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Necrot - The Labyrinth
22/09/2016
( 411 letture )
Ci sono due statunitensi e un italiano.
Incipit da barzelletta, forse, ma il trio death/crust Necrot è esattamente composto così: con due scavezzacolli statunitensi in erba e un italiano già ben rodato nell'ambiente: Luca Indrio, che ha avuto modo di far girare il suo nome nell'ambiente delle nuove leve del death metal, formando gruppi, forse più noti, come Acephalix e Vastum, tutti ben ancorati alla scuola death metal a tinte crust punk la cui genesi proviene direttamente dai soliti svedesi, ma anche Bolt Thrower e in special modo dallo storico debut in cui punk e grind erano ancora ben presenti.
I Necrot, dunque, si formano nel 2011, anno in cui si sciolsero gli Acephalix (poi riuniti nel 2015) e la salsa è la stessa, forse rinunciano un pochino al lato più punk della carriera di Luca, preferendo un death metal più cupo e avvicinandosi agli Undergang, ma il punk affiora comunque in maniera pressoché costante, ma più marginale rispetto agli Acephalix. Producono qualche demo nei primi anni di vita, giungendo infine in questo 2016 con una compilation di tutte le tracce dei precedenti demo. Non molto originale come cosa, però è comunque un modo per far girare il proprio materiale uniformato in un'unica uscita e si spera che prima o poi arrivino anche al primo full length perché i ragazzi sono in gamba nonostante sappia tutto di già sentito, ma la cosa è abbastanza normale, in fondo il genere ha prodotto negli anni talmente tanta musica di qualità che per forza di cose si tende ad ispirarsi a qualcuno e apportado delle strutture alle canzoni simili a ciò che è stato, il quale non guasta affatto se viene fatto in modo intelligente e senza scendere nella banalità da cover band o pseudo tali.

Comunque sia, The Labyrinth è, come dicevo, un disco composto da tutte le canzoni finora pubblicate con un mastering rinnovato e ad opera di Dan Randall - meglio conosciuto per aver militato nei Ghoul da Splatterthrash al 2014 - e si apre con la stessa opener track del primo ed omonimo demo. Infatti, l'ordine delle canzoni è esattamente rispettato in base alle pubblicazioni precedenti, per un totale di circa mezzora di chitarre ribassate e suoni abbastanza fedeli al classico, seppur con qualche modernità del tutto normale per il 2016, ma che non infastidisce chi magari è più rivolto ai suoni della vecchia guardia.
Con scorrevolezza le canzoni si susseguono, tuttavia il mastering migliore fa emergere alcune pecche che si riscontrano soprattutto nella batteria e, nello specifico, la canzone in cui più risaltano questi difetti è Scattered, verso la metà della traccia dà la sensazione che il batterista non riesca a stare troppo al passo degli altri. D'accordo suonare musica estrema e senza preoccuparsi del dettaglio, però una maggiore accortezza per le future registrazioni sarebbe gradita anche per fare quel passo verso una maggiore professionalità che merita un gruppo ormai ben avviato.

Trovo piacevole l'assolo di chitarra sul finire della successiva Rebirth in Chaos la cui armonia ricorda un pizzico gli assoli dei vecchi e cari Morbid Angel, questo assolo spezza bene le ritmiche aggressive della traccia che riprendono subito dopo e grazie a questo assolo più orecchiabile, la ripresa, risulta più violenta.
The Abyss è la traccia conclusiva, nessuna nota particolare nella struttura, pezzo piacevole che non presenta grosse pecche, se non sempre l'andare un po' fuori tempo del batterista, ma grossomodo risulta una buona canzone conclusiva, soprattutto per il riffing perpetuo che va scemando verso la fine, un pizzico di perdizione che ci sta sempre bene.
I Necrot, quindi, sono pronti per il grande passo verso il full length, tuttavia è bene aggiustare qualche pecca di natura tecnica elementare, ma le premesse per un buon lavoro ci sono tutte.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2016
Tankcrimes Records
Death
Tracklist
1. Consume Control
2. Contagious Pain
3. Into the Labyrinth
4. The End
5. Cycles of Pain
6. Scattered
7. Rebirth in Chaos
8. The Abyss
Line Up
Luca Indrio (Voce, Chitarra, Basso)
Sonny Reinhardt (Chitarra)
Chad Gailey (Batteria)
 
RECENSIONI
70
 
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