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Rot Schimmel - Singing With the Moon
22/09/2016
( 778 letture )
I Rot Schimmel, nati con il precedente monicker di Wounded by Judgement, sono un progetto tricolore avviato nel recente 2012 su iniziativa del chitarrista Giulio Flavio Stile in compagnia della vocalist Gina Pitarella. Il gruppo, dopo un primo periodo di forgiatura fatto di esibizioni live e stesura dei primi brani, decide di rissumere la propria proposta musicale nel primo full-length ufficiale, pubblicato nell'estate del 2016: Singing With the Moon. Ad aspettarci troviamo dodici tracce di quello che potrebbe far comodo sintetizzare come power metal, anche se le influenze della band virano coraggiosamente verso il prog, come evidenziato da brani estesi ed intricati come Lullaby, e qualcosa di lievemente più rude come ci suggerisce già dal titolo Let Me Grow(L). Ultimo, ma non per importanza, lo stampo dei virtuosi della sei corde impresso sulla mente del gruppo nonché polistrumentista Giulio Flavio Stile, su tutti, per sua stessa ammissione, Yngwie Malmsteen e Steve Vai. È proprio qui che troviamo uno snodo fondamentale per questo Singing With the Moon. I brani infatti, dalla struttura di per sé poco chiara, o comunque non sempre immediata, si travestono spesso e volentieri in trampolini di lancio per il nostro chitarrista, il quale si prende una buona fetta del palcoscenico con fughe solistiche pregevoli ed ispirate ma talvolta col difetto di infierire sulla stabilità dei dodici singoli episodi e di conseguenza sulla rotondità del platter.

L'apertura è affidata all'avvolgente riffing di Arabian Aenigma, che purtroppo mette subito in bella vista alcune carenze che ci troveremo ad affrontare lungo il viaggio. In primis una produzione decisamente sottotono che potrebbe far gettare la spugna all'ascoltatore prima del dovuto, alla quale si aggiunge la trama contorta delle composizioni che come accennato sopra non si può proprio definire da facile primo impatto. Il risultato è un'opener un po' scoraggiante e di difficile digestione dove le belle melodie orientaleggianti della chitarra di Giulio Flavio Stile cercano invano di fare da collante al tutto. A risollevare leggermente le sorti di Singing With the Moon ci pensa la successiva Why Don't You, brano più tipicamente power che procura un'altra promozione con buoni voti alle sei corde. Let Me Grow(L), come già accennato, gioca col titolo e presenta qualche suono gutturale piuttosto evitabile per chi mastica death ad affiancare l'ugola di Gina Pitarella su cui spendiamo due parole.
La sua prova vocale è coraggiosa, energica, ma spesso imprecisa, caratterizzata anche da una pronuncia non sempre impeccabile che di conseguenza fatica molto a trascinare con se l'ascoltatore ma preferisce piuttosto tenerlo un po' scomodo sulle spine. Non aspettatevi quindi un esordio alla Turunen o alla Simons perchè potreste rimanere terribilmente delusi; è anche vero però che si dovrebbe sempre stare bene attenti a non cadere nella trappola letale dei paragoni in musica e, in fondo, la prova della nostra Gina Pitarella è a suo modo apprezzabile e godibile. Si passa poi per Still Waiting, altro pezzo veloce che ci introduce alla sezione più dolce del disco. Da Revenge a Lullaby, passando per la title-track Singing With the Moon troviamo infatti cinque tracce con arpeggi e soffici melodie a fare da denominatore comune. Il risultato finale però è raramente all'altezza e si rischia più di una volta di trascinarsi a fatica verso la fine dei brani. Altre due canzoni più grintose come Evil Punisher e Nel Buio del Silenzio ci consegnano nelle mani di una Notte Oscura, outro prolisso che copre finalmente il volto della pallida luna con la quale abbiamo cantato per più di settanta lunghissimi minuti.

