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Joe Cocker - I Can Stand a Little Rain
25/12/2016
( 364 letture )
I Can Stand a Little Rain rappresenta il quarto album da studio nella carriera del compianto Joe Cocker. Realizzato nell'agosto 1974, disegna la ripresa del nostro da una crisi artistica legata a problemi di salute che lo avevano stoppato. Questo album appare sin da subito segnato da temi più intimisti e soffusi, magari meno sgargianti rispetto al passato, ma avvenenti, attraenti, tanto che verrà considerato da critica e fans come il disco più bello della decade settantiana. 10 pezzi per una durata appena al di sotto dei 35 minuti, che prendono il là dall'ncontro di Joe con il trombettista Jim Price che fa da produttore a questo nuovo capitolo vinilitico, lui che era già stato alle dipendenze nella band da tour del singer dalla voce ruggente. Il parto e la maturazione del nuovo full lenght venne spiegata direttamente da Cocker con una sua dichiarazione rilasciata alla stampa del epoca, precisamente a Blank Space, anno di grazia 1979:

Jim ha rivitalizzato il mio interesse nella musica, mi chiamò e mi fece ascoltare You Are So Beautiful e I Can Stand a Little Rain che trovai subito molto belle, insomma quelle furono le scintille che mi fecero scoccare la voglia di tornare a lavorare su un processo di registrazione di un nuovo disco”.

Il performer per questo nuovo passo da studio ha lavorato con grandissimi nomi in sala di incisione, Chuck Rainey, Cornell Dupree, Bernard Purdie, due celeberrimi turnisti come i futuri Toto, David Paich e Jeff Porcaro, aggiungendo anche Randy Newman e Jimmy Webb, insomma un roster di collaboratori e musicisti, basta scorgere la line-up, da far invidia a chiunque. E con una lista così ricca di personaggi, quotati nel music-biz, non poteva che uscirne un gran bel lavoro, trascinato verso l’empireo delle chart dal singolo You Are So Beautiful, originariamente registrata da Billy Preston. Tutti gli arrangiamenti sono a cura di Jim Price e Jimmy Webb, il sound è smagliante e coinvolgente anche se attanagliato da una vena di tristezza e il titolo del disco, “posso sopportare una pioggerella” è sicuramente un paradigma delle condizioni fisiche e psicologiche del frontman inglese. Su questi solchi rinveniamo ancora la vocalità leonina del singer e l’uso del falsettone che lo ha reso celebre, il tutto all’insegna del genere rhythm and blues, che l’ha incoronato come uno dei cantanti più influenti nelle decadi passate. Energia e ritmo in Put Out The Light e I Get Mad, ma i toni sono singolarmente personali e mitigati, The Moon Is a Harsh Mistress e Don't Forget Me sono due ballate melanconiche, con un retrogusto amaro, che nascondono sofferenze assortite, mentre You Are So Beautiful è stato il vero traino commerciale per questo platter, tanto da arrivare alla quinta posizione nella Billboard Hot 100, entrando nella Grammy Hall of Fame Award del 2016. Una ballad pianistica ancora oggi magica nel suo mood e nelle vibrazioni che emana, mentre in It’s a Sin (When You Love Somebody) spicca ancora il pianoforte, ma sono preziose le partiture che corredano una gran bella performance vocale, corroborata da cori femminili profondi e neri nelle tonalità, terminando con Performance e Guilty che completano il timing. La prima si rivela uno scampolo d’atmosfera che si appunta sulle corde vocali del nostro con una buona dose di melodie, la seconda una ballata pianistica che sviluppa forte malinconia e mestizia, percorsa da screziature di tristezza pura.

Il progetto originario del cantante era quello di divulgare un doppio album, ma l’idea non piacque all’etichetta che bocciò la pianificazione, editando il lavoro in un singolo 33 giri, le canzoni rimaste come avanzi delle registrazioni, vennero poi racchiuse nel seguente Jamaica Say You Will, del ’75, che non riscosse un successo pari a quello di questa pubblicazione. Nel 2013 The Moon's a Harsh Mistress venne reincisa da Jimmy Webb, autore del pezzo, sviluppando un duetto-epitaffio con Cocker, versione che diventerà l’ultima performance del cantante prima della sua morte, avvenuta a 70 anni, nel suo ranch a Crawford, in Colorado, per un cancro ai polmoni. Per chi ama le note soft e la voce di Joe Cocker, questo lavoro risulta sicuramente imperdibile, una sorta di raccolta composta di buona musica, creata con grandi artisti, songwriter e strumentisti.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
30.5 su 2 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
1974
A&M Records
Rock/blues
Tracklist
1. Put Out the Light
2. I Can Stand a Little Rain
3. I Get Mad
4. Sing Me a Song
5. The Moon Is a Harsh Mistress
6. Don't Forget Me
7. You Are So Beautiful
8. It's a Sin (When You Love Somebody)
9. Performance
10. Guilty
Line Up
Joe Cocker (Voce)

Musicisti Ospiti
Merry Clayton (Cori)
Venetta Fields (Cori)
Sherlie Matthews (Cori)
Daniel Moore (Cori)
Henry McCullough (Chitarra)
Cornell Dupree (Chitarra)
Jay Graydon (Chitarra)
Ralph Hammer (Chitarra)
Ray Palmer (Chitarra)
Ray Parker, Jr. (Chitarra)
Randy Newman (Tastiere)
Nicky Hopkins (Tastiere)
Greg Mathieson (Tastiere)
Jimmy Webb (Tastiere)
Jim Price (Tastiere)
David Paich (Tastiere)
Richard Tee (Tastiere)
Peggy Sanduig (Tastiere)
Chuck Rainey (Basso)
Clydie King (Basso)
David McDaniels (Basso)
Chris Stewart (Basso)
Bernard "Pretty" Purdie (Batteria)
Ollie E. Brown (Batteria)
Jeff Porcaro (Batteria)
Jim Karstein (Batteria)
Jim Horn (Sax)
Trevor Lawrence (Sax)
Stewart Blumberg (Tromba)
Steve Madaio (Tromba)
Mayo Tiana (Trombone)
Jim Price (Trombone)
 
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