2745 letture )
Alcune opere devono imprescindibilmente rimanere legate ad una data epoca, poiché estrapolarle da quel determinato contesto sarebbe pressoché inutile. Glory to the Brave appartiene ad una precisa categoria, infatti è uno dei tanti tasselli che ha portato alla composizione del gigantesco puzzle raffigurante la gloriosa scena power degli anni 90. La storia degli svedesi HammerFall inizia nel 1993, quando il chitarrista Oscar Dronjak decide di formare una nuova band contattando l’amico Jesper Strömblad, col quale aveva già collaborato nel gruppo death metal Ceremonial Oath. Costui accetta l’offerta e si mette a suonare dietro alle pelli senza però tralasciare il progetto al quale aveva già dato vita nel 1990, cioè gli In Flames. Dopo una prima fase di assestamento della line up, il gruppo trova finalmente una certa stabilità con Glenn Ljungström alla chitarra (anch’esso membro degli In Flames) e Fredrik Larsson al basso. Al microfono viene chiamato il cantante dei Dark Tranquillity, Mikael Stanne, il quale però nel 1996 non riesce a presentarsi a Goteborg per le semifinali della competizione musicale Rockslaget, proprio perché impegnato con la sua attuale melodic death metal band, così Oscar cerca frettolosamente un singer per la serata e la scelta ricade su Joacim Cans. Nonostante gli HammerFall non riescano a raggiungere le finali, il concerto è talmente apprezzato che Joacim non se andrà più, diventando ufficialmente il nuovo cantante del complesso. Se la nascita della formazione di Glory to the Brave appare singolare, lo è ancor di più la vicenda legata all’uscita dell’album, poiché vedrà la luce nel 1997 dapprima solo nei Paesi Bassi grazie all’etichetta Vic Records e successivamente nel resto del mondo per la Nuclear Blast, infatti sarà proprio quest’ultima ad offrire un contratto alla band e ad acquisire in toto i diritti dell’LP.

Il primo disco degli HammerFall ha come tema centrale la battaglia e la sensazione di solitudine che ne consegue; il sound è caratterizzato da un power metal incisivo, impresso con decisione dalle due chitarre e fomentato dalla velocità costante della sezione ritmica: l’avvincente opener The Dragon Lies Bleeding racchiude perfettamente tali peculiarità. Durante l’album, nei pochi tratti in cui i ritmi rallentano, risuonano a gran voce le atmosfere epiche, enfatizzate ancor più dalla produzione di stampo ottantiano di Fredrik Nordström. La più fantasy The Metal Age e la teutonica HammerFall sottolineano bene questo aspetto: nella prima canzone spiccano il perfetto equilibrio mantenuto nella fase d’accompagnamento, i passaggi sinfonici e la capacità del singer di non farsi surclassare dal pezzo; la titletrack riprende lezioni della decade precedente come il solo sullo stile di Kai Hansen ed i mastodontici cori. I Believe è l’immancabile ballad dove prendono il sopravvento la melodia e l’interpretazione struggente del cantante, il quale compensa alcune carenze vocali con le sue doti recitative. Impeccabile la cover dei Warlord Child of the Damned, che evidenzia il rispetto e l’amore degli HammerFall nei confronti del sound heavy/epic metal e di fatto conclude una prima parte contraddistinta da un buon livello compositivo, ma tecnicamente ancora abbastanza scolastica. L’infuocata Steel Meets Steel eleva il songwriting dando il via ad un susseguirsi di grandi pezzi. Nel brano in questione i Templari sono protagonisti e voci narranti della prima crociata, non a caso il picco massimo del pathos viene raggiunto sulla strofa che parla della riconquista di Gerusalemme avvenuta nel 1099 da parte dei soldati Cristiani nei confronti di quelli Musulmani:

In July in ’99,

the Holy City was stormed and won

Jerusalem was freed,

we thanked the Lord for our glory.


