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Crimson Moon - Oneironaut
14/11/2016
( 865 letture )
Formazione dalla carriera tormentata -scossa da sconvolgimenti di line-up e non meno complesse vicende discografiche- i Crimson Moon tornano a far parlare di sé con il loro ultimo lavoro in studio, Oneironaut, culmine di una produzione non particolarmente prolifica. Sebbene la genesi del combo si collochi all’inizio degli anni Novanta, gli statunitensi sono stati finora autori soltanto di due full-length, corredati da un corpus comprendente vari demo, EP e split. Tale loro ultima incarnazione costituisce in realtà il parto di una sola mente, quella dell’unico membro superstite della formazione originaria, Scorpios Androctonus, che recentemente è stato affiancato da strumentisti già attivi con altre band quali Vual, (ex Agathodaimon) alle pelli e Agreas, già attivo con i Narvik, alla chitarra, nella costituzione di una nuova e più stabile line-up per questo progetto. Nonostante tali elementi di rottura rispetto al passato possano lasciarci immaginare un eguale mutamento dal punto di vista prettamente musicale, Oneironaut, almeno tematicamente ed idealmente, si pone in continuità rispetto a tutto quello che sono stati i Crimson Moon dal 1994 ad oggi. Ci troviamo difatti sostanzialmente dinanzi ad un black -come del resto ci suggerisce il suggestivo artwork- che affonda le proprie radici nella costruzione di atmosfere misticheggianti ed arcane, ammantate di fascino per l’occulto e tale attitudine attraversa da cima a fondo Oneironaut. Ad esser stata limata, con il lavorio degli anni, è la modalità mediante la quale tali suggestioni vengono veicolate. Se difatti in full-length come To Embrace the Vampyric Blood l’afflato più melodico del sound è sorretto da spesse coltri tastieristiche -vagamente memori della lezione degli Emperor- in Oneironaut l’amalgama dei nostri si fa maggiormente diretto ed incisivo giovando dell’inserzione di strumenti esotici, come ad esempio la lira cretese, l’esraj ed il tampura nel tessuto dei brani.

Ad immetterci nel cuore della produzione sono una manciata di secondi di raggelante silenzio, costituenti l’incipit di Gossamer of Arachne, sostituiti da un coro dal sapore orientaleggiante. Ad esso fa seguito un feroce blast beats su cui si staglia l’ugola di Scorpios. La sezione mediana della traccia è invece affidata ad un misto di spoken word e declamazioni, emergenti da un riffing punteggiato da inserzioni acustiche. Fraseggi acustici accompagnati da passaggi riverberanti dal sapore orientale ci conducono nella successiva Molding of a Spell, serrata al principio ma ricca di aperture melodiche, ora affidate a cori in pulito, ora ad un riffing tipicamente svedish, mostrante un’evidente fascinazione per formazioni del calibro di Watain e Dissection. Tali peculiarità sono ugualmente presenti in Seeker of the 7th Gate, vivacizzata inoltre da un’articolata progressione in tremolo. Weaver of the Web -nella quale sono particolarmente evidenti corpose ed intriganti linee di basso- insiste invece maggiormente su ritmiche nette e cadenzate, dando rilievo all’anima più onirica del sound dei Crimson Moon. Urilian Worm appare invece pervasa da un riffing caustico e claustrofobico sino ad allentarsi in concise sezioni affidate ai soli basso e clean guitars e, successivamente, ai tremolo dall’incedere solenne.

La conclusiva titletrack, dal minutaggio piuttosto considerevole -il brano si dipana difatti per poco più di venti minuti- rappresenta probabilmente il punto debole del platter. Lo sforzo creativo compiuto per conferire alla composizione variabilità e ricchezza mediante inserti orientaleggianti, intermezzi acustici e virtuosismi solistici affidati alle chitarre non è sempre sufficiente a tener desta l’attenzione dell’ascoltatore. Le varie sequenze risultano inoltre, in questo frangente, alquanto giustapposte e non armonicamente fuse sicché le transizioni tra l’una e l’altra non possono che apparir forzate. Tale problematicità si palesa inoltre anche in tutte le tracce che presentino l’inclusione di strumenti esotici, relegati agli epiloghi o a breve frangenti dei brani senza mai integrarsi totalmente nella struttura del brano. Oneironaut si configura, in ultima analisi, come un lavoro ricco di potenzialità non totalmente dispiegate e dal songwriting ancora per certi versi acerbo, nonostante la presenza più che ventennale della formazione nella scena musicale estrema. Sebbene i Crimson Moon si siano dotati di una produzione tutto sommato adeguata e si dimostrino maestri nell’evocare atmosfere esoteriche dall’indubbio fascino, il loro ultimo full-length si configura come un platter riuscito a metà il cui acquisto può essere consigliato soprattutto ai fan della prima ora della formazione.



VOTO RECENSORE
65
VOTO LETTORI
92.66 su 3 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2016
Dark Adversary Productions
Black
Tracklist
1. Gossamer of Arachne
2. Molding of a Spell
3. Seeker of the 7th Gate
4. Weaver of the Web
5. Urilian Worm
6. Oneironaut
Line Up
Scorpios Androctonus (Voce, Tutti gli strumenti)

Musicisti Ospiti
Acherontas (Voce in traccia 1)
Ixithra (Voce in traccia 5)
Ralph Santolla (Chitarra in traccia 6)
Hierophant (Lira cretese
in traccia 6)
 
RECENSIONI
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