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Alcest - Kodama
16/10/2016
( 3764 letture )
Au milieu de mes semblables
Je vois des monstres
J'entendes des hurlements
La gorge comprimée
Dans un étau austère
Les yeus bandés
Je me sens étranger

Tra i miei simili
vedo dei mostri
sento delle urla,
la gola stretta
in una morsa fredda,
gli occhi bendati
mi sento un estraneo


Il sentimento di essere un estraneo in mezzo ai propri simili è sempre stato per Neige un filo rosso che ha guidato le sue composizioni fin dall'inizio della sua carriera, e proprio con il progetto degli Alcest il musicista francese è riuscito a trasformare in suono ciò che si trovava nello spazio più recondito del suo animo. Con Kodama, Neige ci fa partecipi ancora una volta del suo sentire, e ci trasporta in un viaggio sensoriale tra paesaggi sonori sognanti, immaginari e di tanto in tanto quasi esotici, ma anche altri momenti più inquieti dove gli Alcest riprendono quelle sonorità prese in prestito dal black metal che avevano abbandonato con il precedente Shelter, per ritornare invece a quei guizzi irrequieti che erano di Écaille De Lune, ma privati da quell'oscurità metallica del secondo disco della band. È sempre difficile parlare di musica quando la componente emozionale che è insita in essa è così chiara come nei lavori degli Alcest e scalcia prepotentemente per trovare una crepa luminosa da cui poter fluire. Kodama infatti trasuda di positività, per quanto di tanto in tanto compaia una nemmeno troppo celata malinconia, esprimendo la sensibilità di Neige, il quale lancia continuamente messaggi emozionali, che sarà poi compito dell'ascoltatore catturare e fare propri.

Kodama è dunque un flusso che ci immerge in paesaggi onirici e distanti e proprio a partire dalla prima traccia, nonché titletrack, si mescolano delicati arpeggi carichi di riverbero e delay a frammenti più distorti che creano un muro sonoro compatto, ma allo stesso tempo morbido e disteso, che coinvolge l'ascoltatore, mentre la delicata voce di Neige si modula come un vero e proprio strumento musicale. Procedendo con l'ascolto, si fanno chiare le influenze dell'estremo oriente e in particolare del Giappone, paese di cui l'artista francese è particolarmente appassionato. Kodama infatti risente di questa suggestione proprio a partire dal titolo: secondo la filosofia giapponese infatti ogni essere vivente, ma anche ogni cosa, è dotata di un'anima, ovvero una sorta di spirito che abita un certo oggetto, kodama infatti è lo spirito vivente, la linfa vitale che è racchiusa in alcuni alberi considerati sacri.
Con Eclosion gli Alcest si concedono qualche frammento più furioso, lo screaming di Neige si ritaglia frammenti disperati, ma su una base musicale luminosa e quasi calda che fa da completo contrasto all'inquietudine e sofferenza emanate dalle harsh vocals.
Il drumming di Winterhalter è sempre ben presente sulla scena, ma mai troppo invadente nemmeno nei momenti più vivaci, arricchendo invece alcune accelerazioni, cambiandone il ritmo come in Je Suis D'Ailleurs, una delle tracce che forse emanano più malinconia e che si ricollega ai brani più inquieti del passato degli Alcest. Untouched invece spezza la tracklist con il suo andamento quasi lezioso e fa abbassare leggermente la soglia dell'attenzione, ma con Oiseaux De Proie la narrazione sembra continuare da dove si era interrotta con Je Suis D'Ailleurs, ritorna infatti la rabbia dello screaming di Neige e il blast beat vivace -ma non confusionario- di Winterhalter. L'ultima canzone, la strumentale Onyx, sembra essere quasi una nebbia che inizia a scendere occludendoci pian piano la vista di quel mondo fantastico tratteggiato dai precedenti brani, inoltre nella versione Deluxe si può apprezzare un'ulteriore traccia, Notre Sang Et Nos Pensées che si avvicina di più alle sonorità calde e vive degli Alcest, ma che si stacca dall'atmosfera generale del disco.

