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Diabulus In Musica - Dirge For The Archons
18/11/2016
( 1120 letture )
Avevamo lasciato i Diabulus In Musica circa due anni fa, alle prese con l'uscita di Argia, disco che aveva messo in luce la nuova line-up, ma era rimasto ancora legato al symphonic di gruppi più blasonati. Gli spagnoli ritornano oggi con Dirge For The Archons alimentando le speranze per un'uscita interessante, l'occasione per il gruppo di Pamplona -ormai al quarto album- di distaccarsi dai propri modelli e di prendere finalmente la propria strada, con un sound più personale e subito distinguibile per qualche dettaglio dalla pletora di altri gruppi che vanno ad alimentare il calderone del symphonic.
Visivamente l'artwork appare intrigante e sembra volerci trasportare in un mondo lontano ed esotico dalle reminiscenze maya o azteche, ma il titolo del disco ci porta invece nell'antica Grecia, gli arconti infatti definiscono delle cariche politiche greche.

Non appena premiamo play l'intro però, Battle Of Atlantis ci porta nella mitica Atlantide e ad accoglierci sono orchestrazioni e cori che potrebbero essere stati composti dagli Epica e la seconda traccia (Earthly Illusions) toglie ogni dubbio alle reminiscenze dell'apertura. Fin dalle prime battute di Dirge For The Archons appare subito chiaro quanto sia difficile per gli spagnoli allontanarsi dal sound proposto da gruppi di spicco nel genere: non è così difficile trovare la vicinanza nelle sonorità aggressive, nelle orchestrazioni magniloquenti o addirittura in certe soluzioni ritmiche e melodiche dei Diabulus In Musica a quelle degli Epica prima di tutto.
Per portare freschezza ad un sound che definisce una band come dotata di carattere proprio, non basta infatti inserire in alcuni brani qualche elemento elettronico come in Marble Embrace (che comunque è una delle canzoni più personali), o qualche intermezzo etnico come The Hawk's Lament, seguita da Bane che riprende l'atmosfera della precedente ma che riprende anche qualche melodia alla Nightwish.
Chiaramente gli episodi più riusciti non mancano come Ring Around Dark Fairies' Carousel, un brano dal piglio più giocoso, ma dall'atmosfera quasi folle, che sembra spostarci in un ambientazione da circo, o la ballad A Speck In The Universe, che comunque non riesce a brillare o ad essere emotivamente trascinante come si conviene ad un pezzo lento. Mentre la successiva Hiding From You mostra un approccio più rockeggiante e frizzante, anche per merito della voce maschile che, cantando in un pulito dallo in stile hard rock made in USA, dà un po' di varietà all'album e alle linee vocali, le quali altrimenti si limiterebbero al solito alternarsi di aggressive harsh vocals e la voce femminile che sfrutta di tanto in tanto l'impostazione lirica. Zuberoa, infatti, non si limita comunque solo a parti più operistiche, ma mescola anche un cantato moderno e più intenso che colora maggiormente i vari pezzi.

Insomma, Dirge For The Archons è comunque un disco scorrevole e ben suonato, oltre a ciò la produzione è stata molto curata nei dettagli sia per quanto riguarda le orchestrazioni che gli strumenti prettamente metal, tutto al fine di creare un sound ricco e d'impatto, ma allo stesso tempo orecchiabile che sarà sicuramente apprezzato dagli irriducibili amanti del symphonic.
Nonostante ciò, i Diabulus In Musica oltre ad essere “sfortunati” nel far uscire il proprio disco a ridosso di uscite symphonic di maggiore risonanza, rimangono comunque un gruppo che continua a rimanere nell'ombra di band di caratura maggiore e Dirge For The Archons è l'ennesimo disco che va rimpolpare il panorama symphonic, ma che non riesce a brillare di luce propria.



VOTO RECENSORE
63
VOTO LETTORI
75.25 su 8 voti [ VOTA]
AntonioS
Sabato 3 Dicembre 2016, 15.52.13
4
Buonissimo disco, forse leggermente inferiore al precedente e per me ottimo Argia. Stilisticamente sempre molto vicini a band come Epica o Nightwish, la differenza sta nel fatto che questi scrivono belle canzoni .
Prometheus
Domenica 20 Novembre 2016, 16.23.41
3
Mi tocca segnalare una possibile scopiazzatura: "Bane", che già ricorda "The Islander" dei Nightwish, ha una melodia presa di peso da "Ghost Love Score", ma velocizzata (3:26 di GLS, 1:19 di "Bane").
Prometheus
Domenica 20 Novembre 2016, 15.56.26
2
Grazie alle influenze elettroniche, i DiM sembrano quasi ottenere una propria personalità distinguibile. "Sembrano" e "quasi" non li ho messi a caso, perché la loro musica continua a essere molto derivativa. Inoltre il timbro nasale di Zuberoa continua ad azzoppare la proposta. Nondimeno, l'album è ottimo. Sicuramente inferiore ad Argia, che ha pezzoni come "Healing" ed "Encounter at Chronos' Maze", ma se la gioca con The Wander perché, pur non avendo picchi del calibro di "No Time for Repetance", ha molti meno filler. Curiosamente per i DiM, stavolta i brani un po' più personali risultano buoni, cosa non scontata perché negli album precedenti i brani peggiori erano proprio quelli più originali. Anyway, i brani migliori sono "Earthly Illusions", "Crimson Gale" e la circense "Ring Around Dark Fairies’ Carousel", ma sono apprezzabili anche "Marble Embrace", "Hiding From You" e "The River of Loss". Le ballad "A Speak In The Universe" e "Bane" creano belle atmosfere, ma sono poco espressive e hanno melodie già sentite mille vote. I brani rimanenti sono filler fatti e finiti. Voto: 75
ocram
Sabato 19 Novembre 2016, 20.49.07
1
Album godibilissimo, ci sono pezzi davvero molto belli, Earthly Illusions, Invisible (traccia davvero elegante), Crimson Gale e Ring Around Dark Fairies' Carousel (con una Zuberoa magistrale). Molto bella anche Zauria e ottimi gli inserti elettronici. Peccato che dopo numerosi ascolti mi pare che manchi qualcosa, forse quel sapore medievale presente in Argia o la presenza di pezzi atipici che secondo me stridono nell'economia dell'album e che fanno misurare alcuni cali qualitativi (Hiding From You sembra davvero un brano per il pubblico statunitense, mentre la ballata è abbastanza loffia). Io però rimango del fatto che i Diabulus in Musica meritino più attenzione e trovo ingiusto accostare i DiM del 2016 agli Epica del 2016. In sintesi un buon album, dove non mancano gli episodi a vuoto ma nel complesso originale e sopratutto suonato dannatamente bene. Voto 75
INFORMAZIONI
2016
Napalm Records
Symphonic Metal
Tracklist
1. Battle Of Atlantis
2. Earthly Illusions
3. Marble Embrace
4. Invisible
5. Crimson Gale
6. Ring Around Dark Fairies' Carousel
7. A Speck In The Universe
8. Hiding From You
9. The Voice Of Your Dreams
10. The Hawk's Lament
11. Bane
12. The River Of Loss
13. Zauria
Line Up
Zuberoa Aznàrez (Voce)
Alexey Kolygin (Chitarra)
Gorka Elso (Tastiera)
Odei Ochoa (Basso)
David Carrica (Batteria)
 
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