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Ancillotti - Strike Back
02/12/2016
( 1610 letture )
Lasciata la famiglia Ancillotti e dintorni circa due anni fa, ossia in occasione dell’uscita di The Chain Goes On, la ritroviamo oggi per la trattazione del nuovo gioiello di casa: Strike Back. Espletato immediatamente il rito/dovere/piacere di ricordare il passato di Bud con la Strana Officina ed il lavoro dello stesso Bud e del fratello Sandro con la Bud Tribe, passiamo quindi all’esame di quanto contenuto nel nuovo CD.

Visto il background di ogni soggetto coinvolto e la storia del gruppo, ed anche se non mancano altri spunti, tutto riconduce inevitabilmente all’heavy classico. Questo già a partire dalla copertina firmata Dimitar Nikolov, un artista molto noto proprio per il suo lavoro con vari gruppi di genere. Di conseguenza, anche il suono non può che fare riferimento al passato, delineandosi giustamente adeguato alle necessità, ma “spolverato” quanto basta per proporlo credibilmente nell’anno di grazia 2016. Gli strumenti risultano infatti ben percepibili singolarmente (forse solo gli assoli di chitarra potevano essere mixati leggermente più in primo piano per dargli ancora più risalto) e le prestazioni dei singoli facilmente valutabili. Per quanto riguarda la musica, ad ogni modo, oltre ai consueti stilemi heavy/hard rock che sono marchio di fabbrica quasi obbligatorio per un lavoro targato Ancillotti, accanto a brani molto aggressivi emergono anche spunti leggermente più patinati. Il tutto, beninteso, senza mai sconfinare nell’ammiccante verso soluzioni da supermercato musicale che, del resto, stonerebbero non poco col pedigree del gruppo. In tale contesto, buone le prove dei singoli, in particolare di “Ciano” Toscani e, ovviamente, di Bud. Detto questo, l’album presenta una miscela piuttosto equilibrata di pezzi heavy/speed molto aggressivi (To Hell With You, Burn, Witch, Burn e The Hunter), mid times rocciosi come Immortal Idol, Fight -questo un vero inno- e The Beast Is Rising, una ballad dal testo molto sentito come Lonely Road ed un paio di pezzi più tendenti al rock americano quali Firestarter e When Night Calls. Questi, se ci trovassimo dall’altra parte dell’oceano, potrebbero godere di un certo airplay radiofonico e dare molta visibilità al gruppo, tanto che non ci sarebbe da stupirsi se la band stesse pensando di allargare il raggio della propria azione anche negli U.S.A. In Italia, però, le cose vanno diversamente, come sappiamo. All’appello, per completare il quadro, non manca nemmeno qualche heavy rock “di mezzo” come Life Is For Livin’ e Never Too Late, con Brian in evidenza in quest’ultimo. Su tutto, come era ovvio attendersi, si staglia la voce blues di Bud, sempre garanzia di affidabilità in questo mondo musicale. Di rilievo, infine, la prova solista di “Ciano” e quadrata ed efficace quella della sezione ritmica.

A fine ascolto ciò che rimane all’acquirente è un album concreto, solido, professionale in tutti i suoi aspetti e destinato a rendere notevolmente di più in sede live, come già dimostrato dalle varie date in cui è stato testato. Come è normale attendersi da musicisti con una certa storia alle spalle e da canzoni costruite per questo scopo. Se vogliamo, senza presentare picchi particolari e questo è probabilmente il suo limite. La mancanza di vere sorprese e quella di un paio di canzoni di qualità nettamente superiore che facciano da traino, ne limitano infatti l’impatto complessivo, ma non è probabilmente questo il “quadrante metallico” dal quale aspettarsene. Insomma: quello che abbiamo tra le mani è un tipico prodotto Ancillotti, ossia con pochissimo fumo a confondere i sensi ed un concreto arrosto da addentare. Date le radici così classiche della musica, l’ascolto del CD in questione, a dispetto di una certa evoluzione e di una maggiore coesione e sicurezza da parte del gruppo, è un po’ come andare a mangiare da mamma la Domenica. Sai già esattamente cosa mangerai, in quale sequenza ed in quale quantità, ma ci vai sempre con piacere e poi, quando torni a casa e ci ripensi, ti sembra che migliori sempre un po’ e non vedi l’ora di tornare.



VOTO RECENSORE
71
VOTO LETTORI
68.75 su 4 voti [ VOTA]
Patrick1974
Martedì 13 Dicembre 2016, 15.34.29
3
grande il Bud!!! sei il numero 1!!!
jek
Venerdì 2 Dicembre 2016, 21.05.28
2
Sentiti sul tubo effettivamente le parti dove pigiano sull'acceleratore sono molto efficaci ma per i miei gusti i pezzi più soft non mi convincono. Resta il fatto che i "ragazzi" sanno fare il loro sporco lavoro come il recensore. Concordo anche col voto.
Fly 74
Venerdì 2 Dicembre 2016, 15.59.58
1
Uno dei migliori dischi Hard and Heavy dell'anno. Le canzoni sono tutte ottime da tutti i punti di vista. Poi dal vivo sono come i guerrieri della notte : i migliori !
INFORMAZIONI
2016
Pure Steel Records
Heavy
Tracklist
1. Intro
2. To Hell With You
3. Immortal Idol
4. Fight
5. Firestarter
6. The Beast Is Rising
7. When Night Calls
8. Burn, Witch, Burn
9. Lonely Road
10. Life Is For Livin’
11. Never Too Late
12. The Hunter
Line Up
Daniele “Bud” Ancillotti (Voce)
Luciano “Ciano” Toscani (Chitarre)
Sandro “Bid” Ancillotti (Basso)
Brian Ancillotti (Batteria)

Musicisti ospiti:
Simone Manuli (Tastiere)
 
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