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Tygers of Pan Tang - Tygers of Pan Tang
10/11/2016
( 1654 letture )
I Tygers of Pan Tang, gruppo storico inglese che nella sua lunga carriera iniziata nel lontano 1978 ha spesso regalato alla scena hard rock e NWOBHM ottimi lavori, si candida anche questa volta ad una delle migliori uscite del genere per il 2016 con questo nuovo disco dall’omonimo titolo. Un disco composto da dieci pezzi di hard rock di altissimo livello sia tecnico che espressivo, brani convincenti, energici e ispirati in grado di trascinare senza mai annoiare l’ascoltatore per tutti i suoi quarantacinque minuti di durata. Che il gruppo inglese non sia nuovo a uscite di questa qualità è un dato di fatto, ma la cosa che stupisce è la ritrovata energia che investe il quartetto da ormai diverso tempo e più precisamente dal 2007, anno di uscita di Animal Instinct in cui il vocalist italiano Jacopo Meille si unì ufficialmente alla band portando una ventata di freschezza.

Che i Tygers of Pan Tang siano in ottima forma lo si può subito percepire con Only the Brave, brano che apre il disco e che è stato scelto come singolo e video promozionale; riff cavalcanti disegnano delle tessiture melodiche di puro hard rock insieme a linee vocali immediate e coinvolgenti, con un assolo lucido e preciso che completa il tutto. Dust prosegue in maniera più che efficace lo spirito battagliero dell’opener, mentre la successiva Glad Rags scomoda niente meno che i migliori lavori della band capitanata da David Coverdale, tanto che si potrebbe benissimo inserirla in qualsiasi miglior album dei mitici Whitenake e risulta inoltre un perfetto pezzo per i live. Senza nemmeno poter tirare il fiato, ci investe la successiva Never Give In, il pezzo più veloce e furioso di tutto l’album: come sopra, riff indiavolati e un drumming ancora più energico ci portano ad alzare ulteriormente il volume di ascolto e a farci trasportare dal pezzo.
The Reason Why mette un po’ di pace e rallenta il moto del disco, si tratta infatti di una semi-ballad che tranquillizza l’anima rock infiammata dai brani precedenti, restituendo una versione del gruppo più introspettiva e riflessiva. Spesso, quello che fa la vera differenza su brani semi lenti è il vocalist e, infatti, in questo brano possiamo ulteriormente apprezzare l’ecletticità del cantato di Jacopo Meille, caldo e ricco di pregevoli sfumature. Giro di boa e si ritorna a pigiare sull’acceleratore con Do It Again e con I Got The Music In Me, brani che riportano l’umore sulle coordinate di apertura, ovvero cavalcate di hard rock selvaggio con cori trascinanti e assoli taglienti. Non nascondiamo il fatto che si tratta di musiche cosiddette “già sentite” e certamente non particolarmente innovative, ma tuttavia mostrano come l’attitudine e l’energia del miglior hard rock eighties sia ancora ai giorni nostri una ricetta vincente e molto più espressiva di tante altre forzate sperimentazioni.
Con Praying For A Miracle arriva il momento del secondo pezzo lento del disco, infatti, anche se accelera l’andatura trovando l’apice nel chorus di intermezzo e nell’assolo di chiusura, il brano complessivamente presenta le caratteristiche della classica ballad hard rock su cui ancora una volta è il vocalist che fa la differenza. Quasi inaspettatamente, vista la qualità dei pezzi appena ascoltati, questo Tygers of Pan Tang riserva nella parte di chiusura un altro episodio decisamente indovinato e che si candida ad essere uno dei migliori dell’intera scaletta. Blood Red Skies stupisce infatti, oltre che per i consolidati riff, soprattutto per le variazioni ritmiche presenti. Ma non è finita qui perché il breve intermezzo Angel In Disguise apre all’ultimo capitolo di questo piccolo capolavoro, l’avvincente e seducente The Devil You Know che, con un incredibile spirito ribelle in puro stile hard rock, chiude nel migliore dei modi un disco destinato a non passare inosservato e ad entrare nel cuore di molti.

