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Klimt 1918 - Sentimentale Jugend
12/12/2016
( 3006 letture )
Sono rimasti ormai in pochi a conoscere l’arte della tessitura. Saper predisporre l’ordito nel modo il più accurato e preciso possibile per poi attraversarlo coi fili colorati, di lana grezza o di iridescente seta, a formare la trama. Le dita che compiono con uno sforzo intenso, ma appena percettibile, una delicata, vigile danza per fondere in un unico manufatto strati diversi di materia. Vi sono lavori musicali che mi ricordano da vicino l’opera al telaio, metafora pregnante di un processo artistico atto a creare Bellezza attraverso il sapiente intreccio di fonemi e suoni.
I Klimt 1918 ci presentano oggi questo Sentimentale Jugend, titolo che proviene dall’omonimo progetto sperimentale che vide collaborare Alexander Hacke degli Einstürzende Neubauten e Christiane Flescherinow, autrice del bestseller, Noi Ragazzi dello Zoo di Berlino, a evocare non solo atmosfere contraddistinte da un malinconico algore, ma soprattutto uno specifico scenario underground fatto di emarginazione e creatività estrema, così spesso gemelle siamesi.

Esso è la generosa messe di otto anni di lontananza dalle scene ma non dal cuore della loro più alta ispirazione, a cui sono rimasti con evidenza fortemente adesi data l’omogeneità qualitativa dei venti brani pubblicati, quasi tutti di straordinario livello. Un doppio album che risponde proprio a questa ipertrofia creativa e che non era stato pensato fin dall’inizio nella forma che poi ha assunto, cosicché è ovvio non rivenire in esso un concept unitario né una distinzione stilistica e tematica tra il primo ed il secondo disco.
Parlavamo poc’anzi di tessitura. Ecco, Sentimentale Jugend non può non richiamare alla mente tale prassi artistica. L’ordito è la melodia, perché il sound dei Klimt 1918 è di matrice pop e su di essa si fonda in modo evidente. Un pop sognante e spesso rarefatto, di grande raffinatezza formale, sul quale s’innesta una trama sonora composta da fibre cangianti di matrice prevalentemente shoegaze e post-rock ad esaltarne i contenuti emotivi e ad addensarne, laddove necessario, la materia. Non mancano i riflessi new wave e post-punk ad arricchire d’iridate nuance il sound e permettere una più diversificata espressione delle emozioni veicolate dalla musica, che consistono essenzialmente nella malinconia e nell’ampio spettro delle sue declinazioni e ibridazioni.
Le chitarre di Marco Soellner e di Francesco Conte giocano un ruolo di primo piano sia quando formano un tessuto continuo e compatto sul quale si innestano gli altri strumenti sia quando intonano solitarie il loro canto colmo di nostalgia. Esse costituiscono peraltro il comparto più curato sia per la molteplicità dei modi in cui vengono impiegate che per la sicura e mai ridondante ricercatezza con la quale ne vengono effettati i suoni.
La sezione ritmica funge da solido sostrato per il lavoro delle sei corde: Paolo Soellner alla batteria eccelle in capacità di mimetismo, adattandosi ai passaggi più vari e vivificandoli con eleganza e capacità di definizione e cesello, mentre il basso di Pesola sostiene il sound col suo pulsare morbido ed al contempo saldo.
Su tutto, infine, la voce di Soellner che col suo timbro etereo così particolare si mostra abile nel seguire le melodie anche quando, come spesso accade in Sentimentale Jugend, si impennano in climax post-rock di grande impatto. Durante questi zenit emotivi essa si fa più aspra e alta in perfetta sincronia con l’andamento in crescendo della melodia, non perdendo mai in espressività. In Lycans Soellner affida il microfono all’amico Simone Salvatori degli Spiritual Front, con esiti ottimi.

Le suggestioni musicali vanno di pari passo con quelle ugualmente eterogenee (letterarie e personali) che danno vita ai testi. Per la prima volta compare un testo interamente in italiano, di natura intimista, dal titolo La Notte, mentre sono rispettivamente Dumas e Pasolini ad aver ispirato Montecristo e la strumentale Stupenda e Misera Città, composta da Francesco Conte, in cui la voce recita estratti da Il Pianto della Scavatrice, opera dell’intellettuale bolognese che con tanto struggimento ha amato la città che lo ha accolto e poi ucciso.
L’eleganza della musica si trasfonde mirabilmente anche nell’artwork: le splendide fotografie di Alessio Albi che ne fanno parte, nelle quali i particolari di un paesaggio come pure le figure umane emergono intatti da una nebbia densa e opalescente, esprimono in modo perfetto l’atmosfera rarefatta e malinconica di Sentimentale Jugend impreziosendone la veste editoriale.

