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Inchiuvatu - Viogna
26/11/2016
( 2022 letture )
Li stori chi vi staju pi' cuntari
sunnu fruttu di l'Agghiastru sugnaturi.
Omini pessi, fimmini vasci e riauli cunsati
ora vi cantanu abballannu li sorti niuri e li piccati.
Addisiati la viogna e li richiami di la carni
nto jaddinu d'o piaciri cunsumati li piccati.
Sintitila sta musica di la niura menti gravida.
Poni fini a la to' lagna...
'nto teatrinu di la VIOGNA.


Quando si parla di arte e soprattutto di musica, forse con particolare riferimento a quella metal in tutte le sue declinazioni, la qualità più difficile da rintracciare in una data proposta è la riconoscibilità o, se volete, la personalità. Spesso ci si arrovella nella ricerca di soluzioni esotiche, talvolta sostanzialmente aliene alla realtà di provenienza di un artista, pur di colpire l'immaginario dell'ascoltatore. Molte volte, invece, è guardando i propri piedi e non orizzonti lontani, che si trovano soluzioni artistiche più vere e modi credibili di raccontare il tutto prendendo spunto da una parte. Nel caso di Inchiuvatu, il principale e più conosciuto progetto di Agghiastru e della Scena Mediterranea, è nella sicilianità assoluta dei testi e negli evidentissimi richiami folk della musica, che egli ha trovato il modo sia di restare legato ad una certa radice, che di raccontare il teatrino dell'esistenza umana disegnandolo da una poltrona di una vecchia casa di Sciacca, come un quadro su una tela. Una sicilianità, si badi bene, non tanto campanilisticamente rivendicata, quanto vissuta come assolutamente incidentale, come semplice presa d'atto di dove si è nati e di ciò che si è. Utilizzandola come forma espressiva più opportuna in quanto naturalmente propria e, di conseguenza, più efficace di un inglese spesso malamente masticato e meno adeguato della lingua appresa per nascita. Insomma: il vernacolo come logico strumento espressivo di una personalità.

Lavoro successivo a quell'Addisiu che scompaginò la scena nel 1997, Viogna è da molti considerato -immeritatamente- un album di passaggio nella carriera di Inchiuvatu. Meno permeato in superficie di soluzioni folk, questo è comunque un lavoro dalla sonorità molto definite. Il maggiore amalgama ricercato (e trovato) tra le varie componenti musicali black e folk solo per citare quelle più evidenti, lo rende non solo un CD per alcuni versi più maturo e comunque necessario per proseguire il percorso evolutivo di Agghiastru come musicista, ma un disco equilibratissimo tra musica e concept, tutt'ora notevole. Diviso in tre parti -o meglio: in tre atti- riguardanti il "Teatrino della Vergogna" che mette in scena la parte più patetica della natura umana con i suoi pupi i quali, in quanto tali possono solo recitare la loro parte, Viogna vede anche la partecipazione di altri esponenti della Scena Mediterrenea. In Lamia e Viogna incontriamo gli Astimi (Rosario Badalamenti e Fantasima), mentre varie voci femminili punteggiano la scaletta. Nella prima parte, quella che va da Esta a Viogna, si affronta il dramma della vita e l'utilizzo dell'arte come mezzo di distrazione dalle sue angustie. Ne consegue, però, che l'arte stessa è anche maschera protettiva e non solo puro anelito di elevazione. In Esta (Welcome in the Theatre of Shame) è una voce femminile ad introdurre l'ascoltatore al disco e, a questo proposito, tutte quelle presenti nell'album sono riconducibili al collettivo Li 'Uci di li Fati, ossia Cristina 'Cry', Dana, Lifinia, Antonel. Cristina canta nella ballata Agghionna e Scura. Dopo Esta ed i suoi echi di antiche note provenienti da piazze barocche assolate, dove i cantastorie annunciavano il loro spettacolo ed i racconti che erano spesso unico mezzo per conoscere ciò che accadeva, Dramma racconta con violenza e senza alcun compiacimento ciò che è la vita fin dalla nascita:

Sona orchestrina chi li pupi hann'abballari
nna l'immensu cielu blu.
"Movi li me fila chi lu tempu scurri già
nni lu magicu teatrinu lu nostru dramma ava agghiunnà, ora"
Ciò chi sintiti è lu me lamentu, un dramma vi cantu jò.
Pi' farivi stari quieti a sugnari, ascutàti 'sta musica.


