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Devin Townsend Project - Transcendence
02/10/2016
( 5648 letture )
Time is a human construct... and you were below the waves.

Con apparente calma e particolare attenzione per la meticolosa scelta e orario di ascolto dell'opera, posiziono il cd nel lettore e cerco di dimenticare ogni cosa. Tabula rasa, azzerare oneri e doveri e cancellare il soggiogante Mister Big Time, sempre pronto a colpirci alle spalle, senza avvertire e -soprattutto- senza pudore. Ma non questa volta, penso ripetutamente mentre mi accingo a premere il tasto play. Non questa volta.

La trascendenza ha il compito di passare oltre, superare la soglia e guardare avanti senza dimenticare il passato. Il che vuol dire che, per superare gli ostacoli quotidiani, dobbiamo in qualche modo fare tesoro di tutte le gioie, dolori, difficoltà e momenti particolari vissuti in un determinato periodo. Passato – Futuro, in un ponte di magia adita alla scienza inter-spaziale, connubio peccaminoso e binomio scoordinato. Il ponte di Einstein-Rosen coadiuvato da celestiali storie antiche come la creazione del Cosmo. Ma, si sa, a Devin Townsend non sono mai piaciute le strade di facile percorrenza, se non le piovose statali secondarie del Canada, vera fonte di ispirazione per il mastermind del DTP , qui impegnato nella fatica numero 8: numero importante, secco ed esplosivo, numero che incanta e stabilisce nuovi record.

Transcendence è l'ennesimo articolato caso di bellezza sonora partorita dalla celebre e stratificata mente musicale del prodigio di Vancouver, con una marcia nascosta in più che dona una nuova, brillante veste policroma. Rara intelligenza sonora commistionata al gustoso peccato dell'autocitazionismo d'autore (vd. Truth), poesia cristallina e immediata (From the Heart ) e super cavalcate spensierate (Offer Your Light). C'è di tutto e di più in questo nuovo parto discografico, ma attenzione a non fare confusione leggendo queste righe: l'album scorre via come un ruscello di alta montagna, libero da vincoli e immerso nella bellezza naturale che lo circonda. Il percorso però è decisamente tracciato e segue una precisa evoluzione sonora e concettuale: non ci sono sbalzi di umore improvvisi, quanto più un impalpabile flusso di Musica.

Play e le prime note di Truth ci catapultano nel 1998, periodo in cui usciva il ''Broadway-metal'' di Infinity, tra bipolarismi ed entità aliene, power pop e progressive metal complesso. La nuova edizione, vestita ad-hoc per il 2016, è quanto di più elegante e ricco di pathos si possa immaginare. Una opener che fu già apripista quasi vent'anni fa. I remake musicali sono solitamente difficili da ri-contestualizzare, ma in questo caso -così come in passato accadde per Kingdom e Hyperdrive- siamo animati da una dimensione differente, ricchissima di dettagli, armata di potenza deflagrante e stratosferico impianto sonoro. Pochi cambi rispetto alla precedente, se non gli arpeggi iniziali e alcune linee vocali, qui interamente rifatte dal trio femminile costituito da Anneke Van Giersbergen , Ché Aimee Dorval e Katrina Natale, ospiti di lusso in questo ottavo giro di giostra.

Hello . . . IT'S BACK!!!

Già, è tornato ancora una volta per polarizzarci e connetterci con la sua musica. Tempo zero e una cascata di iridescente polvere di stelle ci sommerge trasformando la notte in un iper-cubo di luce artificiale, bluastra e immensa. Uno schiocco di dita, uno switch atomico: luce viva. Sono trigger pirotecnici ad alta funzionalità -pensiamo- prima che la raffinatezza disarmante di Stormbending ci investa senza ritegno e colpa, in un brodo primordiale costituito da influenze del passato risalenti all'indimenticabile Accelerated Evolution (2003), primo embrione di caccia per il fertile terreno del DTP che spunterà fuori solo sei anni dopo, con la formazione quasi invariata, ma con un carico di esperienza , musica ed emotività ben superiore. Evoluzione accelerata.
Proprio di vita ed esperienze si parla in questo nuovo tassello del progetto, senza mai banalizzare il tutto e, anzi, cercando sempre nuove metafore da utilizzare per aumentare il range espressivo a dismisura. Spazio, vita, morte e soprattutto Amore. Tutte parole singole, fondamentali e di utilizzo quotidiano: domande, infine, che ci poniamo spesso, spessissimo, in un cammino che pensiamo essere infinito e che porta con sé centinaia di cambiamenti, avventure, delusioni e trascendenze.

I remember... Those rainy days in Chinatown!

