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Korn - The Serenity of Suffering
22/10/2016
( 9380 letture )
Un nuovo album dei Korn, piaccia o meno, costituisce sempre un evento per il mondo della musica heavy: iniziatori (o responsabili, con accezione profondamente negativa, a seconda dei gusti) del discusso movimento nu metal fin dall'ormai lontano 1994, hanno fin da subito diviso i fan fra adoratori spassionati ed hater spietati, che considerano l'ascesa del sottogenere in questione come uno dei motivi principali per la discesa agli inferi di molti artisti storici dei decenni precedenti; in un certo senso tale affermazione corrisponde indubbiamente a verità, ma d'altra parte, volenti o nolenti, i Korn ed il nu metal sono entità con cui avere necessariamente a che fare quando si parla di musica pesante. Ebbene sì, ancora oggi, nonostante ci troviamo in un periodo in cui il nu metal “classico”, se così lo possiamo definire, si è dovuto radicalmente evolvere per sopravvivere.

Ecco, assieme ai Limp Bizkit i Korn sono forse la band che più di tutte si è mantenuta fedele alle proprie radici, mentre altri artisti nati nel periodo di massimo fulgore del nu metal, come i Deftones, hanno saputo riciclarsi con risultati talvolta persino superiori ai primordi intrisi di linee vocali hip-hop e riff squadrati. I maligni sostengono che Jonathan Davis e soci, più che mantenersi realmente fedeli alle proprie origini, abbiano semplicemente trovato enormi difficoltà nell'evolversi in modo realmente efficace da una decina di anni a questa parte, tanto da fare un mezzo pastrocchio con le sperimentazioni elettroniche di The Path of Totality (che comunque ha i suoi pezzi validi); forse, in parte, anche questo è vero...ma, nonostante tutto, un album come The Paradigm Shift ha costretto molti critici a dover riesumare il nome della band di Bakersfield, seppellito probabilmente troppo presto: sicuramente anche grazie al rientro in formazione dello storico chitarrista Brian “Head” Welch, il disco targato 2013 si è rivelato un potente concentrato di ottimi brani, convincenti ed ispirati come non se ne sentivano da un bel po' in casa Korn. Era dunque logico che le aspettative per il freschissimo The Serenity of Suffering, la cui cover peraltro rimanda al glorioso periodo di Issues, fossero elevatissime.
Insomma, a stringere, com'è questo nuovo lavoro di Davis e compagni? La risposta non è agevolissima: da un lato, il disco è probabilmente ancor più pesante ed oscuro di The Paradigm Shift, il che sicuramente esalterà gli amanti dei dischi più tirati del gruppo; dall'altro, alcuni brani convincono decisamente meno di altri. Entriamo dunque un po' più nel dettaglio e cerchiamo di capire perché: l'apertura dell'album, prodotto da Nick Raskulinecz, è affidata ad Insane, già rilasciato come singolo e che costituisce sicuramente un validissimo antipasto. Le chitarre bombardano l'ascoltatore dal primo istante, il basso di Fieldy è sempre ben presente e Ray Luzier alla batteria fa il suo dovere egregiamente, a dispetto di uno stile forse meno eclettico rispetto a quello di David Silveria. Le vocals del frontman ricordano sicuramente da vicino molte altre produzioni del quintetto, ma convincono e coinvolgono quanto basta. Rotting in Vain, da questo punto di vista, convince ancora di più, dal momento che l'intreccio fra strumenti e linee vocali è in perfetto stile Korn e Davis trova anche il tempo di reinserire un passaggio scat in pieno stile Twist. Due brani, due bei colpi a segno! Black is the Soul è un po' “rovinata” dal ritornello, indubbiamente meno brillante rispetto a quelli dei due pezzi precedenti, ma d'altro canto le strofe, cantate con stile meno aggressivo e più melodico da parte di Davis, risultano comunque molto gradevoli, anche grazie al corposo basso che fa da contraltare. I brani della band sono sempre estremamente semplici e diretti, ma questo non deve per forza essere un difetto, anzi. Si torna su lidi più pesanti con The Hating (con un titolo così, del resto, cosa vi aspettavate?), dove adun chorus comunque orecchiabile si contrappone una strofa decisamente martellante, ottimamente costruita da Munky, Shaffer e Luzier. Un po' a sorpresa, uno dei passaggi a vuoto dell'album risulta essere A Different World, che invece si candidava ad essere uno dei pezzi migliori grazie all'annunciata apparizione come guest del frontman di Slipknot e Stone Sour, Corey Taylor: non si tratta di una brutta canzone, ma era sicuramente lecito aspettarsi molto di più, tanto più che in questo caso il ritornello non convince del tutto; una prima parte più melodica, infatti, è interessante, mentre la seconda, più pesante, appare messa là un po' “per forza”. Va un po' meglio con Take Me, che però ancora non ci fa spuntare un sorriso vero e proprio, compito che invece viene assolto da Everything Falls Apart: in questo caso abbiamo infatti a che fare con una canzone forse un po' atipica per la band, quantomeno nella strofa, sorprendentemente melodica, che tuttavia si sposa alla perfezione con le parti più pesanti. Uno dei pezzi forti di The Serenity of Suffering, senza ombra di dubbio! Anche Die Yet Another Night sorprende in positivo: dopo un inizio un po' banale, infatti, il brano esplode all'improvviso con una impennata di potenza sonora, merito dei soliti chitarristi e del solito, chirurgico Luzier e da allora in poi si rivela un altro pezzo azzeccato. La formula è ormai chiara: se la canzone si avvia con una strofa melodica, il ritornello spingerà un po' più sull'acceleratore, mentre in caso di strofa più pesante si avranno maggiori aperture melodiche. Tutto scontato, certo...ma queste due formule tanto banali, quando funzionano, regalano ancora grandi soddisfazioni: When You're Not There conferma quanto appena detto e si rivela un'altra gradita sorpresa, con un Fieldy più in forma che mai. Proprio verso la fine, l'album mostra nuovamente il fianco con due brani onesti, ma non ai livelli di quelli che li precedono: Next in Line infatti è vittima di un ritornello non eccelso, a dispetto di un buon riff iniziale e di una buona prova vocale di Davis, mentre in Please Come for Me accade il contrario, dato che il ritornello è la parte migliore, mentre la strofa non graffia come dovrebbe. Per fortuna, questa flessione non incide sul considerevole valore dell'album e, se acquisterete la versione deluxe, troverete in omaggio due tracce, Baby e Calling Me Too Soon, verosimilmente più interessanti rispetto a quelle appena analizzate.

