Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Voivod
The Wake
Demo

Panni Sporchi
III
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

23/10/18
BAD BONES
High Rollers

26/10/18
BLOODBATH
The Arrow of Satan is Drawn

26/10/18
HOLY SHIRE
The Legendary Shepherds of the Forest

26/10/18
ICARUS WITCH
Goodbye Cruel World

26/10/18
CARCHARODON
Bukkraken

26/10/18
FIFTH ANGEL
The Third Secret

26/10/18
KMFDM
Live In The USSA

26/10/18
EISREGEN
Fegefeuer

26/10/18
WESTFIELD MASSACRE
Salvation

26/10/18
UNLEASHED
The Hunt For White Christ

CONCERTI

25/10/18
KILLING JOKE
CAMPUS INDUSTRY - PARMA

26/10/18
HOLY SHIRE + GUESTS
LEGEND CLUB - MILANO

26/10/18
THOMAS SILVER + SMALL JACKETS
GRIND HOUSE CLUB - PADOVA

26/10/18
AEVUM + GUESTS
THE ONE - CASSANO D'ADDA (MI)

27/10/18
LIFE OF AGONY
ROCK PLANET - PINARELLA DI CERVIA (RA)

27/10/18
INFERNAL FORCES
LIVE CLUB - TREZZO SULL`ADDA (MI)

27/10/18
GLI ATROCI
SOUND CLUB - MILANO

27/10/18
AFFLUENTE + GUESTS
GRIND HOUSE CLUB - PADOVA

27/10/18
BARBARIAN + INGROWN
CSOA ANGELINA CARTELLA - REGGIO CALABRIA

27/10/18
BARBARIAN + LICH
BANDIDOS PLACE - MESSINA

Meshuggah - The Violent Sleep of Reason
02/11/2016
( 6794 letture )
Credo che non ci sia bisogno di presentazioni quando si affronta il discorso Meshuggah. La band dei cinque folli svedesi è infatti da anni considerata una delle più singolari realtà partorite dalla scena scandinava negli ultimi vent’anni circa ed è una delle poche che è stata capace di creare un sound fortemente personale, tanto da essere stato copiato e clonato da centinaia di band minori in modo più o meno riuscito.
Inoltre, se si considera che ormai i Meshuggah sono giunti al traguardo dell’ottava uscita discografica, c’è da stupirsi di come i nostri riescano a mantenere alta la qualità della propria proposta sonora, che è ormai cementata in caratteristiche ben evidenti e immediatamente riconoscibili. Ad un ascolto distratto si rischia quasi di scadere nell’immobilismo artistico o nella famigerata similitudine della “minestra riscaldata”, ma i nostri riescono sempre ad evitare di diventare banali o scontati. Ogni loro album, incluso il nuovo The Violent Sleep of Reason, che oggi andremo ad esaminare, altro non è che una astuta rielaborazione degli stessi ingredienti, ma che essendo preparati e cotti da sapienti cuochi, sembrano sempre far parte di una ricetta differente.
Questi ingredienti sono i seguenti e ovviamente li ritroverete tutti, in ogni composizione di questo album: in primo luogo spicca la voce graffiante, sgraziata e straniante del buon Jens Kidman, vocalist che personalmente non ho mai amato, ma che è perfetto per il clima robotico e asettico che la musica dei Meshuggah riesce a creare. In secondo luogo troviamo il muro ritmico e solista proposto dal duo Hagstrom e Thordendal, giocato su riff stoppati, distorti e ribassati all’inverosimile, tanto è vero che spesso è facile confondere i suoni del basso con quello delle due otto corde e viceversa. I ragazzi sono maestri a suonare riff apparentemente monocorde, ma in costante rielaborazione, grazie all’uso di piccoli accorgimenti come i cromatismi e lo spostamento di accento su ogni singola battuta, a volte aggiungendo note e valori, altre volte togliendole o creando microvariazioni. E tutto ciò è solo per la sezione ritmica. In fase solista, gli assoli vengono suonati con sapienza, con suoni gelidi, puliti e cristallini, sfruttando armonizzazioni e arpeggi semplici ma d’effetto e sono ovviamente fondamentali per amplificare quel senso di gelida imperturbabilità del combo svedese. In ultimo, il drumming di Tomas Haake rimane uno dei più riconoscibili in ambito metallico: sebbene gran parte dei pezzi dei Meshuggah sia scritto in 4/4 (lo ha detto lui!), il tentacolare batterista riesce a destabilizzare l’ascoltatore grazie alla sua smisurata tecnica e fantasia. Haake è la dimostrazione vivente di quanto sia fondamentale un buon drummer dotato in pari dosi di tecnica e fantasia ed è il vero motore che permette ai propri compagni di far spiccare il volo ai brani.

Ora –volendo- la recensione si potrebbe chiudere qui: al lettore la scelta tra saltare le righe seguenti e leggere il voto in calce o continuare l’analisi del disco. Come suona il nuovo album dei Meshuggah? Semplicemente basta prendere gli elementi elencati poco fa, ma metterli in un contesto insolitamente più fruibile rispetto ai lavori precedenti. Ovviamente non sto dicendo che i cinque svedesi si sono del tutto venduti, ci mancherebbe altro, ma semplicemente che il gruppo pur mantenendo la complessità strumentale che da sempre li ha caratterizzati, è passato a strutture più dirette e semplici (termine da prendere con le pinze), seguendo così il discorso intrapreso con il precedente Koloss. Oppure, più semplicemente, dopo otto album e venti anni di carriera coerenti ed omogenei nella proposta sonora, dai Meshuggah si sa già cosa aspettarsi e quindi negli anni è diventato più semplice comprendere e descrivere la loro musica; oppure un’altra chiave interpretativa (forse la più probabile di tutte) di questa maggiore fruibilità potrebbe essere anche in parte attribuibile alla produzione, per la prima volta in presa diretta, elemento che in un contesto ostico come quello della compagine di Umea contribuisce a rendere tutto più fresco.

Concluso questo lungo preambolo, possiamo dedicarci all’analisi del disco. L’album parte subito bene sin dalle prime battute di Clockworks, brano che presenta sin da subito i marchi di fabbrica della band: il riffing allucinato e ultraribassato, la batteria impazzita, anche se maggiormente groovy rispetto al solito e il solito trapano vocale del buon Kidman. Insomma, un buon inizio, ideale per aprire le danze. Si prosegue sempre su toni claustrofobici con la seguente Born In Dissonance. Francamente su questo pezzo, visto il titolo mi aspettavo qualcosa di davvero malato e dissonante, però mi sono ritrovato di fronte ad un pezzo piuttosto canonico e lineare, ma con un buon assolo decisamente alienante che alza il valore del pezzo nel suo complesso. L’ascolto continua con la micidiale MonstroCity, pezzo mastodontico dal riff portante schiacciasassi e dall’incedere ossessivo, ma reso tutto sommato orecchiabile e diretto grazie ad uno sprazzo di melodia intorno a alla metà della canzone, cosa piuttosto inusuale per la band svedese. By the Ton invece parte lenta, con un fraseggio pulito e straniante, cacofonico e poi ha un proseguo lento, monolitico e pesantissimo, da headbanging sfrenato in sede live. Le due asce alle otto corde offrono riff stoppati e tesissimi, abilmente plasmati e suonati con precisione mostruosa. La doppietta costituita da Violent Sleep of Reason e Ivory Tower è allucinante: la prima ha un growl furiosissimo e lacerante nella sua invettiva contro l’ignoranza dell’uomo che segna inevitabilmente la sua fine, la seconda invece esplode nella sua incessante compattezza tellurica proprio quando la precedente sembrava essere del tutto conclusa, amplificando ancora di più il senso di disorientamento nell’ascoltatore. Risulta difficile per me ora descrivere il resto dell’album e soprattutto per quanto riguarda trasmettere le sensazioni che esso mi ha suscitato. Nel proseguire l’ascolto, bisogna ammettere che la seconda metà del disco è contraddistinta da pezzi di notevole fattura: si pensi è al riff mono nota di Nostrum e alla sua frenetica e mostruosa apertura strumentale a metà brano, con riff di chitarra legati l’uno all’altro e una vertiginosa parentesi strumentale. Oppure prendete la “lineare” Our Rage Won’t Die, l’unico brano dell’intero disco compresso sotto i quattro minuti. Questa è una canzone tutto sommato meno elaborata e stratificata rispetto alle altre, però nella sua semplicità pesta forte, senza lasciare spazio a cali di tensione, nemmeno quando i cambi di ritmo impongono un rallentamento nell’esecuzione strumentale. La finale Into Decay è la giusta chiusura di un disco claustrofobico dalla prima all’ultima nota. Questa è una canzone stritolante, con un incedere lentissimo, reso a tratti esasperante dall’ossessivo palm muting delle chitarre, che macinano nota dopo nota, annichilendo i sensi e confermando ancora una volta che nella musica dei Meshuggah non c’è spazio per melodie rassicuranti o passaggi catchy.