Difficile trovare un punto debole in questa nuova fatica dei Tygers of Pan Tang ed effettivamente la sedicesima fatica discografica del gruppo inglese convince a pieno sotto ogni punto di vista. Ottime le melodie portanti ed i riff, di gran classe e gusto gli assoli del duo Robb Weir e Micky Crystal, precisa e pulita la sezione ritmica di Craig Ellis e Gav Gray e, come detto più volte nel corso della recensione, superlativa la prestazione vocale del nostro connazionale Jacopo Meille. In Tygers of Pan Tang, inoltre, convince in pieno anche la produzione e la registrazione, accurata, avvolgente e dal sapore un po’ retrò. Disco consigliatissimo a tutti, non solo a chi ama l’hard rock, ma a tutti quelli che amano la Musica con la M maiuscola.



VOTO RECENSORE
83
VOTO LETTORI
81.5 su 6 voti [ VOTA]
InvictuSteele
Mercoledì 17 Maggio 2017, 1.46.54
22
Dici male, non è questo il mio ragionamento. Io impazzisco per la nuova ondata di heavy classico, o tutto il nuovo Aor e hard rock di oggi. Ho detto infatti che la qualità di oggi e' sempre eccellente, dico solo che negli ambiti classici è difficilissimo risultare freschi e allora guardo alla qualità delle canzoni, che oggi deve essere molta alta per sorprendere. Questo album qui non mi sorprende, tutto qua, e trovo i commenti e la recensione troppo entusiastici per un disco che e' "solo" buono, almeno per me.
Giaxomo
Martedì 16 Maggio 2017, 18.09.43
21
Ecco, il tuo ragionamento è questo: tutto ciò che non apporta innovazione nel genere deve essere cestinato (quasi) a priori. Capisco male? La scena revival rock che sta avendo un discreto successo in questi anni quindi la escludi senza ascoltare perché Led Zeppelin e Deep Purple avevano già fatto tutto 45 anni fa? Sono il primo ad essere sempre attento alle nuove istanze in circolazione ma se un prodotto è di qualità, e questo lo è, me ne frego altamente.
InvictuSteele
Martedì 16 Maggio 2017, 17.56.17
20
Bé, io di certo non vivo nel passato anzi, sono sempre il primo a combattere per le nuove leve o per far valere band storiche ma mai considerate troppo. Non faccio mai paragoni con gli anni 80, non avrebbe senso, poi per me la qualità di oggi non ha nulla da invidiare a quella di un tempo, però dai, i generi tradizionali non hanno molto da dire, sono schematizzati, l'heavy classico è così e va bane: strofa ritornello, assolo. Punto. Questo è un buon album, ma non capolavoro che porta freschezza al genere. Andiamo dai, siamo obiettivi una volta tanto. I buoni pezzi ci sono, ma non siamo certo a livelli stellari. Non mi entusiasmo per così poco.
The King
Martedì 16 Maggio 2017, 17.44.47
19
L heavy tradizionale o classico che dir si voglia ha ancora molto da dire e questo disco lo dimostra. Troppo facile considerare tutto quello non uscito negli anni 80 inferiore a priori. Contestualizzato ad oggi, anche soltanto x la registrazione e x la produzione oggettivamente migliore, lo rende un prodotto decisamente interessante e meritevole di un voto alto...poi alla fine sono i pezzi che contano e qui ce ne sono parecchi veramente trascinanti.