Pesante. Potremmo riassumerla così questa prima prova dei Rot Schimmel. Le intriganti soluzioni chitarristiche di Giulio Flavio Stile non riescono a far fronte ai troppi inconvenienti nei quali ci siamo imbattuti fin qui, su cui spiccano un songwriting ancora acerbo ed una produzione poco pulita. Scopriamo anche che tutti gli strumenti sono stati registrati in studio ad eccezione della batteria, affidata invece all'ospite esterno Hidetoshi Nofumo, scelta (forzata o meno) che ha portato probabilmente ad una difficile gestione del mastering e che non ha avuto di certo ottime ripercussioni sul sound del progetto. Tirando le somme quindi è facile vedere questo Singing With the Moon come un grosso calderone di brani confusionali e con poco mordente ma che speriamo possa comunque aiutare la band a maturare esperienza, soprattutto in sede live, per il momento però si rivela come un'uscita alquanto trascurabile per gli appassionati del genere.



VOTO RECENSORE
55
VOTO LETTORI
71 su 13 voti [ VOTA]
Giulio
Mercoledì 15 Maggio 2019, 18.12.29
9
AGGIORNAMENTO MAGGIO 2019 ...Ci farebbe piacere se veniste ad ascoltarci. Colgo l'occasione anche per ringraziare tutti gli amici, i fan e gli ascoltatori occasionali che ci hanno supportato nel corso degli anni. Grazie di cuore. Auguro una serena giornata a tutti.
Giulio
Mercoledì 15 Maggio 2019, 18.11.10
8
AGGIORNAMENTO MAGGIO 2019 Salve a tutti i lettori di metallized.it, sono Giulio, il chitarrista del progetto Rot Schimmel. Volevo comunicare a tutti che in data 13/05/2019 è uscito su tutti gli store e piattaforme di streaming la versione definitiva del nostro album "Singing With The Moon", che è completamente diversa per qualità audio, per scrittura e per genere di riferimento dall'album recensito su questa pagina, che può essere considerato alla stregua di un demo, e che è stato presente in rete solo da Luglio a Settembre 2016. L' album che abbiamo appena pubblicato ha avuto purtroppo uno sviluppo travagliato, complice non solo la distanza tra i musicisti che hanno preso parte al progetto. In realtà il lavoro definitivo era pronto già da circa un anno, ma abbiamo scelto di pubblicarlo solo adesso per prenderci tutto il tempo necessario per la post produzione (proprio per essere certi di non imbatterci nei problemi che abbiamo avuto la prima volta), e anche perché ognuno dei componenti era coinvolto in altri progetti lavorativi. Le nuove (e definitive) fasi di registrazione, mixing e mastering sono state svolte in tre studi diversi, e il disco presenta un sound progressive metal, con venature symphonic, power, heavy, ma anche industrial. Scrivo questo commento perché uno dei caporedattori con cui fummo in contatto quando uscì questa recensione, ci disse che non ci sarebbero stati problemi per loro a far rivalutare l'opera nel caso fosse stata rielaborata; purtroppo però, pur avendo tentato di ricontattare lo staff di metallized.it già un anno fa, quando tutte le registrazioni erano concluse, nessuno ci ha mai risposto, nonostante la loro professionalità, quindi la nostra richiesta di una rivalutazione del nostro lavoro, (cosa che ci fu promessa dal caporedattore con cui avemmo uno scambio di mail) è caduta nel vuoto. Ci teniamo a specificare pertanto che questa recensione si riferisce ad una versione "primordiale" del nostro disco che non rispecchia l'entità e la qualità odierna del nostro prodotto (che tra l'altro non può nemmeno essere etichettato come "power", poiché già nella sua prima versione era molto più vicino al prog che al power). Nessuno dei caporedattori che abbiamo contattato già un anno fa ci ha degnati di una risposta, abbiamo chiesto loro svariate volte