La nuova fatica dei Korn, come dicevamo in precedenza, è un album che presenta alcuni miglioramenti rispetto a The Paradigm Shift, ma anche alcuni passi indietro: è complessivamente più oscuro e pesante, con riff indimenticabili da parte della coppia di chitarristi (quanto ci sei mancato, Head!) e sporadici passaggi in growl nel cantato del frontman; nel complesso, insomma, suona più anni 90 che mai! E' infatti in tutto e per tutto un omaggio (un po' ruffiano forse) al passato, ancor più del penultimo album, che non aveva dimenticato le sperimentazioni più riuscite di The Path of Totality; questo aspetto, da un lato, esalterà sicuramente i fan della prima ora, ma può anche esser visto con l'occhio critico di chi, da sempre, sostiene l'incapacità della band di superare la formula compositiva del 1994. La linea di confine fra autocitazionismo ed autoplagio, in sostanza, è molto sottile e, benché The Serenity of Suffering sia un buonissimo lavoro, forse The Paradigm Shift era un po' meno “paraculo”. Stiamo comunque parlando, per sgombrare il campo da equivoci, di due ottimi album, quasi di pari livello, che sicuramente divideranno i fan della band. A voi l'ardua sentenza, ordunque: il qui presente omaggio dei Korn alle proprie radici, benché tributato in modo eccellente, è più o meno apprezzabile rispetto ai timidi tentativi di evoluzione presenti sull'opera del 2013? Apriamo le linee e che il nu metal ed i suoi padri fondatori tornino oggetto di discussione!



VOTO RECENSORE
79
VOTO LETTORI
86.43 su 96 voti [ VOTA]
Deathland
Venerdì 2 Agosto 2019, 23.41.57
58
Penso che sia un disco davvero assurdo. Mi sbilancio e dico che dai tempi di Untouchables non facevano un lavoro simile. Voto 85
Feffa la cagna
Venerdì 25 Agosto 2017, 3.53.43
57
79 per me è un po' eccessivo, non è un disco bruttissimo ma neanche tutta questa bellezza... poche canzoni mi piacciono sul serio, vale a dire Rotting in Vain, Die Yet Another Night e Next in Line, belle anche le due tracce della versione extra, forse avrebbero dovuto sostituire qualche traccia nella versione base. Cito le parole di un mio amico: "i Korn avrebbero dovuto fare un feat con Corey Taylor ai tempi d'oro" e con questo vale a dire in un periodo che va dal 2000 al 2002, A Different World poteva essere una canzone migliore. Ero entusiasta nel sapere che due cantanti da me amati avrebbero fatto una canzone insieme, la quale non è neanche male, ma niente di che. Voto: 68
Dave
Mercoledì 12 Luglio 2017, 14.55.49
56
Questo disco segna senza dubbio il ritorno dei Korn ai livelli di un tempo. Chiaramente non lo paragono ai primi 4 capolavori ma è un ottimo disco, degno del nome della band californiana. Voto 85
Francesco
Martedì 6 Giugno 2017, 18.01.22
55
Credo di essere uno dei primi in Italia ad aver ascoltato i Korn, grazie ad un CD che mi ha comprato mia madre a New York prima ancora che in Italia qualcuno ne iniziasse a parlare. Non mi hanno mai deluso, nemmeno con il tanto bistrattato Tha Path of Totality (che per certi aspetti trovo geniale!). Trovo questo album una pacca micidiale, un cartone in faccia totale. Volume a palla!
