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Avenged Sevenfold - The Stage
27/11/2016
( 8604 letture )
Sono passati tre anni dall’uscita di Hail to the King, anni in cui gli Avenged Sevenfold sono riusciti non solo a conquistarsi la nomea di band più citazionista del settore, ma anche ad indisporre parte della propria fedele schiera di fan grazie ad un disco che, col senno di poi e senza voler infierire più del dovuto, possiamo indicare come il meno ispirato della loro intera carriera. Ma la band guidata da M. Shadows, come ben sappiamo, è capace di sorprese inaspettate, capace di tirare fuori sempre nuove frecce al proprio arco. Se Nightmare ci aveva dato una conferma delle qualità positive di questa band che già avevamo potuto scorgere in passato grazie ad album come City of Evil o anche, perché no, all’omonimo Avenged Sevenfold, e soprattutto ci aveva mostrato come l’etichetta metalcore stia a loro stretta, The Stage è l’ennesima prova di forza che potrebbe tanto spaccare in due la critica quanto far avvicinare un’ulteriore differente tipologia di utenza. Sì, perché The Stage, che rigetta quasi completamente l’etichetta di disco metalcore, ci porta addirittura su inaspettati e inesplorati territori heavy/prog. L’avreste mai detto? Ancora una volta vale il detto: “mai giudicare un libro dalla copertina.”
Abbandonata dopo tanti anni la Warner Bros per approdare alla Capitol Records e lasciato a casa il batterista Arin Ilejay, rimpiazzato da Brooks Wackerman (ex di Bad Religion e Tenacious D, che ha collaborato anche tra gli altri con Infectious Grooves, Glenn Tipton, Suicidal Tendencies e Korn), gli Avenged Sevenfold si sono subito rimessi al lavoro per dare quanto prima alle stampe il loro settimo studio album. L’annuncio ufficiale non è mai stato dato, ma utilizzando metodi alquanto singolari ci avevano fatto capire che qualcosa bolliva in pentola. In previsione dell’imminente release, gli A7X hanno proiettato il loro logo, il Deathbat, sulla facciata di alcuni grandi edifici in giro per il mondo annunciando in questo modo l’uscita del nuovo singolo, The Stage, con annesso videoclip. Non solo: grazie ad un “deathbot”, ovvero un robot visualizzabile tramite un semplice link fornito dalla band stessa, autorizzato a rispondere a domande specifiche riguardo il nuovo album, si è venuto a sapere che importanti novità sarebbero arrivate il 27 ottobre. Il giorno seguente, 28 ottobre, gli Avenged Sevenfold si sono esibiti, in diretta streaming su Facebook, con tanto di 3D e visuale a 360°, sul tetto del palazzo della Capitol Records e hanno reso accessibile l’acquisto dell’album in esclusiva su iTunes e l’ascolto in streaming su Spotify. Inaspettatamente ci siamo così trovati tra le mani il successore di Hail to the King, un album di settantatré minuti (il più lungo mai pubblicato dalla band) con undici nuovi brani, di cui una opener track di oltre otto minuti e una suite finale che supera i quindici. L’artwork di copertina, che non richiama nessun disco precedente se non per la figura classica del Deathbat, sembra quasi volerci preannunciare un lavoro dalle infinite possibilità, un’opera imponente e propositiva, forse il salto di qualità che tutti attendevano ma in cui nessuno credeva veramente.

Sono stati necessari svariati ascolti, ma alla fine è proprio la traccia iniziale a risultare la più riuscita dell’intero disco. O perlomeno la più completa. Se c’è un filo conduttore che lega la maggior parte dei brani presenti, infatti, è la poca omogeneità tra loro, sia per quanto riguarda lo stile che per l’atmosfera trasmessa. Si passa spesso e volentieri da canonici ritmi heavy/thrash a delle evoluzioni simil-prog, per non parlare dei vari rimandi al metalcore che fu e alla incredibile varietà di toni e approcci dettati dal cantato di M. Shadows, il quale come sempre risulta essere dotato di una spiccata propensione all’interpretazione delle canzoni, alla stregua di un attore sul palco teatrale, più che alla semplice esecuzione. Il brano d’apertura è invece il più omogeneo e lineare, nonostante la facilità con cui la parte melodica si inserisce all’interno di ritmiche quantomai serrate. Ottimo il lavoro delle due chitarre, precise e mai ridondanti. Da qui in poi ha inizio la “fiera delle diversità”. Il groove incessante e le alte velocità di Paradigm alzano notevolmente la tensione, per un brano che non mancherà di trovare parecchi consensi tra gli amanti dell’heavy/thrash. La successiva Sunny Disposition non è una canzone di facile approccio, tutt’altro. La presenza di strumenti atipici (come il corno) rendono l’ascolto molto variegato, e in un primo momento potrebbe risultare proprio questo il brano più ostico e confuso dell’intero album, ma così non è. Ascoltandolo attentamente si possono notare sfumature ben precise e trame ben architettate, che alla fine risulteranno coinvolgenti e frizzanti, nonostante l’oscurità di fondo che trapela dal brano. La durata è forse leggermente eccessiva, ma nel complesso il responso è positivo. Una furia cieca caratterizza God Damn, canzone breve ma dalle mille sfumature, articolata tra strofe estreme e ritornelli più cadenzati, il tutto spezzato più e più volte da continui cambi di ritmo. Molto differente, invece, Creating God, che addirittura nei ritornelli presenta una vaga assonanza con la ben famosa Epic dei Faith No More. Nel complesso si tratta di un brano che, musicalmente parlando, ha ben poco da dire, ma che si rivela già più interessante col testo davanti. Le tematiche affrontate in quest’album riguardano principalmente la scienza e l’intelligenza artificiale, e per chi volesse immergersi completamente nelle atmosfere di The Stage è assolutamente consigliabile non limitarsi al solo ascolto della musica, ma anche concentrare la propria attenzione sulla lettura dei testi, peraltro presenti nel libretto del CD fisico (cosa non sempre ovvia purtroppo). Verso la metà dell’album ci imbattiamo in una gradevolissima ballad, Angels, dai toni delicati e leggeri, ma allo stesso tempo molto intensi. A seguire troviamo invece un paio di brani non imprescindibili come Simulation e Higher, diversi tra loro nell’approccio, ma accomunati dal fatto di essere facilmente dimenticabili, il primo soprattutto. Curioso notare come certe parti di Higher ricordino vagamente lo stile dei Muse più recenti, perlomeno nell’uso delle tastiere e in alcuni virtuosismi chitarristici. Molto apprezzabile, invece, Roman Sky; non una semplice ballad, ma paragonabile quasi ad un lungo intermezzo, caratterizzato da un piacevolissimo crescendo sinfonico. Alquanto singolare la successiva Fermi Paradox, canzone tiratissima con tanto di blast beat nelle strofe principali, su cui poggia del tutto inaspettatamente una linea vocale melodica, in totale controtendenza rispetto alla sottostante sezione strumentale. Veniamo così alla corposissima suite finale, canzone dalla durata superiore ai quindici minuti che più di tutte porta con passo deciso gli Avenged Sevenfold ad esplorare territori progressive metal. Avreste mai pensato di vedere indicati nientemeno che i Dream Theater come influenza principale per un brano degli Avenged Sevenfold? Se sia stata la collaborazione con Portnoy su Nightmare ad aver portato oggi alla realizzazione di Exist non è dato saperlo e ovviamente si tratta solo di una simpatica congettura. Resta il fatto che, così come la prima traccia dell’album, anche l’ultima ci mostra la faccia migliore di una band ormai matura e sicura di sé, capace di andare oltre i propri limiti e di osare come pochi altri avrebbero il coraggio di fare.

