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Poisonblack - Escapexstacy
19/11/2016
( 690 letture )
I breathe and I drown in the circle of fire
The glow of the flames
And I embrace the demon-desire
.

Iniziare la recensione di Escapexstacy citando il primo ritornello di questo primo disco della carriera dei Poisonblack è forse uno dei modi migliori per calare l'ascoltatore all'interno della cupa proposta musicale del gruppo. Nata nell'ormai lontano anno Duemila come side-project dei Sentenced, la band di Ville Laihiala presenta con questo lavoro da studio un prodotto discreto di genere gothic che, come vedremo nel corso di quest’analisi, si differenzia per numerosi aspetti dai futuri cinque album, rappresentando quasi una parentesi a parte nella storia della formazione finlandese.

Ciò che balza innanzitutto all'occhio scorrendo la lineup è la presenza di JP Leppäluoto alla voce: questo, come già noto ai più, sarà l'unico episodio nella carriera a vedere tra le fila del gruppo un cantante che non sia il già citato Laihiala. A dirla tutta, in Escapexstacy troviamo Ville impegnato ad affiancare il vocalist nel ruolo di chitarrista principale, pur non mancando il suo apporto al microfono grazie alle -poche- sezioni corali. A difesa dell'identità del gruppo c'è da dire che, fin dal primo ascolto del disco, è rintracciabile una certa continuità nella tecnica vocale dei due cantanti: entrambi sono accomunati dalla ricerca delle note basse, rispondendo alla volontà stilistica d'insieme di costruire un sound profondo e oscuro.
Il timbro caratteristico di Leppäluoto accompagna l'ascoltatore per tutta la durata del platter, composto da dieci tracce. La peculiarità riscontrabile nei tre quarti d'ora scarsi di prodotto è data dalla presenza di brani sì accattivanti ma più easy-listening rispetto a quanto pubblicato negli anni a seguire. Nel complessivo, l'album scorre dall'inizio alla fine senza mostrare segni evidenti di calo e la proposta dei nostri appare coerente con se stessa e solida man mano che i minuti scorrono. Non mancano i pezzi che rimangono in testa fin dal primo ascolto, cosa che accadrà in parte anche coi dischi a noi più recenti: all'interno di questa categoria troviamo, infatti, canzoni come Love Infernal e In Lust, in cui la componente orecchiabile gioca un ruolo fondamentale nel ricordo delle stesse. La ricerca dell'immediatezza sonora, sebbene da un lato possa far storcere il naso portando a preferire altri album del gruppo, non è totalmente da bocciare: ricordiamo che si tratta del primo lavoro da studio della band, concepito quindi nella fase in cui lasciare il segno nella mente dell'ascoltatore è non poco importante.
Alla brevità della durata del lavoro (tra i sei album pubblicati ad oggi è quello più compatto) si aggiunge un ulteriore elemento di differenza rispetto a Lust Stained Despair e al successivo A Dead Heavy Day, giusto per citarne alcuni: si tratta dell'orientamento di base del sound, che mostra sfumature più rockeggianti (sempre restando in ambito gothic, si intende) e meno metal, a favore di mid-tempo e di pezzi nel complessivo più lenti e meno duri. Fatta eccezione delle rare riprese veloci di batteria (come avviene ad esempio sul finale di Glow of the Flames o per tutta la durata di The Exciter), le percussioni di Tarmo Kanerva mantengono una modulazione costante nel corso dei brani, senza ricercare la pesantezza del suono e risultando meno ispirate rispetto agli altri strumenti. Un buon ruolo in Escapexstacy lo gioca sicuramente il missaggio, preciso e qualitativamente alto, in grado di valorizzare a dovere il basso di Janne Kukkonen che risulta ben udibile ovunque se non addirittura strutturalmente più portante della già citata batteria (come avviene in The State o nella ballad With Her I Die). Ciò che trae vantaggio dal mixing attento è inoltre la tastiera, fondamentale per arricchire il suono con intermezzi in chiaro stile gothic: ciò avviene, oltre che nei due pezzi appena menzionati, anche in Illusion/Delusion, fornendo qui una base solida ai riff di chitarra. Tornando a Ville Laihiala, degne di nota sono le sue parti di chitarra accompagnate da quelle di Janne Dahlgren: alle sezioni strumentali trascinanti e cadenzate di Love Infernal e All Else is Hollow si affiancano gli assoli ben riusciti di Lay Your Heart to Rest e The Kiss of Death, quest'ultimo più complesso in quanto calato nel brano più articolato di tutto l'album. L'esecuzione della chitarra elettrica, confermando quanto detto poco sopra, non risulta mai eccessivamente energica e preponderante, come invece avverrà nelle altre produzioni della band.
Un elemento di arricchimento nell'offerta musicale dei nostri è rappresentato dalle parti di violoncello eseguite con eleganza dall'ospite J. Peacock sul finale della terza traccia, The State.
La voce tendenzialmente molto bassa e profonda di Juha-Pekka Leppäluoto esplica a pieno la natura gothic del disco, accompagnando testi prettamente incentrati sul tema dell'amore visto sì come infernale e passionale, ma anche come proibito e, a tratti, platonico. Il mordente vocale risulta molto buono in The Exciter e in All Else is Hollow, e il contrasto tra le tonalità quasi opprimenti delle strofe di The Kiss of Death con quelle più alte dei ritornelli è ben studiato e riuscito. La ricerca di una certa profondità vocale sarà poi successivamente affiancata dalla volontà del gruppo di rendere l'esecuzione più graffiante, incisiva e carismatica, come avverrà coi lavori con Ville al microfono.