TheSkullBeneathTheSkin
Venerdì 14 Aprile 2017, 15.53.42
54
Voto 90, IMHO il miglior album dei Korn dai tempi di Issues. Parliamoci chiaro, pur strizzando l'occhio a Shoots&Ladders, "Everything falls apart" è un pezzo della madonna così come "Rotting In Vain" ci rimette voglia di ascoltare i Korn, semplice ed energica, alzate il volume! Dissento da quanto dice Andrea solo per "Black is the soul" che a mio avviso è una delle colonne portanti dell'album: pesante, ossessiva e con un tocco di gotico da far invidia a molti. Dopo Issues ne ho apprezzato soltanto l'unplugged (non lo pensavo possibile) e la collaborazione con Skrillex, il resto tutta m... In ultimo, meglio questo di Paradigm che pure era buono. Questo era l'album da intitolare "Remember who you are" ma chissenefrega dei "tituli", i Korn sono tornati!!!
pietro
Sabato 25 Marzo 2017, 13.33.52
53
È UNA BEEELVA. SI È MERITATO IL MASSIMO DEI VOTI
manaroth85
Domenica 19 Marzo 2017, 9.43.58
52
E dopo mesi che lo ascolto non posso far altro che alzare il voto, un grande ritorno! un album praticamente perfetto, non un punto basso o noioso, incredibile, mi ricorda un sacco un misto tra Untouchables, Take a look in a mirror e Issues. Sarà una mia impressione ma in questo album le canzoni sembrano più "legate" tra loro come un'unica storia come Issues mentre i successori sembrano più una raccolta di ottime canzoni. Sicuramente lo metto al 6/7 posto della loro disco e non è poco!!!
Thrash metal
Martedì 31 Gennaio 2017, 15.46.06
51
questo disco è fottutamente thrash metal!
tpr
Martedì 3 Gennaio 2017, 23.53.30
50
cento volte meglio di TBOS.
Pastor Of Muppets
Venerdì 30 Dicembre 2016, 14.17.31
49
Concordo con Metalfrank. Molto meglio del nuovo dei Metallica
Metalfrank
Mercoledì 7 Dicembre 2016, 11.54.15
48
Uno degli album migliori di questo 2016!
Vittorio Sgarbi
Sabato 26 Novembre 2016, 7.47.37
47
Han capito che sono i Korn e i Korn devono fare. Lo dico da ascoltatore che apprezza gli esperimenti, negli ultimi anni hanno cercato di restare sulla cresta dell'onda cercando di rinnovare il loro sound ma per come è apparso a me non sapevano dove sbattere la testa. Ci sono band che vanno bene così come sono, gli ac/dc fanno lo stesso disco da decenni e nessuno se ne lamenta, quindi non rompete i coglioni! CAPRE!
Tommaso calvino
Sabato 19 Novembre 2016, 17.25.05
46
Io penso che questo album sia un bellissimo ritorno. Mitiche sono A Different World, Insane, Take Me e Rotting In Vain. Io darei un 87
Trismegisto087
Venerdì 18 Novembre 2016, 9.59.54
45
L'analisi di Barry è sicuramente pertinentissima. Bastano un paio di riff per capire che il tentativo di tornare ai primi Korn sia cercato e voluto. Detto ciò, devo essere onesto: solitamente il fatto che una band non evolva il proprio sound mi lascia un po' infastidito, perché comunque, benché il medesimo sound possa essere identificativo per un gruppo e un genere, è un po' come la pubblicità in cui si dice "ti piace vincere facile?". Al tempo stesso non si può negare che questo album sia veramente bello, perciò il conflitto è piuttosto difficile da risolvere. Penso anche che la sperimentazione sia ottima quando non si sconvolge completamente l'idea che si ha di una band e il suo percorso compositivo (pessimi esempi se ne possono trovare a bizzeffe). Personalmente preferisco un album che ripropone la vera anima di un gruppo, come è per quest'ultimo dei Korn, piuttosto che un tentativo maldestro di trovare nuove sonorità. Grande album.
Nu Metal Head
Giovedì 17 Novembre 2016, 1.08.05
44
ormai dopo quasi un mese di ascolti aggiungo alla lista delle migliori anche "when you're not there"... poco dopo i 2 minuti c'è il basso che ricorda molto un frangente di "when will this end" (la traccia finale di "TALITM")... ma di citazioni al passato glorioso della band ce ne sono parecchie, senza però mai cadere nell'auto-parodia (fortunatamente)...
Metallius84
Mercoledì 9 Novembre 2016, 2.00.52
43
i korn sono la prova vivente,che il marcio della vita gettato con rabbia e sfogo in musica,può creare mondi,parole ed atmosfere senza pari .
