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Unalei - Taedium Vitae
27/09/2016
( 953 letture )
“Noi che non abbiamo un Dio
Una volta spirati
ci culliamo in un giorno nel prato
da rivivere all'infinito”


Dopo il promettente EP A Sua Immagine, il musicista romano Federico Sanna ha finalmente tagliato il traguardo del primo full-length con i suoi Unalei.
Momento a cui è arrivato dimostrando una maturità sorprendente per la sua giovane età, confezionando il qui presente Taedium Vitae.
Otto tracce che Federico ha composto in autonomia e ha anche inciso occupandosi di tutti gli strumenti (tranne il basso suonato dal bravo Federico Petitto), approccio non facile da gestire perché si trattava ovviamente di mantenere un livello accettabile con tutti gli strumenti e nel contempo lavorare anche sulla prestazione vocale, che già in A Sua Immagine appariva promettente. Di contro ovviamente il controllo sugli arrangiamenti è così totale e ciò a permesso al musicista romano di ricreare la sua idea senza eccessive influenze esterne.

Il risultato è un disco cantato in italiano classificabile come post-metal (sempre che conti qualcosa assimilarlo ad un filone preciso), che parte da una base gothic (a fungere da riferimento sembrano i Novembre) per ibridarlo con elementi progressive (nella scelta dei suoni e in alcune partiture ritmiche ed incastri vocali) e per l'appunto post metal nell'alternanza tra parti più atmosferiche ed intime e le sfuriate (usate invero con parsimonia), che ogni tanto premono sull'acceleratore dei brani per rendere i momenti più rabbiosi di testi che appaiono curati davvero in modo maniacale.

Le chitarre vengono usate a 360 gradi, passando tra riffing più solidi e monolitici e momenti quasi in tremolo picking (nelle citate sfuriate), fino ad arpeggi soavi in clean, strumming ad accordi pieni con la chitarra acustica ed arpeggi ed assoli curatissimi e melodicamente molto ispirati (notevole anche quello del guest Alfonso Corace in La Bellezza Inedita). Melodicamente rilevanti anche l'apporto delle tastiere, che per quanto sicuramente meno presenti delle chitarre risultano comunque fondamentali nel sintetizzare archi soavi (Sei Sveglia?) o nell'impostare parti di pianoforte minimali, ma perfettamente contestualizzate nell'architettura delle canzoni (Miserella).
La batteria, con tutta probabilità lo strumento più difficile da gestire, è utilizzata in modo camaleontico, specie dal momento che deve saper accompagnare i momenti atmosferici senza coprire gli intrecci melodici, ma essere pronta ad accelerare nelle fasi estreme Perfetto esempio ne è la canzone Salve Regina, in cui si passa da leggerissimi giri di timpano a tirate di doppia cassa serratissime, blast beat e addirittura attraverso momenti accompagnati da beat elettronici.
Il basso di Federico Petitto è invece forse lo strumento che aggiunge il maggiore tocco prog, con linee molto complesse che spesso spiccano prepotentemente sopra le chitarre, con un suono ora rotondo ora sferragliante, che conferisce ulteriore personalità e fornisce davvero una marcia in più a praticamente tutte le tracce di Taedium Vitae.
Molto c'è da dire sulla prova vocale di Federico: ci troviamo di fronte ad un ragazzo in grado di ben controllare la sua voce, dotato di un timbro vagamente etereo davvero molto particolare (ovviamente quando canta in pulito). Non è autore di chissà quali acrobazie tecniche, le linee che imposta si muovono senza scossoni all'interno di un range discreto, ma è l'interpretazione dei suoi bei testi a fare la differenza, sia nell'intensità con cui li approccia e sia nell'attenzione che dà alle sovra-incisioni con mille sfumature diverse (dal narrato alle parti armonizzate), onesto anche il ruvido screaming con cui accentua le parti più pesanti, che usato nei momenti giusti fa letteralmente “esplodere” diversi pezzi.

A differenza di quanto capita fin troppo spesso con dischi di questo tipo, anche la produzione è stata gestita in maniera professionale, con un sound sicuramente non patinato, ma che risulta perfettamente coerente con lo stile proposto (almeno per quanto riguarda i suoni dei singoli strumenti), chiaramente il tutto tende -leggermente- ad impastarsi nei momenti più saturi (in genere quasi sempre le parti più estreme), ma è anche normale che capiti. Inoltre è molto apprezzabile lo spazio concesso al basso di Federico Petitto (cosa non sempre scontata nei mixaggi) perché ha potuto valorizzare una prova tecnica davvero molto rilevante.

Taedium Vitae è uno di quei lampi provenienti dall'underground che lasciano ben sperare per il futuro della scena italiana. Non perché ci si convinca -utopicamente- che gli Unalei possano uscire da una nicchia ben definita di ascoltatori e raggiungere un pubblico più ampio. Ma perché dimostrano cosa può diventare la musica nel momento in cui artista riversa in essa tutto sé stesso: un canale diretto di trasmissione di emozioni e sensazioni.
Fa quasi strano usare questi termini visto il loro abuso in tempi in cui qualunque bella vocina può comparire su uno schermo televisivo e sentirsi dire da mestieranti lautamente stipendiati quante “emozioni” la loro voce abbia suscitato. Taedium Vitae però è questo, la sincera descrizione del movimento oscillatorio di quel pendolo tra noia e dolore che è la vita umana (rubando la celebre massima di Schopenhauer). Un andamento negativo di cui non ci è dato saper la fine o la via d'uscita, ma che se cristallizzato in questa (o altre) forme può fornirci un punto di osservazione “esterno”, da cui è più facile ripartire per aiutare noi stessi.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
85.5 su 4 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2016
Club Inferno Ent.
Post Metal
Tracklist
1. Aporia
2. Belyje Noči
3. Primo Reincontro Nell'Epoca Moderna
4. Salve Regina
5. Miserella
6. La Vuelta Estéril
7. La Bellezza Inedita
8. Sei Sveglia?
Line Up
Federico Sanna (Voce, Chitarra, Tastiera, Batteria)

Musicisti Ospiti:
Federico Petitto (Basso)
Ana Vega Escarpa (Voce in traccia 6)
Alfonso “Fò” Corace (Chitarra in traccia 7)
 
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