Notti piovose e cupe riflessioni dal passato. Ombre e frecce che collimano e spesso ci fanno vibrare la notte, in solitaria quiete e inequivocabile solitudine. Siamo esseri anomali e per giunta imperfetti, motorizzati da uno spirito di sopravvivenza e combattimento notevole, immutato e immutabile nel tempo. È la natura delle cose, spesso più grande di noi tutti, a decifrare alcuni momenti importanti. Il destino ci guida nelle scelte fantasma, mentre noi ascoltiamo con una percezione aumentata la storica bellezza di Stormbending, candidata a essere/diventare una delle canzoni più belle del Dev-catalogo, sospesa tra la rovina terrestre e la fragorosa (e nel contempo silente) immensità spaziale.
Palle curve e concetti agli antipodi che vengono sciorinati con una semplicità e una calma esecutiva disarmante. La bellezza che si trasforma in heavy metal moderno, con la tradizione sempre dietro l'angolo e la curiosità di osare senza disdegnare il richiamo delle radici. Fiato, il cielo è grigio prima che un doppio assolo introduca la seconda stanza della canzone: tapping di Dave Young (sempre egregio in ogni veste , strumento o compito) e poi riverberi e ondate laser di Townsend, che si prodiga in un mellifluo ed espressivo solo, breve ma con picchi altissimi. La canzone prende il volo e diventa nuda epicità prog e, prima ancora di poter renderci conto che fuori la pioggia è aumentata, le note cangianti, soffici ed heavy di Failure irrompono nella stanza, trasformandoci le mani in atomici prodigi di air-guitar, con gestualità esasperata e smorfie di rito. Traccia 3 rimbalzante e sinuosa, come una sinfonia di archi distorta e profonda. Il significato di Failure è totalmente soggettivo e nascosto: il fallimento, il pensiero celato dentro ognuno di noi. Paura di sbagliare, fallire al cospetto di occhi amici e orecchie indiscrete. Vita, come dicevamo. E mentre la nostra memoria a lungo termine battaglia i ricordi freschi facendoci pensare a una Deadhead parte II, un altro virtuosismo alle sei corde ci sbatte a terra, sul tappeto della nostra superficialità. Steve Vai ha inevitabilmente influenzato il tocco liquido di Devin, e in questo lungo passaggio strumentale la sua influenza si palesa magistralmente, andando a riprendere le parentesi atmosferico-pirotecniche di Terria senza plagiarsi e senza sconfinare nell'aberrante già sentito. Semplicemente eccelsa la sezione ritmica, come sempre a cura di Brian Waddell (solidissimo) e dell'eccezionale talento di Ryan Van Poederooyen, batterista fra i migliori nel genere, che si concede gustosi stacchi in doppia-cassa e dinamiche rullate alla Peart sul finale del brano, quasi interamente strumentale e potenziato a dovere da letali partiture orchestrali.

Quindici minuti e siamo già impazziti e bramosi. La produzione, ad opera di un grandissimo Adam ''Nolly'' Getgood, produttore, ingegnere del suono, tecnico, nonché bassista dei Periphery è pienissima e levigata, profonda e per nulla artefatta. I richiami alla sua band-madre si sentono solamente nelle parti orchestrali e sopra le righe della succitata Failure, mentre per il resto il suo compito è encomiabile. Un lavoro duttile e per nulla facile di stratificazione e compartimentazione secondo le regole sonore di Townsend e della sua affiatata squadra. Maniacale precisione, vero, ma anche lavoro di gruppo. Per la prima volta dopo tanti anni, infatti, il mastermind ha deciso di rendere partecipi tutti i membri del progetto, rendendo -di fatto- Transcendence un album eccelso sotto ogni punto di vista, dalla varietà alla scrittura, dalla stesura dei brani alle melodie, passando per i registri vocali e le chitarre. Un lavoro meticoloso e puntiglioso, senza dubbio, che trova il suo open-space nella collaborazione di cinque menti che si conoscono da quasi quindici anni. Idee che nascono da strascichi temporali, magari, oppure nuovissime fiamme argentee. Chi può dirlo? Coesione anzitutto, con le esemplificazioni strutturali del traballante ma piacevole Sky Blue (2014) che fanno capolino solo nella canonicamente bella Stars, brano-singolo semplice ed efficace, giocato su una strofa in semi-acustico e un ficcante refrain azzurrato. Un brano che si accosta alle vele piumate di una ballad senza mai stupire, ma andando a riprendere quel concetto di perfezione strutturale (strofa-ritornello) sperimentato nel precedente album, migliorandone la resa, la musica in se e persino le parole.

I can see you in the stars tonight , lost in love and light... Hear this call.

Il brano, originariamente composto in diretta per il programma Toontrack, è figlio della prima versione, un one-take datato 2015 e ancora disponibile in rete. La nuova versione è, possiamo dire, più ragionata e complessa nella sua architrave ritmica, con un bridge leggermente meno solenne e più votato al progressive tout-court. Un senso di logica magia spaziale ci pervade durante i suoi 4 minuti e 17 secondi, mentre pensiamo a cosa potrebbe aspettarci dietro l'angolo. Il puzzle è in fase costruttiva, e così compare la title-track Transcendence per ammaliarci sempre di più. Elevato tasso di pomposità, barocchismi orchestrali e un portentoso Townsend che scandisce con sacro furore ogni singola parola, in una ritmata marcia di trionfante bellezza scenica. Ma dove siamo arrivati? Cosa ci ha portato fin qui? I passaggi di Failure, i richiami al passato di Stormbending, forse? Come potremmo dimenticarci delle chicche più espressive del lotto? Quella doppietta posta a metà ascolto che risponde al nome di Secret Sciences e Higher, doppia-arma a quadruplo-taglio per un totale di 18 minuti di perfezione musicale. Il primo prog-marchio è indubbiamente più canonicamente legato alla vecchia produzione del leader, con la sua struttura dilatata e ondulata, chitarre ricche di layers e le melodie stratificate. È storia vera, almeno fino al ritornello, incredibilmente espressivo e dalle potenzialità sovra-umane:

Let it go, anyway, let it be a part of yesterday. Let it go, anyway, let be a part of nothing. Let it go, anyway, we shall be a part of loving this.

