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Celeb Car Crash - People Are the Best Show
25/12/2016
( 412 letture )
Secondo full length per i Celeb Car Crash dopo l’album di debutto Ambush!. Nel tempo intercorso fra i due LP, la rock band formatasi nel 2012 a Faenza ha dato alle stampe anche due EP: Drinking in L.A. e ¡Mucha Lucha!. Quest’ultimo è stato prodotto grazie alla vittoria del “Red Bull Tourbus chiavi in mano”: un contest nazionale nel quale i CCC si sono imposti fra 1700 gruppi e che come premio prevedeva un tour di tre date assieme ai Lacuna Coil. Insomma, i quattro ragazzi romagnoli si sono dati da fare prima dell’uscita di People Are the Best Show. Il nuovo disco è un connubio fra grunge e alternative rock, ma non va sottovalutata l’impronta punk, che lascia le sue tracce in più di un’occasione.

Mettiamo subito i puntini sulle i: la sezione ritmica è il vero punto di forza dell’album. Quando basso e soprattutto batteria riescono ad emergere al di fuori della stretta morsa creata dalle due chitarre nascono buoni brani, come l’opener Let Me In e Stereo (The Body of Christ): pezzi veloci ed immediati, dove Michelangelo Naldini è libero di apportare strappi ed accelerazioni picchiando i rullanti e concedendo badilate notevoli sui piatti, in modo da accompagnare i suoi fedeli compagni di viaggio verso un rock alquanto pesante. Purtroppo in linea generale ai due strumenti ritmici è lasciato poco spazio, poiché vengono predilette le linee melodiche esercitate dalle chitarre; peraltro non è ben chiaro il ruolo della solista, la quale talvolta sembra distaccarsi dal suo compito per intraprendere operazioni poco in linea con l’armonia generale della canzone (vedi Hangin’ on a Rope), mentre nella maggior parte dei casi è poco significativa, in quanto si limita a seguire gli altri strumenti senza donare il benché minimo apporto individuale. Ciò non toglie che durante l’LP siano disseminati espedienti interessanti: Outdone inizialmente ha un retrogusto western, poi ricorda i Pearl Jam, infine regala inaspettatamente una conclusione densa e tirata; il ritornello dell’alternativa January mette in risalto la voce sporca del singer, il quale si accompagna con delle plettrate caustiche. Il resto si muove su linee melodiche post grunge rabbiose e adolescenziali decretando un confine labile fra il piacere e la noia. È in tal senso che nascono esecuzioni abbastanza riuscite come Murder Party e Enemy’s Desire (anche se su quest’ultima la produzione anni 90 dà la sensazione di un brano poco spontaneo, costruito a tavolino); ma scaturisce pure un pezzo pesantissimo da assorbire come Hello, ’Morning. Il sottile filo conduttore che lega le diverse tracce viene orribilmente spezzato dalla conclusiva Nearly in Bloom: una ballad sciapa, estremamente distaccata dal resto del contesto. Ci sono inoltre ben due minuti di silenzio prima del finale affidato al pianoforte, che sinceramente poteva esserci risparmiato, dato che non se ne comprende la ragion d’essere.

Metaforicamente parlando, People Are the Best Show potrebbe essere descritto come un fiume che segue il corso alternative prediletto dalla band per poi ramificarsi in due correnti diverse: una indirizzata verso il punk rock scanzonato, di forte impatto e generalmente appetibile per i palati rustici; l’altra che defluisce nel grunge avvilente, complesso e meticoloso. Tutto sommato, però, non è tanto questo o quel genere a stabilire la riuscita del disco, bensì la struttura dei singoli brani: decisamente ottima laddove la sezione ritmica prende in mano la situazione relegando le chitarre al ruolo di comprimarie, ai limiti della sufficienza quando sono proprio le sei corde a determinare il sound sfruttando la maggior enfasi concessa ad esse dal mixer.



VOTO RECENSORE
66
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2016
1981 Records
Alternative Rock
Tracklist
1. Let Me In
2. Because I’m Sad
3. The Whereabouts
4. Outdone
5. Hello, ’Morning
6. Murder Party
7. January
8. Enemy’s Desire
9. Stereo (The Body of Christ)
10. Hangin’ on a Rope
11. Nothing New Under the Rope
12. Nearly in Bloom
Line Up
Nicola Briganti (Voce, Chitarra)
Carlo Alberto Morini (Chitarra solista)
Simone Benati (Basso)
Michelangelo Naldini (Batteria)
 
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