Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Volbeat
Rewind, Replay, Rebound
Demo

Atlas Entity
Beneath the Cosmic Silence
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

20/08/19
SORCERY
Necessary Excess of Violence

20/08/19
NOX ARCANA
The Haunted Symphony

23/08/19
CROBOT
Motherbrain

23/08/19
ISOLE
Dystopia

23/08/19
CEREMONY
In The Spirit Of The World

23/08/19
LAGERSTEIN
25/7

23/08/19
NEMESEA
White Flag

23/08/19
DEADTHRONE
Premonitions

23/08/19
ASTRALIUM
Land of Eternal Dreams

23/08/19
METH.
Mother of Red Light

CONCERTI

20/08/19
FRANK TURNER & THE SLEEPING SOULS
FESTA RADIO ONDA D'URTO - BRESCIA

21/08/19
FOR THE FALLEN DREAMS + GUESTS
CIRCOLO SVOLTA - ROZZANO (MI)

22/08/19
RHAPSODY OF FIRE + GUESTS
FESTA BIKERS - COLOGNO AL SERIO (BG)

23/08/19
NECRODEATH + GUESTS
FESTA BIKERS - COLOGNO AL SERIO (BG)

23/08/19
POVOROCK (day 1)
AREA FESTEGGIAMENTI - POVOLETTO (UD)

24/08/19
REZOPHONIC + GUESTS
FESTA BIKERS - COLOGNO AL SERIO (BG)

24/08/19
BREAKING SOUND METAL FEST
SALENTO FUN PARK - MESAGNE (BR)

24/08/19
POVOROCK (day 2)
AREA FESTEGGIAMENTI - POVOLETTO (UD)

24/08/19
METAL REDENTOR FEST
SPAZIO LUPARDINE - PENTIMELE (RC)

25/08/19
BEHEADED + HELION
CIRCOLO SVOLTA - MILANO

Dyshrythmia - The Veil of Control
12/10/2016
( 1225 letture )
Come potete ben presagire dal monicker della band, i Dyshrythmia sono un progetto alquanto particolare. Nati diciassette anni fa per volere di Kevin Hufnagel e Jeff Eber, con l’intento di creare un gruppo che andasse al di fuori degli schemi prefissati della musica metal moderna, il trio di New York si è via via rinforzato con l’ingresso in line-up del grandioso Colin Marston, musicista e compositore di livello assoluto. Ed eccoli qui, nel 2016, pronti a tornare per la seconda volta sotto l’egida della Profound Lore Records, nel loro settimo album intitolato The Veil of Control che promette una nuova valanga di tecnica, tempi dispari, vere e proprie aritmie musicali ed un retrogusto alla Blotted Science. Come si può ben evincere, infatti, tra l’esagerazione strumentale, i tempi e le composizioni al limite dell’umano, l’influenza di un artista come Ron Jarzombek è stata probabilmente quella preponderante sui tre ragazzi che, nel 1999 hanno deciso di fondare un progetto del genere. Certo, la proposta dei Dyshrythmia è comunque personale, si è saputa ritagliare il proprio spazio di nicchia con una qualità oggettiva strepitosa e le influenze si possono individuare anche in altri gruppi storici della musica tecnica (Spiral Architect). Rimane comunque indubbio che i Dyshrythmia hanno portato alla ribalta una follia sdoganata anni prima dallo stesso Jarzombek.

L’attacco della title-track non tradisce le aspettative ed i presupposti offerti dal monicker del folle trio. The Veil of Control è un album fortemente aritmico, pieno di soluzioni al limite della concezione umana e sostenuto da scelte artistiche e compositive che ben poche persone sarebbero in grado di estrarre dalle proprie menti. L’andatura non è particolarmente incalzante, ma possiede un ché di ossessivo che viene sostenuto da un sound chitarristico appena sporcato da un overdrive ed alternato ad un arpeggio in clean carico di effetti. Allo stesso modo, la batteria di Jeff Eber ci accompagna con soluzioni jazzistiche di tutto rispetto, dimostrandosi un drummer di livello assoluto in qualsiasi accezione possa passare il termine. Poi c’è Colin Marston, oggettivamente il vero punto forte del trio: le sue peripezie sul basso sono, come sempre, una meraviglia sia da ascoltare su disco, sia da vedere in sede live. Laddove molte persone ritengono impossibile mantenere certe diteggiature, anche solo su una chitarra, lui riesce nel difficilissimo compito di doppiarle ed eseguirle con una precisione chirurgica anche su un basso a sei corde. In sede di songwriting e di arrangiamenti finali, si sente molto la sua mano che, al pari di quella di Kevin Hufnagel hanno portato ulteriori miglioramenti anche al mastodonte di Luc Lemay durante gli ultimi anni dei Gorguts. Internal / Eternal è un brano più brioso, anche se, al contempo, è ulteriormente ossessivo, soprattutto grazie alle soluzioni in tapping del succitato Marston, qui davvero sugli scudi. Tra un lavoro di piatti ed un elaboratissimo incrocio di partiture sugli strumenti a corde, i Dyshrythmia cercano di alzare sempre più l’asticella tecnica e strumentale della loro proposta. I brani sono solamente sei, la durata di poco superiore all’EP monotraccia targato Gorguts, Pleiades Dust, eppure il tutto viene addensato sotto una potente cappa di follia. Black Memory, Selective Abstraction, Severed and Whole si mettono in mostra come se fossero tre facce diverse di una moneta atipica, che ruota in modo talmente strano da moltiplicare i propri aspetti esteriori. Sono "solo" trentasei minuti, eppure la proposta caoticamente sintetizzata, il lavoro strumentale da lasciare a bocca aperta ed una produzione che rende il tutto cupo, quasi grottesco, rende When Whens End una chiusura tanto agognata, quanto piacevole. Sia per la conclusione di un viaggio onirico che deve, in ogni caso, la sua grande realizzazione ad una smodata ispirazione verso Ron Jarzombek ed i suoi progetti, sia per la possibilità di intraprendere lo stesso viaggio dall’inizio, con l’intenzione di cogliere ulteriori dettagli. Ce ne vorranno molti, ve lo assicuriamo, anche solo per riuscire a comprendere la metà di quanto inserito da questi tre pazzi americani.