Finalmente l’album è finito ed è ora delle ultime riflessioni. The Violent Sleep of Reason è, come detto in precedenza, il solito album dei Meshuggah, il solito magmatico fluire di musica contorta e criptica, dove ogni dettaglio emerge lentamente ascolto dopo ascolto. Pur non essendo proprio un disco di facilissimo approccio però bisogna ricordare che la proposta dei Meshuggah è ormai un marchio di fabbrica e che dunque l’effetto sorpresa è tutto sommato scemato, lasciando al suo posto un sound inconfondibile e dalle fondamenta solide. In conclusione quindi direi che questo è l’ennesima conferma da parte di una band epocale, capace come poche altre di essere contemporaneamente alfiere di una proposta sonora sempre coerente e fedele a se stessa, ma al tempo stesso capace di riplasmare questa proposta ogni volta con nuove idee valide e innovative. In conclusione direi che questo disco è consigliato ai fan di vecchia data della band scandinava, ma anche a coloro che vogliono in qualche modo avvicinarsi alla folle tavolozza musicale del gruppo, ma che in precedenza, magari spaventati dalla cripticità della proposta hanno preferito rinunciare.
Semplicemente epocali.



VOTO RECENSORE
89
VOTO LETTORI
95.22 su 122 voti [ VOTA]
earthformer
Martedì 10 Aprile 2018, 15.28.05
125
mostri assoluti.
Vecchiothrasher
Giovedì 16 Novembre 2017, 17.55.38
124
questo album e un pugno diretto nei reni e nei denti!!!! cattivo ! non è come chaosphere ma è un ottimo album djent! 80 voto
ObscureSolstice
Venerdì 15 Settembre 2017, 10.24.38
123
In questa epoca tecnologica..Advanced metal, cyber metal, djent, metal tecnologico....ma io mi tocco le palle
Acasualdjentleman
Lunedì 11 Settembre 2017, 23.56.41
122
Fate spazio alla band incontrastata e imbattuta nel panorama djent. Clockworks e tra le miglipri canzoni che i meshuggah hanno fatto.
naoto
Giovedì 5 Gennaio 2017, 10.54.41
121
Recensione molto lucida. Sicuramente il prodotto più "accessibile" (per produzione e intenti) del gruppo svedese. Resta il fatto che dopo due decadi di attività ininterrotta scrivere musica di qualità così alta non è da tutti. Anzi. Encomio del cybermetal.
zakyzar
Venerdì 30 Dicembre 2016, 14.10.49
120
bravo havismat ..chaosphere e'l'araldo supremo dei meshuggah,tecnicamente ineccepibili voto 95
paju
Giovedì 15 Dicembre 2016, 11.06.09
119
Epocali e' la parola giusta!!Difficile approciarsi alla loro musica, sopratutto in un contesto come quello del metal odierno. Bisognerebbe seguire la loro evoluzione.Sicuramente ostici e non facili.. ma personali e originalissimi. Impossibile ijquadrarli. Molte band che usano a pie sospinto tempi dispari, poliritmie e altro sono partiti dai M. e dalla laoro musica. Da ascoltare e ascoltare. difficili. unici. Grandi.
Havismat
Venerdì 9 Dicembre 2016, 10.16.20
118
Io ero uno di quelli a cui non dicevano nulla e che li apprezzava come musicisti ma nulla di più. Con pazienza e lo spirito giusto sono poi riuscito a "capirli" ed ora sono diventati una mezza droga. A differenza di quando dicono in molti, suggerisco di iniziare ad approcciarsi a loro con Chaosphere, che è, secondo me, la loro quintessenza ed il loro capolavoro; tutti i successivi sono altrettanto ottimi, ma quello è irraggiungibile.
ObscureSolstice
Venerdì 9 Dicembre 2016, 9.20.57
117
Tatore vedi che andiamo sulla stessa lunghezza d'onda
tino
Mercoledì 7 Dicembre 2016, 19.20.36
116
tranquillo anche io la penso così. Ci ho provato diverse volte ed è stato uno strazio, musica orribile per me
Tatore77
Mercoledì 7 Dicembre 2016, 19.05.29
115
Ascoltati per la prima volta poco fa e mi hanno solo annoiato. Forse ho sbagliato album per cominciare, ma non mi sono proprio piaciuti. Visti i voti magari sono io che non li capisco...ma credo che semplicemente non rientrano nei miei gusti.
Davidian
Domenica 13 Novembre 2016, 17.22.37
114
''Non è che facciano pena ma non hanno creato niente di così distinguibile in 25 anni''.....è il tuo pensiero e lo rispetto, ovviamente non lo condivido perché 30 anni di carriera e otto album ti smentiscono alla grande. La musica è e sarà sempre una questione soggettiva e il voto di una recensione è relativo. Ho comprato The Violent Sleep of Reason mica perché ho visto 89 su Metallized, semplicemente perché mi è piaciuto, è quello che voglio e pretendo da una band come i Meshuggah. Miiiiiiiinchiaaaaaaaaaa che bottaaaaaaaaaaaaaa!!!
ObscureSolstice
Sabato 12 Novembre 2016, 19.09.57
113
@galilee: sono unici ok, ognuno ha il suo stile giustamente, ma non è che se uno è unico a suo modo e fa pena allora deve essere lodato in modo fuori dal normale. Loro tipo sono la migliore band del mondo contemporaneo? Ma per favore... Non è che facciano pena ma non hanno creato niente di così distinguibile in 25 anni, la follia non la sento, un monolite pieno di qualcosa fatto di qua e di là da altri rendendolo loro a modo personalmente noioso anche se qualcosa posso apprezzarla ma sicuramente, temo, questi voti così tanto esagerati sopra il 90 a ogni loro disco è fin troppo esagerato se una volta storcevano il naso per un disco con sonorità particolari non per tutti, temo probabilmente che molto più in là ci si accorgerà che si è accelerato considerazioni fin troppo positive quando ci saranno band migliori che lasceranno il segno in qualcosa di veramente significativo...neanche i Pantera hanno questi voti, va là
uatu
Sabato 12 Novembre 2016, 17.33.52
112
usuale mazzata stratosferica sui denti, la produzione poi ti incolla al muro devo dire però che quest'ultimo lavoro, a differenza dei due precedenti, devo veramente impegnarmi per ascoltarlo tutto dall'inizio alla fine senza rischiare di impazzire a questo punto, dopo la data di milano di dicembre insieme agli amabili high on fire, credo che li archivierò, ovviamente con menzione d'onore, nella mia metalloteca quello che avevano da dire l'hanno detto voto 80 al disco, 100 alla carriera
galilee
Giovedì 10 Novembre 2016, 19.52.19
111
Ahahahah... beh come ho fatto capita anche a me di non riuscire ad apprezzare qualcosa nonostante mille sforzi. I Nile e gli Alter bridge sono tra questi.
tino
Giovedì 10 Novembre 2016, 17.00.58
110
mi va benissimo, non intendo questo, sono bravi ci mancherebbe e si meritano tutti gli elogi, anche di più per quel che mi frega, è che lo sono talmente tanto che tutte le volte mi autoconvinco che devo farmeli arrivare a tutti i costi e rimango deluso tutto qui.
galilee
Giovedì 10 Novembre 2016, 16.48.02
109
Ma perché non ti va giù che i Meshuggah vengano così elogiati ?? : D X il Cinico. Ascoltati Obzen, ci sono più novità li che nei due dischi precedenti. Tra le quali alcune influenze prese dai Tool che non possono che far piacere.
tino
Giovedì 10 Novembre 2016, 16.29.42
108
A me sinceramente più che la recensione su questo sito, mi ha lasciato sbalordito la recensione triplice fatta su rock hard di questo mese, dove viene dipinto come capolavoro con tutto un corredo di similitudini, paroloni ed aggettivi che invogliano all’ascolto a busta chiusa. Sbalordito nel senso di meravigliato, attenzione, come quando dico “arrivare al delirio” non intendo in senso negativo, ma nel senso di eccessiva euforia, reazione di beatlesiana memoria. L’ascolto mi ha lasciato come le volte precedenti, perplesso. La stessa cosa quando mi provai ad avvicinare agli altrettanto osannati gojira, band secondo me molto simile. A differenza dei meshuggah il loro ultimo lavoro, magma, viene liquidato con un voto di mediocrità. Io l’ho ascoltato con prudenza ma poi l’ho trovato di una bellezza e di una emotività veramente rara di questi tempi, pur non rinunciando ad una certa monoliticità di fondo l’ho trovato dinamico ed ispirato, cosa che invece non posso dire per questo lavoro.
Il Cinico
Giovedì 10 Novembre 2016, 15.53.44
107
Pur riconoscendo le indubbie doti tecniche, io trovo la loro formula ormai ripetitiva. Fino a Nothing secondo me si son tutto sommato evoluti, poi la ricetta è diventata sempre la stessa, in particolar modo trovo la voce di Jens Kidman veramente inascoltabile e monocorde una vera palla al piede (ma questo da sempre). Dovendo definirli io li considero i padri del cosidetto Math-Metal, progressive nel loro caso mi sembra una forzatura, posto che è una definizione e non un dogma, se penso al Progressive mi vengono in mente i Genesis, i Rush, i Dream Theater ma i Meshuggah non li associo a quel tipo di musica.