The Stage si differenzia notevolmente da tutto il materiale precedentemente pubblicato dagli Avenged Sevenfold. Un album che potrebbe non rientrare nelle corde dei fan della prima ora, ma che allo stesso tempo, come sottolineato in precedenza, potrebbe far avvicinare nuovi appassionati. Nonché far ricredere buona parte dei detrattori storici della band. Perché? Semplice: perché The Stage è un album valido, colmo di ottimi spunti, sperimentale per certi versi, ma anche solido, il risultato di un percorso di crescita ancora in via di definizione, ma che dimostra il raggiungimento di una certa maturità artistica da parte del gruppo statunitense. Inutile criticare il loro operato a priori, basarsi su pregiudizi e preconcetti ormai abusati. Gli Avenged Sevenfold sono una band in continua evoluzione, magari fra qualche anno staremo parlando di un loro ritorno di fiamma al metalcore delle origini, oppure di un avvicinamento ancor più marcato al prog metal, o ancora di una conversione definitiva all’heavy/thrash. Tanti gli scenari possibili che si potrebbero aprire da qui in avanti, per ora lasciamo che sia la concretezza di un album come The Stage a parlare.

L’ultima traccia, Exist, contiene nei minuti finali un discorso di Neil deGrasse Tyson, rinomato astrofisico e divulgatore scientifico statunitense di fama internazionale. Le sue parole, che lasciamo in lingua originale, sono le più adatte a spiegare non solo il significato della canzone, ma anche i contenuti dell’intero album.

We have one collective hope: The Earth.
And yet uncounted people remain hopeless.
Famine and calamity abound.
Sufferers hurl themselves into the arms of war.
People kill and get killed in the name of someone else’s concept of God.
Dare we admit that our thoughts and behaviors spring from a belief that the world revolves around us?
Each fabricated conflict, self murdering bomb, vanished airplane,
Every fictionalized dictator, biased partisan and wayward son
Are part of the curtains of society’s racial, ethnic, religious, national and cultural conflicts?
And you find the human ego turning the knobs and pulling the levers.
When I track the orbits of asteroids, comets, and planets,
Each one a pirouetting dancer in a cosmic ballet, choreographed by the forces of gravity,
I see beyond the plight of humans. I see a universe ever expanding
With its galaxies embedded within the ever-stretching, four-dimensional fabric of space and time.
However big our world is - in our hearts, our minds, in our out-sized atlases?
The universe is even bigger.
There are more stars in the universe than grains of sand on the world’s beaches.
More stars in the universe than seconds of time that have passed since Earth formed.
More stars than words and sounds ever uttered by all humans who have ever lived.
The day we cease exploration of the cosmos is the day we threaten the continuance of our species.
In that bleak world, arms-bearing, resource-hungry people and nations
Would be prone to act on their low contracted prejudices,
And would have seen the last gasp of human enlightenment -
Until the rise of a visionary new culture once again embraces the cosmic perspective;
A perspective in which we are one, fitting neither above, nor below, but within.

[Neil deGrasse Tyson]



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
80.60 su 82 voti [ VOTA]
Andry Stark
Domenica 11 Novembre 2018, 23.38.11
72
Per me il loro miglior album, il segno dela maturazione di questa band, brani come The Stage, Exist sono spettacolari.
simon
Domenica 24 Giugno 2018, 9.22.42
71
ma se fanno cagare.......ma chi sono.......
Feffa la cagna
Martedì 7 Novembre 2017, 15.05.01
70
Per me è un gran disco. 83
lux chaos
Sabato 6 Maggio 2017, 16.30.10
69
Un 100 no?
Blackmamba
Sabato 6 Maggio 2017, 15.22.00
68
Ennesimo idiota che ha ascoltato l'album alla cazzo di cane. Come si fa a definire Higher e Simulation canzoni dimenticabli ?! Higher è probabilmente la migliore canzone degli A7X dai tempi dell'album Nightmare, semplicemente stupenda, quel beat di batteria alla fine della canzone è pazzesco. Quest'album si merita COME MINIMO un 85 se non un 90...
Bizzy D '93
Domenica 30 Aprile 2017, 12.57.22
67
Gli A7X sono tornati! The Stage è molto diverso dagli altri lavori, ma è veramente ben riuscito, a differenza del precedente disco Hail to the King. Gates e la sua chitarra non smettono mai di sorprendermi, senza contare Shadows. In più ho apprezzato molto il ritorno di una batteria aggressiva, tipica degli Avenged, e che si era persa con l'album del 2013. Tra i brani che ho apprezzato particolarmente ci sono la title track, God Damn e soprattutto Exist. A mio parere il periodo 2005-2010 della band rimane insuperabile (anche grazie a The Rev che, ricordiamolo, non era solo un batterista, ma anche uno dei principali compositori del gruppo), ma questo album mi ha ridato emozioni che non provavo da anni, quando uscì Nightmare. Come voto finale gli do 85.
Alby
Lunedì 6 Febbraio 2017, 23.08.48
66
Ciao a tuutti!!Io Ascolto gli avenged da un paio di e sinceramente non mi aspettavo un album cosi maturo e completo . Credo che sia anche migliore di nightmare per certi versi. A me da fastidio quando tutti li criticano come si vestono..ecc ecc . A me sinceramente intrressa la musica di un artista non come di veste e questi ragazzi sanno suonare eccome( menzione d'onore a gates grandissimo!!! )Io credo che un 85 se lo merita tutto. Grande album
Sentenza
Domenica 8 Gennaio 2017, 19.18.00
65
al primo impatto, sono rimasto un po' stordito... l'album è molto diverso dai precedenti, sebbene vi siano comunque linee inconfondibili. mi spiace per altri qui sotto, ma la voce di shadows è il vero punto di forza del gruppo: è unica e riconoscibile, molto particolare e come detto dal recensore, carica parecchio a livello interpretativo. riascoltando dopo un po' di tempo, ne sono uscito conquistato: l'eterogeneità delle tracce ricorda i tempi del self titled, il risultato è ottimo. merita almeno un 85. 100 invece alla recensione, una delle migliori che ho letto finora: chiara, lineare, accessibile, molto pacata. ottimo lavoro
tino
Martedì 27 Dicembre 2016, 12.26.33
64
galeotto è stato per l'ennesima volta il video che unito alla canzone mi hanno svelato l'ennesima chicca. The stage è un pezzo fantastico, ora posso passare all'album completo sperando sia su questi livelli
Trendkill
Martedì 27 Dicembre 2016, 11.42.31
63
Definire Higher una canzone dimenticabile è un delitto....vogliamo parlare di quella bellissima coda strumentale? ...che poi questo disco è cento volte meglio di quella pacchianata di Nightmare...anche solo per i testi...