quantomeno di far aggiornare la pagina alla luce del fatto che il disco è stato riscritto e rielaborato, ma nulla. Comprendiamo che loro svolgono questo lavoro per passione e che non hanno il tempo di rispondere a tutti, quindi non ci aspettiamo ovviamente che ci rispondano ora, pertanto siccome dubitiamo che questa pagina verrà mai aggiornata, ci teniamo a fare alcune precisazioni. La recensione scritta in questa pagina si riferisce ad una versione demo del nostro album che fu disponibile per l'ascolto solo da Luglio a Settembre 2016, dopodiché tutto l'album fu rimosso per essere rielaborato e totalmente rivisitato, anche perché la qualità audio della prima versione (soprattutto dei file compressi) non era all'altezza delle nostre aspettative (come già accennato in precedenza, abbiamo dovuto anche sostenere un'azione legale contro il tecnico al quale ci rivolgemmo la prima volta per la registrazione, per fortuna la spuntammo noi),quindi in quel periodo utilizzammo quella registrazione solo come una demo; Il nostro album "Singing With The Moon", uscito ufficialmente il 13/5/2019, è un disco progressive metal, e come tale va etichettato, e presenta anche elementi che richiamano ad altri sottogeneri del metal, ma sempre di un disco progressive metal si tratta, considerando gli argomenti di cui tratta o le peculiarità tecniche e stilistiche che caratterizzano l'opera completa; La versione definitiva del disco presenta 11 brani, e non 12 come riportato in questa vecchia recensione; Tutti i brani sono stati interamente riscritti, modificati, rielaborati e registrati ex novo, così come tutte le tracce che compongono i brani, quindi tutte le chitarre, le voci, le tracce di basso, batteria, piano, eccetera, sono state registrate da capo in un nuovo studio. Ci farebbe piacere che questa pagina venisse aggiornata e che venisse almeno specificato che la recensione si riferisce ad una demo non più ascoltabile già da 3 anni, ormai, ma ci rendiamo conto che ciò non accadrà. Ringraziamo comunque l'autore della recensione per averci fatto notare gli errori che furono commessi durante il primo tentativo di produzione risalente a 3 anni fa, cosicché noi potessimo rielaborare l'opera al fine di ottenere un prodotto definitivo di buona qualità. Concludo quindi invitando tutti coloro che hanno avuto la pazienza di leggermi ad ascoltare quest' album che abbiamo prodotto, che è presente su tutti gli store e piattaforme di streaming. Se il prog metal rientra nei vostri gusti, se vi piacciono le band female fronted, e non disdegnate le sperimentazioni musicali, ci farebbe piacere se veniste ad
Iced Chuck
Venerdì 12 Maggio 2017, 3.47.11
7
Una proposta musicale interessantissima. Non condivido per niente quanto scritto dal recensore. Ho scoperto da poco questa band ascoltando il loro cd a casa di un amico, la cantante e il chitarrista hanno davvero gli attributi. Sarebbe bello sentirli suonare dal vivo. Tra l'altro ho letto che stanno registrando di nuovo l'album perché hanno avuto problemi col mastering, sicuramente una band da tenere d'occhio.
Giulio
Domenica 25 Settembre 2016, 14.29.49
6
Salve a tutti, sono Giulio, il chitarrista dei Rot Schimmel. Innanzi tutto ringrazio Dimitri Bergamini per la recensione, che non condivido, ma è la sua opinione e la rispetto. Del resto non si può piacere a tutti. Però ci tengo a dire una cosa a tutte le persone che leggeranno questa recensione con annessi commenti. Proprio dopo la pubblicazione di questa recensione, mi sono accorto che i file audio esportati con perdita di qualità (quindi in mp3) non suonano molto bene, su molti pezzi è possibile ascoltare un fastidioso clipping che tuttavia non si