L'adoratore del cespuglietto muliebre
Giovedì 10 Novembre 2016, 15.49.35
106
Il tuo citare i Tool mi fa pensare una cosa... Sia chiaro, non è una gara a farsi fighi con ciò che è più pesante o più cervellotico. Non è che siccome i Meshuggah scrivono composizioni pesantissime e cervelloticissime allora chi dice di apprezzarli necessariamente "ne capisce di più". Il loro è un modo diverso di intendere il metal. E quindi chi ama altre suggestioni può tranquillamente evitare i loro album senza essere tacciato di faciloneria... ovviamente se ne comprende e riconosce il valore. A me i loro album piacciono e sarei contento che anche altri li apprezzassero. Nelle loro composizioni, al di là del suono brutale e del virtuosismo strumentale, c'è una raffinatezza matematica che ha anche un riscontro "emotivo", se si entra nella giusta ottica. Gli anglofoni la chiamano mind blowing: ascoltare i Meshuggah con la giusta disposizione ti manda il cervello in trance ipnotica... diciamo così. È però necessario avere la giusta disposizione. Che poi, quello della giusta disposizione, è un discorso che vale per ogni tipo di espressione artistica: è facile rimanere affascinati dall'architettura di una cattedrale gotica, più difficile entusiasmarsi con quella neoclassica; è facile perdersi in un dipinto di Bosch, più difficile empatizzare con Pollock. Ognuna di queste forme ha però un valore che è sia percettivo che tecnico che concettuale. Se si accetta di valutare ciò che abbiamo di fronte nei propri termini e non secondo i nostri canoni, si riuscirà a coglierne il valore ed anche a rimanerne affascinati o emozionati. A volte è una sorpresa come per Troisi ne Il Postino: Bello però, non me n'ero mai accorto che era così bello. Vabbe', non so se l'ho scritta in modo chiaro, comunque è una cosa più facile da capire che da spiegare...
Third Eye
Giovedì 10 Novembre 2016, 15.41.45
105
@ tino: per il resto, mi pare che tu l’abbia presa un po’ troppo sul personale. Io non ho nessun curriculum da esibire ma se la cosa ti può consolare ti posso dire che ho un bel po’ di anni sulle spalle. Ti ho parlato di una mia “impressione” personale scaturita anche dalla lettura di altre discussioni nelle quali hai fatto delle considerazioni che mi hanno lasciato perplesso. Quando ho usato (forse impropriamente) il termine “screditare” (da intendersi semplicemente come criticare) non mi riferivo ai Meshuggah ma facevo piuttosto un discorso generale visto che, da come parli, si evince che esisterebbero, a tuo dire, gruppi o dischi che non si possono assolutamente ascoltare e che altri invece, in preda forse ad una qualche forma di “delirio”, si permettono addirittura di osannare… Ma è solo un’impressione la mia! Non vorrei che tu mi accusassi di nuovo di fare psicoanalisi!
Third Eye
Giovedì 10 Novembre 2016, 15.41.01
104
@ tino (n. 63): e io “ho semplicemente detto che” l’idea che ci sia un “doppiopesismo” non mi convince affatto, perché, al di là delle valutazioni meramente qualitative che si possono fare sulle due tipologie di gruppi da te indicate (quelli da classifica da una parte e quelli appartenenti alla scena underground dall’altra) alla fine della fiera tutto viene ricondotto al gusto personale, il che significa che gli ascoltatori sono soliti criticare sia gli artisti che realizzano opere di facile consumo, sia quelli che con la loro proposta si rivolgono ad un pubblico molto ristretto. Se poi vogliamo entrare più nel dettaglio della faccenda, ti posso dire che quando parli di gruppi intoccabili e di “rispetto” dimentichi forse che essi hanno una storia consolidata alle spalle o godono comunque della stima di un pubblico di settore, motivi questi che sono più che sufficienti per elogiarli; e anche laddove si possa parlare di una sorta di venerazione nei confronti di questa o quella band, a meno che essa non sfoci in un bieco fanatismo, ci troviamo comunque nell’ordine naturale delle cose, per quanto detto poc’anzi, appunto. Quello che tu chiami “rispetto” se c’è non cala dall’alto, non dipende dalle mode passeggere ma è legato semplicemente ai propri meriti artistici; ciononostante e per quanto detto all’inizio ciascuno si fa la propria idea, per cui oltre al rispetto di una fetta di pubblico c’è immancabilmente l’incredulità di un’altra parte di esso che non si riconosce in un determinato progetto musicale. Nulla di male in tutto ciò, però, mi viene naturale fare delle considerazioni quando penso alle modalità con cui molti ascoltatori sono soliti giudicare formazioni o stili musicali riconducibili all’estremo; lo dico perché spesso e volentieri chi critica lo fa dimostrando o ammettendo chiaramente di essere avulso da un certo tipo di contesto musicale ma non tutti sono pronti ad ammettere i propri limiti! Piuttosto, c’è la tendenza a rimarcare la propria incompatibilità con un certo tipo di musica che diviene di volta in volta “caotica”, “incomprensibile”, “inascoltabile”, “senza nessun appiglio melodico” (i più temerari arrivano a dire che certi gruppi producono solo “rumore” o che addirittura la loro proposta non possa essere definita musica), ecc. Il fatto che qualcuno possa far presente a costoro quanto sia contraddittoria la loro posizione mi pare dunque una cosa del tutto naturale e non significa certamente voler spegnere il dibattito.
tino
Giovedì 10 Novembre 2016, 15.29.13
103
Il metal progressivo per me è un’altra cosa, se penso al metal progressivo penso a images and words. Qua secondo me c’è il solito marchio di fabbrica che si sente in praticamente tutte le band più o meno estreme che puoi trovare appena sbarchi dal traghetto che parte da helsingor, unito ad una schematicità e una abrasività che fa tanto industrial, anche senza loop o effetti sonori stile reparto carrozzerie di pomigliano.
Galilee
Giovedì 10 Novembre 2016, 15.08.46
102
Non sono opinioni personali, soprattutto se si parla di tecnica. Anyway si citavano Vulgar e Chaos come influenze per i Meshuggah, non tra di loro. Che appunto come dici anche tu sono due cose a se.
Pacino
Giovedì 10 Novembre 2016, 7.43.49
101
Io direi semplicemente progressive metal, Rebel Extravaganza è un capolavoro, miglior album dei Satyricon assieme al debutto, i Pantera di Vulgar per me non hanno influenzato Chaos ad, tutte opinioni personali
Lemmy
Mercoledì 9 Novembre 2016, 20.30.50
100
Ah e non è per me neanche una questione di essere disciamo cosi' gruppi complicati nel panorama metal, perchè ad es. i Tool anche se fanno uscire i loro lavori con il contagocce, a me garbano ed emozionano.
Lemmy
Mercoledì 9 Novembre 2016, 20.26.56
99
@L'adoratore, si ma infatti è un problema mio, ma a quanto vedo non solo mio, la loro poliritmia non mi piace ne mi lascia emozioni, gusti, non scuoiatemi per questo, son gusti.
L'adoratore del cespuglietto muliebre
Mercoledì 9 Novembre 2016, 20.21.12
98
@Lemmy: poliritmia, la differenza è lì. Ed è una differenza fondamentale. Comunque anche l'approccio solistico di Thordendal è diverso dal solito, sebbene non rivoluzionario. Più giù, a metà discussione, ho scritto anche una specie di guida all'ascolto... per quel che vale... Possono non piacere, però secondo me nel liquidarli con troppa fretta si perde una delle cose migliori degli ultimi 20 anni.
galilee
Mercoledì 9 Novembre 2016, 19.40.23
97
Non sono i soli ad essere complicati ma sono i soli a suonare in questa maniera che hanno diciamo brevettato loro. In un mondo dove escono più di 100 dischi al mese solo nel metal, non mi sembra poco. Quoto il cespuglio.
Lemmy
Mercoledì 9 Novembre 2016, 17.56.56
96
Boh! io non noto nessuna sostanziale evoluzioni, il riffing sostanzialmente è quello di sempre cosi' come in generale l'accompagnamento ritmico e testi criptici , enigmatici e diciamo difficili non sono i soli a farli, non mi entusiasmano affatto, ci ho provato a riascoltarli, e non mi hanno preso neanche stavolta, la penso quasi come Tino, non ci trovo nessun momento esaltante ed emozionante, nessun assolo o parte vocale o brano da trasmettere alle generazioni future, a tratti anche sempre I.M.O. noiosetti e pallosetti, passata la novità e incisività sorprendente di album come Chaosphere e Nothing, che qualcosa mi dicevano anche se non ne sono mai andato pazzo, con questo proprio ho chiuso ,non mi appassionano ne emozionano, non fanno per me, questione di gusti.