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Mercoledì 7 Dicembre 2016, 20.43.07
62
Beh dai ha detto perchè non gli piacciono,di per sè non possiamo avere sempre gusti uguali,genereicamente su questo gruppo ho sentito solo critiche campate per aria e senza una caspita di argomentazione...poi non so,se dovessi consigliarti un album loro io ho preferito il loro periodo City of Evil fino a Nightmare,ma anche questo dai commenti non sembra malaccio
Luigi
Mercoledì 7 Dicembre 2016, 20.33.59
61
Visti i tempi, non è necessario l'acquisto fisico, una ascoltitina su spotify non sarebbe male bei tempi quando si restava affascinati da un semplice videoclip per puro caso..
tino
Mercoledì 7 Dicembre 2016, 19.19.19
60
macchè superficialità. E' dal 1980 che mi avvicino ai gruppi anche per i videoclip. Non ci fosse stato discoring, heavy con kleever molti gruppi manco sapevo chi erano. Mi sono sempre piaciuti e per molti gruppi moderni sono stati una miccia non indifferente, anche ora. Ovvio che per un ascolto più motivato meglio partire da un disco ma un video non è altro che un pezzo con in più l'aspetto visivo, ed io amo l'aspetto visivo nella musica, lo considero un aspetto complementare. Comunque vedrò di procurarmi quest'ultimo
Luigi
Mercoledì 7 Dicembre 2016, 17.49.38
59
@tino insomma giudicare una band dai video su you tube sa di superficialità , prova ad ascoltare perlomeno un album per intero, puoi iniziare da quest'ultimo.
tino
Mercoledì 7 Dicembre 2016, 14.12.26
58
Io invece questo gruppo l’ho sempre e solo sentito nominare, l’altro giorno mi sono fatto una navigata sul tubo per capire di chi stiamo parlando e mi sembra di aver capito che parliamo di gente che ha video con oltre 100 milioni di visualizzazioni per video, cioè mica un gruppo da circolo arci. Detto questo non ho trovato nessun appiglio che mi facesse scattare la scintilla, ci sanno fare, sanno suonare, è tutto curato nei minimi dettagli, patinato, il look alla moda, le facce da belli e dannati, ecc, però alla fine come direbbe pino scotto, non ci ho capito un cazzo.
lux chaos
Mercoledì 7 Dicembre 2016, 13.50.27
57
Ascoltato a metà per ora, non è male, ma per me l'ostacolo rimane l'afonia urlata spinta di M. Shadows, non lo tollero, e per me la voce in un gruppo pesa da morire...cmq prenderò il mio tempo per giudicarlo meglio. Per il resto quoto Gabriele, che non conoscevo, e lo ringrazio per il commento 30. Dovresti intervenire più spesso ogni volta che si tirano fuori i soliti discorsi
Lemmy
Martedì 6 Dicembre 2016, 17.20.04
56
Premetto che non mi ricordo tutto quello che ha fatto la band, poichè seguiti a corrente altenata e alcuni album non li ho neanche sentiti, per cui concentro la mia analisi solo su questo.Penso sia uno dei massimi sforzi qualitativi e che delineanano una certa maturità compositiva.Tematica incentrata sulla scienza e l'avanzare netto della tecnica nella società, intelligenza artificiale e robot diventano sempre più importanti e preponderanti, la scienza e la tecnica possono aiutarci a migliorare ed esplorare sempre più in profondità i segtreti del cosmo, ma se l'uomo continua con il suo egoismo e voglia di potere ,c on tutte le sue trame e inganni, con tutto il suo ego smisurato, allora la tecnica può trasformarsi in un inferno fino alla scomparsa della nostra specie.La Titletrack è una traccia lunghetta di circa 8 minuti, ma presenta una dinamica interessante, con un ritornello melodico ma efficiente e niente affatto floscio, anzi, hanno meso mano inoltre ad un appropriato riffing e a un intermezzo interessante e un assolo veramente di buon gusto che , e un dialogo tra chitarra leader e chitarra solista che accompagana squisitamente e il brano e la voce, con il classico consolidato schema ricorsivo del gruppo intro apertura, riff, strofa, assolo,ritornello, strofa, parte finale dal tocco emozionale e chiusura). La più bella traccia del lotto , veramente ottima.La terza traccia presenta una impronta piu' progressive, con una voce più libera di muoversi e on maggior dinamicità in alcune parti, il ritornello è introdotto e accompasgnato da un bel suono di tromba, e la presenza del corno, fan si che la presenza degli ottoni doni un tocco di freschezza compositiva, anche se il minutaggio forse andava un pochino tagliato.Angel , a mio avvviso altro ottimo brano, inteririorizzato e ben indirizzato, inizio soffice e armonizzante, accompagnamento armonicamente centrato ed euilibrato, chitarra relativamente pulita, ma incisiva al punto giusto nella parte solistica , voce in maggioranza sul pulito e irruvidta in alcuni punto per enfatizzare l'epressività, ma ben espressa emotivamente e ben interpretata, la chitarra sembra essere un'altra voce e contribuisce a far trasalire l'emozionalità intrinseca nel brano, una ballad che innesca una bella intensità espressiva ed eseguita di gran classe.Anche a me Simulation non quadrava, ma poi ha preso il via, partenza in sordina poi si comincia a darwe gas ed aquistare peso, poi di nuovo un assestamento ritmico , sonoro e vocale, poi di nuovo si ripatre in quarta, voce aggressiva, e ritmica sostenuta e imbizzarita, caotica , ma con un suo perchè se la si segue col testo alla mano, anche higher si presenta ben messo, ma forse andavo impostato con più attenzione, andava organizzato meglio anche nei particolari sonori, anche se si lascia ascoltare tranquilamente, non male se ascoltata più volte, inizio placido e atmosferico, con tastiera che introduce subito la voce con il pianoforte, la vocalità ha un tocco inizialmente con un tono più sentimentalmente romantico e nostalgico con voce modulata, che si fa più incisiva e caratterizzante in seguito, bello il riff veloce, e la sorpresa di un tocco batteristico da un suono ben scantito e variato, il ritornello si fa invece melodioso ma non melassa, ben condotto vocalmente, il tocco musicale ammiccante alla Muse aleggia nell'aria .Roman sky pezzo ben concepito, inizia con chitatarra limpida di Zack, voce tranquilla e di sfondo classica armonia, per poi assumere la forma di una ballad.Ottima anche pParadigm dal tiraggio ben costruito, heavy Thrash di qualità elevata.Per il resto la penso come la recensione . Album maturo, ma con alcuni tratti che andavano impostati meglio e con meno pause, e i passaggi tra strofa e ritornello andavano marcati e maggiormente e pe impostati meglio, qualche momento di stanca, e meno ridondanza caotica di suoni avrebbe giovato nell'insieme, però in definitiva un bel lavoro.Per me è tra 80-81.