Metallius84
Mercoledì 9 Novembre 2016, 1.55.39
42
Un gruppo in continua evoluzione,quest'ultimo un lavoro spettacolare direi e molto sentito dalla band finalmente riformata alla grande. Risultato effiicente di un gruppo che ci crede.Fino in fondo.
lestro
Lunedì 7 Novembre 2016, 22.56.14
41
Alcune parti mi ricordano sonorità tra Issues e Follow the leader. Comunque trovo che in generale sia un album ispirato. Mi piace. Voto 85
cyborg
Venerdì 4 Novembre 2016, 20.21.34
40
Finalmente sono tornati i veri korn!!!
black
Sabato 29 Ottobre 2016, 18.33.27
39
Questo album è conferma di un ottimo ritorno di fiamma dei gruppi anni 2000, dopo i coal chamber con l ottimo Rivals arrivano i Korn con questo capolavoro! Gli Slipknot li avevano preceduti, ora spero nel ritorno dei Mudvayne anche se difficile e dei System of a down! Sognare non costa nulla e non dimentichiamoci di Manson!
Testamatta ride
Sabato 29 Ottobre 2016, 17.05.38
38
NuMetalHead37: dovendo considerarli per tutta una serie di motivi album gemelli, e per cui il confronto diventa inevitabile (anche perchè un confronto con tutti gli album precedenti lascia il tempo che trova) direi che, rispetto a Paradigm Shift in quest'ultimo manca, per esempio, una Lullaby for a sadist, che è un tipo di canzone che i Korn sanno scrivere e piuttosto bene direi.
Nu Metal Head
Venerdì 28 Ottobre 2016, 20.46.43
37
secondo me questo è una naturale prosecuzione di TPS, solo che è più "duro" e pesca riff dai vecchi korn... inoltre sono presenti gli effetti elettronici, ma sono più canonici, e gli scratches, mentre in TPS c'erano gli effetti dubstep costantemente sullo sfondo, era praticamente una regola... fatto sta che comunque la differenza tra i due album non è abissale, però io preferisco questo...
freedom
Venerdì 28 Ottobre 2016, 15.45.59
36
Dopo diversi intensi ascolti non sono più tanto sicuro che TPS sia meglio di quest'ultimo...l'album cresce tantissimo, e almeno 5 pezzi sono assolutamente galattici, roba quasi alla Issues. Ma poi Head e Munky come fanno ad essere tanto compatti ed in perfetta sintonia tra loro?? Per me una delle migliori coppie di chitarra di sempre nella musica rock. Originali come pochissimi altri.
dare devil
Venerdì 28 Ottobre 2016, 14.51.02
35
un album che puo' piacere o meno.... ma sembra di risentire qualcosa dei primi korn,(naturalmente a sprazzi di qualche canzone).....ottima recensione e secondo mio avviso un buon album,anche io metto il voto 80........
Metal Shock
Venerdì 28 Ottobre 2016, 5.00.16
34
I Korn sono una di quelle band che hanno cambiato, o influenzato, maggiormente il mondo del metal negli ultimi trent`anni. Il loro sound, le chitarre ribassate, quel modo di cantare hanno fatto scuola. I primi quattro album sono fondamentali ed io li ho sempre apprezzati ed adorati. Poi per me sono caduti in letargo, con dischi che non ho mai apprezzato, fino al penultimo che dava segni di rispresa, anzi di piu`. Oggi con questo i Korn hanno realizzato il loro miglior disco da Issues, con magar qualche brano non ben focalizzato nel mezzo del lavoro, na anche con grandi pezzi come i primi cinque, compreso il brano con Corey come ospite che mi piace parecchio, e gli ultimi due, Next in line con quegli scraths e` veramente interessante. La voce di Davis poi con gli anni e` migliorata e secondo m ha raggiunto un`espressione che non aveva a inizio carriera. Certo, i riff son sempre quelli, ma la band ha saputo creare dei pezzi coinvolgenti come da tanti anni non facevano. Per me un 85 se lo merita.
Deathland
Giovedì 27 Ottobre 2016, 10.49.24
33
Solo una trentina di commenti?
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Mercoledì 26 Ottobre 2016, 22.02.59
32
Grandi analisi ragazzi...comunque confermo che al quarto ascolto l'album migliora ancora,peeeeeerò
Matteo
Mercoledì 26 Ottobre 2016, 13.23.20
31
Un Tuono!
Carmine
Martedì 25 Ottobre 2016, 13.10.08
30
Era il 2013 quando annunciarono The Paradigm Shift, facendomi dire "ma dove cavolo vogliono andà?". Adesso, metabolizzato Paradigm, e metabolizzato anche questo Serenity Of Suffering, posso dire di aver dimenticato tutte le sperimentazioni (senza capo e coda) commissionate da quella capoccia di Davis. Quando quest'ultimo si limita a fare il cantante è decisamente all'altezza del compito... ma oltre lui, un plauso anche agli altri ragazzi; Head e Munky che tornano coi loro intrecci, Fieldy torna a farsi sentire un pò (ma voglio che sia messo più in risalto) e Ray ottimo alle pelli, nonostante abbia uno stile più heavy. Che altro dire... Bentornati ai Korn!