Spesso nell'ascolto di Kodama si ha la percezione di stare ascoltando la colonna sonora di un anime giapponese, ambientato in uno di quegli scenari naturali che vengono appunto rappresentati nel cinema di animazione nipponico: Neige sembra voler infatti far immergere l'ascoltare in una natura incontaminata e rigogliosa, lontano dal caos della vita moderna, perché forse è proprio quello il posto a cui gli Alcest appartengono ed il luogo dove chi si vuole rifugiare nel calore dello stile del duo potrà trovare conforto. Kodama è uno di quei dischi che però non va assaporato a piccole dosi o con un ascolto disordinato, ma va apprezzato nella sua totalità, per poter seguire il viaggio musicale dei due artisti francesi, e benché questo album non raggiunga i capolavori precedenti della band, è un disco che potrà essere apprezzato da chi non si ferma al lato più fisico ed aggressivo della musica, ma invece è pronto ad accogliere sensazioni delicate eppure pressanti e da chi, infine, è disposto ad aprire la mente.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
83.80 su 26 voti [ VOTA]
No Fun
Lunedì 10 Settembre 2018, 23.50.36
17
Lo sto riascoltando adesso, mi sta piacendo molto di più di quando lo ascoltai tempo fa. Ha ragione @Giada, è un album luminoso, a tratti inquieto ma mai sofferto. Anche a me era sembrato troppo "sospeso" come dice @Sicktadone qui sotto. Adesso invece mi viene da dire che se lo shoegaze ti fa guardare la punta dei piedi allora questo non è shoegaze o blackgaze o quel cavolo che volete perché questo ti fa stare in piedi a testa alta a respirare un paesaggio luminoso da un promontorio.
M.V.F.
Mercoledì 17 Maggio 2017, 18.44.44
16
Album meraviglioso, anche a distanza di mesi non mi stanco di ripetere quanto mi -e credo "ci"- mancassero gli Alcest, quelli dei primi 3 album, in cui bastava una melodia sognante per portarci via di qua in un mondo migliore, seppur permeato dalla nostra malinconia
Giaxomo
Mercoledì 25 Gennaio 2017, 23.51.38
15
Mi chiedo con che coraggio si possa criticare, o addirittura insultare, chi ascolta o produce questa musica, con la M maiuscola. È stato uno dei pochissimi album che ho ascoltato nel mio travagliato 2016, durante il quale ho vissuto poco, ahimé, di musica. Il lato positivo (e forse unico) è che si può valutare e metabolizzare meglio un lavoro. Beh, qui sono stato dannatamente fortunato. Non ce n'è stato bisogno. Ho fatto l'ordine dopo la prima canzone e mi ha fatto rivivere le stesse emozioni dei primi 3 magici, colossali lavori. Melodie delicatissime, sognanti come non mai e il lavoro svolto dal batterista è di una raffinatezza unica, come quella che si respira, del resto, in un tutto l'album. Nessun filler, acquistatelo. Consigliato ad amanti della buona musica, di classe, sofisticata, dettagliata, basata sulla pura emozione e curata nei minimi dettagli. 90.
Mauroe20
Sabato 26 Novembre 2016, 15.26.02
14
Migliorano sempre.Bravi.80
Poss
Giovedì 27 Ottobre 2016, 11.07.31
13
Gruppo spettacolare. Altro che. Purtroppo quest album non è alla loro altezza. Concordo con Sick... rimane molto "vago" e quindi poco incisivo. Detto questo si ascolta con piacere e a tratti emoziona.
Kappa
Mercoledì 26 Ottobre 2016, 21.43.03
12
Gruppo infimo capeggiati da un personaggio infimo. Mai saputo spiegarmi come si fa a stare dietro a ste frocerie.
Sicktadone
Mercoledì 26 Ottobre 2016, 15.57.21
11
Si ok tutto, vanno bene le atmosfere, il viaggio e tutto...per me però stanno perdendo tantissimo con il passare degli album. Troppo vaghi e sospesi
Pink Christ
Giovedì 20 Ottobre 2016, 11.53.43
10
Che gruppo pazzesco...Emozioni immense 88
Io
Martedì 18 Ottobre 2016, 17.02.00
9
mi è piaciuto molto.
Elano39
Martedì 18 Ottobre 2016, 16.08.18
8
......e non far sapere al prete quanto è buono il cacio con le pere (che in realtà fa pure schifo).
Rainroom93
Martedì 18 Ottobre 2016, 15.15.10
7
Mi rompe proprio i coglioni fare l'elitista di turno, ma porca miseria, se non le comprendete le cose, anzi, non vi ci applicate nemmeno a capirle, che è peggio ancora, che cosa vi esprimete a fare? Esiste un criterio di oggettività, inutile negarlo, che vede Le Secret, Souvenirs d'un autre Monde e Ecailles de Lune come 3 capolavori totali del 21esimo secolo musicale, e basta.
ocram
Lunedì 17 Ottobre 2016, 21.01.47
6
@Luca, per me ti sbagli di grosso, considerare l'ep Le Secret il migliore degli Alcest è senza senso. Ma de gustibus non est disputandum.....
Luca
Lunedì 17 Ottobre 2016, 19.13.25
5
Orripilante... pure loro morti e sepolti... partiti alla grande con l'ep, buono anche souvenirs, discreto ecailles... poi il nulla...
ocram
Lunedì 17 Ottobre 2016, 13.33.02
4
Disco stratosferico. Al pari dei magnifici 3 primi album. Grandissime atmosfere a metà tra ecailles e shelter, in un mix perfetto tra delicatezza e pesantezza. Il sound è pienissimo grazie alle registrazioni di chitarra a batteria in un sottotetto con travi in legno a vista. Per me uno dei migliori album usciti quest'anno. Poi a me la copertina piace da matti e ben si sposa con le atmosfere del disco; se siete fortunati possessori del box avrete inoltre notato gli splendidi disegni, uno per ogni canzone. Voto 85
Max
Lunedì 17 Ottobre 2016, 11.51.23
3
Per ci stava anche un 70... disco che fortunatamente riprende qualcosa dei primi 3 album, ma che non ha la stessa "magia".
Rainroom93
Lunedì 17 Ottobre 2016, 11.35.38
2
Per me inferiore al solo Souvenirs.
MetalNeverDie!
Lunedì 17 Ottobre 2016, 10.27.40
1
Un ottimo album, probabilmente tra le uscite piú profique dell'anno, riesce ad evocare atmosfere incantate. Un 90 meritato.
INFORMAZIONI
2016
Prophecy Productions
Post Rock
Tracklist
1. Kodama
2. Eclosion
3. Je Suis d'Ailleurs
4. Untouched
5. Oiseaux De Proie
6. Onyx
7. Notre Sang Et Nos Pensées
Line Up
Neige (Voce, Chitarra, Tastiera)
Winterhalter (Batteria)
 
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