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Inchiuvatu - Piccatu
03/12/2016
( 1239 letture )
Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradevole agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne mangiò ("Antico Testamento, Genesi cap. 3, v. 6").

L'episodio biblico del peccato originale riportato nel libro della Genesi descrive il venir meno alla volontà di Dio da parte di Adamo ed Eva. Secondo la dottrina la colpa della quale si sono macchiati i due è ereditaria, perciò qualsiasi essere umano sin dalla nascita possiede intrinsecamente il peccato e può aspirare alla salvezza dell'anima, alla gloria dopo la morte, soltanto attraverso il battesimo. Tale sacramento è in grado di purificare il venuto al mondo, ma d'altra parte non può contrastare l'altro aspetto ereditato dall'imperdonabile errore della coppia, ovverosia la concupiscenza, la quale nell'immaginario riguarda la passione intemperante dell'uomo, il predominio della materia sullo spirito per cui ciascuno di noi tende ad avere un'inclinazione verso il male. Questi insegnamenti sono la base della release Piccatu, terzo full length degli Inchiuvatu (one man band del musicista Agghiastru) e si possono assimilare nella narrazione in dialetto siciliano offertaci dai brani che compongono l'album.
Nello specifico Eva e Vattiu analizzano il tema del peccato originale attraverso il celeberrimo episodio del serpente tentatore e della mela colta dall'albero proibito, con la conseguente purificazione del neonato proprio tramite il battesimo. La prima donna del pianeta viene marcata con parole di colpevolezza come matri di lu piccatu e malefica fimmina fraricia ed epiteti simili sono disseminati per tutto il disco, estendendo tale connotazione offensiva da Eva all'intero gentil sesso. Lo stretto e costante legame fra nascita, peccato e lussuria viene demonizzato fino allo sfinimento dal diretto interessato: il sofferente ed iracondo Agghiastru, che nella fattispecie è il fanciullo in lacrime dell'intro Lustru, anch'esso reo, subito dopo aver visto la luce. Una creatura nata nel peccato ed essa stessa peccatrice; una condizione generica da estendere all'intera umanità, a causa dei concetti cristiani di ereditarietà e di universalità.

Nel 2004, dopo Addisiu e Viogna, il polistrumentista siciliano aveva già ampiamente dimostrato di essere in grado d'inserire elementi folkloristici della sua regione all'interno di brani con un'impostazione symphonic black metal. Su Piccatu, esattamente come in passato, si assiste all'alternarsi e alla coesistenza pacifica tra metal estremo e folk: il sound primario è messo in evidenza dallo screaming furioso del singer e dall'inanimata drum machine spaccaossa, mentre il flauto siciliano (friscaletto) e le tastiere risultano decisive nello smorzare i toni e nell'offrire spunti melodiosi all'album. I primi due pezzi, dopo la breve succitata introduzione, rispecchiano al meglio la proposta degli Inchiuvatu: ritmi a ranghi serrati orchestrati da un agghiacciante blast beat, scream stratosferico accompagnato dalle continue e melodiose note della tastiera, originali sprazzi di musica folk apportati dalle soavi sinfonie del flauto. A tutto ciò va aggiunta la capacità di sorprendere l'ascoltatore con trovate geniali, come l'inaspettata fisarmonica sul fantastico finale di Cunsumu e la complessità dei cambi di tempo della titletrack. Il brano Animacula sottolinea ancor più l'abilità nell'avvicendare parti lente, soft e talvolta acustiche a stacchi veloci, violenti e opprimenti. In apertura la riflessiva Maleficu è estremamente cupa e pesante, in quanto possiede riff poderosi e ben distinti, accantonando così in parte la consueta nota di folklore, che comunque nel proseguo del pezzo arriverà puntuale a donare momenti pacifici e distensivi. Inoltre sono presenti canzoni profondamente melodiche come Ciuri Sacrificatu: sulla prima strofa la chitarra acustica e gli effetti del synth accompagnano la voce pulita del singer, il quale conserva le urla per il ritornello e prima del gran finale affidato all'immancabile friscaletto; ma è soprattutto con la conclusiva struggente ballata Curù che Agghiastru raggiunge l'apice. Il suo canto è flebile, delicato, sorretto minuziosamente dal pianoforte e coadiuvato dal controcanto femminile sul ritornello. Il pianto del pargolo si ricollega all'introduttiva Lustru, decretando la sventurata nascita dell'artista e la fine di questa emozionante prova.

Un'artista che durante l'LP non ha temuto i rischi derivanti dal mettersi in gioco in prima persona, che non ha esitato nell'affrontare in modo provocatorio e un po' canzonatorio il concetto di peccato, forse ormai superato dalla civiltà occidentale, ma ancora ben radicato nella cultura cristiana. E il fattore rilevante è che tutto ciò Agghiastru ce lo ha raccontato senza tralasciare la musica, ma anzi componendo alcune delle più interessanti parentesi della sua carriera, spaziando da un sound black old school al symphonic black ed includendo ovviamente splendidi innesti della tradizione musicale siciliana che rendono Piccatu (anche in virtù della tematica trattata) originale e scioccante al pari dei suoi predecessori.



VOTO RECENSORE
87
VOTO LETTORI
80 su 1 voti [ VOTA]
Morlock
Lunedì 5 Dicembre 2016, 20.50.28
2
Apprezzo tantissimo e ho condiviso diverse volte il palco con loro,ottimo disco ,ma il masterpiece rimarrà sempre Addisiu!
Tevildo75
Sabato 3 Dicembre 2016, 14.43.53
1
Altro disco fantastico, con alcune delle loro canzoni migliori, come Piccatu, Maleficu e Curu'
INFORMAZIONI
2004
Inch Productions
Folk/Black
Tracklist
1. Lustru (11/07/1975)
2. Cunsumu
3. Piccatu
4. Maleficu
5. Animacula
6. Vattiu
7. Ciuri Sacrificatu
8. Eva
9. Curù
Line Up
Agghiastru (Voce, tutti gli strumenti)
 
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