sente nei file WAV. Purtroppo per il mixing e il mastering mi sono affidato ad una persona, che pur avendo una buona reputazione, non ha svolto un buon lavoro, e questo tizio si è anche occupato di distribuire l'album a lavoro ultimato. Fidandomi ciecamente di questa persona, non ho verificato personalmente la qualità dei file audio anche in formati compressi dopo aver pagato e ringraziato. Pertanto, ho già inoltrato richiesta ai vari stores e piattaforme streaming di rimuovere l'album in mp3 così com 'è, in modo tale da effettuare un nuovo mixing e un nuovo mastering che supervisionerò personalmente, e che tengano conto in maniera migliore dell'ascolto delle tracce su tutti i tipi di diffusori audio possibili, soprattutto se le si vuole ascoltare in mp3, o comunque in un formato che abbia subito una compressione e quindi una perdita di qualità. Avendo usato durante la registrazione chitarre con pickup che avevano alto guadagno in uscita, evidentemente nei file compressati, risultano più evidenti alcuni errori occorsi nella fase di mastering. Quindi, tengo a dire a tutti coloro che leggeranno la recensione e saranno incuriositi dal voler ascoltare l'album, di non farlo assolutamente in mp3 (in questo periodo), anche perché nel giro di pochi giorni o al massimo qualche settimana, esso non sarà più fruibile così com'è ora in mp3 sui vari stores o sulle piattaforme di streaming, ma per il momento, sarà disponibile solo su CD. Avendo notato dai commenti, che i giudizi positivi e dettagliati mi sono stati scritti da persone che hanno ascoltato l'album in CD e non in mp3, mi sono affrettato a prendere questa decisione. Anche perché con tutta probabilità chi ha ascoltato l'album e ha espresso un parere positivo qui nei commenti si è preso la briga di ascoltare l'album dall'inizio alla fine e l'ha fatto su CD, non limitandosi ad ascoltarlo per due minuti su Spotify in mp3. Entro l'autunno o al massimo per l'inizio dell'anno nuovo risolverò questo problema e ridistribuirò l'album ovunque in mp3, dopo essermi accertato che il mixing e il mastering vengano fatti per bene anche per quanto riguarda le tracce in mp3, per fare in modo che l'audio sia piacevole all'ascolto anche per i file convertiti. Per chi volesse ascoltarlo comunque adesso, c'è da fare una piccola premessa. Non aspettatevi un power metal classico con la batteria in controtempo per sei minuti consecutivi. Chi ha scritto la recensione ha ragione quando dice che forse avrei fatto meglio a classificarmi come "prog", seppur siano presenti nell'album comunque alcune ballads. Principalmente, abbiamo deciso di sperimentare un pò, soprattutto in alcuni pezzi. Al momento in cui scrivo vedo che sotto la recensione sono presenti 5 voti di utenti che attribuiscono una media di 69.2 , e questo mi fa piacere, perché vuol dire che comunque chi ha ascoltato a fondo l'album alla fine l'ha apprezzato. Mi dispiace per il fastidio provato da chi ha tentato di ascoltarlo in mp3, come ripeto, risolverò il problema al più presto. Spero vivamente che chi ascolterà possa farlo con attenzione e imparzialità. Auguro una buona giornata a tutti voi.
Burning Eye
Sabato 24 Settembre 2016, 21.12.51
5
Interessante se domani mi ricordo lo ascolto.
Till
Sabato 24 Settembre 2016, 20.31.59
4
io ci ho trovato elementi ambient molto interessanti, per non parlare degli assoli e della voce della cantante. Il sound in alcuni pezzi è migliore che in altri, secondo me ci sono state difficoltà nel mastering. I pezzi però mi sono piaciuti tutti
dura verità
Sabato 24 Settembre 2016, 19.10.49
3
Questo disco è nemico del click, suona orribilmente e clippa costantemente, il voto assegnato è anche troppo.