Si continua con Stone Cold, canzone priva di punti deboli che sembra scritta appositamente per i live: avvio da shredder, riff rocciosi onnipresenti, ritmi più lenti del solito a favorire la cadenza del testo e ritornello da pelle d’oca. Con Unchained la velocità torna a primeggiare ed i musicisti offrono la loro prova migliore regalando alcune digressioni e momenti di gioia a defenders grandi e piccini, i quali poco dopo verranno scossi nel profondo dalle note della conclusiva Glory to the Brave: una ballad toccante e maestosa, delicata ed emozionante. Risulta difficile rimanere impassibili alle dolci melodie emesse dal singer ed al magico finale a svanire realizzato tramite cori e pianoforte.

Dopo questo album Ljungström e Strömblad (al quale sono state accreditate le parti di batteria registrate in realtà da Patrik Räfling) lasciano la band per dedicarsi interamente agli In Flames, anche se il secondo continuerà a comporre per gli HammerFall fino all’album Renegade del 2000. Sempre nel 1997 anche Larsson lascia il gruppo, riaggregandosi ai compagni soltanto dieci anni dopo; quindi, anche a causa di questi cambiamenti, gli svedesi non riusciranno più a raggiungere il livello qualitativo di Glory to the Brave. Un esordio che -abbastanza inspiegabilmente- fece gridare al miracolo proprio per l’inserimento di suoni heavy/epic e di atmosfere ricche di enfasi all’interno del gigantesco e standardizzato movimento power, il quale ad ogni modo continuerà a spopolare in lungo e in largo per l’Europa (nello stesso anno gli Stratovarius pubblicarono il fenomenale Visions). A distanza di quasi venti anni dalla sua uscita, Glory to the Brave può essere definito come un prodotto che intelligentemente guardò al passato per assicurarsi il successo in quel presente: un’attitudine che gli garantirà la gloria perpetua, come scriverebbe un gruppo italiano che si affermerà di lì a poco.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
91.18 su 11 voti [ VOTA]
Radamanthis
Lunedì 14 Ottobre 2019, 17.21.37
16
Capolavoro. Oggi come ieri, top della discografia degli HF. Voto 95
Aceshigh
Lunedì 2 Settembre 2019, 20.42.58
15
Questo album me lo sono passato veramente tanto quando era uscito; purtroppo le uscite successive non le trovai allo stesso livello, ma qui siamo di fronte a un prodotto riuscitissimo. The dragon lies bleeding, I believe, Hammerfall, la cover dei Warlord e soprattutto l’emozionante title-track rimangono a più di vent’anni di distanza dei brani strepitosi. Voto 90
JC
Sabato 29 Giugno 2019, 21.39.40
14
Piaccia o no é un disco che ha fatto la storia del nostro genere preferito. Io mi ricordo che mi chiamò il mio negoziante di fiducia dicendo che me lo aveva ordinato e che dovevo comprarlo per forza. Era estate (agosto?) e ricordo benissimo i primi ascolti in cameretta (avevo 17 anni!). La title track resta una delle più belle ballad metal di sempre
Mirkorock
Sabato 3 Novembre 2018, 20.36.40
13
Suona molto anni 80 è x questo che me gusta comunque disco con i controcazzi io gli darei 90
Jason
Lunedì 10 Settembre 2018, 22.03.49
12
Comprai questo album che all'epoca ricevette ottime recensioni, tutt'ora lo ascolto volentieri, voto personale 85
megna
Domenica 24 Giugno 2018, 10.28.16
11
Ebbene sì, all'epoca possedevo anche questo CD... Ho buoni ricordi di questa band epic metal svedese e confermo il voto del recensore. A me gasavano a dismisura le tracce 2 e 3 ! Sembrava di sentire veramente dei cori vichinghi !
Mauroe20
Lunedì 29 Gennaio 2018, 20.41.06
10
@silvia figurati se necessiti di energia pura daje
Silvia