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Domenica 4 Dicembre 2016, 21.39.27
55
Ma pensa un pò,io direi che si intuiva,il senso della mia osservazione riguardava più che altro il logo è solo l'ennesimo pretesto degli hater,un "mi fanno cagare" sarebbe stato quasi più spontaneo...in compenso criticare l'album di una band senza averlo prima ascoltato è molto meno da (rimosso)
Pacino
Domenica 4 Dicembre 2016, 20.43.27
54
mi dispiace che siate così (Rimosso) da non capire il significato di una frase, quello va oltre le parole scritte, perchè naturalmente quello che volevo dire non é di certo come lo interpretate voi, non ho mai detto che tutte le band vanno giudicate dal logo, ma ho solo voluto far capire che io di questi qua non ho nessun rispetto e considerazione. Comunque chiedetemi pure altre delucidazioni, mi fa piacere essere utile con chi è più sfortunato!
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Domenica 4 Dicembre 2016, 16.29.56
53
Ne sono consapevole,a volte pure io mi rendo conto di essere un ignorantaccio
galilee
Domenica 4 Dicembre 2016, 16.15.26
52
X Fabio. Certo, la cosa importante è il logo. La musica è per l'ascoltatore medio e distratto....
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Domenica 4 Dicembre 2016, 15.42.52
51
Ahahahahah perchè una band va considerata dal logo,quindi devo dedurre che le band black metal che hanno il logo simile tra loro non hanno senso di esistere
Pacino
Sabato 3 Dicembre 2016, 12.24.08
50
il disco non l'ho ascoltato, prima cambino il logo che é il solito degli Overkill, poi inizierò a considerarli una band!
Pacino
Sabato 3 Dicembre 2016, 12.20.18
49
il mondo musicale dall'italia é visto in una certa maniera, negli anni 80 e 90 anche il metal era mainstream e in classifica, Obituary e Deicide vendevano 200000 copie, figuratevi band più accessibili! Naturalmente parlo di Stati Uniti, Nord Europa e Giappone!
ObscureSolstice
Venerdì 2 Dicembre 2016, 17.37.01
48
chissà che magari gli Iron Maiden ci avevano fiutato giusto...
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Venerdì 2 Dicembre 2016, 15.37.46
47
Questo è vero,basta pensare oltre a band storiche come i Rhapsody,che per comprarmi un dvd la tizia del negozio ha dovuto farselo arrivare dall'argentina,anche Elvenking,Novembre,Kaledon e ultimamente Fleshgod Apocalypse e appunto i Destrage,che ho visto dal vivo due anni fa e devo dire che sono veramente bravi,soprattutto il batterista...non so se questo sia dovuto al fatto che il metal è marginale nella nostra cultura o se sia la tendenza ad andare il giro con i paraocchi,comunque non succede solo con le band nostrane perchè come adesso stanno iniziando a svegliarsi fuori riguardo gli Avenged dopo anni non mi meraviglierebbe se tra qualche anno rivalutassero pure i Destrage o altre band che vengono criticate in partenza tipo Five Finger Death Punch
galilee
Venerdì 2 Dicembre 2016, 14.35.17
46
X Metal shock. Intendevo dire che nemmeno gli Slipknot proponevano musica facile o mainstream ma essendo anericani hanno avuto successo lo stesso. Anyway, tutte le band metal italiane talentuose riscuotono successo prima all'estero e poi, solo poi anche in Italia. Di riflesso.. Questo spiega tutto.
Germano Mosconi
Venerdì 2 Dicembre 2016, 13.26.59
45
Sinceramente lo considero un buon disco.
Metal Shock
Venerdì 2 Dicembre 2016, 6.46.09
44
@Galilee: "se fosse cosi` gli Slipknot...", non ho ben capito a cosa ti riferisci. Comunque per i Destrage, dei quali frega zero se sono italiani, bulgari ugandesi o cosa (se sono bravi a me piacciono indipendentemente da dove arrivano), non vanno giu` in primis per la voce, mia opinione ovvio. Sulla questione esterofilia, gli italiani lo sono su tutto: tante volte comprano cose estere e sputtanano quelle italiane. Esempio le autovetture: tanti a tirare merda sulla Fiat e poi si comprano auto equivalenti o peggiori, e poi si lamentano che non c`e` lavoro! Veramente dei fenomeni!!!! Lemmy: beh, sette o otto gruppi sono diventati milionari, ma ci sono fortunatamente decine di band che hanno venduto tanto nel passato ed ancor oggi, per il mercato che c`e`, vendono e fanno tante date in tour vivendo tranquillamente di musica. Non tutti ovvio ma tanti si. Il metal e` un genere d nicchia soltant in italia, in tanti paesi e` un genere come un`altro. Gabriele: mai difeso l`heavy metal con la spada, mai urlato niente contro Britney Spear, che quasi nn so` chi sia, o chissa` chi, ma ho sempre ascoltato di tutto, ragionavo cosi` a 14 anni e ragiono cosi` trent`anni dopo. Se poi uno si vuole fermare a quattro band in croce, cazzi suoi non sa` cosa si perde!
Lemmy
Giovedì 1 Dicembre 2016, 16.11.57
43
Il metal non è mai stato un genere mainstream dalla grande fruibilità e commercialità da grandi cifre , ne ha mai ha avuto grande seguito, ne è mai stato trasmesso dai media come si deve , a differenza del rock e del pop che da sempre smuovono le grandi cifre commercialmente parlando, e all'inizio aveva pochi gruppi e pochi ascoltatori, poi si è allargato pian piano ed evoluto creando molti sottogeneri, ma se si eccettuano 7 o 8 gruppi storici che hanno tanti fan simpattizzanti e son riusciti a sfondare mantenedo voulumi costanti di vendite e di affluenza ai concerti, il resto è navigato sempre nella normalità faticata e sudata , di sacrificio e rinunce, per portare avanti le proprie band e portare a casa la pagnotta, molte bands in passato non ce l'hanno fatta, proprio come oggi, solo che prima era più dura e selettiva la cosa il filtro per scremare il meglio era piu' duro e rigoroso, oggi invece siamo sommersi da una miriade di bands e gruppi e c'è internet,e lo scarico compulsivo, e l'ascoltatore è disorientato da tanta proposta, la differenza la fa sempre il concerto, è in sede live che si vede se un gruppo è valido oppure no, ora, voglio dire, in Italia le date live, i concerti e i festivals sono pochi , mentre all'estero molto di più e cercano di dare spazio ai giovani, qui si fa ben poco da questo punto di vista, ma anche perche' già il metal internazionalmente non ha mai avuto un accesso di ascolti straordinario, figuriamoci in Italia dove una cultura metal fatica davvero a formarsi anche se sta migliorando a piccoli passi, per il resto trovo tutti questi discorsi un po contradditttori, da una parte si attacca il gruppo che hriuscito a raggiungere il successio, elevandosi dall'underground, o il grande gruppo storico che smuove folle gigantesche, dall'altra c'è sempre chi elogia il successo anche di vendite e dia album e di biglietti per i live, capite che c'è una contradditorietà di fondo, si vuole la botte piena e la moglie ubriaca? impossibile.Poi non sta scritto da nessuna parte che deppa piacere tutto e tutti, o che tutto l'underground sia oro puro, manco per sogno, i gusti son gusti, e sono personalissimi, secondo me vi complicate troppo la vita,a me ora come ora mi piacciono sia gli Aveged Sevenfold (prima con loro la scintilla non era scoccata) sia i Destrage dove sta il problema?. Mica possiamo ascoltare e supportare tutti i gruppi e anche dei gruppi che ci piacciono non siamo obbligati a farci pioacere tutte le loro discografie, perchè o andremmo falliti nel primo caso o nel secondo saremmo la contradditorietà fatta persona.Questo album più lo ascolto e più mi piace e citrovo sempre piccoli particolari che mi erano sfuggiti, sono stati bravi veramente, lo ascolerò ancora 3 volte poi mi pronuncio, ma posso dire che è bello davvero per quanto mi riguarda.