InvictuSteele
Martedì 16 Maggio 2017, 17.27.26
18
Quale ragionamento? Per me l'heavy classico, come tutti i generi tradizionali, non ha più molto da dire perché è poco sperimentale, e allora quello che cerco sono belle canzoni, riff che ti prendono subito e ritornelli meravigliosi che si stampano in testa e non ne escono. Ecco, negli album dei Tygers non ci trovo tutta questa genialità, sono una band storica e perciò li rispetto, ma diciamo che non hanno mai pubblicato grandissimi dischi. Sono una band onesta, Spellbound è il loro apice, stupendo, e a quello metterei l'85, ma gli altri sono sotto. Questo qui non ha grandissimi ritornelli, né canzoni memorabili, è onesto, lo sto riascoltando e forse sono stato troppo severo prima, ma il mio voto non supera il 73. Per sorprendermi e gridare al capolavoro l'heavy metal tradizionale deve fare miracoli oggi, ciò non toglie che non mi siano capitati alcuni album fenomenali negli ultimi tempi, ma questo decisamente non è un capolavoro.
Giaxomo
Martedì 16 Maggio 2017, 16.26.20
17
@InvictuSteele: se dovessimo seguire il tuo ragionamento, dovremmo cestinare un buon 80% delle uscite discografiche odierne! Hai ascoltato l'ultimo degli Horisont (qui manca la recensione)???
InvictuSteele
Martedì 16 Maggio 2017, 12.25.48
16
Prometto di ascoltarlo di nuovo, in effetti l'ho sentito poco, all'inizio mi aveva preso, poi dopo 4-5 ascolti mi era sceso fino alla noia, ma il voto potrebbe risalire con altri ascolti. Certo è che a 83 non ci arriva, perché significa che si avvicina al capolavoro, e questo non lo è, è un album onesto. 2-3 brani belli, 3-4 discreti e altri 2-3 anonimi.
InvictuSteele
Martedì 16 Maggio 2017, 12.04.10
15
eh invece confermo che è un album appena sufficiente. Dai, non si possono vedere voti così alti, ci sono due canzoni molto buone, il resto è robetta che non faceva presa nemmeno nel 1978
Giaxomo
Martedì 16 Maggio 2017, 11.31.19
14
Io lo ascolto ancora una volta a settimana..forse mi accontenterò io di poco Al massimo abbasso il mio voto di 2 punticini, ma non scendo sotto l'83!
Metallycra
Martedì 16 Maggio 2017, 10.42.06
13
@InvictuSteele: Ma derivativo de che??La NWOBHM è nata insieme a loro ed altri grandi! . Magari potranno sembrarti ripetitivi, "autocitazionisti", ma derivativi direi proprio di no... .
InvictuSteele
Venerdì 5 Maggio 2017, 14.12.07
12
No, ammetto che oggi, dopo svariati ascolti, affermo che questo disco è in linea con i precedenti, cioè appena sufficiente. L'heavy fatto in questo modo è fin troppo derivativo e le canzoni non brillano di certo, tranne due effettivamente ottime, ma le altre sono proprio anonime, Voto 65
Giaxomo
Giovedì 16 Febbraio 2017, 17.38.02
11
Tre ascolti mi sono bastati per questo arretrato "non troppo arretrato" e me ne sono letteralmente innamorato. Con una parola lo definirei "camaleontico", o più semplicemente "versatile".Spiego il perché: la produzione (meravigliosa) è volutamente ottantiana, specie le chitarre, il cantante è molto competente, le canzoni complessivamente sono heavy metal / hard rock a tratti AOR ("Glad Rags" ad esempio) ma suonano tutte fresche, contemporanee, quasi fossero scritte da un'altra band che alla perfezione ha saputo adattarsi alle richieste del mercato discografico odierno. Non un punto debole, gradevolissime anche le ballate, in particolar modo "The Reason Why", più che azzeccata la recensione. 85 e (per quello che ho ascoltato fino ad ora) grandissima conferma. Immortali e consigliatissimo.