lisablack
Mercoledì 9 Novembre 2016, 17.07.32
95
D'accordo con l'adoratore per quanto riguarda i Meshuggah
L'adoratore del cespuglietto muliebre
Mercoledì 9 Novembre 2016, 16.57.16
94
I Meshuggah avevano un proprio stile già da Destroy Erase Improve. Come influenze venivano dal thrash, ma con le poliritmie di Chaoshere cambiano totalmente approccio. E da quel momento si può dire che col thrash non c'entrano più assolutamente nulla. Né con il trash canonico, né con quello dei Sepultura o dei Pantera, che poi sempre thrash è... Se confrontiamo riff, cantato e soprattutto parti di batteria dei Meshuggah con i corrispondenti riff, ecc. delle band succitate ci si rende facilmente conto della differenza. Che non è solo formale, è un modo diverso di comporre che basa tutto sulla poliritmia. Il thrash invece si è evoluto solo formalmente con suoni diversi, testi diversi, un po' di contaminazioni ed anche atteggiamenti diversi, ma fondamentalmente i riff e le parti di batteria sono rimasti invariati... certo c'è un uso più virtuoso del doppio pedale, derivato dal death metal con cui spesso ci si scambia i batteristi ed ora qualcuno ci ficca pure dei blast beat, ma come tempi e forme siamo sempre lì. Si può ravvisare qualche similitudine solo esteriore con i Fear Factory, ma il modo di scrivere dei Meshuggah è più complesso e cervellotico. In definitiva i Meshuggah sono unici, hanno creato un nuovo tipo di metal ed hanno avuto una crescita costante nel loro percorso artistico, pur non modificando mai le coordinate hanno sempre cercato di portare più in là quel discorso sulla poliritmia di cui sopra. Mi pare ci siano tutti i presupposti per considerarli, non dico intoccabili perché intoccabile non deve esserlo nessuno, ma giustamente rispettati.
tino
Mercoledì 9 Novembre 2016, 15.19.12
93
infatti non ho controllato ma avevo il forte dubbio. Quel disco (pantera) ha avuto un'influenza enorme sulla scena estrema, i sepultura con chaos ad lo stesso ma mai comunque come i texani
Er Trucido
Mercoledì 9 Novembre 2016, 15.06.44
92
è precedente, mi sono incasinato
Er Trucido
Mercoledì 9 Novembre 2016, 15.05.25
91
Comunque Vulgar Display è successivo a Chaos, semmai l'influenza è al contrario
tino
Mercoledì 9 Novembre 2016, 15.01.33
90
È chiaro che non è thrash in senso stretto ma i sepultura di chaos ad e roots, i machine head, i pantera di vulgar display, i fear factory, e anche gli stessi meshuggah ne sono una evoluzione, un prodotto di trasformazione, una contaminazione. Negli anni 80 il thrash era la corrente estrema dell’heavy metal, oggi ci sono solo più sottogeneri.
lisablack
Mercoledì 9 Novembre 2016, 14.57.21
89
Mi ricollegavo al post di Tino e anche al tuo.
Galilee
Mercoledì 9 Novembre 2016, 14.20.45
88
Sono d'accordo ma..qui si parla di Meshuggah. E anche loro col Thrash centrano ben poco.
lisablack
Mercoledì 9 Novembre 2016, 14.16.04
87
Per me sia Roots, Chaos ad, e Vulgar dei Pantera, non sono album thrash..con questo non voglio dire che facciano cagare, non mi fraintendete. Ma il thrash è un'altra cosa.
galilee
Mercoledì 9 Novembre 2016, 13.04.15
86
Su Chaos Ad se ne potrebbe parlare, la sua influenza in questo senso l'ha fatta eccome.
galilee
Mercoledì 9 Novembre 2016, 13.02.33
85
Non sono d'accordo su Roots. Non lo trovo spigoloso per nulla, anzi i riffs sono morbidi e sporchi. L'opposto dei Meshuggah. Cioè non saprei fidare una band dal suono più distante. E lo dico anche da musicista, con la minuscola s'intende..
tino
Mercoledì 9 Novembre 2016, 12.41.44
84
Perché secondo me i sepultura sono stati i primi a dare il via al thrash 2.0 con chaos ad. Poi arrivarono i vari machine head, pantera di vulgar display (se è uscito dopo non ricordo), fear factory ecc. Roots anche se è pregno di tribalismo ha quell’andamento macchinoso, spigoloso, a tratti marziale che possiamo trovare in una band come i meshuggah. Sul discorso voce, certo non è un growling tipicamente svedese, ma comunque ha quell’abrasività in più rispetto ai vari anselmo, flynn, cavalera, bell. I Coroner ce li sento in certi tempi sincopati e meccanici come ci possono essere stati su alcune cose di mental vortex (semtex revolution) ma soprattutto grin. Forse la scuola svedese dei meshuggah più che nel death primordiale andrebbe cercata nei seminali midas touch di patrik wiren che poi sviluppò un discorso più modernista con i successivi misery loves co.
Galilee
Mercoledì 9 Novembre 2016, 12.24.12
83
X Tino.. Non ho mai accostato la voce dei Meshuggah al death, anzi la trovo molto distante, anche se abbastanza ostica perchè un po troppo monocorde. Secondo la mia opinione, i Meshuggah traggono ispirazione oltre ch da band come Coroner e Voivod anche da tutta la musica industriale deli primi 90. E quindi anche un certo riffing portato in auge dai Pantera. Riguardo ai Sepultura non so cosa pensare. Tranne Chaos Ad che ha qualcosa di industriale non ci vedo nulla. Band che tra l'altro ha fatto dell'essenzialità il suo marchio di fabbrica. Roots poi è pregno di influenze tribali, pop , punk ma anche nu Metal.. Insomma , almeno per me sono l'opposto dei Meshuggah. Ah, prima che qualcuno capisca male. Io amo i Sepultura, almeno fino a Roots compreso.
tino
Mercoledì 9 Novembre 2016, 9.57.18
82
I voivod sono tra i padri fondatori della contaminazione fra il metal estremo e atmosfere asettiche, spaziali, industriali, robotiche. I coroner già meno, forse solo con l’ultimo grin siamo su quelle coordinate. Ci sono però delle differenze non da poco con i meshuggah. La prima evidente è l’uso della voce e quindi già molti ascoltatori possono trovare delle difficoltà di assimilazione, conosco parecchia gente che detesta growl e simili, specialmente chi viene dal thrash old school è non è passato per la svolta death. Voivod e coroner hanno un uso della voce più tradizionale e quindi accessibile. Gli stessi gojira che ho citato, nell’ultimo ma già in infant sauvage, hanno introdotto sonorità e usa delle clean vocals che rimandano alle atmosfere voivodiane. L’influenza degli ultimi coroner di grin, quelli più industriali, si sente parecchio per me in album come rebel extravaganza. I meshuggah li sento più influenzati dagli ultimi sepultura
Pacino
Mercoledì 9 Novembre 2016, 8.57.03
81
Voivod e Meshuggah,e i rispettivi album hanno sempre avuto critiche positive dagli addetti ai lavori, il pubblico ci ha messo un pó di piú a capirli, poi non è che devono piacere per forza, a me i Voivod non piacciono granche, preferisco i Meshuggah, ancor di piú i Coroner!
Galilee
Mercoledì 9 Novembre 2016, 0.24.18
80
26 anni sul mercato significa andare di fretta? Quando comunque fino a Chaosphere furono abbastanza massacrati dalla critica considerandoli una band derivativa????? Direi l'opposto. Cos'hanno inventato? Beh un loro stile, unico e inimitabile, dici che è poco? Per me è il vero obbiettivo di ogni band. Continuerò a fraintendere, ma anche la tua mi sembra solo un opinione denigratoria molto di parte, ma senza sostanza. I Voivod sono i maestri assoluti, ma una band come i Meshuggah non ha certo nulla da invidiare ai Coroner, anzi. Riguardo alle recensioni, ricordo quasi tutte quelle dei Voivod e degli ultimi Coroner e ricordo responsi sempre molto positivi, poi se il pubblico non era ancora pronto è un altra faccenda. Anzi i Voivod poi sono sempre stati osannati. E io le riviste le colleziono dall' 88 quindi un po ne ho viste. Anyway non è che i Meshuggah godano di un chissà quale successo. Sono rispettati, tutto qui.
ObscureSolstice
Martedì 8 Novembre 2016, 23.57.01
79
...e per quanto riguarda i Voivod non ci hanno messo così poco per essere considerati di alto spessore, anzi facevano considerazioni molto sempliciotte e striminzite verso di loro e i loro dischi, con valutazioni non del tutto soddisfacienti, ci hanno messo parecchio per essere considerati come oggi si conoscono
ObscureSolstice
Martedì 8 Novembre 2016, 23.45.01
78
i Voivod no, sono tutt'altra sostanza e tutt'altro genere e modo di far musica e l'hanno insegnato. Un pò come i Coroner. Io penso e ho paura che si valuti troppo in fretta una band come i Meshuggah da voti sopra la media del 90, quando chiediamoci cos'abbia inventato, o se siano veramente così imprescindibili di cui si valuta come medie quasi verso il capolavoro a ogni disco