La bellezza della registrazione che unisce tecnica strabiliante ad atmosfere cupe ed ossessive, è resa ancora più valida ed interessante da una produzione pressoché perfetta. I suoni risultano bilanciati in modo eccelso, lasciando un buono spazio al basso di Colin Marston che, come già dimostrato ampiamente nei Gorguts, riesce a coprire uno spettro sonoro estesissimo all’interno della registrazione. Lo stesso Hufnagel spicca con eleganza, intessendo ottime linee, difficilissime da ricordare, ancor più da suonare; piccola curiosità, la scelta del chitarrista dei Gorguts per questo LP è stata una chitarra dodici corde, per ottenere una determinata tipologia di sound, andando un po’ contro a quelli che sono gli stilemi del genere. Ultimo, ma non per questo meno importante, Jeff Eber che pesta come un dannato quando se ne presenta l’occasione, senza tuttavia mai perdere il suo tocco composto ed elegantissimo da jazzista, tirando tutti i fili per riassumere una composizione che, fin troppo facilmente, potrebbe scappare in qualsiasi momento. In conclusione, se apprezzate la musica complessa, magari anche un po’ fine a se stessa ma capace di esaltare colui che è fanatico degli strumenti suonati in modo eccelso, i Dyshrythmia sono la band che fa per voi. Magari The Veil of Control non sarà l’album migliore della loro carriera, ma è un ottimo punto di partenza per scoprirne la discografia. Da qui, comunque, capirete il motivo per cui l’esimio Luc Lemay abbia deciso di puntare su Colin e Kevin per ridare vita alla sua creatura chiamata Gorguts.



VOTO RECENSORE
82
VOTO LETTORI
90 su 1 voti [ VOTA]
maksa
Giovedì 3 Novembre 2016, 10.23.57
9
Dysrhythmia*, faccio casino anch'io!
maksa
Giovedì 3 Novembre 2016, 10.21.59
8
Fanno musica affascinante, a ogni ascolto é una cosa diversa. Questa recensione non la trovavo più però, credo sia perché il nome della band é Dysrhytmia, con la prima H dopo la r (:
Northcrossdeath1
Giovedì 13 Ottobre 2016, 22.56.22
7
@Monky: si veramente un gran concerto! A proposito di Colin Marston, segui anche il suo altro progetto Behold the arctopus?? Probabilmente sono ancora più estremi dei Dyshrythmia!
Monky
Giovedì 13 Ottobre 2016, 16.14.33
6
@northcrossdeath1: seratona pazzesca. Questi tre hanno dimostrato davvero di essere dei musicisti superiori E l'accoppiata con Luc Lemay li ha veramente messi in luce!
Northcrossdeath1
Giovedì 13 Ottobre 2016, 13.15.41
5
Azz è uscito! Non lo sapevo, corro a recuperarlo. Davide, sono andato a vedere e ho visto che hai scritto la recensione del concerto del Colony... quella si che è stata una gran bella serata, comprare la maglietta dei Dyshrytmia è stato d'obbligo.
Ian Hus
Giovedì 13 Ottobre 2016, 1.04.14
4
Free Metal
Monky
Mercoledì 12 Ottobre 2016, 20.37.13
3
A livello personale, No Interference e Test of Submission
luca
Mercoledì 12 Ottobre 2016, 18.00.33
2
@Monky
luca
Mercoledì 12 Ottobre 2016, 18.00.15
1
interessante questo gruppo, quali sono gli altri album che mi consigli di questa band?
INFORMAZIONI
2016
Profound Lore Records
Inclassificabile
Tracklist
1. The Veil of Control
2. Internal / Eternal
3. Black Memory
4. Selective Abstraction
5. Severed and Whole
6. When Whens End
Line Up
Kevin Hufnagel (Chitarra)
Colin Marston (Basso)
Jeff Eber (Batteria)
 
RECENSIONI
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]