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Proclamation - Advent of the Black Omen
29/10/2016
( 515 letture )
In un mondo duttile e mutevole come quello della musica, si ha sempre costante voglia di cambiare, di far emergere nuove idee per evitare di ristagnare nelle solite cose già sentite; si hanno sempre barlumi di inventiva che portano a qualcosa di più, un qualcosa che non era stato ancora approfondito da nessun altro. Ciò non sempre riguarda solamente estro e tecnica dei musicisti, abili compositori o parolieri. Può riguardare una semplice voglia di spingersi oltre il limite, dove in pochi hanno osato avvicinarsi.
Negli anni '80, questo mondo cambiava in continuazione, disco dopo disco, quasi ogni gruppo aggiungeva qualcosa in più e di nuovo rispetto agli altri, tanto che si creò un ambiente in cui era facile continuare costantemente a spingersi oltre e, in numerosi casi, la musica creata era così diretta da spingere altri a creare qualcosa di ancora più estremo e, talvolta, mai suonato prima. Proprio quest’indole così selvaggia e priva di ogni interesse nel piacere alle masse, ha spinto ad addentrarsi per alcuni in un mondo ancora più estremo e da lì nacquero progetti come Vulcano, Sarcòfago, Von e via dicendo. Con i loro dischi si creò un nuovo punto zero da cui partire e peggiorare, in senso buono, la situazione sempre più compromessa in termini di melodie.

In quegli anni non erano in molti a puntare su questa nuova nicchia che stava velocemente ingrandendosi e prendendo forma, ma tra le varie etichette che promuovevano la musica estrema, un brav’uomo di nome Ricardo Campos diede vita verso la metà degli anni '80 alla leggendaria Wild Rags Records, etichetta di importanza vitale per quei gruppi che puntavano al death metal, black e grindcore più primitivi, andando a stampare dischi che divennero poi fondamentali per lo sviluppo di questa ferale entità musicale.
Mi riferisco soprattutto ai primissimi lavori dei Blood, gruppo culto del grindcore che ha avuto il merito di influenzare il gruppo forse più rappresentativo del genere, fondamentale per i seminali Blasphemy che con il loro Fallen Angel of Doom.... riuscirono a far allontanare molti dai suoni più estremi, soprattutto per la loro caratteristica diciamo scoordinata nel suonare, ma che con quel disco d’impatto condizionarono irrimediabilmente la scena, tanto che da lì a poco si formarono tantissimi altri gruppi intenti a percorrere quella strada, ognuno a proprio modo, che a loro volta influenzarono altri gruppi e via via si creò una folta schiera di militanti.
Tra quelli più vicini ai canadesi , ci sono anche i qui presenti spagnoli Proclamation, formatisi nel 2003, che hanno ben presto messo in chiaro le loro intenzioni, pubblicando alcuni demo e uno split con i connazionali Teitanblood, altro gruppo per pochi, con cui ''condivisero'' il misantropo cantante NSK per questo primo album in carriera, quello che ritengo il loro migliore: Advent of the Black Omen, prodotto dall'inossidabile Nuclear War Now! Records.

Come suggerisce il titolo, Advent of the Black Omen non è proprio un disco da suonare ad una serenata d'amore. Infatti, le sue principali qualità appaiono essere un suono cacofonico, sanguinario e una produzione da catacomba, con campane a morto che ripetutamente troviamo nelle canzoni, oltre a fulminee ripartenze in blast tanto care ai Blasphemy, suoni maledettamente ovattati, chitarre grevi e coperte dalle continue mazzate ai piatti maltrattati da Todesking (mi evito di scrivere i nomi d'arte, abbiate pazienza). Il disco è un vero campo di battaglia su cui capeggia il più becero satanismo da strada, testi vomitati come vuole la tradizione e canzoni brevi, vere fucilate senza ritegno, il tutto per circa 30 minuti di follia e gratificazione dello spirito, soprattutto nelle tracce più emblematiche quali Evil Blood of Sodomy, Hecatomb, la titletrack in stile puramente Blasphemy e Baptism In Fire, che si collega alla conclusiva aperta da pochi e inquietanti secondi, una sinistra calma prima della tempesta affidata a Proclamation of Doom. Le tracce sono tutte ben legate fra loro, le metriche, le armonie e il piacevole relax che si prova durante l'ascolto di un disco sono simpaticamente cancellati a suon di gomitate, per lasciare spazio ad una furiosa rabbia crescente per tutto l'ascolto.

Gli spagnoli proseguirono la loro incessante e violenta marcia ancora per qualche anno, sostituendo solo il cantante NSK impegnato con i Teitanblood, ma si sciolsero dopo l'ultimo disco del 2012, intitolato Nether Tombs of Abaddon, per poi rinascere con il monicker Sacrificio, ben impostanti anche in quest'altra realtà ormai prossima al primo album, in uscita il prossimo dicembre. Nonostante abbiano deciso di non pubblicare altro materiale come Proclamation, ciò non toglie l'assoluta importanza di questo disco nel contesto del black metal più cruento, nato proprio da quegli anni in cui tutto era messo in discussione, in cui il caos era visto come un avvento, atto a farsi travolgere e lasciarsi cullare da quel nero presagio, e non un qualcosa da cui fuggire.



VOTO RECENSORE
88
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
lisablack
Martedì 1 Novembre 2016, 12.28.38
3
Gran bella recensione..album tremendo, da paura, grandi!!
ignis
Martedì 1 Novembre 2016, 11.35.00
2
Ottimo aver ricordato il mitico Richard C.! Per molti un rip-off, ma in realtà personaggio davvero seminale. Ero in costante contatto con lui e devo dire che mi parve persona onesta e generosa.
vecchio peccatore
Sabato 29 Ottobre 2016, 18.48.16
1
Grande recensione per un ottimo album, per me il loro migliore, come voto starei un po' sotto, ma ad ogni modo, a chi piacciono gli altri gruppi che hai citato non posso che consigliarli... Anche i Sacrificio promettono molto bene
INFORMAZIONI
2006
Nuclear War Now! Records
Black
Tracklist
1. Rise of the Abomination (Intro)
2. Evil Blood of Sodomy
3. Rites of Carnality
4. Hecatomb
5. Crucifixion Vomit
6. Advent of the Black Omen
7. Seed of the Antichrist
8. Hellbound Triumph
9. Bestial Hordes from Hades
10. Baptism in Fire
11. Proclamation of Doom
Line Up
Juan Carlos Deus (Voce, Chitarra)
Reverend of Goetic Rituals, Commander of 72 Evil Spirits (Voce)
A. Martin (Basso)
Abomination of 4 Mayhemic Winds and Bestial Offensor (Batteria)
 
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