Galilee
Martedì 8 Novembre 2016, 23.32.58
77
I Meshuggah sono una band che ha sbagliato molto poco. E non è da tutti. Da qui la loro "intoccabilità". Ma ce ne sono altre di band cosi.. Mi vengono in mente i Voivod i Neurosis, gli Husker du.. Tanto per citare sonorita differente tra loro.
papi
Martedì 8 Novembre 2016, 23.09.17
76
E infatti adesso quei dischi tanto stroncati vengono rivalutati, quindi tanto vale riconoscerne il valore sin da subito...
ObscureSolstice
Martedì 8 Novembre 2016, 23.00.37
75
una volta i dischi ostici venivano stroncati e bocciati. Questo invece ha preso 89 che è un voto molto alto, anche se diciamo che i Meshuggah hanno voti sopra il 90..voti di importanza riconosciuta da tutti, io non credo. Neanche fossero gli Obituary dei begli anni
lux chaos
Martedì 8 Novembre 2016, 18.34.32
74
Anche io condivido al 100% il post 63 di tino, con il quale, a questo punto, penso di avere parecchi punti di vista in comune
terzo menati
Martedì 8 Novembre 2016, 17.08.01
73
Ovviamente meshuggah
terzo menati
Martedì 8 Novembre 2016, 16.42.26
72
Più che mescuga forse i rush
Lemmy
Martedì 8 Novembre 2016, 16.31.00
71
I Dream Theather già li studiano nelle accademie musicali,anche loro hanno i loro tempi dispari e poliritmia e le orchestre accademiche mandano in video alcuni loro brani, dei Meshuggah non so, solo che i Dream Theather si son beccati la loro dose di criche come tutti i gruppi, i Meshuggah semrano invece intoccabili.
Dany71
Martedì 8 Novembre 2016, 16.14.33
70
Tra un numero x di anni verranno studiati nei conservatori. Quando il genere umano farà ancora più schifo dell'attuale saranno la colonna sonora ideale.
galilee
Martedì 8 Novembre 2016, 14.06.52
69
Appunto Tino è questione di sentire proprio questo sound. La ricetta in sé per me non potrebbe essere migliore.
Psychosys
Martedì 8 Novembre 2016, 13.56.21
68
Mi sento di quotare @tino al commento 63, decontestualizzandolo (non ho seguito la discussione) e prendendolo in via generale
tino
Martedì 8 Novembre 2016, 13.43.51
67
occhio a non ricascare nella trappola di prima...certe sonorità piacciono anche a me, non sono le sonorità, i suoni, la monoliticità, e nemmeno la voce in se, è proprio la ricetta di insieme che proprio non mi va giù, un po' come i gojira che invece con l'ultimo lavoro adoro.
galilee
Martedì 8 Novembre 2016, 13.29.34
66
Ok, ma la cosa capita a tutti. Anch'io non capisco certe cose nonostante abbia 25 anni di ascolti sulle spalle. È va bene così. Che poi ripeto non è una questione di capire, ma di feeling. Io ho feeling con questo sound, tu no. Ma in quante occasioni sarà l'opposto? Tantissime..
tino
Martedì 8 Novembre 2016, 12.43.10
65
Sono proprio l’opposto dello sborone o dello spocchioso gali, anzi sono il primo degli umili, però quando uno tutte le volte mi dice che non capisco una band o un genere (che ho vissuto e vivo) perché sono critico, per di più senza conoscermi mi dà un po’ da fare. quindi mi viene da chiedere se chi è tanto saggio è anche anziano, ha esperienza, oppure è l’ennesimo giovane che sa tutto lui.
galilee
Martedì 8 Novembre 2016, 12.33.30
64
Mah.. un po spocchioso : ) . Anyway non mi frega nulla di chi ce l'ha più lungo. Si da il caso che da ciò che scrivi traspariva ciò. Almeno a me. Poi sinceramente i vari nomi che fai tanto per rafforzare il discorso vogliono dire tutto e niente. Quoto invece la prima parte di quest'ultima risposta. Sicuramente l'orecchiabilita viene sempre scambiata per essere commerciale e artisticamente meno di valore di altre proposte più pesanti. Ma questo è proprio il difetto maggiore del popolo metal in generale. Il tuo commento finale però mi da un po ragione...
tino
Martedì 8 Novembre 2016, 12.01.59
63
Ho semplicemente detto che, al di là dei gusti personali, ho notato che un gruppo finchè suona pesante ed estremo, anche al limite del casino puro (non i meshuggah attenzione) gode comunque di una certa intoccabilità e di un rispetto che non c’è all’opposto quando si concede aperture melodiche, quando cerca di raggiungere più gente, quando è palesemente ruffiano come lo potevano essere i gruppi glam e hair negli anni 80. Quindi è accettato dire che le band che ho citato fanno cagare perché si sforzano di essere ruffiane verso le classifiche di ora, mentre non è accettato dire che altri dischi o band facciano cagare ugualmente proprio perché ultra estreme e casiniste. Cosa c’entrano i meshuggah? Sono una via di mezzo, non sono particolarmente caotici o rumorosi, e nemmeno difficili da comprendere come lo potevano essere i voivod negli anni 80 però bisogna stare attenti con i giudizi per non essere tacciati di “non riuscire a comprendere”, di voler “screditare” ed altre sciocchezze. Qualche tempo fa sting fece scalpore perché disse “preferisco ascoltare due maiali che fottono piuttosto che un disco di rock”. La frase ovviamente è un opinione poco condivisibile detta in modo spregevole, ma nessuno si sognerebbe di dire che sting “non capisce nulla di rock e che cerca di screditare ciò che non capisce”. La stessa cosa succede a me se sollevo un dubbio o una perplessità su un gruppo estremo “intoccabile”, che siano i meshuggah o gli inquisition o i moonsorrow , puntualmente se ne esce il filosofo psicanalista che mi taccia di pregiudizio ideologico, di voler screditare ciò che non capisco, ecc, Tranquillo ragazzo, avrai anche il terzo occhio ma la mira mi sembra un po’ approssimativa. Non so quanto sei veterano in questo ambiente, ma io sono abbastanza anziano per aver vissuto in prima persona, da fan non da osservatore, tutto ciò che c’era da vivere in ambito metal estremo, dal thrash anni 80, alla successiva ondata death della florida, tutto il death svedese targato earache, passando poi per la scena black norvegese. Figurati che andavo nei primi anni 90 a comprare i cd alla house of kicks di stoccolma (sicuramente saprei cos’è senza consultare google) perché ci passavo le ferie estive e qualche anno dopo facevamo le foto alla bathory in mezzo alle foreste finlandesi e norvegesi quando dovevano ancora uscire i dischi dei darkthrone. Quindi figurati che interesse ho a screditare una band come i meshuggah, oppure peggio a bollare come poser chi è orgoglioso di apprezzarli. Questo gruppo e questo disco non mi fa cagare ma non mi trasmette nessuna emozione, mi lascia indifferente come un paio di tette con il silicone, non mi suscita nessuna emozione, nessuna ansia,nessun brivido, anzi alla lunga mi smuove un senso di fastidio, di tedio, come il rumore dei centri di lavoro dopo 8 ore in fabbrica, potrei dire che mi fanno cagare ma bisogna stare attenti a dirlo e come dirlo perché loro godono di un rispetto che altri non hanno, perché sono difficili, perché sono bravi, perché suonano con i tempi dispari, perché sono svedesi e non hanno il look da hipster, questo era il senso del due pesi due misure.
galilee
Lunedì 7 Novembre 2016, 22.24.13
62
Difatti non sono nuovo a sonorità cervellotiche. Ma gli ascolti in questo senso sono molto centellinati.
ObscureSolstice
Lunedì 7 Novembre 2016, 22.19.39
61
galilee ma mi pare che tu non sei nuovo a gusti ostici, come dici tu.
Psychosys
Lunedì 7 Novembre 2016, 20.52.30
60
Io sapevo che i Meshuggah erano un gruppo Djent, forse sono rimasto indietro io
jek
Lunedì 7 Novembre 2016, 20.50.48
59
@Lemmy "advanced metal" questa non l'avevo mai sentita neanch'io
Lemmy
Lunedì 7 Novembre 2016, 20.25.00
58
Ammetto la mia ignoranza, qualcuno mi sa spiegare che vuol dire advanced metal?
Third Eye
Lunedì 7 Novembre 2016, 20.12.58
57
@ tino (n. 45): io credo che sia sbagliato parlare di “doppiopesismo” perché ciò presupporrebbe l’idea balzana che nel valutare o giudicare lavori o gruppi noti e meno noti l’ascoltatore finisca con l’essere contraddittorio e influenzato da mere questioni di natura estetica (legate all’immagine dell’artista e al posto da esso occupato all’interno del mercato), quando in realtà tutto ciò che conta alla fine è la qualità della proposta musicale. Se poi molti ascoltatori sono soliti individuare la suddetta qualità all’interno di dischi prettamente metal e faticano invece a trovarla in albums che rappresentano una versione edulcorata del genere mi pare più che logico… cioè, non ci vedo nulla di strano, mi meraviglierei piuttosto del contrario! Ad ogni modo, ho l’impressione che questa tua tesi sia figlia di un pregiudizio ideologico nei confronti di un certo tipo di musica che non riesci a comprendere e che ti sforzi dunque di screditare.