Suona orchestrina che i pupi (riferito agli uomini e al loro destino di morte) devono ballare
nell'immenso cielo blu.
"Muovi i miei fili che il tempo sta già scorrendo Nel teatrino magico (luogo inaudito e diveniente dell’essere) il nostro dramma deve sorgere, ora"
Ciò che sentite è il mio lamento (consolatorio e artistico), un dramma io vi canto.
Per farvi stare quieti a sognare, ascoltate questa musica.


Il teatrino suona la sua nenia in un'aria immobile, la musica filtra tra le persiane delle case sulla piazza, i pupi fanno ciò che devono, lo spettacolo è quello previsto; sempre e per sempre. Con la suite Viogna, probabilmente il momento migliore del lavoro a causa dell'ottimo equilibrio tra tutte le componenti musicali che ne costituiscono il tessuto, la recita assume toni ancor più violenti, col cantato furente di Agghiastru particolarmente efficace. Il testo elimina ogni possibile risvolto romanticamente folkloristico della recita. Gli oltre otto minuti di durata del pezzo consentono all'autore di citare ed approfondire praticamente ogni sfumatura presente nella propria proposta, compresa quella più onirica ed intimista propria dell'esperienza dell'Agghiastru pianista, pittore di note e cantastorie.

E tu... chi nn' hai caputu di 'stu teatrinu ccà?
E già... cu' la to' arti ammucci pezzi di virtù, cu sini tu,
nni 'sti 'mmensu cielu blu, poi stari a talià?

Muvitici li fila c'ora ririri farà.
Aìsa l'occhi in cielu e viri, cu è u puparu in verità.
La to' arti eni meschina, ma 'u duluri fermerà.
La to' vita è comu un ciuri chi a lu suli appassirà.


E tu... cos'hai capito di questo teatrino?
E già... con la tua arte (consolatoria) nascondi pezzi di virtù, chi sei (o credi di essere), in quest'immenso cielo blu, puoi restare solo a guardare?

Muovete i fili (della condizione misera umana) che ora vi farà sorridere.
Alza gli occhi in cielo e scruta chi sia realmente il puparo in verità. La tua arte, per quanto meschina, fermerà il tuo dolore.
Il tuo esistere è come un fiore che morirà al sorgere del sole.


Così chiudendo drammaticamente la prima parte di Viogna.

Nella seconda parte, dall'intermezzo Chi Scuru Chi C'è... ad Agghionna e Scura, è il peccato a fare da tema centrale e diversi risultano i suoni. Lorda mostra altre sfaccettature della musica contenuta da questo album, con una maggiore evidenza di parti più prettamente folk e, parzialmente, di un cantato più descrittivo, sempre al servizio del testo e di quel peccato che è l'argomento trattato.

E' ancora magica la luna nna lu cielo.
Sentu avvampari comu un suli lu piaciri.
Sentu 'uciari, rintra di mia l'infernu c'è.
Tuccatimillu lu me ciuri di l'amuri.


E' ancora magica la luna in cielo. (in continuazione col testo di Ave Matri)
Sento il piacere avvampare come un sole.
Sento gridare, dentro di me c'è l'inferno.
Toccatemi il fiore dell'amore.


Dopo le note ancestrali di Nakea, gli Astimi irrompono ancora nella grezzissima Lamia, brutale e gorgogliante preludio ad Agghionna e Scura. Una ballad molto anni 80 almeno come scuola, cantata dalla prima citata Cristina. Il peccato si fa languido, sudato, femminile al massimo, prima di un'iniezione di empia ferocia.

L’acqua chi vagna lava
la peddi toi lorda accussì
lu sentu scurriri ancora
nta li to' carni lu me piaciri.

Ave matri picchì di lu criatu
immaculata sini tu?
Ave pura, ceccu tra li to' vesti
'unni s'ammuccia la lussuria.


L'acqua che bagna lava
la pelle tua così sporca
lo sento scorrere ancora
nelle mie carni il tuo piacere.

Ave madre perché del creato
tu sei senza peccato?
Ave pura, cerco tra le tue vesti
dove si nasconde la lussuria.