In conclusione, il disco rappresenta un valido punto di partenza per i Poisonblack, che gettano le basi per composizioni più aggressive e orientate al metal, che troveremo abbondantemente nei lavori da studio successivi. L'approccio testuale, che qui presenta ampi e lampanti richiami agli HIM, sarà personalizzato con il passare degli anni e fornirà contenuti lessicalmente meno ripetitivi rispetto a quanto avviene in questo disco. Preso per ciò che realmente è, ovvero album di lancio senza pretese di originalità e sperimentazione, Escapexstacy è un prodotto che può restare impresso nella mente dei fan della scena gothic. Un inizio onesto che condurrà a crescita ed evoluzione, fino ad arrivare alla recente decisione del gruppo di prendersi un lungo periodo di pausa. Ad ogni modo, ne attendiamo fiduciosi il ritorno.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
72.5 su 4 voti [ VOTA]
InvictuSteele
Domenica 20 Novembre 2016, 16.11.44
2
Band discreta che ha pubblicato buoni album... i Sentenced però erano un altro mondo.
Luke25
Sabato 19 Novembre 2016, 19.24.10
1
Wow, è sempre un piacere leggere le tue recensioni Mi trovi d'accordo praticamente in tutto, ma quest'album mi piace particolarmente quindi un 5 punticini in più io glieli metto ;D Valido gruppo i Poisonblack, non hanno ancora fatto un album da 90 ma neanche passi falsi, con loro si va sul sicuro!
INFORMAZIONI
2003
Century Media
Gothic
Tracklist
1. The Glow of the Flames
2. Love Infernal
3. The State
4. All Else is Hollow
5. In Lust
6. Exciter
7. Lay Your Heart to Rest
8. With Her I Die
9. Illusion/Delusion
10. The Kiss of Death
Line Up
Juha-Pekka Leppäluoto (Voce)
Ville Laihiala (Chitarra, Cori)
Janne Dahlgren (Chitarra)
Janne Kukkonen (Basso)
Marco Sneck (Tastiera)
Tarmo Kanerva (Batteria)

Musicisti Ospiti
J. Peacock (Violoncello nella traccia 3)
 
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