La porzione ritmica ci spinge in avanti adagiandoci su una nuvola di scenico visibilio e tripudio totale, mentre la nostra voglia di gridare al capolavoro viene alimentata dal bridge, perfettamente incastonato nella sovra-struttura, dove i demoni cercano di risalire la china per saltar fuori e aggredirci. Sono gli specchi passati, vermi della Terra e voglia di strafare. Bisogna trascendere, e così:

Keep your spirits high and your demons low. They're not dead, they're only sleeping... So keep your voice down.

Pensiamo di aver sentito tutto, di essere felici e di aver appreso le tematiche di Transcendence, ma la successiva ed energetica quanto cerebrale Higher ci fa deragliare. Niente più sospiri e trattenute, quanto più un mare immerso nel mare: matrioska dipinta a mano con colori vividi, tutti da scoprire e comprendere nei dieci minuti di musica. Una suite vera e propria? Non proprio, quanto più un viaggio extra che il DTP ci concede per non farci rifiatare. È un sadico regalo nel mezzo del cammino, un arpeggio soffocato da una colata lavica, figlia minore della grandeur che caratterizzava l'emblematica Grace (da Epicloud), con le sue infinite poli-voci ad accompagnare il destrutturato refrain guidato dal portentoso riff groovy e la batteria marziale. C'è solennità spirituale, in un senso di elevazione mistica irrazionale. Movenze dettate dall'attrazione planetaria, non dalla ragione. Questo brano ci porta in alto, nella Stratosfera, per poi calarci in basso, al buio, in solitaria, tra pesanti riff di chitarra e bridge ai limiti del black sinfonico. L'elemento caotico qui è rappresentato dal fulcro stesso della composizione, che si eleva più volte per poi inasprirsi a metà, lasciando prologo ed epilogo liberi da sforzi extra. Un fiume in piena dove Fuoco, Terra, Acqua e Aria convivono con animo battagliero, sugli scudi ma rispettosi l'uno dell'altro. Ne viene fuori un ibrido progressivo di innata bellezza, che prende spunto dal passato per emergere brillantemente nel presente e, perché no, nel futuro.

Il centro di tutto e, nello specifico, di Transcendence è totalizzante nella sua meticolosa perfezione metallica. Non ci sono sbavature, non c'è noia, né cali di tensione. È un susseguirsi di sbalzi emotivi che giocano sulla stessa linea temporale. Se questo sarà effettivamente l'ultimo step/arco del marchio Devin Townsend Project, possiamo tranquillamente affermare di trovarci di fronte al punto più alto del percorso iniziato nel 2009 con il vibrante Ki e l'acclamato Addicted!. Un esempio? La riuscitissima Offer Your Light, up-tempo che strizza l'occhio al power metal con i suoi ritmi sostenuti e l'alternanza vocale tra Devin e Anneke, nell'unico brano che la vede da protagonista. Un pezzo dinamicissimo, veloce e diretto, con un minutaggio sensibilmente inferiore e un interscambio chitarristico che, all'altezza del refrain, regala sensazioni classic metal da brividi, salvo poi inasprirsi nel finale corale dove il frontman graffia e la melodia diviene intenso dramma dispari. Un punto di rottura, un giro di boa, chiamatelo come volete, ma Offer Your Light che originariamente non doveva essere presente nell'album, si ritaglia non solo il suo posto in scaletta, ma anche uno spazio primario da ''bellezza nascosta'', incalzante dama di compagnia che, sulla tre-quarti, ci prepara all'atteso finale della storia.

Transcendence non è un concept album, ma è legato da un fil-rouge innegabilmente strutturato. La doppietta posta in chiusura non fa che sottolineare il concetto espresso fino ad ora. La prima analisi è rappresentata dal mid-tempo di From the Heart, lezione di metal seducente ed esotico, riflessivo nel suo ritornello cullante e nelle strofe ritmate, dove il buon DT esplora altre soluzioni e altri registri vocali. La melodia portante è figlia di una canzone yoga tradizionale, originariamente composta da Krishna Das. La peculiarità della composizione, oltre che ad avere un vibe distensivo/seduttivo, è il live-take finale, dove gustiamo la band in una vera e propria jam strumentale da studio, che allunga il brano di circa tre minuti, confezionandolo in modo originale e inaspettato. Improvvisazione al servizio della struttura stessa.

Just need one more to take this home now tonight , I've got no war to fuel the rage. Just need one more to take this home now , I've got no more to fear the pain … I love her.

Senza accorgercene è passata quasi un'ora. Un'ora preziosa. Il tempo è cambiato: la pioggia, prima timida poi intensa, ha lasciato spazio a un clima piacevolmente uggioso, con un cielo graziato da un arcobaleno e le strade lievemente bagnate. Il profilo della nostra città è ora autunnale e aperto alle influenze esterne. È un vivido germogliare nascosto dal pallido grigiore post-temporale. Il mal tempo che cura le ferite? Esiste, e si chiama Transcendence. Luci accese e titoli di coda, ma non affrettatevi a lasciare la sala, perché c'è tempo per l'attesa scena ''bonus'', che in questo ottavo capitolo del Project corrisponde al nome di Transdermal Celebration, cover dei connazionali Ween. La canzone ripercorre piuttosto fedelmente l'originale, calcando la mano sulle chitarre e sulla potenza vocale, ma lasciando intatta la forma e la sostanza, salvo poi dilatarsi sul finale, interamente percorso da un manto space-ambient, tipica closure delle ultime produzioni targate DTP.
Il giudizio definitivo non può che essere non solo ottimale, ma anche sopra la media. Al di la dei generi, al di la della musica facile, al di la delle mode e persino al di la del tempo. Sono quasi 25 anni che Townsend regala, in un modo o nell'altro, forti emozioni, grandi album, piccole sinfonie e capolavori della musica cosiddetta progressiva. Un altro passo in avanti verso lo status di leggenda, un altro passo in avanti per domare le vostre giornate di pioggia. Un altro passo in avanti, finché le parole saranno solo un lontano ricordo.