La terza parte, dai cinquanta secondi teatralmente introduttivi di Stonata Musica ad Iva, è un attacco frontale contro l'ipocrisia della religione cristiana e/o della religione in generale e l'esortazione a ribellarsi apertamente allo status quo secolare. La visionaria Rira urla di rabbia schiumante, rivendicando la propria indipendenza da certi legacci morali:

Jò rinnèu la Santa virità
vola jàutu lu me cori senza ali 'i falsità.
Leva un chiovu 'nmalirittu
e batti fotti nta lu pettu... e rira!

Rira fotti lu duluri chi ti anima lu cori.
E si la Cruci a strascinari rimmi tu chi c'entru jò?
Di 'sta vita chi facemu seni megghiu l'aldilà?
Sugnu prontu a sdradicari pi'un suffriri morirà... la vita!


Io rinnego la Santa verità
il mio cuore vola alto senza più ali di falsità.
Leva un chiodo maledetto
e batti forte nel petto... e grida!

Grida forte il dolore che anima il tuo cuore.
E se devi trascinare la croce dimmi cosa c'entro io?
Di questa vita non so che farmene se è migliore il tuo aldilà?
Sono pronto a sradicare per non soffrire morirà... la vita!


Ancora più blasfema, pagana e sinistra l'invettiva continua in Anti C.C. (Anti Cristu Crastu), prima di chiudere con Iva, pezzo contro l'empietà assoluta della commistione Chiesa/Business, ancora una volta senza mezzi termini.

Vinniti comu puri li vostri animi impuri...
Pi' trenta denari l'affari si fa... Iva inclusa!


Vendete come pure le vostre anime impure...
Per trenta denari l'affare si fa... Iva inclusa!


Album maggiormente selvaggio e cerebrale rispetto al precedente, quello in esame è un lavoro comunque più maturo ed in ogni caso almeno parzialmente diverso da quanto atteso dal pubblico e dalla critica al tempo dell'uscita. Con ciò confermando quanto Agghiastru sia sempre stato interessato ad inserire elementi nuovi e numerose variabili, sia all'interno della propria carriera che dei singoli dischi, con canzoni connotate da elementi strutturali che le rendono diverse e riconoscibili anche all'interno di un'opera omogenea. Ascoltato a distanza di molti anni, Viogna risulta un tipico prodotto di un certo periodo storico connotato da impulsi artistici importanti ed estremamente variegati, oggi difficilmente riproponibili su una scena che tende sempre più a citare sé stessa. Anche l'uso della lingua siciliana conserva una forza connaturata sia alle peculiarità proprie dei suoni che la caratterizzano, sia al modo di usarla da parte di Agghiastru. Sempre molto adatto a veicolare certi concetti in modo teatrale, ma senza perdere il senso immediato dei termini. Tutto questo senza particolari sovrastrutture concettuali e soprattutto senza il tipico autocompiacimento ed il latente senso di superiorità che talvolta avvelena il modo di pensare isolano, ma con tutta l'efficacia che una scelta di pura praticità può produrre. Forse, è proprio per questo che ascoltare un disco firmato Inchiuvatu è sempre un'esperienza intellettualmente appagante.

NB - Le precisazioni tra parentesi nella traduzione del testo sono dello stesso Agghiastru.