lux chaos
Lunedì 7 Novembre 2016, 19.02.31
56
@galilee: scannamenti vari sull'ultimo anthrax in giro, a me piace moltissimo!
lisablack
Lunedì 7 Novembre 2016, 18.31.57
55
I Meshuggah sono, nel loro genere, una band unica..non sono una loro fans accanita ma mi rendo conto che sono validi, è vero suonano con passione da decenni, un fans che ama queste sonorità cosi estreme, un po' ostiche..non penso lo faccia per darsi arie"da duro"..non sarebbe un vero fan allora!! Chi ascolta l'estremismo musicale, un genere che non è per pochi eletti, ma bensì per chi riesce ad apprezzarlo, e cogliere varie sfumature ed emozioni. Si torna sempre sul discorso dei gusti che uno ha, dipende sempre da quello..
Galilee
Lunedì 7 Novembre 2016, 18.31.47
54
Concordo. Tipo l'ultimo Anthrax... : D
lux chaos
Lunedì 7 Novembre 2016, 18.12.31
53
D'accordo con Lisa, certe cose (poche, ma ci sono) sono incriticabili .-D
Tony
Lunedì 7 Novembre 2016, 18.06.21
52
Disco stratosferico, questi non sbagliano mai!
Galilee
Lunedì 7 Novembre 2016, 18.03.30
51
Ok ma i Meshuggah sono una band consolidata da anni che continua il suo percorso artistico con passione. Un discorso come quello fatto qua sotto, da come la vedo io cerca di mettere in discussione questa cosa, sennò non ne capisco il motivo. Un po come dire che la gente li segue più per darsi un tono che per altro. Poi magari è solo una mia cattiva interpretazione del messaggio.
lisablack
Lunedì 7 Novembre 2016, 18.00.39
50
D'accordo con Er Trucido. E poi è questione di gusti..a me Deathcrush piace, c'è chi dice che è merda..e a me cosa cambia? Io l'ascolto lo stesso..riguardo il discorso Metallica, chi critica i loro capolavori non li ha mai amati e lo fa per sport, tanto per sputare merda, ci sono dischi che NON si toccano, si amano e basta..al di là di quello che sono ora.
lux chaos
Lunedì 7 Novembre 2016, 17.41.55
49
Ascoltatore medio di metal intendo, magari con qualche annetto sul gobbo, come noi...io penso ad esempio che se i Metallica (di cui mi hanno tacciato di essere un osannatore, anche se sinceramente frega cazzi) producessero un secondo MOP (ok, impossibile) ci sarà SEMPRE chi dirà che è merda a priori, ma poi sarà pronto ad osannare i Portal, magari "solo" perchè sono ultra pesanti e medal...cmq siamo OT e chiedo scusa, ma penso tino intendesse cio...
Er Trucido
Lunedì 7 Novembre 2016, 17.41.27
48
Discorso tanto vago quanto gli esempi: gli ultimi in flames si meritano la merda che gli viene buttata addosso e non è un delirio osannare certe cose. La differenza la fanno le idee messe in campo, perché non basta suonare complicati per essere apprezzati e anche per fare roba orecchiabile bisogna essere capaci. Insomma, senza le canzoni non vai da nessuna parte. Poi è giusto che ognuno cerchi quello che è nelle sue corde e personalmente preferisco Reek Of Putrefaction a tanta roba finta per il mercato americano. Ad ognuno il suo
lux chaos
Lunedì 7 Novembre 2016, 17.38.38
47
Si hai ragione galilee, secondo me però Tino si riferisce a quella che può esere una "media" generale dell'ascoltatore medio, e non posso che dar ragione, ma lo vediamo su questo sito MILIONI di volte su milioni di commenti...
galilee
Lunedì 7 Novembre 2016, 17.31.51
46
X tino. Scusa eh...ma Non capisco cosa c'entra tutto ciò coi Meshuggah. E non capisco nemmeno cosa voglia dire delirio nell'osannare un reak of putrefaction. Se piace il grind marcio e grezzo è must.... Io sono il fan numero uno delle sonorità colorate e pop se fatte come si deve. Difatti adoro il glam, un certo tipo di pop e tutte la musica soul funky etc etc..e mi piacciono anche i Lacuna visto che li hai citati ma.... I Meshuggah mi esaltano lo stesso, anche se suonano un genere che è l'antitesi di ciò che ascolto abitualmente però vai a capire sono riusciti a conquistarmi. E non mi stufano mai, perchè riescono sempre ad inventarsi. Difficile che comunque impazzisca per band che fanno della tecnica un loro marchio di fabbrica a meno che questa tecnica sia al servizio di qualcosa. E qui lo è secondo me.
tino
Lunedì 7 Novembre 2016, 17.13.50
45
Siamo sempre lì, sono gruppi estremi, l’estremismo sonoro crea esclusività, della serie piaccio a pochi eletti quindi sono bravo, sono un artista vero. Viceversa quando sono troppo orecchiabile, semplice, sconfino nel pop e magari ho anche il look alla moda con la barba da hipster, anche se ho i chitarroni faccio cagare e sono per la massa. Questo non è un attacco ai meshuggah che anche se non mi piacciono rispetto (come i nile), ma c’è comunque un doppiopesismo che esiste nel mondo metal dall’alba dei tempi. Basti vedere la merda che viene tirata addosso agli in flames o agli amaranthe o ai lacuna coil colpevoli di essere ruffiani, un film già visto ai tempi della diatriba thrash glam, poi con i metallica del black album. Poi da lì arriviamo al delirio quando vengono osannati gruppi come i portal o album come i citati deathcrush o reek of putrefaction
lux chaos
Lunedì 7 Novembre 2016, 16.48.20
44
Pensa te, il mondo è bello perchè è vario...invidio chi riesce ad addentrarsi qua dentro senza "sforzo", a ognuno il suo! @Galilee i Nile sono un altro gruppo che non reggo, provato cento volte ma nulla...non fan per me
L'adoratore del cespuglietto muliebre
Lunedì 7 Novembre 2016, 12.29.33
43
La maggior parte delle composizioni dei Meshuggah si basa su riff dispari e sincopati che spesso, ma non sempre, hanno base 3: 6/8, 9/8, 3/4, ecc. Su questa base suona una batteria in 4/4 che però con la cassa segue quei tempi dispari e sincopati di basso e chitarre di cui sopra. Memorizzate quei riff e suonateli nella vostra mente insieme alla band. È un po' impegnativo, ma cela si fa. Il 4/4 della batteria vi spedirà il cervello nell'iperuranio. I Meshuggah sono oltre.
Pink Christ
Lunedì 7 Novembre 2016, 9.14.31
42
Idem per me, non faccio nessuna fatica ad ascoltarli e anzi riesco a sentire tutte le sfumature dei vari pezzi senza dover star li a sforzarmi. Mi basta chiudere gli occhi. Sarà che li seguo da quando è uscito DEI e quindi ci ho fatto l'abitudine 8o forse perchè per 4 lunghi anni ho ascoltato anche speedcore,noise,drone,terror e follie varie), ma a me i messhuggah rilassano e mi danno una carica pazzesca, spazzando via stanchezza e brutte sensazioni che ogni tanto pervadono il mio corpo Non il migliore (per me i top sono Nothing e il già citato DEI) ma validissimo. 85
Trismegisto087
Lunedì 7 Novembre 2016, 9.14.24
41
Non sono un fan di prima linea dei Meshuggah, ma ho ascoltato qualche canzone del nuovo album e, come ho letto anche sotto, li ho trovati più diretti e immediati rispetto ad altre soluzioni del passato.
Galilee
Domenica 6 Novembre 2016, 12.32.54
40
È una questione di feeling. Io non devo proprio sforzarmi per ascoltarli, li ascolto con molta facilità e alle mie orecchie risultano gradevoli ed orecchiabili e anche melodici nel loro essere caotici. Mi annoiano i Fear Factory da Obsolete in poi, i Meshuggah mai, tanto Per fare un esempio personale. Quello che scrivete qua sotto a me ad esempio capita con gli Alter Bridge oppure coi Nile. Ma anche lì , rimane una questione di stile e non di pesantezza o tipo di proposta.
Gabriele
Domenica 6 Novembre 2016, 11.36.45
39
Stimo chi riesce a farsi piacere 'sta roba.
papi
Domenica 6 Novembre 2016, 11.20.20
38
Niklas, come ho scritto in recensione, il fatto che le strutture di questo disco siano più semplici è comunque da prendere con le pinze. Ovviamente è sempre musica che richiede attenzione, ma per la prima volta le ho trovate più dirette e capaci di arrivare al punto senza dover per forza ammazzarsi di ascolti ossessivi
tino
Sabato 5 Novembre 2016, 22.25.40
37
