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Herman Frank - The Devil Rides Out
25/12/2016
( 590 letture )
Aver militato da protagonista in band quali Victory e Accept è più che sufficiente per poter considerare Herman Frank un musicista di spicco nel panorama heavy metal. Effettivamente, il chitarrista tedesco vanta una certa popolarità tra gli estimatori dell’heavy metal classico e in particolar modo in terra madre, in Germania, da sempre prolifica di fan devoti a questo genere, defender incalliti che troveranno in questo The Devil Rides Out diversi spunti per cui gioire. Edito dalla AFM Records, il nuovo disco di Herman Frank presenta dodici brani di heavy metal classico, perfettamente inquadrabili negli stilemi tipici del power tedesco, ovvero robusti e vigorosi pezzi ben impostati da potenti e veloci sezioni ritmiche e da riffing graffianti ed efficaci uniti da un cantato diretto e ruvido. Come prevedibile, le influenze che arricchiscono questo disco si possono facilmente identificare, oltre che nei già citati Accept e Victory, anche nei Primal Fear, nei Rage, nei Sinner e, seppur in forma minore, negli Scorpions. Tra le file della band del chitarrista tedesco compaiono musicisti professionisti ed affermati della scena, in primis Rick Altzi, cantante attualmente impegnato anche con i Masterplan e gli At Vance, Andrè Hilgers, ex batterista di Axxis e Rage e ancora in forza nei Silent Force, e infine, a completare la formazione, Michael Müller al basso, impegnato anche nei Jaded Heart.

Il nuovo disco a nome Herman Frank non stupisce quindi che sprigioni power metal di matrice tedesca dall’inizio alla fine, saldamente ancorato alla tradizione e con una qualità tecnica ineccepibile. Ne sono una prova brani quali l’opener Running Back, Can’t Take It, Run Boy Run, Run for Cover: onestissimi, energici, travolgenti e dal sapore decisamente famigliare, tanto da sfociare presto nel proverbiale “già sentito”. Per intenderci, il disco nel suo insieme è anche ben bilanciato, presenta episodi tirati nei pezzi sopra elencati, uniti ad episodi più cadenzati e rallentati quali Ballhog Zone o License to Kill, ma nell’insieme pecca di personalità. In tutti i brani, Rick Altzi si conferma un ottimo singer grazie alla sua apprezzabile timbrica e ad un’impostazione molto versatile che, unita alla compattezza della sezione ritmica e ai pregevoli riff e assoli di Herman Frank, confezionano dei brani stilisticamente perfetti e tecnicamente ineccepibili. Decisamente troppo manierismo e poco sentimento, però, che porta il disco a scorrere in maniera molto lineare, facendosi ascoltare senza particolari forzature, ma che allo stesso tempo regala poche emozioni o picchi. Anche negli ultimi brani le impressioni non cambiano, se infatti Stone Cold rincara la dose di power metal, in Dead or Alive si fa notare il chorus centrale talmente scontato da essere quasi irritante, esattamente come avviene nel chorus del pezzo di chiusura I Want It All.

Stesso discorso vale per la registrazione e la produzione, che restituiscono dei suoni cristallini, nitidi e ben bilanciati impreziosendo un prodotto tecnicamente perfetto, ma che di fatto nel suo complesso risulta troppo derivativo e sterile di personalità. The Devil Rides Out è, nonostante tutto, un buon disco, ideale per chi ama e si nutre di sonorità classicissime e che non cerca molto altro se non di ascoltare un’ora di puro ed onesto heavy metal, come quando si ha voglia della solita -ottima- birra pils dissetante: lo standard che non stanca. Un disco che di certo soddisferà molti, ma che probabilmente allo stesso tempo ne annoierà altrettanti perché, se è pur vero che in un genere come il power metal tedesco poco c’è da inventare, è altrettanto vero che la personalità è l’elemento che ha fatto e fa ancora la differenza delle band da cui derivano gli Herman Frank.



VOTO RECENSORE
68
VOTO LETTORI
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Sal Des
Martedì 5 Dicembre 2017, 2.42.21
3
Da defender fan quale sono ,dico che un buon disco di puro e vero metal se suonato con il cuore anima ....non è mai noioso!...La band solista è al massimo della forma....il vocalist poi è bravissimo ....timbrica graffiante ,spavalda ma allo stesso tempo intensa e melodica....più che il cantato urlato e stridulo di Udo ,mi ricorda un mix di Scott Soto e B.Dickinson...per non parlare delle ritmiche telluriche,gli assoli roboanti e le tonalità epicheggianti,riff compatti e rocciosi...in piena ortodossia Power e True metal teutonica ma non solo!.....il vero metal non è morto e per me questo è uno dei esempi!...grande Herman Frank's band!....voto 80!
lele
Venerdì 30 Dicembre 2016, 12.04.54
2
amo i power teutonico e amo gli accept e i suoi derivati...ma herman frank è tutto tranne che biondo.....
Metal Shock
Mercoledì 28 Dicembre 2016, 18.37.31
1
Questo album l`ho sentito parecchie volte, e nonostante sia molto derivativo, lo trovo un buon disco. Ci sono buone canzoni ed altre piu` odinarie. La voce di Altzi l`ho trovata molto buona e calzante, e Frank compie un buon lavoro alle chitarre. Nell`attesa dei dischi di Grave Digger e Accept un buon riscaldamento. Voto 75.
INFORMAZIONI
2016
AFM Records
Heavy
Tracklist
1. Running Back
2. Shout
3. Can’t Take It
4. No Tears in Heaven
5. Ballhog Zone
6. Run Boy Run
7. Thunder of Madness
8. License to Kill
9. Stone Cold
10. Dead or Alive
11. Run for Cover
12. I Want It All
Line Up
Rick Altzi (Voce)
Herman Frank (Chitarra)
Michael Müller (Basso)
André Hilgers (Batteria)
 
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