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Skalmold - Vögguvísur Yggdrasils
30/09/2016
( 2094 letture )
In questo fine settembre colmo di nuove uscite, viene portato alle stampe anche il quarto capitolo in casa Skálmöld, band islandese fondata nel 2009 e militante sotto la Napalm Records dal 2011. “Skálmöld” nella mitologia norrena rappresenta “l’etŕ delle spade”, periodo colmo di cattiveria e violenza attraverso il quale l’umanitŕ sarŕ costretta a passare prima dell’avvento del Ragnarök, fine del mondo annunciata dalla profezia di Völuspá. Con queste premesse, č giŕ quindi intuibile che il sestetto di Reykjavík ci regalerŕ ancora una volta un album che trae ispirazione dalla mitologia norrena, tema ormai fulcro di svariate formazioni del Nord Europa. Gli Skálmöld questa volta scelgono come protagonista delle loro liriche l’Yggdrasill, andando a comporre nove tracce dedicate ognuna ad uno dei mondi che compongono l’Albero Cosmico, intitolando la release semplicemente come “ninna-nanne dell’Yggdrasill”. Rispetto alle produzioni precedenti, la formazione nordica ci presenta un lavoro a tratti piů versatile e meno distaccato, andando a pizzicare le corde piů profonde del nostro animo attraverso atmosfere evocative e non, dando l’impressione che il gruppo stia maturando col corso degli anni, soprattutto in alcune delle loro composizioni. Tuttavia, per meglio comprendere questo Vögguvísur Yggdrasils conviene presentare ognuna di queste “lullabies”, cantate rigorosamente e non a sorpresa in islandese, singolarmente.

L’opener Múspell da inizio all’album tenendo fin da i primi secondi dei ritmi alti grazie alla doppia cassa del puntuale Jón Geir Jóhannsson, accompagnata da riff minimalisti che vanno a perdersi nelle strofe, ai quali vanno ad aggiungersi tre linee vocali (growl, clean e scream) che, assieme ai successivi passaggi di tastiera, rendono alla fin fine il brano piacevole. La successiva e cadenzata Niflheimur non colpisce in maniera particolare l’ascoltatore, rimanendo su un livello inaspettatamente semplice, nonostante una discreta chitarra solista. Tuttavia, la release svolta di molto giŕ durante l’intro di Niđavellir, brano decisamente piů folk, accompagnato anche in questo caso dalla doppia cassa. La traccia in questione porta infatti una ventata di aria fresca ed energia nuova, grazie alle sue atmosfere catchy che non potranno non piacere. Sempre molto apprezzabile ed accattivante si rivela essere la successiva Miđgarđur, la quale fa perno su un ottimo assolo power e sui cori, sempre piů presenti. Dopo una Útgarđur piuttosto spenta rispetto alle precedenti, le sei corde che si prendono carico di Álfheimur e Ásgarđur, facendoci dimenticare alla svelta il tutto grazie ad un riffing lungo e pacato che introduce il primo brano, caratterizzato da cori sopraffini, e alla voce pulita -che continua ad alternarsi durante tutto il full-length con scream e growl- con cui viene narrato il secondo, nel quale non manca la prima vera e propria sfuriata dietro le pelli. In seguito, dopo una Helheimur, traccia piů corta di tutta la realease, durante la quale i nostri abbassano drasticamente il tiro, Vögguvísur Yggdrasils si chiude con la canonica canzone da oltre nove minuti, intitolata in questo caso Vanaheimur, che risulta la migliore dell’intero lotto. A comandare in questo caso sono le tastiere di Gunnar Ben, capaci di far risultare il brano molto evocativo, mentre, a completare la composizione, si aggiungono ancora una volta i tre stili di voci e i cori, ma anche un interessante lavoro alla batteria, in grado di rallentare verso metŕ traccia, lasciando cosě spazio ad una pausa atmosferica.

Vögguvísur Yggdrasils risulta quindi una fatica compiuta a dovere, nonostante qualche passaggio non proprio riuscito e a tratti ripetitivo, capace di soddisfare un ampia fetta di pubblico, dai fan della band di vecchia data, fino agli ascoltatori di folk e viking metal dai gusti piů esigenti, ai quali, nell’edizione in digipack, vengono inoltre offerti quattro ulteriori brani live e quattro cover, che sanno spaziare tra i simpatici Alestorm ai famosi Finntroll, fino ad omaggiare un’altra formazione tra le piů popolari dell’isola di ghiaccio, i Sigur Rós.



VOTO RECENSORE
73
VOTO LETTORI
88.25 su 8 voti [ VOTA]
DeathPriest
Sabato 31 Marzo 2018, 0.33.30
5
Io ho votato 95. Quest'album, con quelle atmosfere quasi natalizie e quei testi profondi che raccontano storie della tradizione nordica riesce quasi a commuovermi. Neanche fossi particolarmente emotivo. Poi secondo me le tracce scorrono una dietro l'altra, perfettamente, data la somiglianza sonora tra i pezzi.
Il Marchese Del Grillo
Mercoledě 5 Ottobre 2016, 17.20.21
4
Metal shock grazie della dritta, vado a cercarmi il concerto su ytube!
Doomale
Martedě 4 Ottobre 2016, 13.29.38
3
Io ho il precedente che non era male come album...pero' l'ho ascoltato davvero poco...Non mi ha mai invitato piu di tanto a rifarlo. Loro sono bravi...pero' generalmente preferisco un genere piu' "freddo", non so' se mi spiego..penso di no..😁. Comunque se trovo il tempo tra mille cd e nuove uscite che devo ancora ascoltare...verra' anche il suo turno...spero.
Metal Shock
Martedě 4 Ottobre 2016, 4.20.32
2
Purtroppo non riesco tanto ad apprezzare la band per l`uso della voce che proprio non mi va giu`, ma per curiosita ho cercato qualcosa di loro s Youtube e ho trovato un loro concerto con l`orchestra classica dell`Islanda: assolutamnte fantastico!! Ascoltatevi Kvaonin, mi sembra questo il titolo, una versione incredibile. Quasi quasi vedo di trovarmi questo concerto in Dvd.
il Marchese Del Grillo
Venerdě 30 Settembre 2016, 19.42.25
1
Non l'ho ancora ascoltato. Med Vaettum mi č piaciuto molto quindi le mie aspettative sono alte.
INFORMAZIONI
2016
Napalm Records
Viking
Tracklist
1. Múspell
2. Niflheimur
3. Niđavellir
4. Miđgarđur
5. Útgarđur
6. Álfheimur
7. Ásgarđur
8. Helheimur
9. Vanaheimur
Line Up
Björgvin Sigurđsson (Voce, Chitarra)
Baldur Ragnarsson (Voce, Chitarra)
Ţráinn Árni Baldvinsson (Voce, Chitarra)
Gunnar Ben (Tastiera, Oboe, Voce)
Snćbjörn Ragnarsson (Basso, Voce)
Jón Geir Jóhannsson (Batteria, Voce)
 
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