All we're offering is a chance to be loved.



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
84.80 su 41 voti [ VOTA]
All I Was
Venerdì 14 Settembre 2018, 20.14.12
58
Questo è un disco che dopo 2 anni e più di 40/50 ascolti dall'inizio alla fine (di cui 3 messi in loop di fila) rimani letteralmente a BOCCA APERTA per quanto è consistente, compatto e coeso. E' un disco che, contrariamente da quasi tutta la discografia di Devin, NON ha sperimentazioni. Tutto il disco, musicalmente parlando, si apre e si chiude seguendo due sole direzioni artistiche: - Cori - Arrangiamenti orchestrali Capisco benissimo i detrattori di questo disco che lo reputano troppo poco variegato e noioso tuttavia sul piano puramente musicale questo disco è PERFETTO. Disco senza sbavature, perfetto in ogni dettaglio ed EPICO! Un disco talmente pieno di suoni, di strumenti e di frequenze sonore che il cervello va in OVERDRIVE!
Shadowplay72
Venerdì 1 Dicembre 2017, 14.00.57
57
Anche per me devin townsend e' un grande.mi piacciono tutti i suoi progetti,primo fra tutti gli strapping young lad!
TheSkullBeneathTheSkin
Venerdì 1 Dicembre 2017, 13.54.40
56
Adoro Devin, per me è una one-man-band senza paragoni... però... questo album proprio non mi piace. Non è brutto, ma credo che alcune caratteristiche apprezzate da altri qui sul forum (compatto, poco dispersivo) io le trovi dei limiti, questi non sono gli SYL... comunque onore al genio di Devin, se ti piace ti piace a prescindere. Ero contento di leggere mirabilie di Transcendence ma nella mia ignoranza non arrivo a dargli più di 70. Peccato, sull'isola mi porterò accelerated evolution
Max1
Giovedì 9 Febbraio 2017, 11.57.29
55
Dopo un bel po' di ascolti e soprattutto dopo il magnifico concerto dell'altra sera (che band!! onori a Devin - che oltre alle doti musicali ha un fantastico approccio sul palco- ma gli altri fanno paura per tecnica e solidità) rialzo un po' il mio apprezzamento iniziale.
lux chaos
Domenica 5 Febbraio 2017, 10.37.12
54
Concordo con te al 100% Danimanzo, penso che sia proprio il suo album meno dispersivo, compatto, coeso e qualitativamente non altalenante, fattori che invece mi avevano sempre colpito negativamente nei dischi precedenti (tranne city ) che mi stracciavano le palle senza alcuna pietà
Christian death rivinus
Domenica 5 Febbraio 2017, 10.25.24
53
Sempre sorprendente e bravo a sfornare dischi meticolosamente perfetti.Per me 80 se li merita tutti,album che cresce dopo 10 ascolti in cui si scopre man mano,sempre una cosa nuova in ogni brano. Uno degli artisti piu' elaborati e tecnici nel panorama metal
Danimanzo
Venerdì 20 Gennaio 2017, 11.01.29
52
Più continuo ad ascoltarlo, più mi convinco che si tratta del suo lavoro più compatto e coeso a livello strumentale e lirico. Confermo il 90 pieno che diedi alcuni mesi fa. Impressionante. Uno degli highlight del 2016.
Master
Martedì 25 Ottobre 2016, 14.23.28
51
Veramente molto bello per me, l'ho comprato e sto andando a ritroso con tutta la sua discografia solista! Stormbending riuscitissima.
Awake
Domenica 16 Ottobre 2016, 2.19.28
50
Io sto qui non l'ho mai potuto sopportare, lo trovo talmente scontato e mainstream che ogni volta che lo ascolto mi si frullano i maroni dalla scontatezza del suo songwriting spacciato per grande opera di genio. E quoto in toto Omnidimensional Creator quando afferma che Affinity e' prog per sbarbatelli, non avrei trovato definizione migliore alle sensazioni che mi assalgono quando ascolto Haken et similia (Leprous su tutti).
lux chaos
Sabato 15 Ottobre 2016, 10.07.36
49
Più ascolto questo album e più sale nella mia classifica assoluta di preferenza nella discografia di devin...non è un segreto per nessuno, non sono mai riuscito ad apprezzare fino in fondo un album del geniale canadese, neanche i più acclamati come terria, accellerated evolution o deconstruction, nonostante ci abbia spesp molti ascolti...questo, non so come mai, mi sta prendendo moltissimo e mi sembra un mix perfetto di complessità e melodia....veramente un grande album. lo acquisterò prima possibile
verginella superporcella
Giovedì 13 Ottobre 2016, 11.40.55
48
sono un estimatore del buon devin.... ho preso pure l edizione limitatissima mailorder in vinile arancione..ho il cd in auto, ascoltato due volte... trovo sia di una noia pazzesca. un polpettone indigesto, con i soliti effetti apocalittici, un ritmo di batteria continuo, monotono e ascoltato gia' 600 volte, questi megacori commerciali di cui qualcuno parlava non li ho sentiti. Sono arrivato al secondo ascolto, e per me e' il lavoro piu' stanco e monotono tra quelli che ho sentito di questo artista. certo, suonato alla grandissima, un sound splendido (ma e' identico da quanti album?????) ma non ci trovo veramente nulla di interessante.