Sabato 27 Gennaio 2018, 21.02.01
9
Grazie X l'indicazione @Mauroe20, pensavo di prendere anch'io questo degli HammerFall
Mauroe20
Sabato 27 Gennaio 2018, 20.39.59
8
@Silvia suona da pauraa!molto figo tutto il cofanetto l'ho trovato in offerta in Mondadori.Ora vorrei acquistare master of puppets versione rimasterizzata, e' uscito da poco
Silvia
Sabato 27 Gennaio 2018, 19.20.29
7
@Mauroe20, com'è la rimasterizzazione?
Mauroe20
Sabato 27 Gennaio 2018, 19.01.23
6
Non ho resistito ho acquistato il cofanetto.Voto 85 comunque a questo disco.Lo degusterò nella versione rimasterizzata
Silvia
Lunedì 18 Dicembre 2017, 12.31.28
5
Ho dimenticato il voto, qua si vola sul 90 x me perche' i pezzi sono quasi tutti magnifici e hanno significato anche la rinascita del genere.
Silvia
Mercoledì 22 Novembre 2017, 10.09.46
4
Grande la chiusura della recensione che cita un altro gruppo che ho amato molto! Comunque album che ascolto ancora con molto piacere e che dimostra (ammesso che ce ne fosse bisogno) la straordinaria vena compositiva di Jesper Strömblad, x me uno dei più grandi artisti del metal moderno. Mi piace molto la voce di Joacim Cans e dal vivo gli HammerFall sono uno dei gruppi più trascinanti che abbia mai visto. In seguito non hanno raggiunto forse i fasti di questo album ma x me hanno comunque scritto altri capitoli molto belli, magari non innovativi ma che si fanno ascoltare in loop.
Le Marquis de Fremont
Mercoledì 22 Novembre 2017, 9.57.19
3
Recensione riscritta (il gruppo non è tedesco, forse è meglio correggere il testo sotto la foto) di quello che è stato il primo album di metal che ho ascoltato, a parte cose di band hard rock come Black Sabbath, o altre band famose (AC/DC, Def Leppard, Scorpions, ecc.) di cui comunque non avevo mai acquistato dischi. Questo album, invece, mi ha aperto un mondo che poi ho approfondito, spostandomi successivamente verso il black, genere che amo di più. Se non sbaglio era il 2001 (all'epoca ero a Goteborg) e ho trovato in queste musiche e nel variegato mondo del metal, quella freschezza e varietà che era nel progressive degli anni '70, ovviamente con tutte le differenze del caso. Glory to the Brave ha girato nei miei player per parecchio tempo e lo considero tuttora un album eccellente e coinvolgente. Poi hanno pagato il fatto di ripetersi (il che non sarebbe male, in ogni caso) ma soprattutto si è inaridita la vena compositiva. Ma va bene, celebrarlo. Au revoir.
sonny73
Domenica 2 Ottobre 2016, 23.49.40
2
Preso ai tempi dell'uscita e letteralmente consumato, ma l'unico (purtroppo) della discografia della band svedese e non tedesca come indicato sotto la foto. Bella recensione. Voto 85.
Rob Fleming
Venerdì 30 Settembre 2016, 18.30.45
1
Bello anche se all'epoca della sua uscita sembrava che fosse il più grande album metal della storia (ma per favore!). Sugli scudi la cover dei Warlord (questi sì che potrebbero ambire con Deliver us allo scettro di re dell'epic), la title track ed il trittico iniziale. 83
INFORMAZIONI
1997
Nuclear Blast Records
Power
Tracklist
1. The Dragon Lies Bleeding
2. The Metal Age
3. HammerFall
4. I Believe
5. Child of the Damned (Warlord cover)
6. Steel Meets Steel
7. Stone Cold
8. Unchained
9. Glory to the Brave
Line Up
Joacim Cans (Voce)
Oscar Dronjak (Chitarra, Cori)
Glenn Ljungström (Chitarra)
Fredrik Larsson (Basso, Cori)
Jesper Strömblad (Batteria)

Musicisti Ospiti:
Hans Björk (Cori)
Stefan Elmgren (Chitarre)
Mats Hansson (Chitarra)
Fredrick Nordström (Pianoforte, Tastiere, Cori)
Patrik Räfling (Batteria)
 
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