Gabriele
Giovedì 1 Dicembre 2016, 15.35.05
42
Io penso, invece, che non sia questione di esterofilia. Guarda, i Destrage non li conoscevo, li ho ascoltati prima, dopo aver letto il tuo commento e mi hanno piacevolmente colpito. Detto ciò, più che di esterofilia, appunto, penso si tratti di marketing e di come si approccia il mercato in generale. Voglio dire, la provenienza di una band non fa alcuna differenza sul prodotto finale. Semplicemente i mezzi finanziari che servono per ampliare la propria cassa di risonanza rispetto alla massa, oggi devono essere di una portata allucinante. Gli stessi Metallica hanno fatto un lavoro sublime per la promozione del loro ultimo lavoro, eppure godono di una fama e di una schiera di fan fedelissimi come forse, e dico forse, solo gli Iron Maiden possono vantare, nel genere. Oggi, dunque, oltre a saperci fare con la musica, bisogna saperci fare anche col venderla. E per vendere ci vogliono soldi; è paradossale, ma è così. Che sia perché li hai di tuo, come i Metallica (dopo quasi quarant'anni di carriera irripetibile), o perché qualcuno decide di investire forte su di te, non fa differenza. Ragazzi, la musica è un business, ne più ne meno, e il mercato non è più quello di venti o trent'anni fa, con tutti i pro e i contro, fatevene una ragione. Le band odierne possono teoricamente fare gavetta per tutta la loro carriera e se non hanno qualcuno a spingerli e pomparli per bene, state pure tranquilli che non arriveranno mai alle grandi masse, tanto più in ambito metal, poco, ma sicuro.
tino
Giovedì 1 Dicembre 2016, 15.25.16
41
Il discorso esterofilia non fa una grinza, però giustamente vuole inserito il gruppo in questione nella giusta casella e soprattutto cercare di non giudicare (in negativo) un gruppo lontano dai propri gusti musicali. A me i destrage non piacciono (a dire il vero non ci ho nemmeno provato più di quel tanto), e poco importa se con gli strumenti sono dei manici da paura, però sarebbe preferibile che un fan di questo genere, magari attento a tutte le novità scandinave o americane, si sensibilizzasse in questo senso. Per fortuna comunque il mio gruppo italiano preferito ha raccolto e sta raccogliendo ciò che ha seminato, e di soldi gliene ho portati, quindi nel mio piccolo sono soddisfatto. Scherzi a parte c’è ancora tanto da fare ma deve partire dai giovani, dai ragazzi under 35, noi la nostra parte da veterani l’abbiamo fatta e ancora la stiamo facendo ma se non si smuovono loro la vedo magra per il futuro del rock e del metal soprattutto.
galilee
Giovedì 1 Dicembre 2016, 15.11.03
40
X Metal shock. .. fosse così gli Slipknot non avrebbero mai avuto successo.
galilee
Giovedì 1 Dicembre 2016, 15.09.23
39
Il ragionamento di Gabriele potrà anche non fare una piega ma esula totalmente dal mio intervento. Che c'entrano Iron e Metallica con i Destrage. Sto parlando di band di nicchia o comunque non super balsonate. Il mio discorso voleva sottolineare l'esterofilia generale che si respira nel nostro paese che è un dato di fatto. Esce una band italiana che suona metal moderno molto bene, non se la cacherà nessuno. Gli stessi però andranno a comprare dischi di band identiche e magari di meno valore perchè estere. Potete dire tutte le cose che volete. Ma dati in mano di vendita questa è la realtà. Difatti la grandi band italiane metal e hard rock famose all'estero, sopravvivono grazie ai fans stranieri. Ed è così per tutte. È non è importante che il nuovo album sia disco del mese per metà webzine. Non frega un cazzo a nessuno. Conosco anche decine di band di persona che sono in questa situazione. Fanno tour esteri e basta. Nonostante magari il 90/100 preso qui su metallized etc etc...
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Giovedì 1 Dicembre 2016, 14.04.44
38
Anche perchè non ha detto di boicottare i classici,ci mancherebbe altro,continueranno ad ascoltarli e così dovrà sempre essere perchè da lì è partito tutto,non si sputa nel piatto dove si mangia,ma quello che penso intenda Metal Shock sia di non fossilizzarsi su quelli e bocciare in partenza qualunque roba sia nuovo,purtroppo c'è chi commette l'errore di vedere il metal a compartimenti stagni,questi gruppi sono per il metallaro old school,questi sono per i 14 enni,questi sono per i poser,anche perchè altrimenti io che passo dagli Avenged ai Death o dai Queen ai Morbid angel sarei da ricovero per personalità multipla
lisablack
Giovedì 1 Dicembre 2016, 12.45.52
37
Mi sarei meravigliata del contrario ahahaha, comunque quoto Metal Schock commento 29.
tino
Giovedì 1 Dicembre 2016, 12.44.39
36
parlo di uno che ha la foto con nicko mc brain fatta nell'88 al monsters of rock (era volontario alla croce blu) quindi va bene anche la prima...
tino
Giovedì 1 Dicembre 2016, 12.43.17
35
la seconda...e glielo fatto molto volentieri (risata)
lisablack
Giovedì 1 Dicembre 2016, 12.40.18
34
Ti avrà chiesto gli Iron o l'ultimo dei Metallica..
tino
Giovedì 1 Dicembre 2016, 12.37.11
33
Per capirci meglio, un mio nuovo collega di lavoro sembra abbia ascoltato metal da giovane come tanti, l’ho recentemente imparato parlandoci. Vi faccio il ritratto, sposato di mezz’età con bambino, ieri sera gli ho masterizzato del materiale recentissimo da ascoltare in macchina, provate ad indovinare cosa mi ha chiesto…come lui ne conosco almeno una decina, hanno altre priorità, non sono ignoranti o pigri...