Voig
Martedì 11 Ottobre 2016, 15.02.23
47
Immenso. Questo genio pazzoide non ne sbaglia MAI una. Immenso. Voto: 90
lux chaos
Martedì 11 Ottobre 2016, 12.37.41
46
Si, ho meglio capito cosa intendi! E no ahaha non sono per NULLA un fissatone della tecnica, ascolto solo ciò che mi da emozione ...
Il progghettone
Lunedì 10 Ottobre 2016, 15.58.33
45
Lux, il tuo ragionamento è parzialmente corretto, ma attenzione: io non ho mai parlato di mere abilità tecniche di un gruppo o dell'altro (sarai mica uno dei fissati che citavo prima? spero di no...), cercavo di far notare come sia diventata stereotipata la scena progressive, a scapito di alcuni progetti veramente interessanti (Magma di quest'anno è un esempio perfetto, un ottimo lavoro trattato con riserva in quanto "meno tecnico" dei precedenti), e mi dispiace dirlo ma si, il livello culturale c'entra, perché se ancora i Dream Theater son considerati dèi (che poi, rispetto massimo per i primi 4-5 lavori), significa semplicemente che il progghettone medio non ASCOLTA, nè la roba vecchia che ha fatto il progressive (quello vero), né quella nuova interessante, e non lo rende così diverso da chi ascolta solo Katy Perry Basta che vedi gruppi su Facebook come Prog Snob per farti un'idea di cosa sto parlando. E quando una persona che non sà ascoltare, e si ritrova davanti dischi che vanno veramente ascoltati per capirli, perché hanno un messaggio, un qualcosa da dire, anche a discapito dell'immediatezza , si perdono e si lamentano. E questo porta ad avere meno presa, come dici te, rispetto ad altri atti che sono (STATI) si validi (vecchi Opeth, Porcupine Tree, The Mountain degli Haken è stupendo, primi Dream Theater), ma che son diventati uno standard, e per questo sono più immediati e riconoscibili, e per quanto Devin abbia un "suo" standard, è sempre stato in grado, certe volte meglio altre peggio, di portarlo avanti e cambiarlo in modo più drastico rispetto agli altri. Sennò ti spieghi perché c'è ancora gente che inneggia ad una reunion degli Strapping? E' un circolo vizioso.
metalraw
Lunedì 10 Ottobre 2016, 10.22.35
44
Dice molto bene @lux. il punto, come sempre, non si tratta di dire "questo è migliore di quello", o "questo è figo, l'altro no". GIUSTO e SBAGLIATO , in questo contesto non esistono. Esiste solo la musica, che in questo caso è di alto, altissimo livello.
lux chaos
Lunedì 10 Ottobre 2016, 9.11.26
43
Devin è molto sottovalutato semplicemente perchè pur essendo un fenomeno dello strumento ha un livello di songwritng che come PRESA (non parlo di tecnica nè di prestazione strumentale, prima che tutti i fanboy del cazzo alzino gli scudi) è 1000 volte minore dei nomi citati da te....tutti i fan diranno perchè Devin vuole che il suo stile sia così, un po cantilenante e lagnoso, tutti gli altri diranno che non è in grado di scrivere canzoni che siano contemporaneamente complesse e "catchy" quanto vorrebbe...la verità come al solito sta nel mezzo. Insultare dei fenomeni reali come Opeth (vecchi) e DT e dare dei ragazzini a chi li ascolta mi sembra senza alcun senso, come al solito. Devin piace a molti e non piace a tantissimi, e non c'entra un cazzo l'età e il livello culturale, sono gusti. Limitiamoci a esprimere il proprio parere, perchè alla fine diventano con certi commenti chi ride degli altri finisce per essere deriso
Il progghettone
Domenica 9 Ottobre 2016, 3.00.44
42
Sapete, ho sempre trovato divertente la fanbase del progressive. Gente che crede di saper qualcosa di uno dei generi musicali più variegati che esistano, quando i loro ascolti sono limitati alla discografia dei Dream Theater (che per loro sono i signori del mondo) e qualcosa degli Opeth e di Steven Wilson. Poi ovvio, se gli chiedi chi siano i King Crimson, ma che ne sanno loro. Noto alcuni dei commentatori che fanno parte di questa categoria. Questo è un disco che richiede pazienza, come molti dei dischi di Townsend. Non è un capolavoro, ma è comunque un ottimo disco e uno dei migliori che è uscito quest'anno fino ad ora (tra cui Magma e quello dei Meshuggah). Ovviamente il fan medio del prog, per lui contano i tempi storti, i soli alla cacchio mannaggia, i suoni brutti (perché da fan medio dei Dream Theater è abituato praticamente solo ad i suoni brutti). Perdonate lo sfogo, ma credo che Devin sia estremamente sottovalutato dalla scena prog, per motivi futili. Tenetevi pure i vostri Affinity, Astonishing e dischetti varie, poi quando sarete grandi tornate pure a rileggere questa recensione.