Siamo entusiasti di Sentimentale Jugend, della forza del suo carattere espressa attraverso un linguaggio di grande originalità, nato dalla felice fusione di idiomi diversi, complesso eppure di esemplare immediatezza.
E forse, mi viene infine da pensare, siamo così sensibili ai suoi contenuti perché siamo noi, questa generazione che è pure la loro, ad essere un’“attempata” gioventù sentimentale, immalinconita dai ricordi, amareggiata dalle speranze tradite, tormentata da un presente che resta indifferente all’urgenza dei sogni.



VOTO RECENSORE
89
VOTO LETTORI
91 su 24 voti [ VOTA]
n.platz
Venerdì 27 Gennaio 2017, 18.41.33
7
Ma sbaglio ma hanno rielaborato alcuni pezzi del passato??
draKe
Giovedì 5 Gennaio 2017, 19.50.30
6
boh...io non riesco ad essere così entusiasta ma capisco che è un problema mio perchè questo cambiamento di genere verso lidi così eterei e distanti dal rock degli albori non sono in linea con ciò che ascolto...probabilmente devo concedergli molti ascolti per poterlo digerire; sento che le atmosfere sono indubbiamente le loro ma ci sono diverse soluzioni che mi fanno storcere il naso, per esempio la produzione che mette in primissimo piano le chitarre e la voce super effettate a discapito della ritmica che invece ritenevo un punto di forza negli stupendi "undressed momento" e "dopoguerra" (in particolare la cassa non la reggo proprio...stesso problema riscontrato nell'ultimo Anathema) oppure l'utilizzo del side chain in stile "elettronica", con la cassa che comprime tutto il resto...non so, sono scelte artistiche e solo il tempo potrà farmi cambiare opinione a riguardo. Per ora delusione dell'anno!
crisformetal
Sabato 24 Dicembre 2016, 21.57.48
5
acquistato al concerto di bologna della settimana scorsa....
MK
Domenica 18 Dicembre 2016, 2.37.45
4
Senza dubbio il migliore album italiano dell'anno, degli ultimi anni anche....preso il doppio CD a occhi chiusi, e mai 30 euri furono spesi meglio, nessuna canzone cala di qualità, un post shoegaze come non c'è al mondo. per me 99 La notte, Take my breath away e stupenda e misera città sono le sorprese. Artwork praticamente perfetto.
gamba.
Sabato 17 Dicembre 2016, 1.01.26
3
lycans la ascolti come se fosse la prima traccia di tutto il lavoro, con lo stesso entusiasmo di quando inizi il viaggio in un nuovo album. e la voce di simone non solo è perfettamente integrata, ma addirittura migliora l'intero brano facendolo spiccare più di tanti altri. ottimo lavoro comunque.
AdeL
Mercoledì 14 Dicembre 2016, 0.29.53
2
Recensione molto interessante! Atmosfere Italian-shoegazing. Mi spingo sopra il 90.
Graziano
Lunedì 12 Dicembre 2016, 13.10.51
1
Un'opera unica nel suo non genere da gustare con calma, magari di notte e in cuffia. Il ritorno di una band fonte di non poco orgoglio nazionale. Consiglio a tutti la splendida versione hardcover con entrambi i dischi e un album fotografico che ben si amalgama con la musica nebbiosa e soffocata dai due album.
INFORMAZIONI
2016
Prophecy Records
Post Rock
Tracklist
SENTIMENTALE
1. Montecristo
2. Comandante
3. La Notte
4. It Was To Be
5. Belvedere
6. Once We Were
7. Take My Breath Away
8. Sentimentale
9. Gaza Youth (Exist/Resist)

JUGEND
1. Nostalghia
2. Fracture
3. Ciudad Lineal
4. Sant’Angelo (The Sound &
The Fury)
5. Unemployed & Dreamrunner
6. The Hunger Strike
7. Resig-nation
8. Caelum Stellatum
9. Juvenile
10. Stupenda e Misera Città
11. Lycans
Line Up
Marco Soellner (Voce, Chitarra)
Francesco Conte (Chitarra)
Davide Pesola (Basso)
Paolo Soellner (Batteria, Percussioni)
 
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