CloudFF7
Sabato 24 Settembre 2016, 16.40.12
2
Mi vedo costretto a spendere due parole perché mi trovo in totale disaccordo con quanto scritto in questa recensione. L'album dei Rot Schimmel è secondo me davvero molto valido, certo è molto articolato, ma questo fattore in particolare è proprio il suo punto di forza. I brani sono davvero molto vari, e anche in quei pezzi che sembrano avere più la forma di classiche ballate power metal, sono presenti stacchi di batteria o lick chitarristici che donano davvero tanto colore e varietà al pezzo.Ed è proprio la varietà di quest' album che mi ha colpito profondamente. L'opening track mi ha catturato ad esempio per i suoi elementi power, le sue battute in 7/4 all'inizio del brano, le scale arabe, gli effetti ambient, per il testo che parla di un argomento non propriamente convenzionale. La cantante inoltre ha una voce stupenda, e canta benissimo sia in voce lirica che in registro vocale più basso. Non so, ha quasi una voce nera, molto profonda. Sicuramente fuori dall'ordinario. Gli assoli in tutti i pezzi sono tutti uno spettacolo, mai banali, mai scontati (i miei preferiti sono gli assoli di "Singing With the Moon" e "Silence"), era dai primi Sonata Arctica che non ascoltavo assoli del genere. Si sente che il chitarrista sa il fatto suo. Ma anche dal punto di vista teorico, essendo musicista, mi rendo conto di quanto siano validi i brani presenti in questo disco, non perché siano complessi, ma perché ogni cambio di tonalità è sempre azzeccato, le armonizzazioni calzano sempre a pennello, e via dicendo. Non so se ho preferito più le ballad tipo Singing With The Moon, o i pezzi più potenti tipo Evil Punisher. In ogni caso, mi sono sentito trasportato nell'ascolto di ogni pezzo. Un'altra cosa che mi è piaciuta tanto sono stati i testi. Davvero poetici e significativi. Ho adorato il dualismo in "Lullaby", la rabbia in "Revenge", per non parlare poi di "Nel Buio Del Silenzio". "Nel Buio Del Silenzio non può esservi la pace troppe voci ridono e un'ombra sola tace". Che dire? Poesia pura. Abbiamo gente in Italia che fa album del genere e voi me li affossate così mettendogli 55? Certo, il sound poteva essere migliore, il disco forse a tratti è un pò troppo sperimentale per essere definito "power", ma santo iddio,era da anni che un disco non mi prendeva in questo modo. E poi non mi pare che il gruppo si sia mai definito "power metal classico". Non so, la recensione mi sembra quantomeno superficiale, o forse chi l'ha scritta non ha abbastanza conoscenze in teoria musicale per poterlo giudicare come si deve. Io gli avrei messo come minimo 80.
Iron Darkness
Venerdì 23 Settembre 2016, 18.05.43
1
Sinceramente, la recensione mi sembra totalmente ingiusta. Ho avuto modo di vedere questa band dal vivo, e devo dire che spaccano di brutto. Ho acquistato l'album, e l'ho ascoltato tutto d'un fiato, e mi ha impressionato dall'inizio alla fine. La cantante è potente, tecnica, e emotiva, e le chitarre sono incredibilmente toccanti, quasi tutti gli assoli sono decisamente mind-blowing. Giudicato pesante dal recensore, io lo giudicherei semplicemente "per veri intenditori". L'album infatti ha una mood molto intellettuale, come dimostrano i testi profondi e ricchi di significato. Insomma, una musica che non è per tutti. La band si è definita "power metal sperimentale" ma dichiara comunque di non rifarsi ad un genere preciso, il recensore l'ha definita "prog". Io la definisco semplicemente Musica, creativa e slegata da qualsiasi vincolo, dogma o regola. L'unica critica che mi sento di muovere a questo disco sta nella post produzione, forse come scritto anche dal recensore, il gruppo ha trovato qualche difficoltà a far amalgamare i suoni data la registrazione di vari strumenti in sedi diverse. Ma dal punto di vista compositivo, soprattutto per quanto riguarda alcuni pezzi, a mio parere questo è un album davvero impressionante.
INFORMAZIONI
2016
Autoprodotto
Power
Tracklist
1. Arabian Aenigma
2. Why Don't You
3. Let Me Grow(L)
4. Still Waiting
5. Revenge
6. Legend
7. Silence
8. Singing With he Moon
9. Lullaby
10. Evil Punisher
11. Nel Buio del Silenzio
12. Notte Oscura
Line Up
Gina Pitarella (Voce)
Giulio Flavio Stile (Chitarra, Basso, Tasitiere)
Gianluca Lo Schiavo (Basso)
Hidetoshi Nofumo (Batteria)
 
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