jo-lunch
Domenica 9 Ottobre 2016, 0.06.51
41
@Lizard: Ti amo 😍 Sei il meglio!!! Lascia stare certa genta (aglia), non merita alcuna risposta. Tempo perso.
Lizard
Sabato 8 Ottobre 2016, 21.42.00
40
L'amico pensa che scrivendo con 3/4 nick diversi, non ci si accorga che è sempre la stessa persona. L'amico farebbe meglio a ricredersi e a conportarsi al meglio.
Michele
Sabato 8 Ottobre 2016, 21.33.31
39
@Pasta De Cecco ... Ah..ah..ah.. Impara almeno l'italiano. Lo sai almeno che (almeno.... 😱 si scrive con una sola enne??) . Non meriti alcun commento sul tuo commento. Pace.
Il Corvo
Sabato 8 Ottobre 2016, 21.33.30
38
CONSIGLIO A TUTTI VISTO CHE DA QUESTE PARTI NON TI DANNO UNA DRITTA SUGLI ACQUISTI CHE SIA UNA.....SEMPRE CON LE SOLITE CAZZATE..............ANCORA CON QUESTE PORCHERIE SENTITE E RISENTITE E RISENTITE, OLTTETUTTO SEMPRE DALLO STESSO PERSONAGGIO CHE HA TRASTULLATO LE PALLE........... ANDATE A COMPRARVI ROBA MODERNA E SUONATA CON LE PALLE Earthside – A Dream In Static E BUON ASCOLTO CAPOLAVORO MA VERO PERò
Pasta De Cecco
Sabato 8 Ottobre 2016, 21.14.05
37
Macca suggerimento, non perdere neanche tempo con sta porcheria ........... Drittona da urolo..........Psycrence:A Frail Deception almenno te la godi
Macca
Giovedì 6 Ottobre 2016, 13.46.14
36
Non l'ho ancora ascoltato, è nella lunga lista d'attesa. Però che Affinity è progressive per sbarbatelli (commento 30) non si può sentire
Michele
Giovedì 6 Ottobre 2016, 11.16.11
35
Album bellissimo, corale, di grande impasto emotivo. Complimenti anche per questa ottima rece.
tk
Mercoledì 5 Ottobre 2016, 21.09.20
34
album molto deludente: la sensazione che prevale durante l'ascolto è la noia. le uniche canzoni che apprezzo sono higher e la cover del brano dei ween. il secondo cd contiene un paio di brani interessanti. purtroppo da tre album a questa parte il dtp sforna album mediocri. spero prossimamente esca un casualties 2 perché secondo me l'ispirazione non gli manca.
Rejection
Mercoledì 5 Ottobre 2016, 19.26.28
33
Innanzitutto complimenti per la bella recensione! Album grandioso, fresco, ispirato e molto Townsendiano. Cresce molto con gli ascolti. Discone! 90
Prometheus
Mercoledì 5 Ottobre 2016, 14.21.49
32
Album davvero molto, molto bello!
GardenTen
Mercoledì 5 Ottobre 2016, 12.41.43
31
...sostanzialmente d'accordo con tutto e anche sul discorso ''generi' di riferimento/voti''. per quel che riguarda l'album direi che ci siamo: è l'apice del progetto ''DTP'', non di Townsend (sarebbe impossibile), quindi pendo per un 88/100. Bravi.
Omnidimensional Creator
Mercoledì 5 Ottobre 2016, 12.05.03
30
E comunque regà, Affinity è progressive per sbarbatelli.
Scheggia
Mercoledì 5 Ottobre 2016, 10.29.06
29
Concordo in pieno con Danimanzo. Disco corale, grandioso. Townsend è un artista poliedrico, complesso, ma trovatene un altro bravo come lui : Polistrumentista, cantante, produttore, regista, direttore e chi più ne ha più ne metta. In oltre vent'anni ha spaziato tutti i generi musicali, dal rock all'heavy, growl, metal, industrial, prog ecc. . E smettetela di scrivere che si ripete con tutti questi cori : Perché deve cambiare se questo è indiscutibilmente il suo marchio di fabbrica? E i suoi album non sono pieni solo di "cori"; c'è una profondità cha va ben oltre la semplice interpretazione. E, per finire, questa è una recensione coi fiocchi. 90 tutto.
Danimanzo
Mercoledì 5 Ottobre 2016, 10.06.21
28
Un disco solenne, epico, grandioso. Per certi versi, rappresenta la summa del Devin pensiero. Ma per la prima volta la collaborazione degli altri membri in fase di scrittura si sente ed eccome ! Se a qualcuno non piace Devin per qualche ragione, e ne ha tutto il diritto, non scriva per favore baggianate della serie " cori troppo pomposi, album tutti uguali ". Io amo quest uomo e francamente, ad oggi, non ha sbagliato un disco. Voto 90/100.
Kurnikova team
Martedì 4 Ottobre 2016, 17.08.42
27
Dimenticavo.....concordo con Maderfetrer
Kurnikova team
Martedì 4 Ottobre 2016, 17.01.45
26
Ch dire, inutile dare e fare cenni biografici, parlare di progetti solisti e non, Devin lo conosciamo più o meno tutti...............nel bene e nel male....certo è che un pochino ha rotto i coglioni con queste sonorità e parlo in generale.. Come tutti i suoi lavori anche questo è stato ascoltato 5/6 volte di fila, ma resta una mezza palla al piede......... Di Devin e dei suoi capolavori ne parliamo un'altra volta