Nu Metal Head
Lunedì 24 Ottobre 2016, 22.59.48
29
era dai tempi di TALITM che non spaccavano così, questo è vero, ma io penso che questo album con quello non c'entri proprio niente! nonostante venga pescato qualcosa qua e là dai dischi del passato, quello era un pugno in faccia, e JD urlava come una bestia dall'inizio alla fine, spesso anche troppo e a sproposito, e poi c'era il fieldy che era il vero fieldy, con la mitraglietta costantemente presente e in primo piano, mentre qui viene dato molto più spazio alla melodia nella voce di JD, e le sue urla sono sì ben presenti ma molto più dosate, mentre il fieldy si sente sicuramente di più rispetto al disco precedente ma mai come nei dischi di una volta, o come in "korn III"... fatto sta che a parte queste sostanziali differenze questo disco rimane molto riuscito e ben suonato, e insieme all'album del 2003 penso di poter dire che in quanto a qualità vengano subito dopo il "SQI" (Sacro Quartetto Iniziale ), almeno secondo le mie preferenze...
Daniele
Lunedì 24 Ottobre 2016, 20.22.58
28
straquoto manaroth85 ,canzoni dirette senza tanti fronzoli. Anch'io credo che questo è quello che vogliono i fan. Intanto il disco è in fase di consumazione e Insane per me è una delle più belle canzoni dei Korn di sempre. La media voto che leggo sopra secondo me è giusta,siamo tra gli 80 e 85.
manaroth85
Lunedì 24 Ottobre 2016, 20.16.24
27
grande disco! il disco che tutti volevano o si aspettavano! nulla di innovativo, ma fanno ciò che sanno fare meglio! tutto canzoni validissime, si lascia ascoltare dalla prima all'ultima traccia, veramente bello, grande ritorno! era da take a look in a mirror che non spaccavano così! inutile criticarli i korn sono i korn! unici! per me voto 90!
Rocker666
Lunedì 24 Ottobre 2016, 19.16.32
26
Finalmente un album alla Korn!! Voto 82
Deathland
Lunedì 24 Ottobre 2016, 19.07.21
25
Gran disco, comprato oggi, voto 80
Smash
Domenica 23 Ottobre 2016, 21.24.41
24
I primi 5 brani scorrono che è una meraviglia, mi è piaciuta molto la collaborazione con Corey Taylor. Verso la fine mi è sembrato leggermente ripetitivo, tanto che, per farlo mio a livello generale, ho sentito il bisogno di ascoltarlo solo 2 volte. Riff spesso scopiazzati l'uno con l'altro, eccessivamente essenziali, ritornelli con poca fantasia dopo la metà del disco. L'ho trovato poco originale in numerosi frangenti: ero li ad ascoltare aspettandomi una sensazione, un brivido, un'emozione che francamente non mi è arrivata. Ad ogni modo un lavoro discreto, Insane, Rotting in Vane, Black is the soul e A Different World, ad esempio, sono canzoni incisive e graffianti. Premetto di essere prevenuto nei confronti dei Korn, nel senso che ritengo Issues un capolavoro assoluto difficilmente eguagliabile; tutto ciò che hanno scritto dopo quel disco, che ho stra-amato, non mi ha mai entusiasmato più di tanto. In conclusione, il disco non é malaccio, non mi aspettavo né di piú né di meno: per me è da 70.
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Domenica 23 Ottobre 2016, 20.37.52
23
Grandissimo ritorno dei Korn e grandissima recensione del grande Barry,e di fronte a tutta questa grandezza non resta che inchinarsi...l'unica cosa dove non concordo è la collaborazione con il Corey,che considero tra i migliori highlights dell'album...sarà che sono di parte quando si tratta dei quattro rastoni ma a me quest'album piace dall'inizio alla fine,se dovessi scegliere le migliori direi "The Hating""Everything Falls Apart""A Different Wolrd""Die Yet Another Night" ma non c'è una traccia che non sia degna di nota!!per ora il voto è sull'85 ma sono seriamente preoccupato che ai prossimi ascolti possa addirittura aumentare perchè qui dentro si trova una sintesi perfetta di tutto ciò che erano i Korn negli anni '90 senza scadere troppo nell'autocitazionismo,a parte in "Black is The Soul" dove il basso è praticamente uguale ad "It just sets me free"in Ass Itch...a fare da contraltare però in alcune canzoni come "When You're ot There"si trovano anche linee vocali nuove che rendono la traccia bellissima e originale...per il resto manca la cornamusa si,ma ritorna in primo piano il basso di Fieldy,ritornano i momenti sclero che hanno fatto la storia e dio sia lodato Jonathan torna a fare ragadigabumdagadibum...."THERE IS NOTHING IN MY HEAD!!!"
chucky
Domenica 23 Ottobre 2016, 18.49.25
22
secondo me è da 80 (ok 79 è praticamente lo stesso hahaha). Gli episodi "infelici" sono 2, a different world e il ritornello di Next in line, per il resto non trovo una sbavatura. Mi trovo d'accordo con chi ascolta in quest'album passaggi di Issues e Untochables, ci azzecca molto mentre i passaggi rabbiosi sono da take a look in the mirror. Grande album Ottima recensione, ce ne fossero di recensioni così...
Nu Metal Head
Domenica 23 Ottobre 2016, 14.22.06
21
@metallum sum: penso sia la cosa migliore da fare, però occhio alle distrazioni! io nel frattempo col passare degli ascolti promuovo anche "next in line"... gran bella canzone, ma tutto l'album è bello dai...