Metal Shock
Giovedì 1 Dicembre 2016, 12.14.12
32
Leggi le prime righe del mio commento con attenzione e cerca di capire il mio punto di vista. Non e` supponenza, cerca di capire il messaggio.
tino
Giovedì 1 Dicembre 2016, 12.06.27
31
Il ragionamento di gabriele non fa una piega. Di 100 gruppi più o meno nuovi i 100 potenziali ascoltatori si polarizzano in al massimo nei casi più fortunati in dieci gruppi a persona, e parlo di comunque quelli più accessibili e meno estremi. Invece i gruppi storici che hanno avuto la fortuna di nascere nell’epoca giusta hanno capitalizzato e godono di rendita di posizione, cioè dei 100 ascoltatori di prima, praticamente tutti li hanno ascoltati e moltissimi li ascoltano ancora quindi è normale ci sia un’attenzione maggiore. C’è anche da dire che sono cambiati i tempi e i ventenni di oggi che si avvicinano al rock e al metal sono molto meno (se non pochissimi) che negli anni 80 o 90 e il genere si mantiene comunque in piedi grazie anche ai tanti ascoltatori veterani over 40 che ancora supportano. Poi, e chiudo, bisogna considerare che per la stragrande maggioranza delle persone la musica è un interesse marginale, quindi è normale che la forbice dei gruppi sia più ristretta rispetto ad esempio a noi che bazzichiamo sul sito perché appassionati.
Gabriele
Giovedì 1 Dicembre 2016, 11.51.26
30
Ma abbiate pazienza, a me non sembra così strano che nomi come Metallica, Iron Maiden, Judas Priest, Slayer, eccetera attirino più attenzione di quanto facciano i Distrage, per rimanere in tema. Non capire un fenomeno del genere mi sembra impossibile. Il metal rimane un genere di nicchia, di non facile assimilazione che richiede ripetuti ascolti e tanta passione. La passione che si sviluppa, per i più, durante il periodo dell'adolescenza, quando si ha l'entusiasmo, ma soprattutto il tempo di avvicinarsi a questo genere. E indovinate un po'? Chi detta legge, avendo imposto i canoni per tutti sono proprio i gruppi storici, che sono LA BASE per avvicinarsi. Dopo di che c'è chi si infotta e continua as ascoltare differenziando all'infinito il portafoglio di ascolti con ogni microband moscerino che il mercato odierno sforna ogni cinque minuti, ma c'è anche chi si ferma ai mostri sacri: sarà che magari per loro non è scattata la curiosità di andare oltre? Sarà che sono legati a quei mostri sacri e i loro nuovi album scatenano comunque la loro curiosità, anche se poi non sono dei consumatori onnivori? E' legittimo, no? Oppure, magari, sarà che anche se non commenta ad ogni cazzo di notizia o recensione, uno, la propria sui Metallica vuole dirla comunque? E che cazzo, questa supponenza di pensare che tutto ciò che si ascolta/fa/pensa personalmente sia legge e tutto ciò che ascoltano/fanno/pensano gli altri sia ignoranza o limite mentale, è una cosa che mi fa incazzare. Ma uno potrà fare cosa gli pare nella sua vita? Voglio dire, la difesa del genere a spada tratta, vestito con jeans strappati e chiodo l'ho fatta anch'io, all'urlo di "Britney Spears troia", ma da 14 ai 17 anni, forse. Poi si può anche uscire dal guscio, eh.
Metal Shock
Giovedì 1 Dicembre 2016, 6.24.46
29
Concordo pienamnte con quello che ha scritto Fabio. @Tino: da quando avevo vent`anni, quindi molto tempo fa, ho sempre cercato di far conoscere agli altri metallari altri gruppi che fossero diversi dai soliti quattro nomi che tutti ascoltano. Se vado a scrivere di ascoltare questo disco non lo dico solo da fan, ma proprio per cercare di svegliare la massa d quelli che nel metal ascoltano sempre i soliti pochi gruppi. Basta leggere il sito per rendersi conto che due band hanno avuto piu` letture e commenti di tutte le altre band messe assieme, senza contare i nick sconosciut che compaiono sui commenti del disco dei due gruppi e poi scompaiono. Purtroppo lo hai scritto anche tu che tante band vengono ignorate, hai fatto l`esempio dei Forever Still, questo perche` l gente o e` pigra o ....beh, per me, stupida a fermarsi sempre alle solite cose, ai soliti gruppi. L`ho sempre pensato e fatto: il mondo dell musica e` costellato da decine, centinaia di gruppi, come fa uno a fermarsi ai soliti nomi? Mistero! Galilee: ho riprovato ad ascoltare i Destrage, ma niente da fare, non mi vanno giu`. Sara` per la voce che proprio non mi piace, o il contorsionismo musicale che non riesco a fare mio, ma niente. Comunque dire che se fossero americani avrebbero piu` successo secondo me non e` proprio cosi` perche` comunqu non e` una proposta cosi` fruibile, ma magari mi sbaglio io. Ben venga pero` il tuo sostegno a gruppi cosi`, piu` nomi si fanno meglio e`.
METALABBA
Giovedì 1 Dicembre 2016, 0.31.47
28
Odio troppo il cantante. Musicalmente potrebbero anche essere validi ma M. Shadows è inascoltabile.
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Mercoledì 30 Novembre 2016, 20.24.11
27
Concordo con tutto quello che aveete scritto,e in parte posso dare pure ragione a Galilee,il fatto è che come molti altri gruppi è abbastanza ovvio che siano stati influenzati da altri,altrimenti non si sarebbero pure messi a suonare,per esempio il recensore qui scrive di un album che ricorda i Dream Theater,che non mi meraviglia dato che hanno sempre definito i Dream Theater come una delle band che li hanno influenzati maggiormente sin dal debutto...penso sia abbastanza difficiel trovare al giorno d'oggi una band che di punto in bianco arriva con qualcosa di nuovissimo e che non ricordi nulla di nessuna delle migliaia di band del passato.ed è vero,pure gli avenged molti riff armonici ricordano gli Helloween,la voce ricorda Axl,Anselmo,Hetfield e chi più ne ha più ne metta,ma se si ascoltano bene gli album precedenti,come hai fatto, tutte queste influenze passano in secondo piano poichè comunque hanno dato un taglio personale al tutto e qualcosa di originale al metal l'hanno portato...per me qui sta la differenza tra Hail to the King e il resto della loro discografia,se si hanno i mezzi per farlo realizzare un album di qualità e con una personalità propria invece di realizzare qualcosa sentito già da altre band
manuel
Mercoledì 30 Novembre 2016, 13.42.58
26
Concordo con la recensione, è un album diverso da tutti gli altri e questo è segno di una costante evoluzione, il che è positivo. Avrei, però, alzato un pochino il voto...il 79,6 dei lettori è giusto, arrotondando per eccesso un bell'80 sarebbe stato più che giusto
tino
Mercoledì 30 Novembre 2016, 12.37.53
25
Io sinceramente questo gruppo lo conosco solo per nome, non ho mai sentito nulla. Ci darò un’ascoltata visto che ne parlate bene tutti, non mi costa nulla. Vorrei comunque ribadire che se ognuno di noi esalta i gruppi che personalmente apprezza di più per denigrare i grandi vecchi e meno vecchi che ancora aggregano più o meno tutti, oppure usa gli stessi gruppi snobbati dai più per accusare di pigrizia mentale gli ascoltatori, non ne usciamo più. Ognuno di noi ha i propri beniamini di nuova generazione che porta sul piedistallo, mentre altri manco sanno chi sono. Ad esempio ieri sera ero a Bologna allo show dei lacuna e c’era questa giovane promettente band danese, i forever still, beh era triste vedere la bravissima cantante ignorata da tutti al banchetto del merch prima e durante l’esibizione dei lacuna. Troppa gente che suona, gente che ascolta sempre la stessa se non meno, quindi dispersione.