Roxi35
Martedì 4 Ottobre 2016, 14.06.45
25
@Teller : Sai qual'è il problema? Che molti utenti leggono il nome della band o del singolo artista, poi se è di loro gradimento, magari leggono anche la rece. Altrimenti, se non sono interessati, la rece non la leggono affatto e si buttano giù a sputare sentenze, sul voto basso, alto, sul disco che magari non hanno neanche ascoltato. Un modo come un altro per mettersi in evidenza. Questo disco il 90 lo merita tutto, anche se non amo indugiare sui numeri perché a me interessa la sostanza e, in questo album, di sostanza ce n'è, eccome. Il voto lo lascio ai recensori, com'è giusto che sia, è il loro mestiere e non lo discuto. Per inciso, il disco è bellissimo.
Maderfetrer
Martedì 4 Ottobre 2016, 13.40.39
24
C'è da dire che il 2016 sembra essere veramente l'anno top del decennio in quanto a uscite discografiche significative. Se paragonato a disconi come Affinity, Meta e Triangle, questo esce con le ossa rotte.
Teller
Martedì 4 Ottobre 2016, 13.30.56
23
90? NOVANTA? Non lo so, siamo almeno 35 punti sotto il dovuto. .... E fatevela una risata! Comunque a forza di leggere recensioni e commenti credo bisognerebbe dare un voto differenziato. "Valutazione per appassionati del genere". "Valutazione assoluta" Anche se a volte mi viene da chiedermi: ma uno non appassionato del genere, perché va a sindacare sul voto di un album lontano dai suoi gusti? E' un discone, con cazzi e controcazzi...ma è chiaro che se uno non lo segue lo può trovare un disco da 70/75. Certo, messo a paragone con The Number of the Beast, non farà altrettanta storia. Non per questo è un disco da svalutare. OGGI album del genere non se ne trovano. Dischi TANTO coinvolgenti ne ho sentiti pochissimi e paradossalmente da nomi relativamente piccoli e innovativi. Se un 90 è eccessivo, 85 se li merita tutti, contestualizzato..
Ahahha
Lunedì 3 Ottobre 2016, 22.44.56
22
90? Ahahahahah
Ahahha
Lunedì 3 Ottobre 2016, 22.44.55
21
90? Ahahahahah
Max
Lunedì 3 Ottobre 2016, 16.37.30
20
Io sono quello ancora più sopra e non quelli 2 sotto!
Miky71
Lunedì 3 Ottobre 2016, 13.11.58
19
Ho sempre definito Townsend regista di se stesso, musicista a tutto tondo, un innovatore del panorama prog degli ultimi vent'anni. Ce ne fossero tanti altri come lui!! @Tatore : In quanto alle recensioni chilometriche di cui parli, mi sembra ovvio che un album o si recensisce come si deve o è meglio lasciar perdere (e questa è una super rece, ben argomentata brano per brano e soprattutto scritta da una persona competente) . Se si ha poco tempo si può sempre leggere in due/tre volte. Quando si scrive tanto evidentemente è perché c'è tanto da dire. E poi neanche una parola sull'album??? Mah...
freedom
Lunedì 3 Ottobre 2016, 13.04.19
18
Bello, ma 90 assolutamente no. Inoltre sti cori hanno cominciato a stancare. Voto 75.
Tatore
Lunedì 3 Ottobre 2016, 12.47.12
17
Ormai è una moda quella delle recensioni chilometriche...
Pacino
Lunedì 3 Ottobre 2016, 12.43.37
16
uno dei pochi artisti/band prog che mi piacciono, non il suo migliore album, ma il suo marchio si sente, voto 70!
Max
Lunedì 3 Ottobre 2016, 8.31.14
15
@Max (quello sopra!) . Io sono Max (quello sotto!!!) Facciamo così, visto che la pensiamo un po' diversamente: Tu sei Max primo ed io Max secondo. Mi sembra giusto. Ah..ah..ah...
Max (ma non quello sotto!!)
Lunedì 3 Ottobre 2016, 8.24.38
14
IL mio giudizio migliora un po con gli ascolti, ma il voto è ben distante dallo spropositato 90 assegnato !! Come dissi tempo fa, la deriva presa da DT negli ultimi anni mi lascia abbastanza insoddisfatto. Poi sprecare la splendida voce di AVG per dei coretti...ma Non si di discutono i picchi tecnici dei membri ,ma alcune sonorità sono ormai fin troppo usate ed abusate : Devin, qualche disco in meno e un po' più di fantasia please! Voto: non più di 70 e sono stato generoso
Valerio
Lunedì 3 Ottobre 2016, 7.39.59
13
Album corale, di grande spessore. Connubio musicale complesso, interpretato alla grande. Come sempre Devin divide ma è innegabilmente geniale.
perse
Lunedì 3 Ottobre 2016, 7.28.10
12
90 è davvero alto. A questo punto sarebbe da dare 175 a terria. Suvvia .... prima di buttare giu voti ad capocchiam guardate indietro. Avete fatto la stessa cazzata con i gojira. Questo arriva si e no a 60. Remedy ha ragione. DT ha rotto il bip!
Omnidimensional Creator
Lunedì 3 Ottobre 2016, 0.58.00
11