Testamatta ride
Domenica 23 Ottobre 2016, 13.57.38
20
Ottima disamina Ska78, complimenti
Ska78
Domenica 23 Ottobre 2016, 13.19.25
19
Sono d'accordo con la recensione, tranne la parte dei Limp Bizkit (prostitute del nu metal vi odio) JD è guarito e fortuna sua e sfortuna nostra non possiamo farci nulla. Dico sfortuna perchè grazie alle sue turbe mentali ci ha regalato capolavori inarrivabili come i primi 2 cd. Sono felice che i Korn abbiano finalmente capito che cercare di emulare quei 2 lavori sarebbe stato ridicolo e sopratutto impossibile (si veda Korn III che nonostante non sia così brutto lo trovo abbastanza noioso e vuoto). Sono felice che ora abbiano trovato una loro strada, che devo dire mi piace molto. Per trovare un sound giusto sono caduti in lavori che ancora non riesco a capire e apprezzare, tranne alcune tracce. Parlo degli album post Talitm. Con il penultimo album e il rientro di Head (grazie grazie grazie!) hanno finalmente ritrovato quella cattiveria e quell'alone oscuro/melodico che mancava. Mi è piaciuto tanto quell'album e mi piace ancora di piu questo. Non ho trovato una traccia brutta, non una. Accontentare la critica è impossibile e sinceramente non ne vedo nemmeno il motivo visto che, contiunare a osannare Korn e life is peachy chiedendo il bis è fondamentalmente stupido. Ricordo che c'era chi ha valutato male anche Issues e Untouchables, quindi lasciamo stare i critici musicali e le loro rischieste da bambini viziati e pseudo intellettuali. Questo album è il nuovo suono dei korn: moderno, cattivo e con qualche richiamo al passato che non guasta mai, forse un po ruffiano a volte, ma chissenefrega a noi piace così. Tanto c'è sempre qualcuno che avrà da ridire. Voto: 85 (Ps. La voce di JD migliora sempre di piu ed è impossibile non amarla)
Devicecod
Domenica 23 Ottobre 2016, 12.31.35
18
Sul fatto che faccia molti richiami al passato sono d'accordo (L'intro pesante A Different World mi ha ricordato molto Beat It Upright di Untouchables) ma per il complesso lo ritengo leggermente superiore a The Paradimg Shift a livello qualitativo (Smussato le parti un pò troppo elettroniche e rivivacizzato le chitarre grezze e il basso di Fieldy che spesso veniva "coperto" nel precedente disco) e sul piano delle dichiarazioni rilasciate dalla band prima della sua pubblicazione perché hanno saputo mantenere le promesse fatte (chitarre più pesanti e presenza dell'elettronica). Qualche calo c'é durante l'ascolto del disco, però é minimo e limitato. Voto 82
Barry
Domenica 23 Ottobre 2016, 12.00.08
17
@Testamatta ride ahah probabilmente è vero, a volte mi contorco alla Fracchia grazie comunque!
freedom
Domenica 23 Ottobre 2016, 11.48.05
16
Mi piace sempre più ad ogni ascolto. Insane è fantastica...che pezzo!
BlackSoul
Domenica 23 Ottobre 2016, 9.54.06
15
Mi trovo d'accordo con Barry. E' un bell'album ma secondo me Paradigm Shift aveva quel qualcosa in più, probabilmente rappresentato dal fatto che era rimasto un minimo d'influsso della sperimentazione di TPOT. Resta il fatto che non ci sono molte band NuMetal capaci ad ogni uscita di sfornare lavori così buoni anche dopo 20 anni. E poi la parte scat di Rotting in Vain è fantastica. Voto 80.
metallum sum
Domenica 23 Ottobre 2016, 9.41.04
14
Oggi pomeriggio lo ascolterò con la mia morosa, poi darò un giudizio, ma dai singoli rilasciati sembra veramente un buon album.
Testamatta ride
Domenica 23 Ottobre 2016, 8.50.19
13
Io, almeno per ora, non riesco a condividere l'entusiasmo degli amici prima di me, che cmq rispetto, e fermo restando che un nuovo album dei Korn lo ascolto sempre con piacere per una forma di affetto immutata negli anni. L'album racchiude un po' tutti i loro cliché e io, francamente, con il rientro di Head (soliti riffoni triti e ritriti un po' tutti uguali tra loro) non ho riscontrato questo grande balzo generale nella qualità media delle composizioni. Per dirla tutta preferisco ancora, per esempio, Korn III agli ultimi due (anche se sono senz'altro più sinceri). Mi riservo, tuttavia, di cambiare idea con i successivi ascolti. Barry le tue recensioni mi piacciono sempre di più, complimenti...forse stavolta, se mi permetti, ho riscontrato un eccesso di pippe mentali (se mi passi il termine) nell'ultimo periodo😉 però per il resto bene davvero.