tino
Mercoledì 30 Novembre 2016, 12.37.52
24
Io sinceramente questo gruppo lo conosco solo per nome, non ho mai sentito nulla. Ci darò un’ascoltata visto che ne parlate bene tutti, non mi costa nulla. Vorrei comunque ribadire che se ognuno di noi esalta i gruppi che personalmente apprezza di più per denigrare i grandi vecchi e meno vecchi che ancora aggregano più o meno tutti, oppure usa gli stessi gruppi snobbati dai più per accusare di pigrizia mentale gli ascoltatori, non ne usciamo più. Ognuno di noi ha i propri beniamini di nuova generazione che porta sul piedistallo, mentre altri manco sanno chi sono. Ad esempio ieri sera ero a Bologna allo show dei lacuna e c’era questa giovane promettente band danese, i forever still, beh era triste vedere la bravissima cantante ignorata da tutti al banchetto del merch prima e durante l’esibizione dei lacuna. Troppa gente che suona, gente che ascolta sempre la stessa se non meno, quindi dispersione.
galilee
Mercoledì 30 Novembre 2016, 11.15.02
23
Una band che ogni 20 secondi ti fa pensare ad un altra band non va certo bene. Prendiamo nightmare. I riff sono dei Metallica, la melodia è presa degli Halloween, la vocals in prestito da Axl etc etc. Ed è così dall'inizio alla fine. Un paio di dischi li ho pure in collezione e musicalmente sono bravissimi ma sono un frullato di un sacco di band. Certo che i Destrage non vanno giu, sono una band impegnativa che necessita un approccio attento e costante. Li non ci sono specchi per le allodole. Si è vero gli esempi sono tanti. Ma noi abbiamo ora come ora una delle band migliori al mondo e riusciremo a distruggerla. Ci scommetterei la dita di una meno. Se i Destrage fossero americani sarebbero già famosi come la band in questione.
Metal Shock
Mercoledì 30 Novembre 2016, 8.48.50
22
@Galilee: esempi ve ne sono tanti di gruppi che meriterebbero molto di piu`, quante volte l`ho scritto. Tu citi i Destrage che ho provato ad ascoltare ma non mi vanno giu`, ma sicuramente per gli amanti del genere sono un`ottima band. Per gli Avenged di cosi` derivativo, a parte Hail...., non sento chissa` cosa, mischiano tanti generi ma con il loro marchio riconoscibile, e questo disco ne e` una prova.
galilee
Mercoledì 30 Novembre 2016, 8.35.06
21
X Meteo shock, è molto più incredibile il fatto che nessuno consideri una band geniale come i Destrage. Questo il loro successo ce l'hanno avuto eccome, meritatamente o no. Personalmente non mi sono mai piaciuto molto. Troppo citazionistici.
Metal Shock
Mercoledì 30 Novembre 2016, 7.41.58
20
@Macca: beh gli Avenged sono oramai un bel po` di anni che suonano e fanno dischi ed hanno la loro fetta di pubblico. Fossero usciti trent`anni fa coi loro dischi avrebbero venduto milioni di dischi, oggi non e` piu` possibile a meno che sei um marchio come qualcuno. Non faranno la storia? Mah, probabilmente sono gia` oggi una delle migliori band del panorama heavy metal mondiale, ma la gente ha i paraocchi!
Macca
Mercoledì 30 Novembre 2016, 7.35.54
19
Metal Shock@ beh non c'è molto da stupirsi, purtroppo le uscite di band blasonate oscurano spesso/sempre quelle (talvolta migliori) di gruppi "che non faranno mai la storia". Vabbe, è anche normale sotto certi aspetti, sebbene si corra il rischio di perdersi delle gran cose...riguardo al disco non l'ho ancora sentito, io dei Sevenfold adoro City Of Evil e in generale mi piacciono da Waking The Fallen a Nightmare, mentre l'ultimo non l'ho digerito: ma sembra che questo The Stage sia notevole, quindi provvederò al più presto.
Metal Shock
Mercoledì 30 Novembre 2016, 6.43.34
18
.....alla fin fine...(sorry)
Metal Shock
Mercoledì 30 Novembre 2016, 6.42.24
17
Incredibile come un disco simile abbia alla fin fibe pochi commenti rispetto a qualche altro disco recente....La band viene da tanti schifata a priori e sembra debba essere un gruppo per adolescenti: ma ascoltatevi il disco invece di essere prevenuti! E poi si esaltano certe cose con migliaia di letture e commenti........
lux chaos
Martedì 29 Novembre 2016, 18.14.46
16
Li ho molto apprezzati con waking e sptutto city of evil, il pluriosannato nightmare invece non mi é mai andato giu neanche dopo numerosi ascolti, figuriamoci il precedente...se dite cosi questo lo sentirò attentamente al piu presto, cercando di farmi piacere la voce di Shadows che non mi fa impazzire
Havismat
Martedì 29 Novembre 2016, 18.02.02
15
Niente male davvero. Alzo il voto ad 80.
Gabriele
Martedì 29 Novembre 2016, 10.53.05
14
Ho letteralmente amato Nightmare, che personalmente ancora reputo il miglior album heavy metal uscito dopo il Black Album. Ma con Hail to the King, che invece reputo un album mediocre, pensai che l'episodio Nightmare fosse stato il loro apice. Questo The Stage, l'ho ascoltato per caso e mi sa che devo ricredermi. Vedremo come si assesta tra un po'!
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Lunedì 28 Novembre 2016, 21.52.28
13
Hai ragione,troppo bravi...per quello che ho sentito finora non male anche se qualcosa non mi convince,dai commenti sembra bene e dopo un Hail to the King questo mi fa ben sperare,ma come per quello dei Metallica aspetterò di dare un giudizio tra qualche tempo onde evitare di farmi influenzare dai pareri in giro
METALABBA
Lunedì 28 Novembre 2016, 20.48.35
12
Uno dei fenomeni più inspiegabili degli ultimi anni.........
Lemmy
Lunedì 28 Novembre 2016, 18.02.36
11
Maturità e gusto compositivo e perizia esecutiva strumentale al top. Bravi.Anche per me siamo a 80, voglio ancora darli qualche ascolto per confermarlo, ma stavolta la parola BRAVI se la meritano tutta.
Luigi
Lunedì 28 Novembre 2016, 16.53.28
10
Album della maturità, veramente ottimo. Voto 80
DaX
Lunedì 28 Novembre 2016, 10.22.47
9
Mi accodo a chi non li ha mai seguiti, vidi diversi anni fa dei video in tv, ma mi sembrarono il gruppetto emo di tendenza del momento quindi li ignorai. Devo ricredermi, questo disco vale parecchio, oltre alla competenza pazzesca dei musicisti i pezzi sono veramente validi! Certo anche qualche calo è presente, ma nel complesso andrei oltre l'80 come voto, bravi!
