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Varathron - His Majesty at the Swamp
24/12/2016
( 1562 letture )
Uscito in uno dei periodi più floridi della musica estrema, His Majesty at the Swamp è il debutto dei greci Varathron, gruppo tra i più simbolici della scena black greca. Il sound di quella scena è sempre stato particolare e molto diverso da quello più noto, ovvero quello nordico, ed è anche per questo che ha sempre affascinato gli ascoltatori ed ha aiutato tantissimo gruppi come i citati Varathron, Rotting Christ, Necromantia e via dicendo a farsi notare. Si trattava di una scena molto attiva, in cui i membri giravano spesso tra i vari gruppi collaborando di continuo.

Queste collaborazioni sono presenti anche in His Majesty at the Swamp, che vede la partecipazione dei fratelli Tolis e di altri musicisti coinvolti nei progetti citati e non. Uscito nell’agosto del 1993, il disco è in assoluto tra le colonne dello stile greco, mettendo in mostra tutte le caratteristiche di questo sound particolare e personale. La cattiveria spregiudicata dei gruppi nordici viene totalmente rigettata, optando per un approccio più tranquillo e, grande punto di forza di questi lavori, viene data incredibile attenzione al riff ed alla forma canzone dando molto respiro con delle soluzioni rivolte ad enfatizzare il pathos presente nei pezzi. Prevalgono quindi dei mid-tempo di scuola heavy ricchi di melodie (esaltate dal lavoro delle tastiere) ed uno stile vocale lontano dagli scream esasperati; il tutto è quindi molto orecchiabile, e per certi versi più accessibile, tanto che alcuni si sono chiesti se sia corretto definire questo stile come black metal. Non mancano ovviamente momenti più aggressivi (Flowers of my Mouth è probabilmente l’unico brano in cui esce fuori della vera e propria aggressività), ma questi non sono mai i protagonisti del disco; vere protagoniste sono invece le chitarre, autrici di riff sempre interessanti e di melodie molto ispirate e dal taglio sinistro che convincono anche quando i bpm scendono ulteriormente (Lustful Father, The River of my Souls). Da subito si notano similitudini con i primi Rotting Christ, ma la vera differenza tra i due gruppi sta nel modo in cui hanno sviluppato il sound: mentre i primi mettono in mostra più aggressività, i Varathron si concentrano di più sull’aspetto atmosferico della proposta, impegnandosi al massimo per ricreare le atmosfere Lovecraftiane tanto amate dai nostri e che trovano il loro apice nella splendida The Tressrising of Nyarlathotep (Act I). Altro punto in comune con la band dei fratelli Tolis è la produzione, ma questo avviene anche perché lo studio di registrazione era lo stesso. Sempre restando in ambito di produzione, nonostante l’utilizzo di una drum machine, il lavoro fatto per renderla il più “umana” possibile è buono, tenendo sempre conto che si tratta di un disco che ha più di vent’anni alle spalle (e nonostante ciò suona meglio di tanta roba moderna).

His Majesty at the Swamp è infine uno dei pilastri del black metal greco. Su un’ipotetica scala d’importanza, meriterebbe di diritto il secondo posto (il primo lo trovate qui), perché simbolo di un movimento che con il passare del tempo si è purtroppo andato perdendo. Nonostante l’ottimo Walpurgisnacht pubblicato due anni dopo infatti, sia i Varathron che i citati Rotting Christ si allontaneranno sempre più da questo stile, assumendo una forma totalmente diversa.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
80.66 su 6 voti [ VOTA]
Steelminded
Domenica 16 Giugno 2019, 23.52.24
6
Li ho visti di recente dal vivo. Sono bellissimi, sono i Rotting Christ dei primi tre dischi, quelli che piacevano a me e che non esistono più!!!
lisablack
Domenica 16 Giugno 2019, 12.23.44
5
Ah finalmente questa recensione, condivido tutto pure il voto, ottimo disco,e son d'accordo con Doom
Hopkins
Domenica 16 Giugno 2019, 11.42.20
4
Sarò impopolare ma questa x me è una band mediocre che ha prodotto CD mal suonati e peggio registrati. Come vengano considerati cult è davvero un mistero
Aceshigh
Venerdì 6 Aprile 2018, 14.22.04
3
Album di una certa importanza, come già evidenziato nella recensione. Un modo di fare black metal alternativo a quello scandinavo, con cui ci sono veramente pochi punti in comune. Piuttosto la loro proposta era più associabile a ciò che facevano - che ne so... - i Samael dei primi due dischi (con le dovute differenze, s'intende). Musica nera, cupa pur senza andare a tremila all'ora... 85 anche per me.
Pacino
Sabato 24 Dicembre 2016, 11.00.46
2
band di culto, questo album in particolare, purtroppo non ce l'ho, possiede Walpurgisnacht, che è il disco successivo e l'Ep The Lament of Gods, molto bellipure quelli, così come l'ultimo album dell'altranno mi pare...voto per questo disco 86!
Doom
Sabato 24 Dicembre 2016, 10.38.19
1
Grande Marco! Hai reso onore ad un gruppo che insieme a Rotting Christ e Necromantia aveva messo la Grecia sulla mappa del Black metal. Album zolforoso e maligno, che insieme allo split con i Necromantia e Walpurginacht rappresenta il loro meglio. Un black molto mediterraneo a tratti lento e cadenzato, a tratti veloce..molto vecchio stampo. Ottimi, peccato che dopo si perderanno...per tornare recentemente ma lo stile e' diverso. Voto 8,5
INFORMAZIONI
1993
Cyber Music
Black
Tracklist
1. His Majesty at the Swamp
2. Son of the Moon (Act II)
3. Unholy Funeral
4. Lustful Father
5. Nightly Kingdoms
6. Flowers of My Youth
7. The River of Souls
8. The Tressrising of Nyarlathotep (Act I)
Line Up
Necroabyssious (Voce)
Necroslaughter (Chitarra, Basso, Batteria)
Mutilator (Basso)

Musicisti ospiti:
Sakis Tolis (Chitarra nella traccia 4)
John (Chitarra nella traccia 8)
Stavros Mitropoulos (Chitarra nella traccia 8)
George Zacharopoulos (Tastiera)
Themis Tolis (Batteria nelle tracce 4, 8)
 
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