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Pretty Maids - Kingmaker
04/11/2016
( 2697 letture )
11 pezzi freschissimi ed ecco Kingmaker, il nuovo a firma degli storici danesi Pretty Maids. Dopo l’ottimo progetto Nordic Union, basato sulla voce dell'immarcescibile Ron Atkins, la navicella madre torna a fare danni, in maniera chiaramente positiva, così si materializza l’ennesimo disco del duetto Atkins-Hammer, veri factotum di questo combo in vita dal lontanissimo 1981. Va detto che la produzione risulta davvero stellare e va ascritta a nome di Jacob Hansen (Volbeat), che imprime una marcia in più a ciò che il quartetto, in passato quintetto, sa distribuire in studio e su un palco. Copertina incisiva poi via con la musica.

When God Took A Day Off, grande titolo, apre i giochi e ci ritroviamo di fronte uno sparo a raggiera, inizio condito da atmosfere gregoriane, poi irrompe la voce nerboruta del singer e le danze, all’insegna del energia sprizzante, possono partire, chitarre selvagge, ritmo pestato inframezzato da momenti più misurati pronti a deflagrare con un ritornello quasi epic: classico trademark di questi danesi dalla scorza durissima. La title-track Kingmaker mostra lo stato di grazia dell’ugola di Ronnie e le sei corde segano anche il comodino di casa vostra, Face The World gode di belle scansioni armoniche e salite di tono, ritornello in puro stile Pretty Maids e bel solo melodioso di Ken Hammer, che rimane un guitar men con un gusto assai spiccato. Se Humanize Me sforna partiture potentissime dell’ascia di Ken, che riffa senza pietà, appare un velo di key, mentre la voce stentorea del frontman fa il resto, refrain americano e la magia si compie!! Last Beauty On Earth incarna il capolavoro del platter, una big rock anthem song dai ritmi più rilassati ma con un carico di melodia che potrebbe ammansire anche un terrorista, un brandello a dir poco spettacolare con guitar solo pirotecnico: qui sta scritto il manuale della canzone perfetta. Metà del timing quindi ecco sfrecciare Bull's Eye, ovvero occhi di toro, di quelli incazzati e pronti a caricare a testa bassa come gli ampli che gracchiano sotto le sferzate potenti dell’intera band, poi King Of The Right Here And Now si trasfigura in una sorta di marcia che annuncia la battaglia imminente: nessuno si risparmia e il ritmo sale al calor bianco, le mazzate non si contano con una sezione ritmica che solleva tonnellate, la voce stregonesca bracca l’ascia e finisce tutto in un armageddon sonoro. I Pretty Maids, nonostante la lunga militanza nel panorama heavy, non accennano a diminuire la loro carica. Heavens Little Devil marca il territorio, Civilized Monsters si profila come una vera denuncia urlata al mondo, i mostri civilizzati sono quelli che fanno più paura, inneggiando a guerre e mettendosi in tasca denari fruscianti alle spalle altrui; Sickening riparte a tutta birra con la sei corde che spezza malleoli lungo il sentiero, senza badare a spese, ennesima perla fatta di destrezza strumentale, spirito indomito e capacità di provocare pogo e libidine musicale. Si chiude con la finale Was That What You Wanted, scampolo che prende fuoco da un organismo elettronico per poi virare su note e panorami tanto cari alla band, chiusura energetica del album con una song dal sapore a stelle e strisce senza perdere un’oncia di credibilità e potenza.

I danesi sono questi, prendere o lasciare, e a vedere dal seguito che ancora oggi hanno, riescono a destare emozioni e sussulti nei loro fans, sia più recenti che di lunga data. La band è prontissima ad imbarcarsi in un tour europeo tra Febbraio e Marzo 2017 e i ragazzi saranno in giro con i Gotthard, unica data italiana a Milano il 22 febbraio, immancabile ovviamente. Ennesimo, ottimo lavoro di questi nordici dall’anima scoppiettante e corazza in metallo pressofuso.



VOTO RECENSORE
83
VOTO LETTORI
86 su 7 voti [ VOTA]
David D.
Venerdì 8 Giugno 2018, 21.41.31
4
Troppe poche recensioni per questo gruppo a mio modo di vedere, sarebbe bello vedere almeno i primi quattro (fino a Sin Decade), trovo i Pretty Maids una band capace di mescolare la melodia tipica dell'Hard Rock con la durezza dell'Heavy in un modo semplice ma efficace, sopratutto grazie alla versatilità del cantante Ronnie Atkins. Questo disco, neanche a dirlo, mi è piaciuto moltissimo, 84. Decisamente belle Humanize Me, When God Took A Day Off, Civilized Monsters, Sickening, e la Titletrack...
Mic
Domenica 13 Novembre 2016, 19.28.02
3
alla fine do un 68. tutto perfetto e curato, ma manca quel guizzo in più. Contento che la formazione sia tornata a quattro. Un po' mi infastidisce l'eccessiva stucchevolezza modernista dei lenti
Mix
Domenica 6 Novembre 2016, 14.47.22
2
Inossidabili Pretty Maids, non vedo l'ora che arrivi febbraio. Vederli live è sempre un piacere e il batterista spacca di brutto, ogni volta ho paura che rompa la batteria! Il disco l'ho ascoltato solo una volta, ma la prima impressione è ottima.
Mic
Venerdì 4 Novembre 2016, 16.29.31
1
band che apprezzo molto e della quale possiedo l'intera discografia. CD ordinato, in arrivo a giorni. Secondo me hanno alle spalle una discografia di tutto rispetto, con la quale hanno dimostrato di muoversi con esperienza tra l'hard rock e l'HM, vuoi anche grazie alla voce versatile dell'inossidabile Ron Atkins. le ultime due uscite non mi hanno conquistato al 100% perché il suond è troppo rock moderno, e temo che questo sia sulla stessa lunghezza d'onda. Il fatto che non ci sia più il tastierista fisso mi lascia ben sperare, negli ultimi due dischi era un po' troppo evidente. Per i neofiti ritengo la raccolta Back to Back un ottimo punto di partenza per conoscere la band. Torno tra qualche giorno...
INFORMAZIONI
2016
Frontiers Records
Hard Rock
Tracklist
1. When God Took A Day Off
2. Kingmaker
3. Face The World
4. Humanize Me
5. Last Beauty On Earth
6. Bull's Eye
7. King Of The Right Here And Now
8. Heavens Little Devil
9. Civilized Monsters
10. Sickening
11. Was That What You Wanted
Line Up
Ronnie Atkins (Voce)
Ken Hammer (Chitarra)
Rene Shades (Basso)
Allan Tschicaja (Batteria)
 
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