Metal Shock
Lunedì 28 Novembre 2016, 6.54.12
8
Nessuno si aspettava questo disco uscito in sordina e sopratutto non un disco simile. Dopo il successo commerciale del precedente gli Avenged, a differenza di altri gruppi, hanno deciso di fare un disco completamente diverso, lungo e complesso, ed oggettivamente il loro migliore. Quando fai uscire un singolo come The Stage gia` dice tutto: dopo vari ascolti il pezzo e` stupendo, con due protagonisti assoluti, come in tutto l`album, cioe` M. Shadow e Synyster Gates, che fa un lavoro pazzesco alla chitarra e fa capure perche` e` uno dei migliori al mondo oggi. Ma tutto l`album, tra pezzi piu` duri e piu` sperimentali, accenni hard rock e progressive, e` stupendo e piu` lo ascolti piu` ti piace. Sunny disposition l`ho trovata subito geniale per l`uso dei fiati, Exit straordinaria, lunga ma godibile, God damn una mazzata. Solo Angels non mi ha convinto ma il resto si attesta su un valore straordinario che lo fa per me un degli album dell`anno. 90!!!
Trendkill
Lunedì 28 Novembre 2016, 0.15.16
7
almeno un 80 ci stava secondo me. Questo è l'album della maturità proprio...certe linee non me le sarei aspettate nemmeno io che li seguo da molto...sono stati estremamente bravi
Lemmy
Domenica 27 Novembre 2016, 21.21.18
6
Confesso anche io che come gruppo non mi diceva un granchè , per cui li seguivo poco per il poco feeling tra me e loro, ma a me qui Synister Gates piace in generale e non poco, e tutto il gruppo e anche i musicisti ospiti hanno fatto un bel lavoro nelle reti sonore che avvolgono i brani in modo intrigante, ho finito da poco il primo ascolto, è vero moltima mi sembra che stavolta hanno fatto un bel lavoro, solo 3 pezzi li ho trovati veramente scarsini e noiosi, mi sembrano alquanto confusi e poco centrati, il resto sembra andare, se non altro tra alti ( stavolta tanti) e bassi (pochi) è venuta voglia di riascoltarlo, segno buono, vediamo con più ascolti come si assesta.
Aquarius27
Domenica 27 Novembre 2016, 21.18.50
5
Cresce ascolto dopo ascolto... Al termine di Exist la prima volta ho pensato, "ma che roba è?" Invece già al secondo ascolto il giudizio era cambiato e per me vale molto! Il loro apice rimane Nightmare, ma questi sono gusti personali!
ricco96
Domenica 27 Novembre 2016, 20.56.23
4
Quoto totalmente Metal4Ever
CerealKillz
Domenica 27 Novembre 2016, 20.12.51
3
Disco che ho trovato piacevole, non mi ha fatto impazzire, molti momenti mi hanno un pò annoiato ed altri li ho trovati così così (sunny disposition proprio non vuole piacermi) ma nel complesso è un disco ben riuscito, lontano anni luce da quel polpettone di banalità chiamato hail to the king. Bravi avenged sevenfold, questa è la strada giusta. 75 voto confermato
Blue Cheer
Domenica 27 Novembre 2016, 19.07.11
2
Dopo il piatto e scialbo Hail To the King pensavo fosse cominciata una fase decadente per la band,difatti ho dato veramente poco peso alla release a sorpresa di The Stage.Il caso ha voluto che ascoltassi il singolo e devo dire mi ha piacevolmente incuriosito.E' da considerare comunque,che per una critica più obbiettiva possibile è necessario prestare più ascolti al nuovo lavoro di Shadows e soci,l'album non è sicuramente di facile presa e alcune tracce possono sembrare simili per le linee melodiche presentate.Assimilato il tutto dopo un paio di ascolti,non posso che non evidenziare il gran lavoro alle 6 corde di Synyster Gates,ottime composizioni oltre che una ritrovata consapevolezza nelle sue doti da virtuoso(lo so,l'astioso di turno storcerà il naso in questo momento) e un ispirato Shadows al songwriting con menzione di merito a Roman Sky,dedicata alla figura di Giordano Bruno.Ottimo Brooks Wackerman alla sezione ritmica,perfomance decisamente più convincente del suo predecessore in HTK.Se ci si attendeva una prova che riconfermasse quanto di buono avessero già fatto con Nightmare e City of Evil,direi che gli Avenged abbiano dimostrato che con gli stimoli giusti siano in grado di far(al netto delle denigrazioni gratuite) ottima musica.
Metal4ever
Domenica 27 Novembre 2016, 18.11.33
1
Confesso candidamente di non esser mai stato molto attratto da questo gruppo, e di aver dato una valutazione positiva solo tramite qualche canzone di "Nightmare". Comunque, una mia amica, che conosce bene i miei gusti, mi ha assicurato che avrei apprezzato questo disco, dopo averlo ascoltato; ebbene, ha avuto assai ragione. Sono rimasto molto colpito dalla varietà e bellezza dei brani di "The Stage", una crescita e cambiamento veramente notevoli. M.Shadows e Synister Gates sono dei veri e propri istrioni e donano a questo disco un enorme contributo in fatto di qualità (le parti di chitarra mi piacciono veramente tanto, così come il cantato di M.Shadows), senza levare nulla al grosso apparato strumentale coinvolto nella lavorazione del disco. Anch'io sarei per dare il premio a "The Stage" come miglior pezzo del platter, ma, anche se ha dei fin troppo forti richiami a Dream Theater e Pink Floyd, credo che tale titolo vada alla sublime ed eterea "Exists". Complimenti agli Avengend, credo proprio che d'ora in poi li seguirò con più interesse.
INFORMAZIONI
2016
Capitol Records
Heavy/Prog
Tracklist
1. The Stage
2. Paradigm
3. Sunny Disposition
4. God Damn
5. Creating God
6. Angels
7. Simulation
8. Higher
9. Roman Sky
10. Fermi Paradox
11. Exist
Line Up
M. Shadows (Voce)
Synyster Gates (Chitarra solista, Chitarra acustica nella traccia 1, Cori)
Zacky Vengeance (Chitarra ritmica, Cori)
Johnny Christ (Basso, Cori)
Brooks Wackerman (Batteria)

Musicisti Ospiti:
Papa Gates (Assolo finale di chitarra nella traccia 6)
Jason Freese (Tastiere nelle tracce 1, 2, 8, 10 e 11)
Brian Kilgore (Percussioni nelle tracce 4, 8 e 9)
Eric Gorfain (Archi nella traccia 5)
River James Sanders (Cori nella traccia 7)
Tennessee James Baker (Cori nella traccia 7)
Valary Sanders (Infermiera nella traccia 7)
Michael Suarez (Effetti sonori nella traccia 7)
Angelo Moore (Corno nella traccia 3)
Walter Kibby (Corno nella traccia 3)
Neil deGrasse Tyson (Voce parlata nella traccia 11)
John Krovoza (Violoncello)
Ian Walker (Contrabbasso)
Stephanie O'Keefe (Corno francese)
David Ralicke (Trombone)
Nick Daley (Trombone)
Jordan Kats (Tromba)
Leah Katz (Viola)
Daphne Chen (Violino)
 
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