((( )))
Domenica 23 Ottobre 2016, 0.37.16
12
podio: n°1 INSANE 2 ROTTING IN VAIN 3 WHEN YOU'ARE NOT THERE 4 THE HATING 5 EVERYTHING FALLS APART 6 DIE YET ANOTHER NIGHT 7 CALLING ME TOO SOON 8 BLACK IS THE SOUL 9 A DIFFERENT WORLD 10 PLEASE COME TO ME 11 BABY 12 NEXT IN LINE 13 TAKE ME voto 81 e una risposta ai detrattori YOU CAN SUCK MY DICK AND FUCKING LIKE IT!!!
Halo
Sabato 22 Ottobre 2016, 22.59.15
11
Grandissimo ritorno! Non vedo l'ora di sentire come suonano questi pezzi dal vivo
antomie
Sabato 22 Ottobre 2016, 19.03.34
10
Forse è per colpa dell'hype elevato che avevo per questo nuovo album, forse perchè ero fiducioso dopo "The paradigm shift" che mi aveva convinto fin da subito (grazie Head), ,ma questo "The serenity of suffering" mi ha stregato letteralmente. Dai tempi di TALITM non ascoltavo un cd del genere, ha qualcosa di "Untouchables", di "Issues" copertina compresa, e che dire, era tutto quello che volevo dopo l'addio per fortuna momentaneo di Head. Menzione particolare per Ray che finalmente sembra dentro la band e soprattutto dentro il suo suono. Voto 85
Obzen90
Sabato 22 Ottobre 2016, 18.36.21
9
Non so perché, ma le canzoni di questo album mi fanno pensare immediatamente agli album Issues e Untochables. Saranno probabilmente le atmosfere e ammetto che é dai tempi di Take a look in the mirror, che non mi entusiasmavo per una loro nuova uscita. Bravi Korn, vi ho finalmente ritrovati.
Barry
Sabato 22 Ottobre 2016, 16.13.20
8
@luca: Direi che siamo in entrambi i casi su valutazioni fra 82 ed 87, come peraltro risulta anche dalle recensioni dei miei illustri colleghi su questo sito. Due album probabilmente inferiori solo al Sacro Quartetto iniziale
Barry
Sabato 22 Ottobre 2016, 16.09.52
7
Ci mancherebbe, fossero tutti così i commenti in caso non si capisca, io amo quasi ogni sperimentazione dei Korn, quindi non sono fra coloro che li criticano di esser stati incapaci di evolversi credo in compenso che questo Serenity of Suffering peschi in modo spudorato dal passato, forse ancor più di Remember who you are. E, benché lo faccia egregiamente, preferisco di un pelo Paradigm Shift proprio perché lievemente più "coraggioso"
Nu Metal Head
Sabato 22 Ottobre 2016, 15.45.32
6
recensione che ha qualche passaggio che non mi convince molto, detto sempre col massimo rispetto... accusare i korn di fare più o meno le stesse cose dal 1994 in poi, al pari dei limp bizkit, non mi pare azzeccatissimo, visto che praticamente non hanno mai fatto un album uguale all'altro, e anzi l'eccessivo sperimentalismo dei 3 album elettronici soprattutto è stata la loro rovina... detto questo il mio giudizio è super positivo, un album che sarà pure più ruffiano e meno spontaneo del precedente, ma che allo stesso tempo funziona meglio, è più "pesante" e non ha dei veri momenti di stanca... io mi sono calato in pieno nella nuova realtà di JD, e devo dire che lo apprezzo tantissimo in questa sua veste più melodica, più passano gli anni e più la sua voce migliora, è un grande... il fatto di alternare strofe più dure a ritornelli più melodici e viceversa sistematicamente penso sia una cosa voluta, e non una mancanza di ispirazione... oltre a quelle già note, la mia preferita in assoluto è "the hating", molto particolare nella struttura, violenta e riflessiva allo stesso momento, e con delle urla finali che non so perché sin dal primo ascolto mi hanno ricordato quelle di "my gift to you"... a ruota seguono "everything falls apart" e "please come for me", ma come detto anche tutte le altre in ciascuna di essa hanno qualcosa che mi cattura, "take me" compresa... e poi sarò uno dei pochi ma l'episodio con Taylor lo vedo convincente, sinceramente non capisco tutte queste critiche... il frontman di slipknot/stone sour fa il suo, nel suo consueto stile, e JD lo stesso... cosa chiedere di più? non capisco... comunque grande ritorno dei korn e grande head, senza di lui penso che questa rinascita non sarebbe mai stata possibile... unici appunti come detto la mancanza della cornamusa, che ficcata da qualche parte ci sarebbe stata alla grande, ed una copertina un po' così, ma rivalutata comunque e non così brutta come sembrava all'inizio... posso dire che la confezione del cd nel suo insieme è una figata! su una cosa sono d'accordo con voi, il voto, ma perché io a "the paradigm shift" avevo dato 77... non so, forse dovrei rivederli alcuni voti degli altri album, un po' stretti forse, ma perché mi sono prefissato di lasciare in "arancione" solo i primi 4... boh, vediamo... comunque per ora voto: 79.
