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Highlord - Heir of Power
16/10/2016
( 792 letture )
L’avventura degli Highlord inizia da qui. Una delle band più longeve del panorama power della penisola italica parte da questo Heir of Power, rilasciato nell’ormai lontano 1999 dalla ora semi-defunta Northwind Records. Questi ragazzi piemontesi avevano cominciato a suonare insieme già nel 1996 sotto il monicker Avatar, con cui avevano anche realizzato una demo di quattro pezzi prima di firmare un contratto con il nuovo nome e lanciare sul mercato il loro esordio.

Il gruppo si inserisce orgogliosamente nella scena power di stampo europeo che proprio nel periodo in cui è stato registrato questo disco godeva del suo momento di massimo splendore, con HammerFall, Blind Guardian e Stratovarius che facevano addirittura capolino nelle classifiche “mainstream”. La band punta quindi moltissimo sull’ugola acuta e cristallina del singer Vascè autore di un’ottima prestazione dietro al microfono sempre su registri molto elevati con apparente naturalezza, altro elemento imprescindibile sono le tastiere di Alessandro Muscio sempre ben presenti per contribuire alla costruzione dei moltissimi arrangiamenti sinfonici. La sezione ritmica Diego De Vita/Luca Pellegrino tiene sempre alto il numero dei giri del motore con l’ultimo impegnato nel classico e perenne tappeto di doppia cassa, ma capace di inserire ottimi fill per movimentare le tracce; la sei corde di Stefano Droetto produce riff taglienti, ma altamente melodici e di impatto immediato.
Come spesso accade per molte band agli esordi il tallone d’achille di questo Heir of Power è un lavoro di produzione assolutamente non all’altezza. Tutti gli strumenti sono registrati in modo caotico con la batteria in cui viene privilegiato il solo del rullante, perdendosi per strada casse e piatti; la chitarra eccessivamente distorta e confusa, le tastiere dai suoni troppo artificiosi e il basso troppo saturo. Il tutto viene poi ulteriormente aggravato dal mix in cui la scelta dei volumi è quantomeno discutibile, lasciando veramente poco spazio all’espressività appiattendo troppo il suono su un registro monocorde. Il disappunto per il lavoro svolto in studio è ancora maggiore se si vanno ad ascoltare le nove tracce che gli Highlord hanno composto, tutti gli elementi classici del genere sono al loro posto a cui vengono aggiunte tante buone idee e un’ottima qualità nella costruzione arrangiamenti. Through the Wind ha l’impatto dei migliori Stratovarious grazie soprattutto ai vincenti inserti della tastiera anche in fase solistica e alla batteria quadrata , ma estrosa e alla buona prova di Vascè forse solo leggermente “sforzata” sul ritornello. Will of a King e Stone Shaped Minds sono dominate dalla chitarra tagliente e ruvida, negli stacchi centrali offrono entrambe buone idee (in particolare la seconda), ma al refrain manca forse la zampata vincente. The Eclpise ripassa parzialmente il testimone alle tastiere e il risultato è ottimo soprattutto nel maestoso ritornello, per una song power a 360 gradi; Burning Desire punta invece sul pathos,l’atmosfera e ritmi decisamente più tranquilli, riuscendo nell'intento grazie anche alla grande espressività di Vascè. Bloodwar in Heaven dopo un’apertura evocativa si impenna a velocità folle nel bridge per rallentare nel refrain e riprendere poi inesorabilmente la sua corsa, dimostrando nuovamente la varietà compositiva di cui è capace la band. Chiudono il disco la rocciosa Land of Eternal Ice e Sand in the Wind una delle tracce migliori del lotto, con tanti cambi di atmosfera e varietà di idee.

Gli Highlord con questo esordio avevano fatto perfettamente capire che l’avvenire avrebbe portato soddisfazioni per questi ragazzi, purtroppo a tarpare completamente le ali a Heir of Power è la produzione che non permette di apprezzare il potenziale complessivo di questo album: il talento e le capacità ci sono tutte, ma non possono brillare in modo adeguato. In tempi in cui fioriscono, spesso per mero scopo di lucro, operazioni di remaster o addirittura di ri-registrazine di album del passato, nel caso di questo disco si tratterebbe forse di un modo per liberarne il pieno potenziale.



VOTO RECENSORE
64
VOTO LETTORI
54 su 1 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
1999
Northwind Records
Power
Tracklist
1. Ouverture in B Min.
2. Through the Wind
3. Will of a King
4. Stone Shaped Minds
5. The Eclipse
6. Burning Desire
7. Bloodwar in Heaven
8. Land of Eternal Ice
9. Sand in the Wind
Line Up
Vascè (Voce)
Stefano Droetto (Chitarra)
Alessandro Muscio (Tastiere)
Diego De Vita (Basso)
Luca Pellegrino (Batteria)
 
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