capisco che l'essere meccanici è voluto, ma in questo caso lo considero in negativo, sembrano brani prodotti in serie da un evolutissimo computer dove suoni monolitici e sostanzialmente simili si susseguono in maniera pressochè identica, quasi in loop. Ovviamente è un punto di vista. Il fatto è che da onnivoro in campo metal quale sono (tradotto uno che non gli fa schifo niente) tutte le volte che sento nominare questo gruppo e ne vengono lodate le indubbie capacità, la mia persona sempre curiosa in campo metal reagisce come il lux e cerca comunque la chiave di lettura per riuscire a "farsi piacere" il gruppo in questione. A fatica sono arrivato ad apprezzare i gojira, anche perchè la loro evoluzione ha smussato parecchie asperità che li rendevano simili agli svedesi, invece con loro sono ancora in alto mare.
Niklas
Sabato 5 Novembre 2016, 22.10.02
36
Non sono per niente d'accordo sul fatto che TVSOR abbia strutture più dirette e semplici come scritto nella recensione, anzi... Nothing e Koloss che già di loro sono pesanti e difficili da digerire a paragone sembrano dischi punk.
Rejection
Sabato 5 Novembre 2016, 20.11.58
35
Tino, il sembrare qualcosa di meccanico, artificiale, industriale è voluto, è un loro obiettivo. Poi ovviamente possono piacere o non piacere.
lux chaos
Sabato 5 Novembre 2016, 17.11.59
34
Credo molto al fatto che ci sia un momento di "predisposizione" nella vita che ad un certo punto, bum, ti fa scattare qualcosa con il gruppo x che non ti aveva mai detto nulla fino a quel momento...a me coi meshuggah non è mai successo, li rispetto, ho ascoltato tutti i loro album e acquistato koloss, ma ho sempre quella ensazione che siccome è un gruppo che "tira" mi ci sforzo di trovarci per forza qualcosa di interessante...invece purtroppo il processo è lo stesso identico che descrive tino, all'inizio sorpresa e meraviglia per la perizia tecnica, poi indifferenza, poi fastidio e alla fine liberazione quando togli il cd dal lettore! Vedremo con questo come va!
Danimanzo
Sabato 5 Novembre 2016, 0.37.38
33
Alla luce dei discorsi successivi ed elencati qui sotto, mi sento di aggiungere che i Meshuggah costituiscono l'unico ascolto che persisto a tenere nella mia playlist di musica di tale categoria. Proprio perché sono dei fuoriclasse e la loro musica mi esalta sempre.
ledb
Venerdì 4 Novembre 2016, 23.08.58
32
Quoto galilee. Anche io anni fa ero tra quelli che non comprendevano realmente la proposta musicale che i Meshuggah offrono all'ascoltatore. La mia personale "epifania" (questo è proprio il termine adatto con loro!) la ebbi inaspettatamente e per caso, con Destroy Erase Improve. Non che non ci avessi provato prima, però boh, forse ero finalmente "predisposto", forse fu complice anche la visione di Alive, non ne ho idea. Fatto sta che per me fu la svolta. Prima la loro musica mi sembrava solo esercizio fine a se stesso, dopo con la giusta chiave di lettura ogni loro traccia assunse il suo vero perché. Non si trattava affatto di un tecnicismo che non porta a niente, ma proprio il contrario. Da lì ad apprezzare il resto della loro discografia, DVD, interviste etc il passo fu breve. Che dire: Umeå rules.
tino
Venerdì 4 Novembre 2016, 21.19.24
31
l'ho provato ad ascoltare attentamente oggi in autostrada dopo essermelo procurato a scrocco, ci ho messo un sacco di impegno, ma ho dovuto gettare la spugna e passare ad altro. E' un immenso monolite dove non sono riuscito a distinguere un pezzo dall'altro. Ovviamente la perizia tecnica è indubbia e molto ostentata, ma oltre a quello non ho provato nessuna emozione, nessun brivido, nessuna sensazione, sembra qualcosa di artificiale, di qualcosa prodotto industrialmente, di meccanico. La voce, costantemente sulla stessa frequenza cavernosa ha solo aumentato il disagio. All'inizio provi sorpresa e meraviglia per la perizia tecnica, poi indifferenza, poi fastidio e alla fine liberazione.Sono allenato ad ascolti difficili ma a questi sono proprio refrattario. inclassificabile
Matteo BTBAM Galli
Venerdì 4 Novembre 2016, 14.35.20
30
Anche questa volta, i Meshuggah hanno compresso la musica oltre il suo raggio di Schawarzschild, e ne hanno ricavato uno splendente buco nero. Un buco nero che assorbe, distrugge, rimodella. Una porta per nuovi mondi, nuove dimensioni. Neanche la luce scampa. O forse no: piccoli barlumi di luce che sfuggono alla sua morsa, ma solo per poter tornare sulla terra e raccontare che cosa hanno visto e udito. Maestri supremi, eternamente inarrivabili. La loro furia non morirà.
galilee
Venerdì 4 Novembre 2016, 13.59.40
29
Tutto questo aggrovigliarsi di tecnicismi con 6 corde non porta a niente per chi non è in grado di sentirci nulla, perchè non compatibile emotivamente con tale proposta. Ci sta. Ma non venite a dirmi che tutto ciò sia inutile e noioso e sarebbe meglio semplificare. Primo perchè è un problema vostro, visto che molti apprezzano alla grande. Secondo perchè non sono certo i Meshuggah e doversi abbassare alla vostra soglia comprensione e tipologia di gusti. Sennò addio arte. I Meshuggah son fichi così. Riguardo all'annoiarsi ognuno ha il suo. Dipende solo dai gusti.
Ivan
Venerdì 4 Novembre 2016, 13.28.46
28
Premetto che sono un fan sfegatato del gruppo svedese. L'album in questione, secondo il mio punto di vista è sicuramente un passo in avanti rispetto al precedente KOLOSS che mi ha entusiasmato veramente poco (salvo pochi brani), tuttavia credo il massimo lo abbiano già dato con Chaosphere e Nothing, e soprattutto con il monolite Obzen. Ovvio che i Meshuggah o si amano o si odiano, e la loro proposta non è facile da digerire, sicuramente è una band che ha cambiato il modo di concepire il metal estremo e merita comunque sempre un occhio di riguardo.
ObscureSolstice
Venerdì 4 Novembre 2016, 11.54.25
27
io non voto mai nemmeno alle cose che mi piacciono, però il commento ci sta altrimenti temo che sarebbero commenti solamente positivi...qualcosa di loro riesco ad apprezzare, però sono come Salvo, pure io non riesco ad arrivare alla fine del loro album, è difficile arrivarci, ma anche di ogni singola traccia faccio fatica veramente e quando ci sono arrivato non mi hanno emozionato come volevo io o meglio se devo dirla tutta annoiato, che poi boh riconosco il valore delle linee pesanti di chitarra e basso ma alla fine della fiera se suoni con 8 corde e non mi lasci in testa niente e non mi emozioni facendomi cagare in mano allora passo ad altro, volete essere i pionieri tecnici della nuova era ma era meglio suonare a 4 corde senza linee che si aggrovigliano tra di loro dove non portano a niente con tutto questo tecnologismo generale. Terremoto? non esageriamo, ritengo che il terremoto sia qualcosa di diverso. Ma è un fatto mio personale, non devo essere un amante di tale genere, li rispetto anche se non ci incontriamo..prima o poi forse li capirò, forse anche no
Salvo
Venerdì 4 Novembre 2016, 10.44.16
26
Beh, non nego che qualche pezzo della loro discografia lo apprezzo molto, ma in generale, non riesco ad arrivare alla fine di un loro album. La noia mi assale.
GT_Oro
Venerdì 4 Novembre 2016, 9.50.27
25
Boh, saranno anche ipertecnici, ma dire che non trasmettono niente mi sembra un po' azzardato! Capisco che abbiano prodotto roba parecchio ostica (Chaosphere o Catch 33 ad esempio) ma hanno anche scritto pezzi dove se non ci fai l'headbanging sopra sei un criminale oppure un sordo. Bleed, Stengah, Break Those Bones..., Swarm, dai ci sono pezzi da spacco tutto che fanno paura.
draKe
Giovedì 3 Novembre 2016, 22.55.51
24
la proposta dei Meshuggah non va inquadrata all'interno della mera perizia tecnica...chi pensa che siano solo dei mostri di tecnica spiattellata in faccia agli ascoltatori per far vedere quanto sono bravi ha cannato completamente l'approccio verso la loro musica; "che palle" è l'esclamazione che dico anch'io quando sento gruppi ipertecnici che non hanno brani che ti toccano, ti stordiscono, ti stupiscono, ti annichiliscono, ti emozionano, ti fanno saltare sulla sedia, ti fanno muovere la testolina o ti fanno venire voglia di spaccare tutto...la stessa cosa vale in egual modo per gruppi in cui il tasso tecnico è ai livelli del paleolitico, perchè ciò che veramente conta in certa musica (quella che generalmente scelgo di ascoltare) è l'anima, è il messaggio, è il feeling che ti trasmette mentre la senti e ciò che ti lascia nel tempo. Ascoltare questo disco è un'impresa: non è una proposta adatta per ogni occasione, non è musica usa-e-getta non è musica da supermercato nè da situazioni di festa o di relax, al contrario è d'obbligo dedicargli tempo ed attenzione ed essere nel mood giusto per far sì che lo scopo per cui è nata colpisca nel segno: se sei incazzato aumenterà il furore, se sei nervoso ti farà salire l'adrenalina alle stelle, se sei deluso o triste ti darà il colpo di grazia. Questo è il motivo per cui è nata e questo è il suo potere...il potere dell'Arte!