Nu Metal Head
Sabato 22 Ottobre 2016, 15.44.33
5
recensione che ha qualche passaggio che non mi convince molto, detto sempre col massimo rispetto... accusare i korn di fare più o meno le stesse cose dal 1994 in poi, al pari dei limp bizkit, non mi pare azzeccatissimo, visto che praticamente non hanno mai fatto un album uguale all'altro, e anzi l'eccessivo sperimentalismo dei 3 album elettronici soprattutto è stata la loro rovina... detto questo il mio giudizio è super positivo, un album che sarà pure più ruffiano e meno spontaneo del precedente, ma che allo stesso tempo funziona meglio, è più "pesante" e non ha dei veri momenti di stanca... io mi sono calato in pieno nella nuova realtà di JD, e devo dire che lo apprezzo tantissimo in questa sua veste più melodica, più passano gli anni e più la sua voce migliora, è un grande... il fatto di alternare strofe più dure a ritornelli più melodici e viceversa sistematicamente penso sia una cosa voluta, e non una mancanza di ispirazione... oltre a quelle già note, la mia preferita in assoluto è "the hating", molto particolare nella struttura, violenta e riflessiva allo stesso momento, e con delle urla finali che non so perché sin dal primo ascolto mi hanno ricordato quelle di "my gift to you"... a ruota seguono "everything falls apart" e "please come for me", ma come detto anche tutte le altre in ciascuna di essa hanno qualcosa che mi cattura, "take me" compresa... e poi sarò uno dei pochi ma l'episodio con Taylor lo vedo convincente, sinceramente non capisco tutte queste critiche... il frontman di slipknot/stone sour fa il suo, nel suo consueto stile, e JD lo stesso... cosa chiedere di più? non capisco... comunque grande ritorno dei korn e grande head, senza di lui penso che questa rinascita non sarebbe mai stata possibile... unici appunti come detto la mancanza della cornamusa, che ficcata da qualche parte ci sarebbe stata alla grande, ed una copertina un po' così, ma rivalutata comunque e non così brutta come sembrava all'inizio... posso dire che la confezione del cd nel suo insieme è una figata! su una cosa sono d'accordo con voi, il voto, ma perché io a "the paradigm shift" avevo dato 77... non so, forse dovrei rivederli alcuni voti degli altri album, un po' stretti forse, ma perché mi sono prefissato di lasciare in "arancione" solo i primi 4... boh, vediamo... comunque per ora voto: 79.
luca
Sabato 22 Ottobre 2016, 15.42.27
4
bella recensione poi l'album dovrò ascoltarmelo con calma e confrontarlo con l'album precedente invece volevo chiederti una cosa tu cosa ne pensi di Untouchables e di Take a Look in the Mirror e quanto gli avresti dato? Perchè sono indeciso se comprarli
luca
Sabato 22 Ottobre 2016, 15.41.30
3
bella recensione poi l'album dovrò ascoltarmelo con calma e confrontarlo con l'album precedente invece volevo chiederti una cosa tu cosa ne pensi di Untouchables e di Take a Look in the Mirror e quanto gli avresti dato? Perchè sono indeciso se comprarli
freedom
Sabato 22 Ottobre 2016, 15.40.57
2
Mi trovo d'accordo con la recensione. Credo che TPS fosse nel complesso più ispirato, e togliendo quella schifezza di Never Never, mi pare riesca pure a battere questo album di un paio di punti. Comunque siamo lì...due ottimi dischi uno dopo l'altro da una band data ormai per morta. Io mi "accontento" e me li tengo pure stretti. Menzione d'onore per JD, sempre più bravo al microfono, e per la coppia Head-Munky che non ha eguali in ambito numetal. Il loro periodo d'oro è passato da un pezzo, ma parliamo pur sempre di veri e propri fuoriclasse. E si sente. Voto 80.
freedom
Sabato 22 Ottobre 2016, 15.40.47
1
Mi trovo d'accordo con la recensione. Credo che TPS fosse nel complesso più ispirato, e togliendo quella schifezza di Never Never, mi pare riesca pure a battere questo album di un paio di punti. Comunque siamo lì...due ottimi dischi uno dopo l'altro da una band data ormai per morta. Io mi "accontento" e me li tengo pure stretti. Menzione d'onore per JD, sempre più bravo al microfono, e per la coppia Head-Munky che non ha eguali in ambito numetal. Il loro periodo d'oro è passato da un pezzo, ma parliamo pur sempre di veri e propri fuoriclasse. E si sente. Voto 80.
INFORMAZIONI
2016
Roadrunner Records
NuMetal
Tracklist
1. Insane
2. Rotting In Vain
3. Black Is The Soul
4. The Hating
5. A Different World
6. Take Me
7. Everything Falls Apart
8. Die Yet Another Night
9. When You’re Not There
10. Next In Line
11. Please Come For Me
Line Up
Jonathan Davis (Voce, Tastiere)
Brian “Head” Welch (Chitarra)
James “Munky” Shaffer (Chitarra)
Reginald “Fieldy” Arvizu (Basso)
Ray Luzier (Batteria)

MUSICISTA OSPITE
Corey Taylor (Voce su traccia 5)
 
RECENSIONI
80
78
71
69
87
80
93
85
90
97
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