rik bay area thrash
Martedì 6 Dicembre 2016, 16.03.58
10
Questo nuovo self-title album dei tygers lo inserisco nella mia playlist 2016. Sono stati grandi nei primi anni 80 e nonostante tante vicissitudini sono ancora portatori di sano hard metal. Album di notevole spessore qualitativo. Quando si dice la classe .... (imho)
jek
Sabato 12 Novembre 2016, 15.54.06
9
Ho sentito alcuni pezzi, loro sono più che in forma ma a me stringe il cuore vederli catalogati in Hard Rock quando sono stati tra le colonne della NWOBHW e hanno inciso un disco come Spelbound che è stato tra i dischi della mia formazione metal. Comunque basta non pensare al passato ed effettivamente ruggiscono ancora.
rik bay area thrash
Venerdì 11 Novembre 2016, 15.48.17
8
Ciao Metal Shock, certo i tempi di wild cat e spellbound sono lontani, ma ritrovare i tygers in forma così smagliante sorprende in modo positivo. La review è di per se già indicativa, ma vedo che è piaciuto molto anche a te.... alcuni gruppi che hanno fatto grande la n.w.o.b.h.m. tipo anche i saxon, tengono alto il vessillo di una musica che resterà per sempre (imho).
InvictuSteele
Venerdì 11 Novembre 2016, 14.00.28
7
Grande band che sembra rinata, dal vivo è micidiale e in studio fa il suo dovere. Questa è l'ennesima conferma, un disco che non inventa nulla ma che risulta fresco e ispirato, forse i toni della rece o dei commenti sotto sono un po' troppo entusiastici ma siamo davanti all'ennesimo buon album di questa storica band. Voto 75
Voivod
Venerdì 11 Novembre 2016, 8.54.05
6
Una band che negli ultimi anni è rinata e si colloca come una delle migliori espressioni britanniche hard/metal. Meille è un ottimo singer, Weir ha visto bene!
Metal Shock
Venerdì 11 Novembre 2016, 8.33.46
5
Perfetta recensione per un grande disco di puro hard rock! Questo lavoro sa molto di Whitesnake, non ci sara` chissa` cosa di innovativo ma, cavolo, le canzoni funzionano alla grande, grandi riff e la voce straordinaria di Jacopo Meille traccia delle melodie notevoli, cori immediati e che ti si stampano in testa, per non dire quanto i pezzi lenti facciano accappinare la pelle tanta e` la bellezza. 85 pieno anche piu`!. Consigliato Ciao Rik, non sara` Spellbound, ma che disco!!!!!
The King
Giovedì 10 Novembre 2016, 21.40.14
4
Come detto dal buon @rik bay area thrash Wild Cat e Spellbound sono ottimi dischi. Io ci aggiungerei senza ombra di dubbio anche Crazy Night...nei lavori recenti ascolta Animal Instinct. Horns up!
rik bay area thrash
Giovedì 10 Novembre 2016, 21.26.43
3
Review dai toni veramente entusistici e questo mi porta a dover prendere in considerazione anche i cari vecchi tygers che con wild cat e spellbound realizzarono due capitoli importantissimi per il movimento heavy metal (imho). .... e vabbè aggiungere alla lista ....
luca
Giovedì 10 Novembre 2016, 20.06.10
2
@The King
luca
Giovedì 10 Novembre 2016, 20.05.51
1
bella recensione, quali sono gli altri album che mi consigli dei Tygers of Pan Tang?
INFORMAZIONI
2016
Mighty Music/Target Records
Hard Rock
Tracklist
1. Only the Brave
2. Dust
3. Glad Rags
4. Never Give In
5. The Reason Why
6. Do It Again
7. I Got the Music In Me
8. Praying for A Miracle
9. Blood Red Sky
10. Angel In Disguise
11. The Devil You Know
Line Up
Jacopo Meille (Voce)
Robb Weir (Chitarra)
Micky Crystal (Chitarra)
Gav Gray (Basso)
Craig Ellis (Batteria)
 
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