Salvo
Giovedì 3 Novembre 2016, 21.55.09
23
mah, io faccio parte di coloro i quali ritengono che, dopo due o tre pezzi al massimo, "du palle"...ma non voto, mi astengo, magari sono limitato io e non riesco a capirne la qualità della proposta.
galilee
Giovedì 3 Novembre 2016, 19.41.31
22
Senza tecnica i Meshuggah non esisterebbero. Come altri millioni di gruppi. Il loro stile è ostico e per pochi, ma se viene capito, da molte soddisfazioni ed emozioni very strong. Come ho detto non è per tutti. Per fortuna.
ObscureSolstice
Giovedì 3 Novembre 2016, 19.22.16
21
saranno anche bravi, tecnicamente superlativi e quello che volete..ma a me dopo un pò mi fanno due palle così, sarà il genere che non mi piace, quindi come vedete la tecnica non conta
MetalHeart
Giovedì 3 Novembre 2016, 17.46.37
20
Meshuggah... se, ogni loro disco 'meshuggah li cojoni'...
draKe
Giovedì 3 Novembre 2016, 17.38.54
19
Vero che conta più la musica in se che come identificarla ma in un'epoca in cui i significati delle parole sono svuotati di contenuti cercare di riempirli correttamente credo sia una buona attitudine!
Pacino
Giovedì 3 Novembre 2016, 15.57.08
18
Ma davvero una definizione è cosí importante...? Posso capire per un neofita del gruppo che vorrebbe cercare d'inquadrare quello che andrebbe ad ascoltare, ma ad uno che conosce la band cosa gliene interessa se c'è scritto thrash, death o viva la fica!
draKe
Giovedì 3 Novembre 2016, 13.40.53
17
Credo si possa affermare che i Meshuggah sono i padri del "djent" x cui "advanced" si può utilizzare non per dare nome ad un genere ma per identificare un'attitudine alla sperimentazione. Perciò questo termine è rapportabile anche ad altri generi come x esempio l"avantgarde
galilee
Giovedì 3 Novembre 2016, 13.31.58
16
Advanced inteso come all'avanguardia,come sperimentale.. È non può essere altrimenti coi Meshuggah. Matti da legare, ma nella loro pazzia infinitamente geniali. Non sapete da dove partire? Partite da Destroy erase improve, il più facile.
nonchalance
Giovedì 3 Novembre 2016, 12.20.18
15
Bah, per me ci sta..però, mi pare inventato! Io conosco il "Djent", come genere fuori-mano..
entropy
Giovedì 3 Novembre 2016, 11.46.36
14
da non grande amante dei meshuggah (anche per me troppo ostici e monolitici, e sia chiaro ho ascoltato tutti gli album a parte questo), anche a me a me ha fatto ridere la definizione di "advanced " metal, perché sembra vere nel suo nome anche un giudizio (di avanzato, migliore, o chessò fatto da persone superiori) che proprio per me non si può legare ai meshuggah.
GT_Oro
Giovedì 3 Novembre 2016, 7.59.03
13
Mi sto per approcciare all'ascolto. Sinceramente anche a me piace di più la faccia lenta dei Meshuggah a quella veloce, ho trovato più belli Nothing e Koloss a ObZen, che, tolta Bleed, è per me il loro disco qualitativamente inferiore, e a Chaosphere, che appunto per me è troppo musicalmente caotico. Vedremo.
Zess
Mercoledì 2 Novembre 2016, 23.52.14
12
Concordo con il commento 7, che diavolo è l'advanced metal???
antomie
Mercoledì 2 Novembre 2016, 19.37.12
11
Serio candidato ad album dell'anno, un monolite di una qualità altissima, nessuna canzone che abbassa il livello di un disco che va ascoltato in estasi dall'inizio alla fine. Voto 90
Pacino
Mercoledì 2 Novembre 2016, 19.36.17
10
Io ho preferito il precedente, ma siamo li, solito disturbante e pesantissimo disco, voto 82. Per me come approccio con loro va benissimo ObZen, tra l'altro uno dei miei preferiti con Destroy.. e Chaospere, uno dei piú pesanti dischi di tutto il Metal quest'ultimo!
papi
Mercoledì 2 Novembre 2016, 18.48.07
9
@Vanni se la recensione dei Testament ti risulta illeggibile probabilmente è colpa di un bug di sistema, prova magari a ricaricare la pagina
Aelfwine
Mercoledì 2 Novembre 2016, 18.16.59
8
@Tino e ObeYM86... anche secondo me, come dice Macca, questo non è il lavoro migliore per approcciare a loro. Diversamente da lui, però, io consiglio di cominciare Nothing, che a parer mio è la codificazione pura del loro genere. Parlando dell'album, finora l'impatto che ho ricevuto nell'ascolto è stato (purtroppo) inferiore a Koloss, il cui impatto a sua volta per me fu inferiore ad ObZen. Inutile dire che la musica è pazzesca, tecnicissima ed allucinante, ma ho l'impressione che i pezzi siano troppo "veloci" diversamente da Nothing, i cui pezzi sono lenti. Preferisco i Meshuggah lenti a quelli di Chaosphere, che è l'album che trovo più simile a questo.
Vanni Fucci
Mercoledì 2 Novembre 2016, 17.41.52
7
Ma cos'è l'advanced metal? Perdo sempre il conto dei generi e delle denominazioni.... ps: ma perché la recensione dei Testament mi risulta illeggibile, coi commenti sovrapposti alla recensione vera e propria?
Danimanzo
Mercoledì 2 Novembre 2016, 16.51.27
6
Band unica ed inimitabile. Dopo il precedente "Koloss", da molti giudicato inferiore rispetto ai loro standard qualitativi ( opinione sulla quale sono totalmente in disaccordo ), i nostri confezionano un album incredibile. Pesante, ossessivo, claustrofobico, alieno ed alienante. In una parola; Meshuggah. Tanti complimenti a questi signori; si meritano ogni singolo complimento ricevuto negli anni. Voto: 90/100
tino
Mercoledì 2 Novembre 2016, 14.33.24
5
Ho avuto lo stesso problema per i gojra. Ero partito con all way flesh e mi sono impantanato, non andava giù neanche con il fernet, poi ho aggirato l’ostacolo partendo dall’ultimo magma e l’infant sauvage che hanno aperture melodiche, clean vocals e atmosfere ipnotiche e mi sono piaciuti da matti. All way flesh riascoltato mi ha fatto cagare uguale, immangiabile, e questo lavoro è molto simile alla proposta meshuggah secondo me. Comunque è normale non può piacere per forza tutto nonostante la presenza di preparazione tecnica al limite dell’umano. E’ un problema quando si deve approcciare a band con tanti album alle spalle e di difficile comprensione. Io comunque solitamente preferisco partire dagli ultimi lavori.
Macca
Mercoledì 2 Novembre 2016, 14.04.38
4
Secondo me non è il lavoro più adatto per approcciare i Meshuggah. Io che non sono un loro fan sfegatato ho apprezzato molto Destroy Erase Improve, Obzen, Catch 33 e Koloss, mentre ho faticato parecchio con Chaosphere e Nothing. Questo anche l'ho trovato molto molto difficile, ma probabilmente sono influenzato dal fatto che non sono uno dei miei gruppi preferiti e che a livello di assimilazione mi fermo prima rispetto ad altri gruppi che apprezzo maggiormente.
Rejection
Mercoledì 2 Novembre 2016, 13.17.52
3
Sono dei mostri, bel passo avanti rispetto al precedente. 90
ObeYM86
Mercoledì 2 Novembre 2016, 13.12.05
2
Anche io ho sempre trovato difficoltà ad approcciarmi ai lavori dei Meshuggah,ma ci provo ogni volta e ci sto provando anche stavolta.Il valore della proposta é innegabile,vediamo se riesco ad assimilarlo
tino
Mercoledì 2 Novembre 2016, 12.36.34
1
cit. ma anche a coloro che vogliono in qualche modo avvicinarsi alla folle tavolozza musicale del gruppo, ma che in precedenza, magari spaventati dalla cripticità della proposta hanno preferito rinunciare....bella frase, io sono uno di quelli, ci ho provato tante volte ma ci ho sempre dato a mucchio, ci proverò anche stavolta (senza comprare ovviamente)
INFORMAZIONI
2016
Nuclear Blast
Advanced Metal
Tracklist
1. Clockworks
2. Born in Dissonance
3. MonstroCity
4. By the Ton
5. Violent Sleep of Reason
6. Ivory Tower
7. Stifled
8. Nostrum
9. Our Rage Won’t Die
10. Into Decay
Line Up
Jens Kidman (Voce)
Fredrik Thordendal (Chitarra)
Marten Hagstrom (Chitarra)
Dick Lovgren (Basso)
Tomas Haake (Batteria)
 
RECENSIONI
81
s.v.
s.v.
s.v.
93
100
91
ARTICOLI
10/12/2012
Live Report
MESHUGGAH + DECAPITATED + C.B MURDOC
Alcatraz, Milano, 05/12/2012
03/06/2005
Live Report
MESHUGGAH
Transilvania Live, Milano, 29/05/2005
03/06/2005
Intervista
MESHUGGAH
Dietro il palco del Transilvania, 29/05/2005
20/04/05
Intervista
MESHUGGAH
Parla Marten Hagstrom
14/07/2004
Articolo
MESHUGGAH
La biografia
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]