D'accordo con alcuni dei commenti. Questo disco sembrerebbe il sunto del suo percorso fino ad ora. Quello che Z2 avrebbe dovuto essere in primo luogo e poi invece non è stato. 90 mi sembra eccessivo, non arriva a quei capolavori che sono Deconstruction, Ghost e Casualties, ma è un lavoro molto valido che risulterà difficile da ascoltare per molti a causa del suo essere "grower" e non proprio immediato, come lo sono il grosso dei suoi lavori. Seguirò sempre Devin, perché anche nei suoi punti più bassi c'è sempre qualcosa di valore.
Gigione
Domenica 2 Ottobre 2016, 23.10.21
10
Infatti.
JC
Domenica 2 Ottobre 2016, 22.30.40
9
Tutto quello che ha sempre fatto, ma meglio. Una sorta di antologia di DT. A me il disco é piaciuto molto e trovo che la sua principale caratteristica sia la godibilità. É piacevole e scorrevole, non posso dar torto a chi parla di "plasticosità". Un disco rotondo, anzi sferico, molto perfetto, molto facile.
plin
Domenica 2 Ottobre 2016, 22.15.39
8
Solo una parola per definire Devin : Immenso. Io non sono in grado di analizzare singolarmente i vari brani di questo album bellissimo (ci ha pensato egregiamente Metalraw), e me ne dispiaccio, ma ad ognuno il suo mestiere. A proposito dei commenti qui sotto, voglio solo dire che è normale avere opinioni contrastanti , ci mancherebbe. La platea è ampia e il bello 😎 è proprio questo. Se no sai che noia!! E poi prendiamola anche un po' sul ridere, alla fine parliamo di musica, argomento serio finché si vuole ma pur sempre svago, distrazione, relax. Che senso ha litigare????
Max
Domenica 2 Ottobre 2016, 21.18.07
7
@Gigione : Francamente non credo di aver scritto un commento maleducato nei confronti di Remedy, se ho dato questa impressione me ne scuso. Io rispetto tutte le opinioni altrui, ma dire che Townsend da anni propina la stessa roba mi sembra un po' eccessivo. Poi ognuno può pensarla come vuole, io dico solo che musicisti completi come Devin Townsend in giro se ne vedono pochi e, personalmente, non mi stanco di ascoltarlo.
Gigione
Domenica 2 Ottobre 2016, 21.08.03
6
Ah, siccome per me internet non è luogo di litigi, sappi (o sappiate) che non ho intenzione di rispondere a qualsiasi altra provocazione che possa aprire un dibattito non inerente alla questione.
Gigione
Domenica 2 Ottobre 2016, 20.55.00
5
@Max: No, guarda, Remedy ha espresso educatamente la sua opinione (che condivido) e non c'è bisogno di "frecciare" con frasi tipo: non lo dico solo io, non ascoltarlo se non lo capisci etc. Ogni lettore ha il sacrosanto diritto di dire che qualcosa non gli piace senza dover per forza argomentare per giustificare la propria posizione. La cosa della critica costruttiva è valida fino a un certo punto, il rispetto invece lo è anche dopo quel punto.
Max
Domenica 2 Ottobre 2016, 19.18.21
4
@Remedy : Questa è una tua personalissima opinione. Per quanto mi riguarda Devin è in assoluto uno dei migliori musicisti degli ultimi vent'anni. E, ti assicuro, non lo dico solo io. Se non ti piace fai prima a non ascoltarlo. Le critiche devono essere costruttive e le tue non lo sono.
Remedy
Domenica 2 Ottobre 2016, 18.52.03
3
Completamente in disaccordo, Davin ormai è perso in questo stile che lui stesso ha creato e non riesce più ad uscirne. a parte il capolavoro Casualties of cool sono anni che propinai la stessa roba, basta con sti coretti bombastici spaccapalle, con sti riff da quindicenne che ha appena scoperto i meshuggah, basta con questa produzione fittissima e plasticosissima, in sto disco non c'è nulla che non dia stato alterato in maniera drastico ad un pc, partendo dalla voce che è così alterata che praticamente non si capisce una singola parola. Devin basta, prenditi una pausa.
Ck63
Domenica 2 Ottobre 2016, 18.49.29
2
Devin è una garanzia. Album di altissimo livello interpretato magistralmente da un gruppo di musicisti che danno il 100%. Bellissimo.
AnalBag
Domenica 2 Ottobre 2016, 18.31.47
1
lo stò ascoltando in questi giorni,è un album che cresce con gli ascolti! ora come ora 90 mi sembra una valutazione esagerata ma comunque stiamo parlando di un disco validissimo,io adoro Devin ed ogni volta che lo ascolto mi risulta sempre difficile essere oggettivo!
INFORMAZIONI
2016
InsideOut
Prog Metal
Tracklist
1. Truth
2. Stormbending
3. Failure
4. Secret Sciences
5. Higher
6. Stars
7. Transcendence
8. Offer Your Light
9. From the Heart
10. Transdermal Celebration
Line Up
Devin Townsend (Voce, Chitarra, Tastiera)
Dave Young (Chitarra)
Mike St-Jean (Tastiera)
Brian ''Beav'' Waddell (Basso)
Ryan Van Poederooyen (Batteria)

Musicisti Ospiti:
Anneke Van Giersbergen (Voce)
Ché Aimee Dorval (Voce)
Katrina Natale (Voce)
 
RECENSIONI
90
61
s.v.
87
85
s.v.
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