VOTO RECENSORE
86
VOTO LETTORI
91.25 su 8 voti [ VOTA]
Raven
Domenica 4 Dicembre 2016, 7.36.52
14
In realtà il numero è decisamente maggiore di uno.
Tommaso calvino
Sabato 3 Dicembre 2016, 23.09.39
13
Purtroppo il disco non lo ancora ascoltato. Peró mi fa piacere sentire che c'è un mio conregionale che fa metal.
verginella superporcella
Giovedì 1 Dicembre 2016, 17.38.57
12
buon disco ma sopravvalutato. l avevo venduto qualche anno fa, ora mi dicono che abbia quotazioni notevoli
Christian death rivinus
Mercoledì 30 Novembre 2016, 10.31.16
11
Se vuoi approfondirli su youtube ci sono tutti i brani.....il chitarrista e' un vero fenomeno,nel 2001 organizzo un festival power nel suo paese di origine in provincia di agrigento con band di spessore quali i Vision Divine e Thy Majesty e altre ,naturalmente tutto gratis e all'aperto in piazza nel periodo di agosto.....
Raven
Mercoledì 30 Novembre 2016, 10.04.11
10
Solo di nome.
Christian death rivinus
Domenica 27 Novembre 2016, 10.49.57
9
Raven@ grazie dell'aggiornamento andro'a leggerlo al piu' presto, non avevo dubbi che Conoscevate questi ragazzi...alla fine degli anni 2000 andavo spesso a vederli suonare alle prove con il mio amico Rasez e li ho pure visti Live Alessandro e'il leader che e' un polistrumentista di grande valore....Raven@conosci anche i diessire? Altra grande band epic metal folk siciliana ,che ha riscontrato molto successo in japan,di cui conosco il leader Etrium e il batterista era proprio rasez degli heretical,Su metal hammer hanno valutato 8 il loro esordio,adesso so che sono al lavoro dopo anni per un seguito di legend of nhor.....comunque tornando ad aggihiasrtru ai tempi che furono ha composto musica che non aveva niente da invidiare ad altre band black top del grande panorama metal
Raven
Domenica 27 Novembre 2016, 7.39.25
8
#6 Degli Heretical abbiamo un recente live report. #7La foto che accompagna l'articolo è stata scattata la sera dell'ultima intervista pubblicata con Agghiastru.
lux chaos
Domenica 27 Novembre 2016, 7.32.38
7
Presi Addisiu ai tempi della sua uscita, ricordo che aveva suscitato molto interesse, in parte anche per il fermento per la scena black italiana dei tempi...bel disco quello, originale il sound, particolare il concept, questo non lo conosco ma approfondirò, memore anche di un intervista di Raven al personaggio in questione
Christian death rivinus
Sabato 26 Novembre 2016, 23.33.11
6
Gruppo black italo siciliano di grande valore che ha sfornato veri capolavori del suo genere,conosco personalmente anche il batterista rasez degli heretical altra grande band di Caltanissetta che meriterebbe di essere recensita
Lemmy
Sabato 26 Novembre 2016, 22.10.08
5
Ho provato ad ascoltarlo ma non mi dice quasi niente la sua proposta, picchi strumentali non ne vedo, ne composizioni di chissà che cosa di importante, a me sembra un cantastorie che ripete le sue cantasilene senza farle brillare particolarmente e per quanto mi riguarda senza lasciarmi emozioni particolari, non fa per me, non capisco le votazioni alte, ma comprendo che son gusti.
Raven
Sabato 26 Novembre 2016, 20.27.06
4
In questo caso la musicalità del siciliano è quantomai opportuna, dato che alcuni termini contenuti in questi testi sono scarsamente traducibili in italiano.
Jo-lunch
Sabato 26 Novembre 2016, 19.46.37
3
Un vero piacere il rispolvero di questo album. Bello davvero. Personalmente non ho molta dimestichezza con i dialetti, ma la musicalità è universale e tanto mi basta.
tevildo75
Sabato 26 Novembre 2016, 14.27.11
2
Disco e gruppo spettacolari, si parla sempre tanto della musica estera, però anche noi bbiamo i cavalli di razza!
Area
Sabato 26 Novembre 2016, 12.07.22
1
Uno dei nomi più interessanti della scena Italiana estrema. Sia per la scelta delle tematiche che per l'utilizzo del dialetto Siculo. Una vero e proprio valore aggiunto a mio modesto parere. Se non altro sono più rispettabili di tutte quelle band che si fanno il corpse paint e che copiano paro paro i gruppi scandinavi (scelte più che lecite ci mancherebbe!)
INFORMAZIONI
2000
Inch Productions
Folk/Black
Tracklist
THE DRAMA OF EXISTENCE
1. Esta (Welcome in the Theatre of Shame)
2. Dramma (Nailed at the Mystery of Life)
3. Viogna (Mask of Art)

THE LOVE DENIED AND THE PREGNANT SIN
4. Chi Scuru Chi c'è... (Dark sensuality - Six-Sex-Six)
5. Lorda (7° Veil of the Shame - Ave Matri pt. II)
6. Nikea (The Sound of the Virgin Wind) (instrumental)
7. Lamia (The Sin Denied pt. I)
8. Agghionna e Scura (So...in Time)

THE FALSE SERMON OF JOY
9. Stonata Musica
10. Rira (Scream to the Sermon of the Handicapped)
11. Anti C.C. (Anti-Cristu-Crastru)
12. IVA (Business in the Shadow of the Cross)
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